Viviamo un momento senza precedenti per la salute pubblica. Per la prima volta, la volontà di dire addio ai prodotti del tabacco sta travolgendo ogni previsione, trasformando quello che era un percorso intrapreso da una minoranza in un fenomeno diffuso sostenuto da una nuova consapevolezza e da opportunità terapeutiche sempre più accessibili. Ma questo "clamoroso successo" porta con sé una sfida organizzativa che non possiamo ignorare.
Dalla fine di marzo, il nostro Centro Antifumo ha registrato un incremento abnorme e improvviso delle richieste di accesso: centinaia di persone ci hanno contattato tramite ogni canale possibile: telefonate, e-mail, WhatsApp, Telegram e social network. Questo fenomeno è alimentato dalla recente risonanza mediatica del farmaco antifumo Recigar, presentato dai principali network nazionali (Rai, Mediaset) e dai canali social come un trattamento innovativo prescrivibile presso i Centri Antifumo e capace di favorire la cessazione dei prodotti del tabacco entro il quinto giorno di terapia seguendo un trattamento della durata di 25 giorni. L'enfasi posta sulla gratuità della prescrizione presso i Centri Antifumo ha generato elevate aspettative, intercettando un'ampia fascia di utenza precedentemente non informata fra l’altro dell’esistenza dei Centri Antifumo.
Si tratta di un segnale estremamente positivo: sempre più persone scelgono di investire nella propria salute. Tuttavia, questa crescita repentina sta mettendo sotto pressione un sistema che, allo stato attuale, non è ancora strutturato per sostenere volumi così elevati. Fra l’altro si prevede che tale incremento straordinario di richieste possa ulteriormente intensificarsi a causa della maggiore visibilità oramai acquisita dai Centri Antifumo.
Nonostante l’impegno degli operatori, l’organizzazione attuale presenta limiti evidenti. Il Centro Antifumo di Caserta è operativo due giorni a settimana (martedì pomeriggio e giovedì mattina) e già oggi segue centinaia di utenti, con oltre 200 persone in lista d’attesa. In queste condizioni, i tempi di presa in carico rischiano di allungarsi in modo significativo. Questo rappresenta un punto critico: quando una persona decide di smettere di fumare, il momento è determinante. Ritardi eccessivi possono tradursi in perdita di motivazione, ricadute e, non meno importante, sfiducia nei confronti dei servizi sanitari spingendo le persone verso il fai-da-te o terapie non supervisionate con il risultato che l’entusiasmo iniziale di smettere si trasformi in frustrazione e malcontento. Se un fumatore decide di smettere, ha bisogno di supporto ora, non tra sei mesi.
Investire nella cessazione del fumo non è solo una scelta sanitaria, ma anche una decisione economicamente vantaggiosa. Le evidenze dimostrano che ogni euro speso in trattamenti per il tabagismo genera un risparmio significativo per il sistema sanitario, grazie alla riduzione delle patologie correlate.
In Campania, dove si stimano circa 900.000 fumatori, un piano strutturato e capillare potrebbe produrre benefici rilevanti già nel breve periodo. In effetti un piano strutturato per l'erogazione dei trattamenti con citisina rimborsabile potrebbe generare un ritorno sull'investimento (ROI) superiore al 100% già nel primo anno, al netto delle perdite fiscali. È però fondamentale ricordare che il farmaco, da solo, non basta. L’esperienza clinica ci insegna che il successo a lungo termine (stimato intorno al 30-35%) si ottiene solo se la terapia farmacologica è inserita in un inquadramento clinico corretto e in un follow-up specialistico.
Per evitare che questo successo si trasformi in un fallimento, sarebbero necessari interventi urgenti:
• Digitalizzazione: Attivare sistemi di prenotazione online e canali informativi istituzionali per gestire i flussi in modo ordinato.
• Integrazione sul territorio: Definire protocolli chiari con i Medici di Medicina Generale, i SerD e le farmacie per decongestionare i Centri Antifumo.
• Potenziamento organizzativo: Adeguare le risorse e i tempi di apertura dei Centri alla reale domanda della popolazione.
La cessazione del fumo rappresenta una vittoria collettiva: per i cittadini, per il sistema sanitario e per l’intera comunità.
Il Centro Antifumo dell’ASL Caserta conferma la propria piena disponibilità a collaborare con la Direzione Aziendale per definire e implementare un modello organizzativo sostenibile, capace di garantire a tutti l’accesso tempestivo a percorsi efficaci di cura.
Guglielmo Lauro
medico
