sabato 20 dicembre 2025

Studio osservazionale retrospettivo dell’attività di Screening Polmonare su una coorte di pazienti afferenti al Centro Antifumo nel III quadrimestre del 2025



Introduzione
Il fumo di tabacco rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per il cancro polmonare, responsabile di circa l'85% dei casi diagnosticati, e contribuisce significativamente anche a patologie croniche ostruttive (BPCO), enfisema e malattie interstiziali polmonari subcliniche. I programmi di screening con tomografia computerizzata toracica a bassa dose (LDCT) hanno dimostrato, attraverso trial randomizzati come il National Lung Screening Trial (NLST) e studi europei recenti, una riduzione della mortalità specifica per tumore polmonare del 20-24% nei soggetti ad alto rischio (età 55-74 anni, ≥30 pack-years, fumatori o ex-fumatori da ≤15 anni). Tuttavia, tali programmi intercettano prevalentemente reperti non neoplastici correlati al fumo (enfisema nel 40-50%, alterazioni interstiziali nel 50-60%, micronoduli multipli nel 50-70%) e incidentalomi cardiovascolari/extrapolmonari, offrendo opportunità di valutazione multidisciplinare del rischio globale.
In Italia, l'implementazione dello screening LDCT è ancora limitata a contesti pilota, come quello del Centro Antifumo Quit di Aversa (Dipartimento delle Dipendenze ASL Caserta) in collaborazione con il Polo Radiologico del Distretto 17 Aversa (Coordinamento delle Attività Territoriali e Cure Primarie ASL Caserta). Questo studio osservazionale retrospettivo analizza i reperti LDCT in una coorte di 27 pazienti afferenti al Centro Antifumo di Aversa (ASL Caserta) nel III quadrimestre 2025, classificandoli in categorie fumo-correlate (enfisema, interstiziopatie, bronchiectasie, noduli) e non correlate (aterosclerosi vascolare, incidentalomi tiroidei/epatici/mammari), al fine di quantificarne la prevalenza, identificare correlazioni con lo status tabagico e confrontarli con la letteratura internazionale recente. I risultati mirano a supportare l'integrazione dello screening LDCT nei percorsi di disassuefazione tabagica, evidenziando il danno polmonare subclinico e le comorbilità intercettate precocemente in questa popolazione.

Metodi e popolazione
Studio osservazionale retrospettivo su 27 referti consecutivi di LDCT torace eseguiti a scopo di screening polmonare in pazienti afferenti al Centro Antifumo nel III quadrimestre 2025 (settembre–dicembre). I criteri di invio ricalcano le raccomandazioni internazionali: età 55–75 anni, ≥30 pack‑years, fumatore attivo o ex‑fumatore da ≤15 anni, oppure forte fumatore con CO insolitamente basso rispetto al profilo di consumo.
Per ciascun paziente sono stati estratti e classificati i reperti polmonari, pleurici, mediastinici e extrapolmonari, distinguendo reperti correlabili al fumo (pattern enfisematosi/BPCO, interstiziopatie lievi-moderate, noduli/micronoduli tipici del fumo) da reperti non direttamente correlabili (incidentalomi vascolari, tiroidei, epatici, mammari, scheletrici). Le frequenze sono espresse come numero di pazienti/27 e percentuale.

Panoramica della coorte
Totale pazienti: 27 + 4 in corso (totale 31 pazienti)
Età media: 64 anni (range 54–76)
Fumatori attuali: 15 (55.6%)
Ex-fumatori: 12 (44.4%) – astensione da 2 mesi a 2 anni

reperti radiologici polmonari

N.Pazienti

%

Correlazione con fumo

Enfisema / Bolle enfisematose

10

37.0%

Molto alta

Micronoduli (<8 mm)

25

92.6%

Alta

Opacità GGO (ground glass)

10

37.0%

Alta

Ispessimento interstiziale

13

48.1%

Alta

Strie fibrodisventilatorie / Fibrosi

14

51.9%

Alta

Bronchiectasie

4

14.8%

Alta

Ispessimento bronchiale

3

11.1%

Alta

Noduli solidi >8 mm

4

14.8%

Medio-Alta

Calcificazioni ateromasiche

11

40.7%

Media (fattore di rischio)

Linfoadenopatie (reattive)

6

22.2%

Media (infiammazione cronica)

Noduli calcifici

8

29.6%

Bassa (esiti infiammatori)


Tabella 1: dei reperti radiologici polmonari rilevati

reperti radiologici Extrapolmonari

N.Pazienti

%

Correlazione con fumo

Patologie aortiche (ectasia/dissecazione)

3

11.1%

Media (fattore di rischio)

Reperti epatici (aree ipodense)

3

11.1%

Bassa

Reperti mammari (noduli calcifici)

2

7.4%

Bassa

Reperti tiroidei

2

7.4%

Bassa

Reperti ossei (benigni)

2

7.4%

Bassa


Tabella 2: dei reperti radiologici extrapolmonari rilevati

Reperti radiologici isolati (litiasi biliare, esiti post-traumatici, etc.) non sono stati presi in considerazione.

Età e progressione del danno
Pazienti oltre i 65 anni mostrano più frequentemente calcificazioni vascolari e fibrosi avanzata.
I giovani fumatori (50–60 anni) presentano già enfisema precoce e micronoduli, indicando una rapida progressione del danno. Negli ex‑fumatori di maggiore anzianità di astinenza prevalgono esiti stabili (noduli calcifici, fibrosclerosi apicale, strie fibrotiche) e, pur in presenza di enfisema residuo, si osserva minore dinamica evolutiva di GGO e micronoduli.

Pattern radiologici riscontrati sui fumatori
Il 70% dei pazienti mostra un’associazione di almeno 3 reperti correlati al fumo. Di questi la combinazione più frequente è ispessimento interstiziale + micronoduli + calcificazioni vascolari, presente in un terzo dei casi. Questo quadro è coerente con il concetto di smoking‑related interstitial lung abnormalities (SRILD), che nei trial LDCT sono associate a declino della funzione respiratoria e a maggiore mortalità (1, 2).
La frequente associazione fra danno polmonare da fumo (BPCO, enfisema, ILD lieve) e malattia vascolare avanzata riflette l’ampia letteratura che collega BPCO, enfisema e aumento del rischio cardiovascolare e di mortalità globale nei fumatori.

DISCUSSIONE
In questa coorte di 27 pazienti ad alto rischio per storia di fumo, lo screening LDCT ha evidenziato un’elevatissima prevalenza di alterazioni polmonari strutturali (93% con noduli/micronoduli), confermando il ruolo del tabacco come principale agente lesivo per il parenchima polmonare.
I reperti più frequenti – fibrosi, ispessimento interstiziale ed enfisema – sono tipici della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e della bronchite cronica, entrambe direttamente correlate al fumo. La contemporanea presenza di calcificazioni ateromasiche in oltre il 40% dei casi sottolinea l’impatto sistemico del tabagismo, con coinvolgimento cardiovascolare.
La coesistenza di enfisema e noduli multipli, soprattutto ai lobi superiori, costituisce un pattern ad aumentato rischio oncologico, ben documentato dalla letteratura che associa la presenza di enfisema visibile a CT e di noduli multipli a un incremento del rischio di tumore del polmone e di mortalità specifica. Parallelamente, la significativa quota di reperti cardiovascolari maggiori (ateromasia, ectasie e dissezioni aortiche) evidenzia come lo screening polmonare con LDCT, se integrato in percorsi multidisciplinari, permetta non solo la diagnosi precoce di neoplasie, ma anche l’identificazione e il trattamento tempestivo delle comorbilità cardiovascolari nei fumatori.
La presenza di noduli solidi >8 mm in 4 pazienti (14.8%) richiama l’attenzione sull’alto rischio oncologico in questa popolazione, giustificando pienamente lo screening LDCT.

Conclusioni
Il fumo di tabacco è il principale fattore eziologico dei reperti polmonari riscontrati, con pattern tipici di danno cronico (enfisema, fibrosi, bronchite).
L’impatto è sistemico: oltre il 40% dei pazienti mostra segni di aterosclerosi accelerata.
La cessazione del fumo è di fondamentale importanza per rallentare la progressione dei danni correlati al tabagismo, ma il danno strutturale può essere permanente.
Nel complesso, lo studio osservazionale retrospettivo su questa coorte conferma la stretta correlazione tra esposizione cronica al fumo e danno polmonare strutturale subclinico, rafforza il razionale dell’LDCT come strumento di screening oncologico e di stratificazione globale del rischio e sottolinea il ruolo cruciale della cessazione del fumo per rallentare la progressione delle alterazioni già presenti e ridurre il rischio di esiti oncologici e cardiovascolari avversi.
Lo screening LDCT si conferma uno strumento essenziale non solo per la diagnosi precoce di neoplasie, ma anche per la valutazione del danno polmonare cronico e la pianificazione di interventi terapeutici e preventivi.

1. Sanjay Mukhopadhyay, Irene Sansano: Smoking-Related Interstitial Lung Disease: Historical Perspective and Advances in the Twenty-first Century. Surg Pathol Clin. 2024 Jun;17(2):159-171.
2. Namiko Taniuchi, Yoshinobu Saito, Norio Motoda, Masahiro Seike: Smoking-Related Interstitial Fibrosis and Smoker's Macrophages. J Nippon Med Sch. 2024 Mar 9;91(1):20-27. 

Guglielmo Lauro
medico
Mariangela Guaglione
medico

venerdì 1 agosto 2025

Centro Antifumo Quit di Aversa: un ponte tra la popolazione a rischio e i servizi diagnostici per lo screening polmonare

Nell’ambito delle strategie regionali e nazionali di sanità pubblica, la prevenzione oncologica rappresenta un caposaldo irrinunciabile. L’ASL Caserta, in linea con le direttive del Ministero della Salute e delle evidenze scientifiche internazionali, avvia lo screening polmonare con Tomografia Computerizzata a Basse Dosi (LDCT), strumento riconosciuto efficace per ridurre la mortalità del tumore polmonare nei forti fumatori ed ex-fumatori.

A differenza di altri screening oncologici consolidati (come quelli per il cancro al seno, al colon-retto o alla cervice uterina), lo screening polmonare gratuito in Italia è ancora una realtà limitata, legata principalmente alla Rete Italiana per lo Screening Polmonare (RISP). Tuttavia, in Campania, gli arruolamenti attraverso la RISP hanno subito ripetute interruzioni, lasciando un vuoto assistenziale che l’ASL Caserta, grazie alla delibera del Direttore Generale Amedeo Blasotti, ha deciso di colmare con un’iniziativa autonoma e strutturata.
A partire da settembre 2025, il Centro Antifumo Quit di Aversa afferente al Dipartimento Dipendenze dell'ASL Caserta, riprenderà il suo ruolo fondamentale nel programma di screening oncologico polmonare, diventando il punto di riferimento per l’identificazione e l’invio dei pazienti a rischio. Questo rappresenta un cambio di passo decisivo, soprattutto in un territorio come quello campano, dove l’accesso a percorsi di screening polmonare è stato finora disomogeneo e carente.
Grazie a un Protocollo d’Intesa siglato tra il Dipartimento delle Dipendenze e il Coordinamento delle Attività Territoriali e Cure Primarie, il Centro Antifumo collaborerà attivamente con il Polo Radiologico del Distretto 17-19, garantendo un flusso organizzato e tempestivo dei pazienti verso gli esami diagnostici.
Il suo ruolo va ben oltre la semplice intermediazione, ma interviene nei seguenti punti.
1.    Selezione mirata dei pazienti:
    
ØApplicando criteri rigorosi (forti fumatori o ex-fumatori tra i 55 e i 75 anni) per individuare chi potrebbe trarre maggior beneficio dallo screening.
     ØEvitando esami inutili a persone a basso rischio, ottimizzando le risorse disponibili.
2.    Intercettazione attiva della popolazione a rischio
 
ØSfruttando il suo accesso privilegiato ai fumatori, già inseriti in percorsi di disassuefazione, per sensibilizzarli sull’importanza della diagnosi precoce.
 
ØSuperando il problema della bassa adesione spontanea, tipica di uno screening ancora poco conosciuto.
3.    Coordinamento con i servizi diagnostici
   
ØGarantendo un passaggio rapido e strutturato dal counseling antifumo alla LDCT, riducendo i tempi di attesa e gli abbandoni.
   
ØCollaborando con i radiologi per un monitoraggio continuo dei risultati e l’eventuale avvio di percorsi terapeutici.
Il protocollo si estenderà per il periodo 2025-2027, con possibilità di rinnovo in base ai risultati e alla sostenibilità economica. L’obiettivo a lungo termine è estendere il modello ad altri distretti sanitari, creando una rete regionale che possa sopperire alle carenze della RISP e garantire equità di accesso alle cure.
Il Centro Antifumo Quit di Aversa si conferma un presidio sanitario strategico, in grado di coniugare prevenzione, diagnosi precoce e appropriatezza clinica. In un contesto dove il tumore al polmone rimane la prima causa di morte oncologica, questa iniziativa rappresenta non solo un’opportunità di salvare vite, ma anche un modello replicabile per colmare il divario tra Nord e Sud nella lotta al cancro.

Guglielmo Lauro
medico

domenica 20 luglio 2025

Lo svapo e il fumo tra gli adolescenti in Italia: un allarme sociale e sanitario


I dati più recenti tratti dall'Atlante dell'Infanzia (a rischio) 2025 di Save the Children, che attingono alle rilevazioni ESPAD (European school Survey Project on Alcohol and other Drugs), dipingono un quadro preoccupante: l'adolescenza è la fase cruciale in cui attecchisce e si sviluppa la dipendenza da nicotina in Italia. Il fumo, e soprattutto lo svapo, sono ormai pratiche diffuse e normalizzate tra gli studenti.

Il sorpasso delle sigarette elettroniche
Se il fumo tradizionale si mantiene su livelli stabili ma allarmanti, è il mondo delle sigarette elettroniche a registrare un vero e proprio boom. Lo svapo ha ormai superato le sigarette a combustione tra gli adolescenti.

Indicatore

Hanno fumato/svapato almeno una volta nella vita

Hanno fumato/svapato nel 2024

fumo/svapo quotidiano

Tabacco (Sigarette tradizionali)

1,2 milioni di studenti (48%)

970 mila studenti (39%)

510 mila studenti (21%)

Sigaretta Elettronica (Svapo)

1,25 milioni di ragazzi (50%)

990 mila ragazzi (40%)

Dati non forniti


L'età dell'inizio e il fattore genere
Il dato più cruciale per la prevenzione è l'età del primo approccio, che è sempre più precoce. L'aumento delle percentuali di chi inizia prima dei 15 anni rappresenta un forte campanello d'allarme sociale.

Età di Inizio

Svapo (Sigaretta Elettronica)

Tabacco (Sigarette tradizionali)

Prima dei 15 anni

47%

38% (Dato in crescita)

Tra i 15 e i 17 anni

52%

58%


La dimensione del rischio e le differenze di genere
Contrariamente agli stereotipi del passato, le ragazze mostrano percentuali di utilizzo superiori rispetto ai coetanei maschi, sia per il fumo che per lo svapo. Questo picco femminile impone la necessità di comprendere le specifiche pressioni sociali e i meccanismi di marketing che le intercettano in modo mirato.
La sigaretta elettronica, spesso percepita erroneamente come "innocua", si è trasformata nella porta d'ingresso principale al mondo della nicotina, creando una dipendenza in una fetta enorme della popolazione giovanile.

Chiamata all'azione: un Intervento coordinato
Quello che emerge non è solo una statistica sanitaria, ma la fotografia di un profondo rischio educativo e sociale. La lotta al tabagismo e alla dipendenza giovanile non può più limitarsi a messaggi generici e poco incisivi.
È necessaria un'azione coordinata e mirata che agisca su tre fronti principali:
1. Educazione precoce: Interventi capillari e continuativi già nelle scuole medie (scuole secondarie di primo grado), per smontare il mito dell'"innocuità" dello svapo e informare sui rischi reali della dipendenza da nicotina.
2. Regolamentazione stringente: Normative più severe per la vendita, estese in modo specifico anche alle ricariche per e-cig e ai prodotti senza nicotina, per limitare l'accesso da parte dei minori.
3. Campagne di comunicazione efficaci: La lotta al tabagismo giovanile non può più limitarsi a messaggi generici. Sviluppo di messaggi che utilizzino il linguaggio dei ragazzi e che siano capaci di contrastare la normalizzazione e l'attrattiva del fumo e dello svapo. 
Il futuro di oltre un milione di adolescenti italiani che hanno sperimentato o sono dipendenti dalla nicotina dipende dalla nostra capacità di intervenire in modo deciso e strutturato.
Guglielmo Lauro
medico

lunedì 30 giugno 2025

Tabacco e Cannabis: Un Circolo Vizioso da Spezzare


L'uso di cannabis è molto comune tra le persone che consumano tabacco, specialmente tra adolescenti e giovani adulti che sono le fasce d'età con i tassi più elevati di consumo di dette sostanze (1). Recenti studi riportano che coloro che usano tabacco hanno una probabilità 3-8 volte maggiore di riferire un uso corrente di cannabis rispetto a chi non ne fa uso (1). È importante notare che esistono numerosi composti nel fumo di sigaretta e di cannabis noti per causare effetti negativi sulla salute, quindi le persone che usano entrambe le sostanze sono esposte ad effetti tossici additivi (1).
Spesso l'aggiunta del tabacco alla cannabis (cosiddetto mulling) fumata sotto forma di spinelli (spliff) o di blunt (cannabis inserita in un sigaro svuotato) rappresenta il metodo più comune dell'uso ricreativo della cannabis, tale aggiunta avviene per facilitare la combustione e agevolare l'assunzione di cannabis, ma anche per risparmiare accontentandosi di ridurre la concentrazione di cannabis; in ogni caso si modifica in qualche modo l'esperienza del fumo (2, 3). Anche l’uso alternato di tabacco e cannabis sotto forma di canna (joint) ovvero cannabis rollata nella cartina rappresenta un’altra modalità di uso combinato.
Il consumo combinato di tabacco e cannabis rappresenta una sfida complessa sia dal punto di vista della dipendenza che della salute pubblica. Anche se il potere di dipendenza della cannabis è basso, e del tabacco è elevato, l'uso combinato crea un ciclo di dipendenza difficile da interrompere (4).
I cannabinoidi soprattutto il cannabidiolo (CBD) e il suo metabolita attivo, il 7-idrossi-CBD (7-OH-CBD), possono inibire il metabolismo della nicotina, con un potenziale impatto sulla dipendenza dal tabacco e sulla cessazione del tabacco (5).
I programmi di cessazione dal tabacco raramente affrontano il consumo di cannabis (6). Le evidenze scientifiche mostrano come l’uso combinato amplifichi i danni fisici e psicologici, rendendo la cessazione ancora più ardua (7). In effetti, il co-uso di cannabis e nicotina è associato a un aumento del rischio di disturbo da uso di cannabis (1, 8).
Molte persone scelgono di utilizzare la cannabis come automedicazione per alleviare temporaneamente sintomi di ansia, stress e difficoltà legate al sonno, riferendo spesso un miglioramento immediato del benessere emotivo e una maggiore facilità ad addormentarsi (9). Tuttavia, chi fa ricorso regolarmente alla cannabis per controllare ansia e depressione è esposto a un rischio importante di sviluppare un disturbo da uso di sostanze, con conseguente dipendenza e aggravamento delle condizioni psichiche nel tempo (9).
L’assunzione cronica ed eccessiva di cannabis può inoltre portare allo sviluppo della cosiddetta “sindrome amotivazionale”, uno stato clinico caratterizzato da sintomi negativi come apatia, appiattimento emotivo e anedonia, associati spesso a un quadro depressivo e a deficit cognitivi che comprendono il deterioramento della memoria, ridotta capacità di concentrazione e di giudizio (9).

Il Legame tra Tabacco e Cannabis
Molti consumatori di cannabis sono anche fumatori di tabacco, con una relazione bidirezionale tra le due dipendenze. Tradizionalmente, si inizia con il tabacco per poi aggiungere la cannabis, ma può verificarsi anche il contrario. La nicotina, altamente assuefacente, facilita la dipendenza dalla cannabis. Uno studio condotto in Scozia nel 2004 ha rilevato che un non-fumatore che consuma cannabis quotidianamente all’età di 21 anni ha un rischio triplicato di sviluppare una dipendenza da nicotina (10). Studi successivi hanno confermato che il tabacco facilita il passaggio alla cannabis e viceversa.
L’associazione tra le due sostanze intensifica gli effetti psicoattivi e aumenta il potenziale di dipendenza. I consumatori che tentano di ridurre l’uso di una delle due sostanze spesso compensano aumentando l’altra, rendendo la cessazione particolarmente difficile. Inoltre, il fumo di sigaretta è considerato un fattore di comorbidità per i consumatori di cannabis, aggravando i problemi psicosociali e riducendo le probabilità di successo nel cessare il consumo.
La sospensione simultanea di nicotina e cannabis determina una sindrome d'astinenza di gravità significativamente superiore rispetto alla cessazione singola di ciascuna sostanza, con evidenza di effetti sinergici sui sintomi neurocomportamentali (11).

Conseguenze sulla Salute
L’uso combinato di tabacco e cannabis è associato a una serie di gravi problemi di salute:
  • Problemi psicologici e psichiatrici: Il consumo di cannabis è legato a un aumento del rischio di sviluppare disturbi psicotici e schizofrenia (12), mentre il tabacco può aggravare sintomi depressivi e ansiosi. Il co-uso di tabacco e cannabis è correlato problemi di salute mentale ancora più evidenti come umore negativo (tristezza, irritabilità, ansia, colpa, vergogna, disperazione, frustrazione), difficoltà interpersonali (conflitti frequenti, paura del rifiuto o dell’abbandono, difficoltà nel chiedere aiuto, comportamenti passivo-aggressivi o controllanti, tendenza all’isolamento sociale, iperdipendenza o evitamento emotivo, incapacità di esprimere bisogni e limiti) (13, 14). 
  • Riduzione delle capacità cognitive: L’uso cronico di entrambe le sostanze è correlato a una riduzione del volume dell’ippocampo struttura cerebrale fondamentale per la memoria e l’apprendimento (15). Peraltro, l'abitudine di fumare il primo spinello entro un'ora dal risveglio, noto colloquialmente come "wake and bake" (*), è un comportamento associato a un uso più problematico della cannabis e che come tale resta un comportamento da monitorare perché associato a maggiori rischi di dipendenza e problemi psicosociali (16).
  • Rischi cardiovascolari: Studi recenti hanno dimostrato che l’uso regolare di cannabis aumenta il rischio di infarto del 49% e di e di due volte di ictus, indipendentemente dal consumo di tabacco (17).
  • Impatto sulle ossa: Un consumo elevato di cannabis è stato associato a una minore densità minerale ossea e a un aumento del rischio di fratture (18, 19); tale effetto si aggiunge la perdita ossea da fumo di tabacco, tanto che quest’ultimo è riconosciuto come fattore di rischio indipendente per l'osteoporosi, cioè da solo è in grado di aumentare l'incidenza dell'osteoporosi, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti (20, 21).
  • Effetti respiratori: L’uso di tabacco è notoriamente associato ad aggravamento di BPCO, comparsa di enfisema, tumore al polmone. Il consumo di cannabis si ritiene porti ad un profilo tumorale polmonare diverso, potenzialmente più indifferenziato e meno accessibile alle terapie mirate (22).
Anche i prodotti non a combustione (ad esempio, sigarette elettroniche) facilitano l'uso combinato di tabacco e cannabis (1). Peraltro, l'evoluzione del panorama dei prodotti del tabacco ha portato a modalità particolarmente pericolose di uso della cannabis (1). Ad esempio, le sigarette elettroniche possono essere modificate per svapare cannabis e ciò ha portato alla comparsa di una nuova patologia, la malattia polmonare associata alle sigarette elettroniche, EVALI (E-Cigarette or Vaping-Associated Lung Injury) che è attribuita alla presenza di acetato di vitamina E utilizzata come additivo (addensante) nei prodotti per le sigarette elettroniche contenenti THC. Peraltro, i liquidi da svapare alla cannabis per le sigarette elettroniche contengono livelli fuori norma di metalli pesanti pericolosi per la salute anche allo stato di partenza, prima di essere riscaldati e nebulizzati. Poi le elevate temperature raggiunte dalla resistenza che nebulizza i liquidi da svapare possono corrompere i liquidi stessi, nei quali passano i metalli pesanti contenuti nella resistenza stessa come nichel e cromo.

(*): Wake" (svegliarsi) + "bake" (gergo per "fumare erba", legato all'effetto "stonato" o baked)

Strategie per Smettere
La cessazione simultanea di tabacco e cannabis potrebbe essere una strategia efficace per evitare effetti compensatori, in cui la riduzione di una sostanza porta all’aumento dell’altra. Tuttavia, non esistono ancora protocolli terapeutici ben definiti per questa doppia disintossicazione.
Dal punto di vista farmacologico, alcune combinazioni possono offrire un supporto:
  • Vareniclina/citisina + N-Acetilcisteina (NAC): Studi recenti suggeriscono che questa combinazione potrebbe essere utile per i fumatori di tabacco che consumano cannabis, regolando i meccanismi neurotrasmettitoriali comuni a entrambe le sostanze.
  • Cerotti alla nicotina: Applicati nei primi 15 giorni di astensione dalla cannabis cerotti da 7 mg, possono attenuare i sintomi di astinenza, soprattutto quelli legati all’affettività negativa (ansia, depressione, senso di colpa/vergogna, preoccupazione, rabbia) che si riscontrano più frequentemente nel co-uso tabacco-cannabis in cui non vi è un forte consumo di tabacco o nicotina (23, 24).
Oltre agli interventi farmacologici, è fondamentale lavorare sulla motivazione al cambiamento e adottare strategie di coping efficaci (25):
  • Supporto sociale: Evitare ambienti e persone che incoraggiano l’uso di cannabis e tabacco
  • Modifica dello stile di vita: Eliminare scorte e strumenti per fumare, praticare attività fisica, migliorare la qualità del sonno
  • Riconoscere i benefici della cessazione: Maggiore energia, miglioramento della memoria e delle capacità cognitive, risparmio economico, riduzione dei rischi legali.

Conclusioni
L’uso combinato di tabacco e cannabis rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio mirato per la cessazione. L’informazione, il supporto sociale e strategie terapeutiche adeguate possono facilitare il percorso verso una vita più sana e libera dalle dipendenze. L’importante è essere consapevoli dei rischi e motivati al cambiamento: solo così si potrà spezzare il circolo vizioso di una dipendenza spesso particolarmente difficile da sradicare.

1. Nhung Nguyen, Torsten B. Neilands, Nadra E. Lisha, Joanne Chen Lyu, Sarah S. Olson, Pamela M. Ling: Longitudinal associations between use of tobacco and cannabis among people who smoke cigarettes in real-world smoking cessation treatment. J Addict Med. 2022; 16(4): 413–419.
2. Eric K van Beurden, Avigdor Zask, Megan Passey, Annie M Kia: The Mull Hypothesis: is cannabis use contributing to high tobacco use prevalence among young North Coast males? N S W Public Health Bull. 2008 Mar-Apr;19(3-4):72-4.
3. Richard E Bélanger, Christina Akre, Emmanuel Kuntsche, Gerhard Gmel, Joan-Carles Suris: Adding tobacco to cannabis--its frequency and likely implications. Nicotine Tob Res. 2011 Aug;13(8):746-50.
4. J Perriot, G Peiffer, M Underner: [Tobacco and cannabis consumption: toxicity and management of quitting]. Rev Med Liege. 2021 Jan;76(1):31-35.
5. Shamema Nasrin, Shelby Coates, Keti Bardhi, Christy Watson, Joshua E Muscat, Philip Lazarus: Inhibition of Nicotine Metabolism by Cannabidiol (CBD) and 7-Hydroxycannabidiol (7-OH-CBD). Chem Res Toxicol. 2023 Feb 20;36(2):177-187
6. A Banbury, A Zask, S M Carter, E van Beurden, R Tokley, M Passey, J Copeland: Smoking mull: a grounded theory model on the dynamics of combined tobacco and cannabis use among adult men. Health Promot J Austr. 2013 Aug;24(2):143-50.
7. Richard E Bélanger, François Marclay, André Berchtold, Martial Saugy, Jacques Cornuz, Joan-Carles Suris: To what extent does adding tobacco to cannabis expose young users to nicotine? Nicotine Tob Res. 2013 Nov;15(11):1832-8.
8. Brian J Fairman: Cannabis problem experiences among users of the tobacco-cannabis combination known as blunts. Drug Alcohol Depend. 2015 May 1:150:77-84.
9. Albert Kar Kin Chung, Cheuk Yin Tse, Gladys Kwan Yin Yeung, Sau Wan Tang, Wing-Man Chan, Johnson Kai Chun Law: Vortioxetine improves illness severity for cannabis users with anxiety and depressive symptoms in a 6-month randomized controlled study. Journal of Substance Use and Addiction Treatment, Volume 169, February 2025, 209607.
10. Amos A, Wiltshire S, Bostock Y, Haw S, McNeill A: 'You can't go without a fag...you need it for your hash'--a qualitative exploration of smoking, cannabis and young people. Public Health Sciences, Edinburgh University, Edinburgh, UK. amanda.amos@ed.ac.uk. Addiction. 2004 Jan;99(1):77-81.
11. R G Vandrey, A J Budney, J R Hughes, A Liguori: A within-subject comparison of withdrawal symptoms during abstinence from cannabis, tobacco, and both substances. Drug Alcohol Depend. 2008 Jan 1;92(1-3):48-54.
12. Manrique-Garcia E, Ponce de Leon A, Dalman C, Andréasson S, Allebeck P: Cannabis, Psychosis, and Mortality: A Cohort Study of 50,373 Swedish Men. Am J Psychiatry. 2016 Apr 22:appiajp201614050637.
13. Michael J Zvolensky, Jafar Bakhshaie, Brooke Y Redmond, Lorra Garey, Marcel de Dios, Miguel Ángel Cano, Norman B Schmidt: Anxiety sensitivity reduction-smoking cessation intervention among individuals who engage in dual cigarette and cannabis use: A secondary analysis. J Subst Use Addict Treat. 2024 Jan:156:209211.
14. Shannon Gravely, Pete Driezen, Erin A McClure, Danielle M Smith, Geoffrey T Fong: Prevalence of depressive symptoms and cannabis use among adult cigarette smokers in Canada: cross-sectional findings from the 2020 International Tobacco Control Policy Evaluation Project Canada Smoking and Vaping Survey. CMAJ Open. 2023 Jun 13;11(3):E516-E526.
15. Filbey FM, McQueeny T, Kadamangudi S, Bice C, Ketcherside A: Combined effects of marijuana and nicotine on memory performance and hippocampal volume. Behav Brain Res. 2015 Oct 15;293:46-53.
16. Navin Kumar, Cheneal Puljević, Jason Ferris, Adam Winstock, Monica J Barratt: The Intersection between Spliff Usage, Tobacco Smoking, and Having the First Joint after Waking. Sci Rep. 2020 May 6;10(1):7650.
17. Abra M Jeffers, Stanton Glantz, Amy L Byers, Salomeh Keyhani: Association of Cannabis Use With Cardiovascular Outcomes Among US Adults. J Am Heart Assoc. 2024 Mar 5;13(5):e030178.
18. Albert Stuart Reece: Chronic toxicology of cannabis. Clin Toxicol (Phila). 2009 Jul;47(6):517-24.
19. Antonia Sophocleous, Roy Robertson, Nuno B Ferreira, James McKenzie, William D Fraser, Stuart H Ralston: Heavy Cannabis Use Is Associated With Low Bone Mineral Density and an Increased Risk of Fractures. Am J Med . 2017 Feb;130(2):214-221.
20. Weidong Weng, Hongming Li, Sheng Zhu: An Overlooked Bone Metabolic Disorder: Cigarette Smoking-Induced Osteoporosis. Genes (Basel). 2022 Apr 30;13(5):806.
21. Zheng Jing, Yuzhou Li, He Zhang, Tao Chen, Jinrui Yu, Xinxin Xu, Yulong Zou, Xu Wang, Kai Xiang, Xuerui Gong, Ping He, Yiru Fu, Mingxing Ren, Ping Ji, Sheng Yang: Tobacco toxins induce osteoporosis through ferroptosis. Redox Biol. 2023 Nov:67:102922.
22. P Pradère, A M Ruppert, G Peiffer, J Perriot, M Adler, M Underner: [Inhaled marijuana and the lung, a toxic cocktail?] Rev Mal Respir. 2022 Oct;39(8):708-718.
23. Tracey M Keogh, Alan Budney, Sharon Allen, Dorothy Hatsukami, Briana DeAngelis, Mustafa al'Absi: Impact of nicotine, cannabis, co-use and non-use on single day morning and evening cortisol and subjective state: During ambulatory assessment. Psychoneuroendocrinology. 2025 Aug 13:180:107567.
24. David G Gilbert, Norka E Rabinovich, Justin T McDaniel: Nicotine patch for cannabis withdrawal symptom relief: a randomized controlled trial. Psychopharmacology (Berl). 2020 May;237(5):1507-1519
25. Chauchard E, Septfons A, Chabrol H: [Motivations for cannabis cessation, coping and adaptation strategies, and perceived benefits: Impact on cannabis use relapse and abstinence]. Laboratoire Octogone-CERPP, pavillon de la recherche, université Toulouse II Le Mirail, 5, allées Antonio-Machado, 31058 Toulouse cedex 9, France. Electronic address: emeline.chauchard@gmail.com. Encephale. 2013 Aug 5
Guglielmo Lauro
medico

sabato 31 maggio 2025

Fumo, Svapo e Dipendenza: l’Allarme dell’ISS su Giovani e Nuovi Prodotti a Base di Nicotina



Un a
llarme forte, chiaro, e documentato è stato lanciato in occasione del XXVII Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a Roma, 30 maggio 2025.
Tema centrale dell’edizione: “Unmasking the Appeal – Smontiamo il fascino del tabacco”. Dietro la patina accattivante di frutti esotici, vapori profumati e design “tech-friendly”, i nuovi prodotti a base di nicotina nascondono rischi ben maggiori di quanto l’industria voglia far credere.

Giovani e nicotina: una combinazione esplosiva
I dati presentati al convegno parlano chiaro: gli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni sono oggi la fascia più vulnerabile all’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato (HTP). Non si tratta solo di un cambio di abitudine rispetto alla sigaretta tradizionale, ma di un vero e proprio boom di consumo, con particolare incidenza tra i 14 e i 17 anni e una crescita significativa tra le ragazze.
Ma c’è di più: la nuova frontiera è il “poli-consumo”, cioè l’uso simultaneo di più dispositivi contenenti nicotina. Questo comporta un’esposizione massiccia e ripetuta non solo alla sostanza psicoattiva (nicotina), ma anche a sostanze chimiche tossiche.

Nicotina: la droga di ingresso
La preoccupazione maggiore, emersa in modo trasversale tra i relatori, riguarda il ruolo della nicotina come “gateway drug”, ovvero una porta d’accesso verso altre dipendenze. L’esposizione precoce, soprattutto durante lo sviluppo cerebrale, può alterare l’omeostasi neuronale e aumentare la vulnerabilità all’uso di cannabis, alcol e droghe pesanti. In pratica, più precocemente si inizia a svapare, più alta è la probabilità che si sviluppino dipendenze multiple in età adulta.
Più danni che benefici: il mito delle “alternative più sicure”
Contrariamente a quanto sbandierato dai produttori, le sigarette elettroniche non sono affatto esenti da rischi, né rappresentano una soluzione efficace per smettere di fumare.
Uno dei focus del convegno è stato proprio il confronto tra i diversi prodotti e l'uso in combinazione  (uso duale):

Malattia

Sigarette

E-CIG

Uso Duale

Malattie cardiovascolari

100 

100

100

Ictus

100

100

126

Malattie metaboliche

100

100

100

Asma

100

122

134

BPCO

100

53

141

Tumori cavo orale

100

87

127

Tumore del polmone

100

???

424

Considerando il valore di riferimento pari a 100 il danno alle sigarette a combustione, si riportano i valori  relativi alle e-cig e all'uso combinato di sigarette ed e-cig (uso duale).
Il dato più allarmante? L’uso combinato di e-cig e sigarette tradizionali può moltiplicare il rischio di cancro al polmone (con un rischio relativo fino a più di 4 volte maggiore rispetto alle sole sigarette!) (1).

HTP ed e-cig: trampolini per il tabacco, non strumenti di uscita
Il concetto di “riduzione del danno” è spesso evocato dall’industria, ma non trova conferma nei dati epidemiologici. Come ha sottolineato l’epidemiologo Silvano Gallus, nella realtà quotidiana:
·I nuovi prodotti non aiutano efficacemente a smettere di fumare
·Il 68% degli utenti HTP è anche fumatore di sigarette
·I non fumatori che provano HTP hanno un rischio 6 volte maggiore di iniziare a fumare sigarette convenzionali
·I “duali” sono la maggioranza tra gli utilizzatori di e-cig
Insomma, più che una via d’uscita, HTP e e-cig appaiono come una trappola d’ingresso.

Fumo passivo 2.0: un rischio sottovalutato
Altro tema critico emerso dal convegno è l’esposizione passiva. Nonostante i divieti nei luoghi chiusi, vapori contenenti nicotina e particelle ultrafini continuano a diffondersi. Gli esperti chiedono a gran voce di estendere i divieti anche agli spazi aperti: spiagge, parchi, aree gioco. I bambini e i non fumatori devono essere protetti, anche dal fumo "digitale".

Centri Antifumo: da presidio di salute a specie in estinzione
E mentre crescono i rischi, diminuiscono le risposte del sistema sanitario. Dal 2015 al 2025, i Centri Antifumo attivi in Italia sono scesi da 396 a 222: una riduzione del 43,94%

Sono stati soppressi 174 ambulatori, soprattutto nel Sud e Isole dove i Centri hanno spesso con pochi operatori e attività spesso ridotte a un paio di giorni a settimana. Una situazione in netto contrasto con la rilevanza e l’urgenza del problema sanitario rappresentato dal tabagismo.
La distribuzione dei Centri Antifumo in Italia evidenzia una marcata disomogeneità territoriale nelle risorse dedicate al supporto per la cessazione del fumo. Considerando il numero di Centri per unità di superficie, il Sud e le Isole presentano una densità inferiore a un terzo rispetto al Nord e a meno della metà rispetto al Centro. Questa disparità costituisce una criticità rilevante per le strategie di sanità pubblica finalizzate alla riduzione del tabagismo e al rafforzamento dell’equità nell’accesso ai servizi di supporto. I dati presentati al Convegno confermano, inoltre, un fenomeno già emerso negli anni precedenti: la prevalenza di fumatori risulta stabilmente più elevata nel Sud Italia e nelle Isole.
Insomma, soprattutto al Sud e Isole “Invece di spegnere le sigarette, stiamo spegnendo i Centri Antifumo”. 

Una domanda che resta sospesa: che direzione sta prendendo la lotta al tabagismo in Italia?
I Centri Antifumo sono le strutture sanitarie che producono salute a costi estremamente bassinon richiedono esami diagnostici, né farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma offrono un supporto efficace e strutturato per aiutare i cittadini a smettere di fumare. Eppure, questi servizi continuano a essere trascurati, in particolare nel Sud e nelle Isole, dove la loro presenza resta numericamente insufficiente, frequentemente sottodimensionata e scarsamente riconosciuta dalle aziende sanitarie locali. 
Nel frattempo, la nicotina si reinventa, assumendo nuove forme — sigarette elettroniche usa e getta, eleganti dispositivi a tabacco riscaldato, astucci mimetizzabili contenenti bustine di nicotina — e conquista nuove generazioni di consumatori, spesso inconsapevoli dei rischi. I servizi pubblici per la cessazione vengono progressivamente ridimensionati o smantellati, mentre il dibattito pubblico si arena tra strategie di marketing e confusione normativa. È davvero questa la traiettoria che intendiamo seguire per tutelare la salute pubblica e le generazioni future?

1. M A Bittoni, D P Carbone, R E Harris: Vaping, Smoking and Lung Cancer Risk. J Oncol Res Ther. 2024;9(3):10229.
Guglielmo Lauro
medico