mercoledì 4 febbraio 2026

Gioca d'anticipo sul danno polmonare: lo screening che rivela ciò che non senti ancora!

"105.000 tumori all’anno legati al fumo" - ecco quanto emerge dal Convegno nazionale organizzato in occasione della “Giornata Mondiale contro il Cancro” (04.02.2026). Può sembrare un dato astratto, ma per chi fuma i rischi futuri spesso si scontrano con l’urgenza del presente e la morsa della dipendenza. Il Centro Antifumo Quit di Aversa, in collaborazione con il Polo Radiologico del DS17 di Aversa, ha avviato da circa 6 mesi un percorso di prevenzione con TC toracica a basso dosaggio (LDCT) nella fascia d’età 55-75 anni. In questo contesto, il lavoro del Polo Radiologico si è rivelato particolarmente prezioso grazie alla dedizione e alla competenza del personale medico e tecnico; infatti, la struttura garantisce tempi di attesa ridottissimi e una refertazione estremamente rapida, permettendo ai pazienti di ottenere risposte tempestive soprattutto per i casi più urgenti e complessi. Questo monitoraggio radiologico ha rivelato un quadro allarmante di danni strutturali correlati al fumo:
-Micronoduli polmonari in oltre il 90% dei pazienti
-Strie di fibrosi, cioè cicatrici permanenti nel polmone, in più della metà dei pazienti
-Calcificazioni ateromasiche in oltre il 40% dei casi
-Segni di enfisema in oltre un terzo dei pazienti.
Inoltre, la LDCT ha evidenziato reperti patologici scoperti casualmente a carico di aorta, fegato e tiroide in una percentuale significativa di casi, confermando che il fumo è un fattore di rischio sistemico che accelera l’invecchiamento e danneggia l’intero organismo.
Questi dati rafforzano l’importanza della campagna “5 euro contro il fumo”: il 27% di tutti i tumori è causato dal fumo, che crea un ambiente di infiammazione cronica e danno cellulare favorevole allo sviluppo del cancro. Ogni firma raccolta è un atto concreto di prevenzione.
Dunque le azioni necessarie sono rappresentate innanzitutto dall’aumento del prezzo delle sigarette; il disincentivo economico rappresenta, infatti, la misura più efficace per scoraggiare l’inizio del fumo tra i giovani e per incentivare la cessazione tra gli adulti.
Magari questi 5 € in più potranno essere destinati a risorse per potenziare i Centri Antifumo, estendere i programmi di screening LDCT su larga scala e sostenere la ricerca e le cure oncologiche innovative, finanziando quindi interventi di prevenzione e cura.
Firmare la proposta sulla piattaforma del Ministero della Giustizia significa offrire un futuro diverso a migliaia di persone, evitando che i polmoni pieni di micronoduli e segni di enfisema diventino la norma.
La cessazione del fumo è l’intervento più efficace per rallentare drasticamente la progressione del danno, attivando i meccanismi di riparazione dell’organismo e riducendo immediatamente il rischio di cancro e eventi cardiovascolari.
La lotta al tabagismo si combatte su più fronti: quello politico-economico, con misure come l’aumento del prezzo, e quello clinico-personale, con prevenzione e supporto alla cessazione. I polmoni dei pazienti, come evidenziato dalle indagini LDCT, testimoniano l’urgenza di agire con decisione su entrambi i fronti. Perché il danno spesso è già lì, in silenzio. Agire prima che si manifesti è la vera sfida, e la vera speranza.

La campagna (https://5eurocontroilfumo.it), la prima del genere mai realizzata in Italia, è promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. L’obiettivo è contrastare il tabagismo, primo fattore di rischio oncologico evitabile. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Guglielmo Lauro
medico
Grafico Firmatari Referendum

Accisa sui prodotti da fumo per il SSN

Raccolta firme per referendum popolare

Firmatari: 19,838 / 50,000
39%
39%
Oggi
19,838 firme
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Basata sull'andamento attuale
Dati Storici
Proiezione
Obiettivo 50.000
Firmatari attuali 19,838
Obiettivo 50,000
Mancanti 30,162
📅 Timeline raccolta firme online

Il periodo di raccolta firme online è iniziato il 20 gennaio 2026 e durerà 6 mesi, con scadenza prevista intorno al 20 luglio 2026.

Data Inizio 20 Gen 2026
Oggi Caricamento...
Data Scadenza 20 Lug 2026
Dati aggiornati automaticamente: Caricamento...
⚡ I dati si aggiornano automaticamente ogni 5 minuti

sabato 20 dicembre 2025

Studio osservazionale retrospettivo dell’attività di Screening Polmonare su una coorte di pazienti afferenti al Centro Antifumo nel III quadrimestre del 2025



Introduzione
Il fumo di tabacco rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per il cancro polmonare, responsabile di circa l'85% dei casi diagnosticati, e contribuisce significativamente anche a patologie croniche ostruttive (BPCO), enfisema e malattie interstiziali polmonari subcliniche. I programmi di screening con tomografia computerizzata toracica a bassa dose (LDCT) hanno dimostrato, attraverso trial randomizzati come il National Lung Screening Trial (NLST) e studi europei recenti, una riduzione della mortalità specifica per tumore polmonare del 20-24% nei soggetti ad alto rischio (età 55-74 anni, ≥30 pack-years, fumatori o ex-fumatori da ≤15 anni). Tuttavia, tali programmi intercettano prevalentemente reperti non neoplastici correlati al fumo (enfisema nel 40-50%, alterazioni interstiziali nel 50-60%, micronoduli multipli nel 50-70%) e reperti patologici cardiovascolari/extrapolmonari scoperti casualmente, offrendo opportunità di valutazione multidisciplinare del rischio globale.
In Italia, l'implementazione dello screening LDCT è ancora limitata a contesti pilota, come quello del Centro Antifumo Quit di Aversa (Dipartimento delle Dipendenze ASL Caserta) in collaborazione con il Polo Radiologico del Distretto 17 Aversa (Coordinamento delle Attività Territoriali e Cure Primarie ASL Caserta). Questo studio osservazionale retrospettivo analizza i reperti LDCT in una coorte di 27 pazienti afferenti al Centro Antifumo di Aversa (ASL Caserta) nel III quadrimestre 2025, classificandoli in categorie fumo-correlate (enfisema, interstiziopatie, bronchiectasie, noduli) e non correlate (aterosclerosi vascolare, reperti patologici casuali tiroidei/epatici/mammari), al fine di quantificarne la prevalenza, identificare correlazioni con lo status tabagico e confrontarli con la letteratura internazionale recente. I risultati mirano a supportare l'integrazione dello screening LDCT nei percorsi di disassuefazione tabagica, evidenziando il danno polmonare subclinico e le comorbilità intercettate precocemente in questa popolazione.

Metodi e popolazione
Studio osservazionale retrospettivo su 27 referti consecutivi di LDCT torace eseguiti a scopo di screening polmonare in pazienti afferenti al Centro Antifumo nel III quadrimestre 2025 (settembre–dicembre). I criteri di invio ricalcano le raccomandazioni internazionali: età 55–75 anni, ≥30 pack‑years, fumatore attivo o ex‑fumatore da ≤15 anni, oppure forte fumatore con CO insolitamente basso rispetto al profilo di consumo.
Per ciascun paziente sono stati estratti e classificati i reperti polmonari, pleurici, mediastinici e extrapolmonari, distinguendo reperti correlabili al fumo (pattern enfisematosi/BPCO, interstiziopatie lievi-moderate, noduli/micronoduli tipici del fumo) da reperti patologici rilevati casualmente non direttamente correlabili (vascolari, tiroidei, epatici, mammari, scheletrici). Le frequenze sono espresse come numero di pazienti/27 e percentuale.

Panoramica della coorte
Totale pazienti: 27 + 4 in corso (totale 31 pazienti)
Età media: 64 anni (range 54–76)
Fumatori attuali: 15 (55.6%)
Ex-fumatori: 12 (44.4%) – astensione da 2 mesi a 2 anni

reperti radiologici polmonari

N.Pazienti

%

Correlazione con fumo

Enfisema / Bolle enfisematose

10

37.0%

Molto alta

Micronoduli (<8 mm)

25

92.6%

Alta

Opacità GGO (ground glass)

10

37.0%

Alta

Ispessimento interstiziale

13

48.1%

Alta

Strie fibrodisventilatorie / Fibrosi

14

51.9%

Alta

Bronchiectasie

4

14.8%

Alta

Ispessimento bronchiale

3

11.1%

Alta

Noduli solidi >8 mm

4

14.8%

Medio-Alta

Calcificazioni ateromasiche

11

40.7%

Media (fattore di rischio)

Linfoadenopatie (reattive)

6

22.2%

Media (infiammazione cronica)

Noduli calcifici

8

29.6%

Bassa (esiti infiammatori)


Tabella 1: dei reperti radiologici polmonari rilevati

reperti radiologici Extrapolmonari

N.Pazienti

%

Correlazione con fumo

Patologie aortiche (ectasia/dissecazione)

3

11.1%

Media (fattore di rischio)

Reperti epatici (aree ipodense)

3

11.1%

Bassa

Reperti mammari (noduli calcifici)

2

7.4%

Bassa

Reperti tiroidei

2

7.4%

Bassa

Reperti ossei (benigni)

2

7.4%

Bassa


Tabella 2: dei reperti radiologici extrapolmonari rilevati

Reperti radiologici isolati (litiasi biliare, esiti post-traumatici, etc.) non sono stati presi in considerazione.

Età e progressione del danno
Pazienti oltre i 65 anni mostrano più frequentemente calcificazioni vascolari e fibrosi avanzata.
I giovani fumatori (50–60 anni) presentano già enfisema precoce e micronoduli, indicando una rapida progressione del danno. Negli ex‑fumatori di maggiore anzianità di astinenza prevalgono esiti stabili (noduli calcifici, fibrosclerosi apicale, strie fibrotiche) e, pur in presenza di enfisema residuo, si osserva minore dinamica evolutiva di GGO e micronoduli.

Pattern radiologici riscontrati sui fumatori
Il 70% dei pazienti mostra un’associazione di almeno 3 reperti correlati al fumo. Di questi la combinazione più frequente è ispessimento interstiziale + micronoduli + calcificazioni vascolari, presente in un terzo dei casi. Questo quadro è coerente con il concetto di smoking‑related interstitial lung abnormalities (SRILD), che nei trial LDCT sono associate a declino della funzione respiratoria e a maggiore mortalità (1, 2).
La frequente associazione fra danno polmonare da fumo (BPCO, enfisema, ILD lieve) e malattia vascolare avanzata riflette l’ampia letteratura che collega BPCO, enfisema e aumento del rischio cardiovascolare e di mortalità globale nei fumatori.

DISCUSSIONE
In questa coorte di 27 pazienti ad alto rischio per storia di fumo, lo screening LDCT ha evidenziato un’elevatissima prevalenza di alterazioni polmonari strutturali (93% con noduli/micronoduli), confermando il ruolo del tabacco come principale agente lesivo per il parenchima polmonare.
I reperti più frequenti – fibrosi, ispessimento interstiziale ed enfisema – sono tipici della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e della bronchite cronica, entrambe direttamente correlate al fumo. La contemporanea presenza di calcificazioni ateromasiche in oltre il 40% dei casi sottolinea l’impatto sistemico del tabagismo, con coinvolgimento cardiovascolare.
La coesistenza di enfisema e noduli multipli, soprattutto ai lobi superiori, costituisce un pattern ad aumentato rischio oncologico, ben documentato dalla letteratura che associa la presenza di enfisema visibile a CT e di noduli multipli a un incremento del rischio di tumore del polmone e di mortalità specifica. Parallelamente, la significativa quota di reperti cardiovascolari maggiori (ateromasia, ectasie e dissezioni aortiche) evidenzia come lo screening polmonare con LDCT, se integrato in percorsi multidisciplinari, permetta non solo la diagnosi precoce di neoplasie, ma anche l’identificazione e il trattamento tempestivo delle comorbilità cardiovascolari nei fumatori.
La presenza di noduli solidi >8 mm in 4 pazienti (14.8%) richiama l’attenzione sull’alto rischio oncologico in questa popolazione, giustificando pienamente lo screening LDCT.

Conclusioni
Il fumo di tabacco è il principale fattore eziologico dei reperti polmonari riscontrati, con pattern tipici di danno cronico (enfisema, fibrosi, bronchite).
L’impatto è sistemico: oltre il 40% dei pazienti mostra segni di aterosclerosi accelerata.
La cessazione del fumo è di fondamentale importanza per rallentare la progressione dei danni correlati al tabagismo, ma il danno strutturale può essere permanente.
Nel complesso, lo studio osservazionale retrospettivo su questa coorte conferma la stretta correlazione tra esposizione cronica al fumo e danno polmonare strutturale subclinico, rafforza il razionale dell’LDCT come strumento di screening oncologico e di stratificazione globale del rischio e sottolinea il ruolo cruciale della cessazione del fumo per rallentare la progressione delle alterazioni già presenti e ridurre il rischio di esiti oncologici e cardiovascolari avversi.
Lo screening LDCT si conferma uno strumento essenziale non solo per la diagnosi precoce di neoplasie, ma anche per la valutazione del danno polmonare cronico e la pianificazione di interventi terapeutici e preventivi.

1. Sanjay Mukhopadhyay, Irene Sansano: Smoking-Related Interstitial Lung Disease: Historical Perspective and Advances in the Twenty-first Century. Surg Pathol Clin. 2024 Jun;17(2):159-171.
2. Namiko Taniuchi, Yoshinobu Saito, Norio Motoda, Masahiro Seike: Smoking-Related Interstitial Fibrosis and Smoker's Macrophages. J Nippon Med Sch. 2024 Mar 9;91(1):20-27. 

Guglielmo Lauro
medico
Mariangela Guaglione
medico

venerdì 1 agosto 2025

Centro Antifumo Quit di Aversa: un ponte tra la popolazione a rischio e i servizi diagnostici per lo screening polmonare

Nell’ambito delle strategie regionali e nazionali di sanità pubblica, la prevenzione oncologica rappresenta un caposaldo irrinunciabile. L’ASL Caserta, in linea con le direttive del Ministero della Salute e delle evidenze scientifiche internazionali, avvia lo screening polmonare con Tomografia Computerizzata a Basse Dosi (LDCT), strumento riconosciuto efficace per ridurre la mortalità del tumore polmonare nei forti fumatori ed ex-fumatori.

A differenza di altri screening oncologici consolidati (come quelli per il cancro al seno, al colon-retto o alla cervice uterina), lo screening polmonare gratuito in Italia è ancora una realtà limitata, legata principalmente alla Rete Italiana per lo Screening Polmonare (RISP). Tuttavia, in Campania, gli arruolamenti attraverso la RISP hanno subito ripetute interruzioni, lasciando un vuoto assistenziale che l’ASL Caserta, grazie alla delibera del Direttore Generale Amedeo Blasotti, ha deciso di colmare con un’iniziativa autonoma e strutturata.
A partire da settembre 2025, il Centro Antifumo Quit di Aversa afferente al Dipartimento Dipendenze dell'ASL Caserta, riprenderà il suo ruolo fondamentale nel programma di screening oncologico polmonare, diventando il punto di riferimento per l’identificazione e l’invio dei pazienti a rischio. Questo rappresenta un cambio di passo decisivo, soprattutto in un territorio come quello campano, dove l’accesso a percorsi di screening polmonare è stato finora disomogeneo e carente.
Grazie a un Protocollo d’Intesa siglato tra il Dipartimento delle Dipendenze e il Coordinamento delle Attività Territoriali e Cure Primarie, il Centro Antifumo collaborerà attivamente con il Polo Radiologico del Distretto 17-19, garantendo un flusso organizzato e tempestivo dei pazienti verso gli esami diagnostici.
Il suo ruolo va ben oltre la semplice intermediazione, ma interviene nei seguenti punti.
1.    Selezione mirata dei pazienti:
    
ØApplicando criteri rigorosi (forti fumatori o ex-fumatori tra i 55 e i 75 anni) per individuare chi potrebbe trarre maggior beneficio dallo screening.
     ØEvitando esami inutili a persone a basso rischio, ottimizzando le risorse disponibili.
2.    Intercettazione attiva della popolazione a rischio
 
ØSfruttando il suo accesso privilegiato ai fumatori, già inseriti in percorsi di disassuefazione, per sensibilizzarli sull’importanza della diagnosi precoce.
 
ØSuperando il problema della bassa adesione spontanea, tipica di uno screening ancora poco conosciuto.
3.    Coordinamento con i servizi diagnostici
   
ØGarantendo un passaggio rapido e strutturato dal counseling antifumo alla LDCT, riducendo i tempi di attesa e gli abbandoni.
   
ØCollaborando con i radiologi per un monitoraggio continuo dei risultati e l’eventuale avvio di percorsi terapeutici.
Il protocollo si estenderà per il periodo 2025-2027, con possibilità di rinnovo in base ai risultati e alla sostenibilità economica. L’obiettivo a lungo termine è estendere il modello ad altri distretti sanitari, creando una rete regionale che possa sopperire alle carenze della RISP e garantire equità di accesso alle cure.
Il Centro Antifumo Quit di Aversa si conferma un presidio sanitario strategico, in grado di coniugare prevenzione, diagnosi precoce e appropriatezza clinica. In un contesto dove il tumore al polmone rimane la prima causa di morte oncologica, questa iniziativa rappresenta non solo un’opportunità di salvare vite, ma anche un modello replicabile per colmare il divario tra Nord e Sud nella lotta al cancro.

Guglielmo Lauro
medico

domenica 20 luglio 2025

Lo svapo e il fumo tra gli adolescenti in Italia: un allarme sociale e sanitario


I dati più recenti tratti dall'Atlante dell'Infanzia (a rischio) 2025 di Save the Children, che attingono alle rilevazioni ESPAD (European school Survey Project on Alcohol and other Drugs), dipingono un quadro preoccupante: l'adolescenza è la fase cruciale in cui attecchisce e si sviluppa la dipendenza da nicotina in Italia. Il fumo, e soprattutto lo svapo, sono ormai pratiche diffuse e normalizzate tra gli studenti.

Il sorpasso delle sigarette elettroniche
Se il fumo tradizionale si mantiene su livelli stabili ma allarmanti, è il mondo delle sigarette elettroniche a registrare un vero e proprio boom. Lo svapo ha ormai superato le sigarette a combustione tra gli adolescenti.

Indicatore

Hanno fumato/svapato almeno una volta nella vita

Hanno fumato/svapato nel 2024

fumo/svapo quotidiano

Tabacco (Sigarette tradizionali)

1,2 milioni di studenti (48%)

970 mila studenti (39%)

510 mila studenti (21%)

Sigaretta Elettronica (Svapo)

1,25 milioni di ragazzi (50%)

990 mila ragazzi (40%)

Dati non forniti


L'età dell'inizio e il fattore genere
Il dato più cruciale per la prevenzione è l'età del primo approccio, che è sempre più precoce. L'aumento delle percentuali di chi inizia prima dei 15 anni rappresenta un forte campanello d'allarme sociale.

Età di Inizio

Svapo (Sigaretta Elettronica)

Tabacco (Sigarette tradizionali)

Prima dei 15 anni

47%

38% (Dato in crescita)

Tra i 15 e i 17 anni

52%

58%


La dimensione del rischio e le differenze di genere
Contrariamente agli stereotipi del passato, le ragazze mostrano percentuali di utilizzo superiori rispetto ai coetanei maschi, sia per il fumo che per lo svapo. Questo picco femminile impone la necessità di comprendere le specifiche pressioni sociali e i meccanismi di marketing che le intercettano in modo mirato.
La sigaretta elettronica, spesso percepita erroneamente come "innocua", si è trasformata nella porta d'ingresso principale al mondo della nicotina, creando una dipendenza in una fetta enorme della popolazione giovanile.

Chiamata all'azione: un Intervento coordinato
Quello che emerge non è solo una statistica sanitaria, ma la fotografia di un profondo rischio educativo e sociale. La lotta al tabagismo e alla dipendenza giovanile non può più limitarsi a messaggi generici e poco incisivi.
È necessaria un'azione coordinata e mirata che agisca su tre fronti principali:
1. Educazione precoce: Interventi capillari e continuativi già nelle scuole medie (scuole secondarie di primo grado), per smontare il mito dell'"innocuità" dello svapo e informare sui rischi reali della dipendenza da nicotina.
2. Regolamentazione stringente: Normative più severe per la vendita, estese in modo specifico anche alle ricariche per e-cig e ai prodotti senza nicotina, per limitare l'accesso da parte dei minori.
3. Campagne di comunicazione efficaci: La lotta al tabagismo giovanile non può più limitarsi a messaggi generici. Sviluppo di messaggi che utilizzino il linguaggio dei ragazzi e che siano capaci di contrastare la normalizzazione e l'attrattiva del fumo e dello svapo. 
Il futuro di oltre un milione di adolescenti italiani che hanno sperimentato o sono dipendenti dalla nicotina dipende dalla nostra capacità di intervenire in modo deciso e strutturato.
Guglielmo Lauro
medico