giovedì 16 aprile 2026

Cresce la domanda di salute: il Centro Antifumo dell'ASL Caserta davanti a una nuova sfida



Viviamo un momento senza precedenti per la salute pubblica. Per la prima volta, la volontà di dire addio ai prodotti del tabacco sta travolgendo ogni previsione, trasformando quello che era un percorso intrapreso da una minoranza in un fenomeno diffuso sostenuto da una nuova consapevolezza e da opportunità terapeutiche sempre più accessibili. Ma questo "clamoroso successo" porta con sé una sfida organizzativa che non possiamo ignorare.
Dalla fine di marzo, il Centro Antifumo di Aversa ha registrato un incremento abnorme e improvviso delle richieste di accesso. Questo fenomeno è alimentato dalla recente risonanza mediatica del farmaco antifumo Recigar, presentato dai principali network nazionali (Rai, Mediaset) e dai canali social come un trattamento innovativo prescrivibile presso i Centri Antifumo e capace di favorire la cessazione dei prodotti del tabacco entro il quinto giorno di terapia seguendo un trattamento della durata di 25 giorni. L'enfasi posta sulla gratuità della prescrizione presso i Centri Antifumo ha generato elevate aspettative, intercettando un'ampia fascia di utenza precedentemente non informata fra l’altro dell’esistenza dei Centri Antifumo. 
Si tratta di un segnale estremamente positivo: sempre più persone scelgono di investire nella propria salute. 
Fino a pochi mesi fa i fumatori si rivolgevano al Centro Antifumo essenzialmente attraverso il passaparola; dopo la risonanza mediatica che ha coinvolto i Centri Antifumo, la domanda affluisce in modo disordinato, con gli utenti che cercano informazioni rivolgendosi in maniera frammentata al Dipartimento Dipendenze, ai SerD territoriali, ai Medici di Medicina Generale, alle farmacie o direttamente ai Centri Antifumo, mediante numerosi messaggi (SMS, Whatsapp, Telegram) ed e-mail, centinaia di telefonate, con diverse persone che si sono presentate direttamente alla sede del Centro Antifumo. Una situazione che sta determinando sovraffollamento, confusione nell’orientamento degli utenti e difficoltà nella gestione organizzativa dell’attività.
Dunque, questa crescita repentina sta mettendo sotto pressione un sistema che, allo stato attuale, non è ancora strutturato per sostenere volumi così elevati. Fra l’altro si prevede che tale incremento straordinario di richieste possa ulteriormente intensificarsi a causa della maggiore visibilità oramai acquisita dai Centri Antifumo.

Nonostante l’impegno degli operatori, l’organizzazione attuale presenta limiti evidenti: i sette Centri Antifumo attivi in Campania, sebbene aperti quasi tutti cinque giorni alla settimana, possono riuscire complessivamente a prendere in carico indicativamente qualche migliaio di utenti l'anno — una capacità del tutto inadeguata a fronte di un bacino di utenza regionale costituito da centinaia di migliaia di fumatori.
Nello specifico il Centro Antifumo Quit di Aversa (ASL Caserta) è operativo due giorni a settimana (martedì pomeriggio e giovedì mattina) e attualmente assiste centinaia di utenti, con oltre 200 persone in lista d’attesa. In queste condizioni, i tempi di presa in carico rischiano di allungarsi in modo significativo. Questo rappresenta un punto critico: quando una persona decide di smettere di fumare, il momento è determinante. Ritardi eccessivi possono tradursi in perdita di motivazione, ricadute e, non meno importante, sfiducia nei confronti dei servizi sanitari spingendo le persone verso il fai-da-te o terapie non supervisionate con il risultato che l’entusiasmo iniziale di smettere si trasformi in frustrazione e malcontento. Se un fumatore decide di smettere, ha bisogno di supporto ora, non dopo mesi. 

Investire nella cessazione del fumo non è solo una scelta sanitaria, ma anche una decisione economicamente vantaggiosa (1). Le evidenze dimostrano che ogni euro speso in trattamenti per il tabagismo genera un risparmio significativo per il sistema sanitario, grazie alla riduzione delle patologie correlate.
In Campania, dove si stimano circa 900.000 fumatori, un piano strutturato e capillare potrebbe produrre benefici rilevanti già nel breve periodo. In effetti un piano strutturato per l'erogazione dei trattamenti con citisina rimborsabile potrebbe generare un "ritorno sull'investimento" (ROI) superiore al 100% già nel primo anno, al netto delle perdite fiscali. È però fondamentale ricordare che il farmaco, da solo, non basta. L’esperienza clinica ci insegna che il successo a lungo termine (stimato intorno al 30-35%) si ottiene solo se la terapia farmacologica è inserita in un inquadramento clinico corretto e in un follow-up specialistico.

Per evitare che questo successo si trasformi in un boomerang e sfoci in un fallimento, sono necessari interventi urgenti:
Attivazione di canali informativo istituzionali sui siti delle ASL, spesso carenti di indicazioni facilmente reperibili per l’accesso ai Centri Antifumo
Individuare i medici prescrittori e stabilire protocolli chiari e condivisi con i Medici di Medicina Generale e le farmacie per decongestionare i Centri Antifumo. In particolare, si dovrebbe fare riferimento ai SerD (Servizi per le Dipendenze), che dispongono delle competenze professionali, organizzative e strutturali necessarie per intervenire efficacemente in sostituzione dei Centri Antifumo (2).
Potenziamento organizzativo: Adeguare le risorse (giorni e orari di apertura dei Centri Antifumo) per quanto possibile alla reale domanda del bacino di utenza.

La cessazione del fumo rappresenta una vittoria collettiva: per i cittadini, per il sistema sanitario e per l’intera comunità.
Il Centro Antifumo dell’ASL Caserta conferma la propria piena disponibilità a collaborare con la Direzione Aziendale per definire e implementare un modello organizzativo sostenibile, capace di garantire a tutti l’accesso tempestivo a percorsi efficaci di cura.

1. Suárez-Bonel MP, Villaverde-Royo MV, Nerín I, Sanz-Andrés C, Mezquida-Arno J, Córdoba-García R: Health care costs and work absenteeism in smokers: study in an urban community. Arch Bronconeumol. 2015 Dec;51(12):615-20
2. FeDerSerd: Il Tabagismo come problema di sanità pubblica e come complesso Disturbo Neurobiologico e Sistemico. numero 39/A di FeDerSerD Informa. NEWSLETTER TABAGISMO N. 1; 1 Febbraio 2026.
Guglielmo Lauro
medico

mercoledì 4 febbraio 2026

Gioca d'anticipo sul danno polmonare: lo screening che rivela ciò che non senti ancora!

"105.000 tumori all’anno legati al fumo" - ecco quanto emerge dal Convegno nazionale organizzato in occasione della “Giornata Mondiale contro il Cancro” (04.02.2026). Può sembrare un dato astratto, ma per chi fuma i rischi futuri spesso si scontrano con l’urgenza del presente e la morsa della dipendenza. Il Centro Antifumo Quit di Aversa, in collaborazione con il Polo Radiologico del DS17 di Aversa, ha avviato da circa 6 mesi un percorso di prevenzione con TC toracica a basso dosaggio (LDCT) nella fascia d’età 55-75 anni. In questo contesto, il lavoro del Polo Radiologico si è rivelato particolarmente prezioso grazie alla dedizione e alla competenza del personale medico e tecnico; infatti, la struttura garantisce tempi di attesa ridottissimi e una refertazione estremamente rapida, permettendo ai pazienti di ottenere risposte tempestive soprattutto per i casi più urgenti e complessi. Questo monitoraggio radiologico ha rivelato un quadro allarmante di danni strutturali correlati al fumo:
-Micronoduli polmonari in oltre il 90% dei pazienti
-Strie di fibrosi, cioè cicatrici permanenti nel polmone, in più della metà dei pazienti
-Calcificazioni ateromasiche in oltre il 40% dei casi
-Segni di enfisema in oltre un terzo dei pazienti.
Inoltre, la LDCT ha evidenziato reperti patologici scoperti casualmente a carico di aorta, fegato e tiroide in una percentuale significativa di casi, confermando che il fumo è un fattore di rischio sistemico che accelera l’invecchiamento e danneggia l’intero organismo.
Questi dati rafforzano l’importanza della campagna “5 euro contro il fumo”: il 27% di tutti i tumori è causato dal fumo, che crea un ambiente di infiammazione cronica e danno cellulare favorevole allo sviluppo del cancro. Ogni firma raccolta è un atto concreto di prevenzione.
Dunque le azioni necessarie sono rappresentate innanzitutto dall’aumento del prezzo delle sigarette; il disincentivo economico rappresenta, infatti, la misura più efficace per scoraggiare l’inizio del fumo tra i giovani e per incentivare la cessazione tra gli adulti.
Magari questi 5 € in più potranno essere destinati a risorse per potenziare i Centri Antifumo, estendere i programmi di screening LDCT su larga scala e sostenere la ricerca e le cure oncologiche innovative, finanziando quindi interventi di prevenzione e cura.
Firmare la proposta sulla piattaforma del Ministero della Giustizia significa offrire un futuro diverso a migliaia di persone, evitando che i polmoni pieni di micronoduli e segni di enfisema diventino la norma.
La cessazione del fumo è l’intervento più efficace per rallentare drasticamente la progressione del danno, attivando i meccanismi di riparazione dell’organismo e riducendo immediatamente il rischio di cancro e eventi cardiovascolari.
La lotta al tabagismo si combatte su più fronti: quello politico-economico, con misure come l’aumento del prezzo, e quello clinico-personale, con prevenzione e supporto alla cessazione. I polmoni dei pazienti, come evidenziato dalle indagini LDCT, testimoniano l’urgenza di agire con decisione su entrambi i fronti. Perché il danno spesso è già lì, in silenzio. Agire prima che si manifesti è la vera sfida, e la vera speranza.

La campagna (https://5eurocontroilfumo.it), la prima del genere mai realizzata in Italia, è promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. L’obiettivo è contrastare il tabagismo, primo fattore di rischio oncologico evitabile. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Guglielmo Lauro
medico
Grafico Firmatari Referendum

Accisa sui prodotti da fumo per il SSN

Raccolta firme per referendum popolare

Firmatari: 24,733 / 50,000
49.5%
49.5%
📊 Dato aggiornato al 22 febbraio 2026: 24.733 firme (fonte Ministero)
Oggi
24,733 firme
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Previsione raggiungimento obiettivo
Stima in calcolo...
Basata sull'andamento attuale
Dati Storici
Proiezione
Obiettivo 50.000
Firmatari attuali 24,733
Obiettivo 50,000
Mancanti 25,267
📅 Timeline raccolta firme online

Il periodo di raccolta firme online è iniziato il 20 gennaio 2026 e durerà 6 mesi, con scadenza prevista intorno al 20 luglio 2026.

Data Inizio 20 Gen 2026
Oggi Caricamento...
Data Scadenza 20 Lug 2026
Dato aggiornato al: Caricamento...
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