lunedì 30 dicembre 2024

Qual è la probabilità che, con l'assistenza del Centro Antifumo, io riesca a smettere di fumare?

La lotta contro il tabagismo è una delle sfide sanitarie più significative nel campo della prevenzione in quanto coinvolge 1,25 miliardi di adulti nel mondo secondo le ultime stime pubblicate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (1). In Italia coinvolge oltre 10 milioni tra fumatori e svapatori di prodotti del tabacco o a base di nicotina.

In questo contesto, i Centri Antifumo svolgono un ruolo fondamentale, offrendo supporto e risorse a chi desidera smettere di fumare. Tra le domande più frequenti poste dai pazienti spicca: "Qual è la probabilità che, con l'assistenza del Centro Antifumo, io riesca a smettere di fumare?". Questa domanda non solo esprime il bisogno di speranza e motivazione, ma evidenzia anche quanto sia cruciale l’aderenza ai programmi di trattamento per il successo del percorso.

I Centri Antifumo si collocano tra gli ambulatori sanitari con il più alto tasso di abbandono e la più bassa aderenza da parte degli assistiti, per diverse ragioni:

  • Scarso riconoscimento del loro ruolo nella prevenzione: Non viene attribuita loro l'importanza che meritano, tanto che, dal 2010 al 2024, il numero di Centri Antifumo in Italia è diminuito di oltre il 43%, passando da 396 a soli 223.
  • Percezione della cessazione del fumo come non urgente: Poiché il fumo non provoca sintomi immediati, viene spesso relegato in secondo piano rispetto ad altre priorità sanitarie.

Questi fattori evidenziano la necessità di sensibilizzare maggiormente sia i pazienti, sia le istituzioni sull’importanza del trattamento per la cessazione del fumo.

Dunque, l'aderenza ai programmi di disassuefazione è un fattore cruciale per il successo del trattamento. Cosicché per approfondire la comprensione di questo fenomeno, sono stati analizzati i dati raccolti presso il Centro Antifumo Quit di Aversa, relativi a 2090 pazienti seguiti tra il 2009 e il 2024, per un totale di 6445 contatti in presenza.

Dall’analisi dei dati emerge che:

  • Il 40% dei pazienti si limita a un solo incontro.
  • Il 20% torna per un secondo incontro.
  • Il restante 40% mostra un’aderenza superiore, partecipando a più di due incontri.

I tassi di successo variano significativamente in base al numero di contatti:

  • Tra chi si presenta una sola volta, l’8,9% riesce a smettere di fumare.
  • Tra chi partecipa a due incontri, il tasso di successo aumenta al 33,1%.
  • Tra chi partecipa a più di due incontri, la percentuale di successo raggiunge il 58%.

A tal proposito, è stata analizzata la relazione tra l’efficacia dei trattamenti e il numero di contatti, ovvero le interazioni tra i pazienti e il personale del Centro Antifumo.

L'obiettivo è stato quello di individuare un numero ottimale di contatti, superato il quale ulteriori sforzi non sembrano generare benefici proporzionali ai risultati ottenuti. Questo fenomeno solleva interrogativi fondamentali su come migliorare i programmi di trattamento, in termini di numero di contatti, per massimizzare sia l’efficacia che l’efficienza.

Dall'analisi dei dati raccolti presso il Centro Antifumo di Aversa si è riscontrato un aumento iniziale dei successi con un chiaro e progressivo incremento delle percentuali di successo nel corso dei primi 5 contatti; al primo contatto la percentuale di successo è risultata dell'8,9% con aumento al 33,1% al secondo contatto e così via a salire fino al 5° contatto raggiungendo il 54,1%.

Successivamente dal 6° all'11° contatto si registra un incremento, che non mostra più una progressione continua, ma una certa instabilità probabilmente dovuta all'entità del campione che non è più abbastanza rappresentativo. Tale andamento altalenante è ancora più marcato per il campione ancora più esiguo di pazienti con un numero di contatti tra i 12 e i 19, per i quali si rilevano percentuali di successo anche molto alte e talora pure molto basse, anche se tendenzialmente in crescita.

Si possono, dunque, identificare tre gruppi distinti:

  • Gruppo 1: 1-5 contatti
  • Gruppo 2: 6-11 contatti
  • Gruppo 3: 12-19 contatti

È importante considerare anche il valore ponderale di ciascun gruppo: il primo comprende un campione di 1.811 pazienti, pari all'87%; il secondo include 218 pazienti, corrispondenti al 10%; infine, il terzo è composto da 42 pazienti, rappresentando il 2% (vedi grafico).


Si è cercato di categorizzare i pazienti sottoposti ad un numero di contatti elevato (12 o più) e si è riscontrato che sono spesso fumatori difficili caratterizzati soprattutto dalla concomitanza di altre dipendenze o pazienti che si ripresentano per ricaduta o perché si sentono a rischio di ricaduta.

D'altra parte, le deflessioni delle probabilità di successo nonostante la numerosità dei contatti vanno considerati anche alla luce di elementi come la stanchezza o la perdita di motivazione che possono interferire sul raggiungimento dell'obiettivo, cosicché detti pazienti diventano inevitabilmente meno recettivi al trattamento.

Oltre i 19 contatti i successi sembrano imprevedibili e nel complesso tendono diminuire (non sono rappresentati nel grafico). Quindi, si può definire come un effetto di saturazione, infatti, pur incrementando i contatti non aumenta significativamente l'efficacia (fumatori irriducibili, o con motivazione che si è ridotta o che non portano a termine la terapia di mantenimento per cui ricadono ripetutamente) e magari se smettono dipende più da altri fattori che non dal trattamento del Centro Antifumo (incidenti o insorgenza di patologie gravi o invalidanti).

Pertanto, dopo un certo numero di contatti senza risultati concreti, potrebbe essere utile prevedere un periodo di pausa per consentire un possibile incremento della motivazione. Un numero elevato di contatti, infatti, non sempre corrisponde a un maggiore successo e potrebbe invece riflettere inefficienze o la gestione di casi particolarmente complessi.

In base a quanto descritto, si possono, dunque, proporre i seguenti suggerimenti.
Ottimizzare gli incontri per fumatori difficili: È importante evitare cicli terapeutici troppo lunghi. Poiché i primi 5-7 incontri mostrano il maggior aumento nel tasso di successo, è fondamentale focalizzarsi su strategie efficaci in questa fase iniziale.
Valutare casi complessi: È opportuno analizzare i pazienti che necessitano di più di 10 incontri. Questo permetterà di identificare soluzioni alternative e di migliorare i protocolli terapeutici esistenti.
Tecniche di nudging per favorire l'aderenza al trattamento:
  • Gruppi di supporto: Il Centro Antifumo dispone di un gruppo Telegram dedicato ai pazienti in trattamento che scelgono di aderirvi, offrendo un ambiente di condivisione e motivazione reciproca.
  • Promemoria e messaggi motivazionali: Invio di promemoria e messaggi motivazionali nei momenti strategici in cui i pazienti risultano più predisposti a ricevere e interiorizzare stimoli positivi o per ricordare ai pazienti di presentarsi agli appuntamenti programmati.
  • Percorsi di screening polmonare: Implementazione di programmi di screening per la salute polmonare in collaborazione con reparti di pneumologia e radiologia, favorendo un approccio integrato alla prevenzione e cura

1. World Health Organization 2024: WHO global report on trends in prevalence of tobacco use 2000–2030. https://iris.who.int/.
Guglielmo Lauro
medico


sabato 30 novembre 2024

Disfunzioni Sessuali Maschili e Femminili: L'Impatto del Fumo di Sigaretta


Le disfunzioni sessuali rappresentano un aspetto delicato della salute umana, spesso sottovalutato. Sebbene molteplici fattori possano contribuire al loro sviluppo, il fumo di sigaretta emerge come un protagonista insidioso, capace di alterare significativamente la funzione sessuale sia negli uomini che nelle donne.
I fumatori tendono a non discutere apertamente di eventuali problemi di disfunzioni sessuali, a meno che tali difficoltà non siano associate a condizioni mediche spesso comuni tra chi fuma, come il diabete o l’uso di farmaci antidepressivi. Questo potrebbe essere dovuto a un senso di imbarazzo o alla mancata consapevolezza del legame diretto tra il fumo e il problema. Tuttavia, alcune patologie molto diffuse come il diabete o la depressione da un lato rendono più difficile smettere di fumare, dall’altro aggravano ulteriormente l’impatto negativo del fumo sulla salute sessuale (1). Cosicché diventa più probabile che i pazienti ne parlino con un medico.

Disfunzione Erettile Maschile e fumo di sigaretta
Il fumo di sigaretta è un noto fattore di rischio per l'aterosclerosi, una condizione che compromette la salute vascolare in generale e quella del pene in particolare (2). Il Massachusetts Male Aging Study (MMAS) ha messo in luce come il fumo amplifichi il rischio di disfunzione erettile, soprattutto in combinazione con patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche. Tra i pazienti cardiopatici, il 56% dei fumatori soffriva di impotenza completa, rispetto al 21% dei non fumatori. 
Il tabacco non si limita a danneggiare le arterie; esso colpisce direttamente il tessuto erettile, riducendone l'elasticità e, di conseguenza, la capacità di dilatarsi. Questo si traduce in erezioni meno durature e qualitativamente inferiori. Studi sperimentali hanno dimostrato che il fumo di una sola sigaretta può compromettere la qualità dell'erezione, evidenziando l'effetto immediato e dannoso della nicotina.
Il fumo può aumentare di 2 volte la probabilità di disfunzione erettile moderata o completa (3) e, dunque, è riconosciuto come un fattore indipendente (*) associato alla disfunzione erettile. Inoltre, studi preliminari hanno evidenziato possibili correlazioni anche con l'uso delle sigarette elettroniche (4).
Peraltro, va evidenziato che la disfunzione erettile può rappresentare un segnale precoce di gravi patologie (cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, etc.) e, negli individui colpiti, può essere sia una causa che una conseguenza della depressione. Negli uomini sotto i 60 anni, la DE costituisce spesso un indicatore significativo di malattie vascolari o diabete di tipo 2 in fase iniziale (5).
Infine, numerosi studi sottolineano l'importanza di smettere di fumare, evidenziando i benefici che la cessazione del fumo può offrire nel migliorare la funzione erettile (6). Tuttavia, alcune ricerche indicano che il recupero della funzione erettile è più probabile solo nei soggetti con un'esposizione limitata al fumo nel corso della vita (7).

(*) fattore di rischio indipendente indica che da solo è in grado di aumentare l'incidenza di una patologia, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti.

Disfunzione Sessuale Femminile e nicotina
Per le donne, il fumo è un fattore di rischio indipendente per la disfunzione sessuale femminile (FSD), più comunemente chiamata “frigidità”. Uno studio pubblicato su Obstetrics & Gynecology Science ha evidenziato una correlazione dose-risposta tra il numero di sigarette fumate e il rischio di FSD, indicando che più si fuma, maggiore è il rischio di sviluppare questa condizione (8). L'effetto del fumo sembra aggravare il calo del desiderio sessuale e la difficoltà a raggiungere l'orgasmo, in parte attraverso il danno vascolare e ormonale.
Uno studio ha evidenziato che nelle donne, la nicotina ha un effetto anti-estrogeno e aumenta il rapporto tra androgeni ed estrogeni per tutta la vita (9).
L'effetto anti-estrogeno compromette la lubrificazione vaginale, la risposta sessuale e il flusso sanguigno ai genitali. Peraltro, l'aumento relativo degli androgeni rispetto agli estrogeni può influenzare negativamente il desiderio sessuale femminile. Infine la vasocostrizione della nicotina, riducendo il flusso sanguigno ai genitali, contribuisce ulteriormente alla disfunzione sessuale femminile.

Ruolo dell'Ossido Nitrico e del GMP ciclico
Un elemento cruciale per la funzione sessuale è l'ossido nitrico (NO), una molecola che favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni. L'ossido nitrico (NO) è prodotto dalle cellule endoteliali e dai neuroni presenti nei tessuti erettili in risposta a stimoli sessuali. Questa molecola agisce come un potente vasodilatatore, stimolando il rilassamento della muscolatura liscia nelle pareti dei vasi sanguigni con conseguente aumento del flusso sanguigno verso i corpi cavernosi, determinando l'erezione. L'ossido nitrico (NO) attiva l'enzima guanilato ciclasi, che converte la guanosina trifosfato (GTP) in GMP ciclico (GMPc) che a sua volta amplifica il segnale di rilassamento della muscolatura liscia, potenziando ulteriormente la dilatazione dei vasi sanguigni e il riempimento dei corpi cavernosi. Questo processo è essenziale per mantenere l'erezione per tutta la durata necessaria. 
Nei fumatori, il danno endoteliale causato dalla nicotina e da altre sostanze tossiche nel fumo riduce la produzione di NO, compromettendo il processo descritto. Inoltre, il fumo può aumentare l'attività della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5), un enzima che degrada il GMPc. Una riduzione dei livelli di GMPc ostacola la dilatazione vascolare, rendendo difficoltoso raggiungere o mantenere un'erezione. 

Interventi Preventivi e Importanza del consiglio dello specialista
Il consiglio di smettere di fumare è particolarmente efficace se fornito da specialisti come gli urologi. Uno studio del Central European Journal of Urology ha dimostrato che l'impatto degli urologi sulla motivazione a smettere di fumare è superiore rispetto ad altri medici (10). Al contrario, la mancata menzione dei rischi associati al fumo può essere interpretata dai pazienti come una tacita accettazione del loro stile di vita.

Strategie di Recupero
Le modifiche dello stile di vita giocano un ruolo chiave nel recupero della funzione sessuale (11). Alcuni approcci includono:

  • Esercizi per migliorare la circolazione del pavimento pelvico, come quelli di Kegel e il bridge pelvico (ponte), per migliorare la circolazione e la forza muscolare; gli squat e lo stretching degli adduttori possono essere utili come complemento per la salute muscolare e la mobilità generale nella zona pelvica.
  • Riduzione dell’eventuale eccesso di peso e dieta equilibrata, con assunzione ridotta di grassi e zuccheri e integrazione di acido folico e omega-3.
  • Attività fisica regolare, come camminata veloce e stretching, per migliorare la salute cardiovascolare.
  • Evitare consumo di alcol (meglio se completamente) e cessazione del fumo, essenziali per preservare la funzione endoteliale.

In alcuni casi, il trattamento della disfunzione erettile residua può essere potenziato dall'uso di inibitori della fosfodiesterasi 5 (PDE5i) come sildenafil (Viagra), vardenafil (Levitra), tadalafil (Cialis), avanafil (Spedra), ma solo dopo aver ottimizzato i livelli di NO e GMP ciclico attraverso interventi sullo stile di vita.

Conclusioni
Il fumo di sigaretta si configura come un potente nemico della salute sessuale, agendo sia a livello vascolare che sui tessuti specifici coinvolti nella risposta sessuale. La prevenzione e l'educazione sanitaria, unite a interventi medici mirati, possono fare la differenza nel miglioramento della qualità della vita sessuale per uomini e donne. Smettere di fumare non è solo un passo verso una vita più lunga, ma anche verso una vita più soddisfacente sotto ogni punto di vista.

1. J Y Jeremy, D P Mikhailidis: Cigarette smoking and erectile dysfunction. J R Soc Promot Health. 1998 Jun;118(3):151-5.
2. Richard S Matulewicz, Danil V Makarov, Scott E Sherman, Sarah A Birken, Marc A Bjurlin: Urologist-led smoking cessation: a way forward through implementation science. Transl Androl Urol. 2021 Jan;10(1):7-11.
3. K T McVary, S Carrier, H Wessells; Subcommittee on Smoking and Erectile Dysfunction Socioeconomic Committee, Sexual Medicine Society of North America: Smoking and erectile dysfunction: evidence based analysis. J Urol. 2001 Nov;166(5):1624-32.
4. Omar El-Shahawy, Tanmik Shah, Olufunmilayo H Obisesan, Meghan Durr, Andrew C Stokes, Iftekhar Uddin, Ria Pinjani, Emelia J Benjamin, Mohammadhassan Mirbolouk, Albert D Osei, Tom Loney, Scott E Sherman, Michael J Blaha: Association of E-Cigarettes With Erectile Dysfunction: The Population Assessment of Tobacco and Health Study. Am J Prev Med. 2022 Jan;62(1):26-38.
5. David G Taylor, Francois Giuliano, Geoff Hackett, Evelyn Hermes-DeSantis, Michael G Kirby, Robert A Kloner, Terry Maguire, Vera Stecher, Paul Goggin: The pharmacist's role in improving the treatment of erectile dysfunction and its underlying causes. Res Social Adm Pharm. 2019 May;15(5):591-599.
6. Paolo Verze, Markus Margreiter, Katherine Esposito, Piero Montorsi, John Mulhall: The Link Between Cigarette Smoking and Erectile Dysfunction: A Systematic Review. Eur Urol Focus. 2015 Aug;1(1):39-46.
7. Mark G Biebel, Arthur L Burnett, Hossein Sadeghi-Nejad: Male Sexual Function and Smoking. Sex Med Rev. 2016 Oct;4(4):366-375.
8. Choi J, Shin DW, Lee S, Jeon MJ, Kim SM, Cho B, Lee SM: Dose-response relationship between cigarette smoking and female sexual dysfunction. Obstet Gynecol Sci. 2015 Jul;58(4):302-8.
9. H Jandíková, M Dušková, L Stárka: The influence of smoking and cessation on the human reproductive hormonal balance. Physiol Res. 2017 Sep 26;66(Suppl 3):S323-S331.
10. Roman Sosnowski, Marc A Bjurlin, Paolo Verze, Cosimo De Nunzio, Shahrokh F Shariat, Maurizio Brausi, Nicholas M Donin: Role of cigarette smoking in urological malignancies and clinical interventions for smoking cessation. Cent European J Urol. 2016;69(4):366-369.
11. D R Meldrum, J C Gambone, M A Morris, K Esposito, D Giugliano, L J Ignarro: Lifestyle and metabolic approaches to maximizing erectile and vascular health. Int J Impot Res. 2012 Mar-Apr;24(2):61-8.

Lauro Guglielmo

medico

lunedì 14 ottobre 2024

14.10.2024 - Grandi problemi nascosti in un piccolo rifiuto: il mozzicone di sigaretta!

Il 14 ottobre, la Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale, ci invita a riflettere sul nostro impatto sul pianeta e sull’importanza di educare le nuove generazioni a prendersi cura della Terra. Tra i molti temi cruciali, uno spesso sottovalutato è il devastante impatto ambientale del tabacco, in particolare dei mozziconi di sigaretta.
Ogni anno nel mondo vengono consumate circa 5 trilioni di sigarette e gli studi dimostrano che circa il 90 percento (4,5 trilioni) viene smaltito in modo improprio. Ciò rende i mozziconi di sigaretta uno dei tipi di rifiuti più diffusi al mondo e rappresentano una fonte significativa di inquinamento.

Come i mozziconi contaminano l’acqua
Il modo principale in cui la nicotina entra nei corsi d'acqua è attraverso le precipitazioni. Anche se gettati negli scarichi urbani, possono causare danni agli ecosistemi di acqua dolce: perché la nicotina è molto solubile in acqua. Se piove, circa metà della sostanza contenuta in un mozzicone di sigaretta sarà dilavata dopo 30 minuti. 

Mozziconi e proliferazione di alghe tossiche
Oltre a rilasciare sostanze tossiche nell'ambiente, i mozziconi favoriscono la proliferazione di cianobatteri, che sono microrganismi tossici conosciuti anche come alghe azzurre. I mozziconi interferiscono con funghi chitride come il Rhizophydium megarrhizum, parassita naturale che di solito tiene sotto controllo i cianobatteri. Senza questo fungo a fare da regolatore, le alghe tossiche si moltiplicano senza freni, trasformando laghi e fiumi in veri e propri "inferni chimici" specialmente dopo le piogge che, bagnando i mozziconi, ne aumentano il rilascio di sostanze tossiche. 
Alcuni cianobatteri producono epatotossine come la microcistina (1, 2) e la cilindrospermopsina, e neurotossine come l'anatossina-a. Le cianotossine (microcistina, cilindrospermopsina, anatossina-a) sono potenzialmente tossiche sia per gli esseri viventi che vivono in acqua, sia per l'uomo. Dunque, queste tossine possono infiltrarsi nel sistema idrico, contaminando l’acqua che beviamo ogni giorno, cosicché possono causare danni al fegato, problemi neurologici e persino aumentare il rischio di tumori (3) o dare problemi più sfumati come irritazioni alla pelle, allergie o mal di stomaco.

Mozziconi e microplastiche: un’eredità tossica
Un mozzicone di sigaretta, che pesa appena 0,3 grammi, può contaminare fino a 1000 litri di acqua e, nel corso di 12 anni, si degrada in microplastiche che persistono nell’ambiente. Oggi, i mozziconi rappresentano il 40% dei rifiuti plastici presenti nel Mediterraneo.
Anche i filtri biodegradabili, spesso proposti come soluzione ecologica, non risolvono il problema: una volta utilizzati, continuano a rilasciare sostanze tossiche nell’ambiente, trasformandosi comunque in rifiuti pericolosi.

Dall’inquinamento alla salute globale 
L'impatto cumulativo dei mozziconi di sigaretta nel tempo sono sicuramente preoccupanti e le conseguenze ambientali sono ancora oggetto di studio. Il tabacco non può più essere classificato semplicemente come una minaccia per la salute, ma per lo sviluppo umano nel suo insieme. Mangiamo, beviamo, respiriamo resti di sigarette altrui, ogni giorno, soprattutto perché chi sbuffa fumo, per strada o alla fermata di un autobus, si lascia alle spalle una scia quasi invisibile di minuscoli, ma velenosissimi rifiuti. Le conseguenze ambientali del consumo di tabacco hanno trasformato un problema umano in un problema planetario. I polmoni del pianeta sono sempre più scuri e non muoiono solo otto milioni di fumatori ogni anno: insieme a loro spariscono anche 600 milioni di alberi, 200mila ettari di terra, 22 miliardi di tonnellate d’acqua; 84 sono i milioni di tonnellate di CO2 che finiscono nell’atmosfera. 

L’urgenza di prevenire 
In occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale, abbiamo l’opportunità di affrontare con decisione l’inquinamento da tabacco. Questa sfida inizia oggi, nelle scuole, nelle comunità e attraverso le nostre scelte quotidiane. Trasformiamo il messaggio di questa giornata in un seme di cambiamento per le generazioni future.
Per invertire la rotta servono azioni concrete: investire in prevenzione e sensibilizzazione è fondamentale per costruire una generazione libera dal tabacco. Solo educando e formando nuove generazioni consapevoli possiamo combattere l’inconsapevolezza collettiva e contribuire a un futuro più sano e sostenibile.

1. Nele Guttmann, Justyna Wolinska, Stephanie Spahr, Erika Berenice Martínez-Ruiz: Cigarette butts enable toxigenic cyanobacteria growth by inhibiting their lethal fungal infections. Ecotoxicol Environ Saf. 2024 Nov 1:286:117149. 
2. Rajesh Melaram: Environmental Risk Factors Implicated in Liver Disease: A Mini-Review. Front Public Health. 2021 Jun 24:9:683719. 
3. Siddharth Rajput, Shruti Jain, Debabrata Dash, Nidhi Gupta, Roshni Rajpoot, Chandrama Prakash Upadhyaya, Mohammed Latif Khan, Raj Kumar Koiri: Role of cyanotoxins in the development and promotion of cancer. Toxicol Rep. 2024 Nov 5:13:101798.
Guglielmo Lauro
medico

domenica 29 settembre 2024

Aderenza ai trattamenti per smettere di fumare: problemi e nuove prospettive

Il disturbo da uso di tabacco è una delle patologie caratterizzate da una bassa aderenza ai trattamenti per la cessazione del fumo. Nonostante gli sforzi significativi messi in atto dal Centro Antifumo di Aversa per contrastare il fenomeno della scarsa aderenza — inclusi articoli divulgativi su questo blog, supporto telefonico e l'utilizzo di strumenti come il gruppo Telegram dedicato — la problematica rimane ancora molto evidente e persistente.

Nel corso dei suoi 16 anni di attività, il Centro ha osservato un livello di aderenza che può essere suddiviso in tre categorie principali:

  • 40% dei pazienti ha avuto solo un contatto: Una porzione significativa interrompe il percorso dopo un solo incontro, suggerendo una scarsa motivazione o difficoltà logistiche.
  • 20% dei pazienti ha avuto solo due contatti: Un quinto dei pazienti torna per un secondo incontro, ma non riesce a mantenere l’impegno a lungo termine.
  • 40% dei pazienti ha avuto più di due contatti: Questa percentuale riflette una corretta adesione al programma, con pazienti che continuano il percorso, probabilmente beneficiando di un approccio strutturato e del supporto continuo.

Certamente, le limitazioni operative del Centro possono aver creato barriere pratiche per molti pazienti, i quali spesso si trovano impossibilitati a frequentare a causa di impegni lavorativi o familiari. Il Centro Antifumo in alcuni periodi è stato aperto un solo giorno a settimana, in altri periodi un paio di mattine a settimana, infine quasi ogni anno sono predisposte chiusure estive di circa un mese. Le suddette limitazioni sull’accesso al Centro potrebbero aver fatto percepire una scarsa flessibilità, scoraggiando i pazienti dal completare il trattamento. Peraltro, l'idea che il servizio sia disponibile in forma limitata potrebbe ridurre la percezione dell'importanza o dell'immediatezza del programma di cessazione del fumo, portando i pazienti a sottovalutare il Centro Antifumo rimandando o abbandonando il percorso. Attualmente l’apertura del Centro risulta tra le più favorevoli rispetto al passato: un pomeriggio e una mattina a settimana.

Fattori che Ostacolano l'Aderenza

Nonostante le difficoltà pratiche legate all’accesso, altri fattori contribuiscono alla bassa aderenza ai trattamenti per la cessazione del fumo:

  • Forte dipendenza dalla nicotina: I sintomi di astinenza (irritabilità, ansia, desiderio intenso di fumare, aumento dell'appetito, disturbi del sonno) rendono estremamente difficile per molti pazienti mantenere l'impegno a smettere.
  • Sottovalutazione dei rischi: Molti fumatori non percepiscono immediatamente i pericoli per la salute legati al fumo, riducendo così la motivazione a seguire i trattamenti.
  • Difficoltà a mantenere la motivazione: Il percorso per smettere di fumare è lungo e richiede una motivazione costante, che può diminuire dopo i primi insuccessi o la mancanza di risultati visibili.
  • Effetti collaterali dei trattamenti: Alcuni farmaci o terapie sostitutive della nicotina possono causare effetti collaterali che inducono i pazienti a interrompere il trattamento.
  • Fattori psicologici: Il fumo è spesso un meccanismo di gestione dello stress o dell’ansia. I pazienti tendono a ricadere nel vizio quando affrontano momenti difficili, anche durante il trattamento.
  • Complicazioni sociali: La presenza di altri fumatori nel contesto sociale rende più difficile mantenere l'aderenza ai trattamenti.

Particolarmente preoccupante è il caso di quei pazienti affetti da malattie respiratorie come la BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) o la ILD (Malattia Polmonare Intestiziale), che, nonostante dovrebbero essere maggiormente motivati a smettere, trovano particolarmente difficile abbandonare il fumo. Anzi più grave è la malattia polmonare più difficile è smettere di fumare (1). In casi di malattia avanzata (BPCO o ILD), la qualità della vita percepita può diventare così bassa che il fumo viene visto come uno dei pochi piaceri rimasti (1).

Strategie per Migliorare l'Aderenza: il Pensiero Semantico Futuro (SFT) e il Pensiero Episodico Futuro (EFT)

Per contrastare la scarsa aderenza, è fondamentale personalizzare gli interventi e adottare tecniche di visualizzazione in cui terapeuta guida e facilita il paziente fumatore nel proiettarsi in avanti nel tempo in un sé ideale futuro da non fumatore: il Semantic Future Thinking (SFT) e l'Episodic Future Thinking (EFT) (2). Il pensiero semantico futuro riguarda il dominio non personale, astratto, mentre il pensiero episodico futuro riguarda il dominio personale, basato sugli eventi. Si tratta di tecniche di visualizzazione che trovano indicazione in pazienti con profili diversi all'interno di un Centro Antifumo, in base alle loro caratteristiche psicologiche, motivazionali e al grado di dipendenza dal fumo e che vengono utilizzate per aumentare la consapevolezza dell'importanza del futuro e per ridurre la tendenza a dare più valore alle gratificazioni immediate (come fumare) rispetto a quelle future (come la salute migliorata), un fenomeno noto come delay discounting.

Il Pensiero Semantico Futuro (SFT) è un processo di "attivazione" mentale che incoraggia l'individuo a focalizzarsi genericamente sul futuro (Future Thinking Priming), in maniera astratta e senza entrare nel dettaglio di eventi specifici o esperienze personali. Si tratta di un "priming" o stimolo cognitivo che prepara la mente a considerare obiettivi futuri e conseguenze generali delle proprie azioni. 

Il Pensiero Episodico Futuro (EFT), invece, coinvolge una simulazione mentale dettagliata di eventi futuri specifici. È un tipo di visualizzazione in cui si cerca di simulare uno scenario verosimile, congruente con la propria situazione attuale, con il proprio background e la propria storia ed in cui viene evidenziato uno stato desiderabile, privo di dipendenze, che comporta numerosi vantaggi psicofisici ed economici. Praticamente, il fumatore con l'EFT potrebbe visualizzarsi tra qualche anno, in uno scenario in cui ha migliorato notevolmente la propria salute cardiovascolare, è in grado di fare attività fisica con maggiore facilità e risparmia somme significative di denaro che sarebbero state spese in sigarette. La connessione emotiva con un’immagine positiva del proprio futuro aiuta a innescare un senso di realizzazione personale e a rafforzare la determinazione a raggiungere quello stato. 

Il Pensiero Semantico Futuro è particolarmente indicato per pazienti che necessitano di una consapevolezza generale del futuro e che non hanno ancora sviluppato una connessione emotiva forte con gli obiettivi a lungo termine. Si tratta di pazienti che beneficiano di una stimolazione cognitiva astratta e di un orientamento al futuro per cominciare a valorizzare le ricompense future (pazienti poco motivati e in fase iniziale, con scarsa consapevolezza del sé futuro, con forte dipendenza dalla nicotina).

Il Pensiero Episodico Futuro è più indicato per pazienti che sono pronti a investire emotivamente nel loro futuro e che possono beneficiare della creazione di scenari dettagliati e concreti. Questa tecnica è adatta a coloro che hanno bisogno di una connessione più forte e tangibile con i benefici a lungo termine del non fumare (pazienti motivati a cambiare, con una chiara percezione del danno, con elevata sensibilità emotiva, con obiettivi specifici).

Entrambe le tecniche tendono a rendere più concreti e accessibili i benefici a lungo termine, aiutando i pazienti a superare la tendenza a focalizzarsi solo sulle gratificazioni immediate. Diversi studi hanno dimostrato che visualizzare un sé futuro migliore può rafforzare la motivazione a smettere di fumare, diminuendo la probabilità di abbandonare il trattamento. Ovviamente il supporto motivazionale costituisce la base per aumentare significativamente le possibilità di successo nella lotta contro il fumo, oltre a giocare un ruolo chiave per mantenere l'aderenza ai trattamenti medici e nel prevenire le ricadute.

Personalizzare l’Intervento

Ogni paziente ha una motivazione diversa: alcuni sono più interessati ai benefici economici, mentre altri cercano principalmente miglioramenti per la salute. L’EFT può essere personalizzato per rispondere a queste diverse priorità, aiutando ciascun individuo a trovare la propria strada verso un futuro senza fumo. Ad esempio, un paziente motivato dai risparmi economici potrebbe visualizzarsi in un futuro dove il denaro risparmiato viene utilizzato per viaggi o investimenti, mentre chi è più preoccupato per la salute potrebbe concentrarsi sul miglioramento della propria condizione fisica e sulla riduzione del rischio di malattie croniche.

Per i pazienti più giovani, un valido strumento per aumentare l'aderenza ai trattamenti antifumo è rappresentato dalle app per smartphone. Queste, ispirandosi alla terapia cognitivo-comportamentale, supportano nel gestire i sintomi di astinenza dal fumo di tabacco e favoriscono una maggiore partecipazione ai programmi del Centro Antifumo. Per rendere l'intervento ancora più efficace, il Centro Antifumo potrebbe sviluppare una propria app dedicata, così da ottimizzare la gestione dei pazienti che vi accedono e offrire un supporto più personalizzato e mirato.

Conclusione

Migliorare l’aderenza ai trattamenti per smettere di fumare è cruciale per il successo di qualsiasi programma antifumo. Personalizzare gli interventi, adottare tecniche come l’EFT e aumentare la flessibilità dell’accesso ai servizi può fare la differenza nell’aiutare i pazienti a raggiungere un cambiamento duraturo e positivo nella loro vita.

1. P Tønnesen, L Carrozzi, KO Fagerström, C Gratziou, C Jimenez-Ruiz, S Nardini, G Viegi, C Lazzaro, IA Campbell, E Dagli, R West: Smoking cessation in patients with respiratory diseases: a high priority, integral component of therapy. Eur Respir J 2007;29:390-417.
2. Richard J O'Connor, Ellen Carl, Alina Shevorykin, Jeffrey S Stein, Darian Vantucci, Amylynn Liskiewicz, Lindsey Bensch, Hannah Thorner, Matthew Marion, Andrew Hyland, Christine E Sheffer: Internal Validity of Two Promising Methods of Altering Temporal Orientation among Cigarette Smokers. Int J Environ Res Public Health. 2021 Nov 29;18(23):12601.

Lauro Guglielmo
medico

sabato 31 agosto 2024

Le oscure frontiere dello svapo: preoccupa l'ascesa della nicotina sintetica e dei prodotti cosiddetti senza tabacco



Negli ultimi anni, la nicotina sintetica ha iniziato a diffondersi nei prodotti da svapo, suscitando preoccupazioni crescenti tra esperti e consumatori. A differenza della nicotina naturale presente nel tabacco, che è composta per il 99% da S-nicotina, la nicotina sintetica che viene generalmente prodotta a partire da etil-nicotinato derivato del petrolio, si caratterizza per un rapporto 50/50 tra S-nicotina e R-nicotina.

Comprendere le forme di nicotina

La nicotina si presenta in due forme molecolari speculari, individuate rispettivamente con la lettera R (dal latino "rectus", che significa "destro") e l’altra con la lettera S (dal latino "sinister", che significa "sinistro"). La nicotina presente nel tabacco è composta per il 99,0% - 99,8% da S-nicotina e per l'1,0% - 0,2% da R-nicotina (1, 2); poi per effetto della combustione, e quindi a seguito di meccanismi pirolitici, la R-nicotina può aumentare nel fumo di tabacco al massimo al 3% (2). Tuttavia, si può dire che le conoscenze sugli effetti della nicotina sull’uomo sono in realtà riferite pressoché totalmente alla S-nicotina che nel classico fumo di tabacco ne rappresenta quasi la totalità. 

La R-nicotina è circa 10 volte meno potente della S -nicotina, per quanto riguarda la capacità di attivare i recettori cerebrali. Comunque, la percezione olfattiva sembra essere uguale sia che si tratti di S-nicotina, sia che si tratti di R-nicotina; in altre parole, la R-nicotina quando raggiunge la cavità nasale evoca sensazioni "odorose" di uguale entità rispetto alla S-nicotina.  Tuttavia si sa poco sulle differenze riguardo agli effetti farmacologici e metabolici.

 

I rischi dello svapo

Con l'aumento dell'uso di e-cigarette e puff-bar, gli utenti possono trovarsi di fronte a una miscela imprevista di nicotina ovvero con rapporti diversi di R-nicotina e di S-nicotina, esponendo quindi gli utilizzatori a livelli più alti di R-nicotina o a livelli inferiori di S-nicotina rispetto a quelli a cui erano abituati.

Per quanto riguarda le sensazioni di bruciore e pizzicore (colpo in gola) dovuta al reclutamento dose-dipendente delle fibre C e A delta del sistema sensoriale trigeminale, vi sono delle differenze stereoselettive significative che si manifestano con una maggiore intensità di stimolazione per la S-nicotina rispetto alla R-nicotina.  

Il colpo in gola (throat-hit) è la sensazione avvertita in gola nei primi 6 secondi dopo aver fatto un tiro di sigaretta. Questo effetto si verifica prima che la nicotina raggiunga il cervello ed è innescato dalla stimolazione nervosa locale mediata dai rami sensitivi del trigemino e non dai recettori cerebrali della nicotina (3). 

I tiri di svapo nel caso nicotina sintetica così come avviene per i sali di nicotina, non essendo più limitati dalla sensazione del "colpo in gola", tendono a essere più rapidi, più frequenti e più profondi, portando a una maggiore assunzione di nicotina (per maggiori volumi inalati) e, di conseguenza, a una dipendenza più intensa. Inoltre, l'aroma, che svolge un ruolo chiave nella fidelizzazione quando si unisce al colpo in gola, in mancanza di quest’ultimo induce più facilmente a passare da un aroma all'altro, cosicché la dipendenza determinata da queste forme di nicotina viene alimentata dalla continua ricerca e curiosità verso nuovi aromi. Non a caso, la varietà di aromi negli e-liquid e nei dispositivi HTP è vastissima. 

 

Aspetti legali e pubblicità ingannevole

Sul piano legale, in Italia, l’attuale definizione di “prodotto del tabacco” esclude la nicotina non derivata dal tabacco e cioè la nicotina sintetica che troviamo in alcune e-cig e e-liquid. Detta nicotina sintetica viene commercializzata come prodotto "senza tabacco" o "tobacco-free", così da sembrare un prodotto meno dannoso. Infatti, i prodotti cosiddetti Tobacco Free Nicotine (TFN) vengono pubblicizzati come più puri e puliti, perché privi dei componenti tossici che derivano dal processo di estrazione del tabacco (nitrosammine, etc.), cosicché attraggono facilmente nuovi consumatori. Intanto, ci sono prove che la R-nicotina rispetto alla S-nicotina determini una maggiore inibizione di un enzima chiave della neurotrasmissione, l’acetilcolinesterasi (AChE) , con conseguente maggiore rischio di problemi neurologici (4). In effetti la R-nicotina, rispetto alla S-nicotina, altera significativamente la conformazione dell'acetilcolinesterasi, modificandone cioè la struttura secondaria (4).

Si ricorda che l'acetilcolinesterasi è un enzima distribuito principalmente nel sistema nervoso, in particolare nel cervello, e può catalizzare rapidamente l'idrolisi del neurotrasmettitore acetilcolina, portando alla cessazione del trasferimento dell'impulso nervoso, garantendo così le normali funzioni fisiologiche del corpo umano. 

Comunque allo stato attuale, l’esatto meccanismo fisiologico della variazione dei rapporti R-nicotina e S-nicotina, così come quello dei sali di nicotina, non sono stati completamente studiati, sollevando ulteriormente la preoccupazione della salute pubblica sui rischi a lungo termine dovuti al consumo di queste forme di nicotina. Tuttavia è verosimile ritenere che sia la nicotina sintetica che i sali di nicotina possono indurre una maggiore dipendenza rispetto alla nicotina del tabacco. 

 

La necessità di maggiore vigilanza

Le normative attuali non riescono a tenere il passo con gli incessanti ritmi innovativi del mercato delle sigarette elettroniche. Peraltro, i prodotti contenenti nicotina sintetica o sali di nicotina spesso non sono etichettati chiaramente, rendendo difficile per i consumatori comprendere cosa stanno realmente utilizzando. La crescente disponibilità di alternative come la 6-metil nicotina, un analogo sintetico della nicotina, rappresenta un ulteriore rischio.

Di recente, infatti, sono stati rilevati in commercio prodotti etichettati come "alternativa alla nicotina" o che forniscono un'"esperienza simile alla nicotina, senza nicotina"; si tratta di sigarette elettroniche contenenti 6-metil nicotina, che è farmacologicamente più potente della nicotina e dà anche una forte sensazione di colpo in gola (5). Detto analogo sintetico è stato brevettato da un produttore cinese di sigarette elettroniche ed è commercializzato con la denominazione di "metatina"; i dispositivi utilizzati per lo svapo di metatina vengono denominati Spree Bar (6). "Spree" in inglese significa "festa" o "serie di azioni entusiastiche e intense", evocando un senso di divertimento e spensieratezza. La parola "Bar" si riferisce alla forma del dispositivo, simile a una barra o stick portatile, facilmente utilizzabile ovunque. 

Gli alcaloidi del tabacco non nicotinici rappresentano una delle modalità con cui i produttori aggirano le normative sulla nicotina (5). Intanto, senza una regolamentazione adeguata ed in mancanza di un'adeguata consapevolezza da parte dei consumatori, i rischi per la salute pubblica continueranno a crescere.

 

1. N Thuerauf, M Kaegler, R Dietz, A Barocka, G Kobal: Dose-dependent stereoselective activation of the trigeminal sensory system by nicotine in man. Psychopharmacology (Berl). 1999 Mar;142(3):236-43.

2. Peter Clayton, Annhelen Lu, Louise Bishop: The pyrolysis of (-)-(S)-nicotine: racemization and decomposition. Chirality. 2010 May 5;22(4):442-6. 

3 Bertrand Dautzenberg, Alexandre Scheck, Daniel Garelik, Celine Kayal, Marie Dominique Dautzenberg: Satisfactory throat-hit is needed to switch from tobacco to e-cigarettes: a lesson from an e-liquid blind test.  Tob. Prev. Cessation 2016;2(April):62 

4. Ji Yang, Yongkuan Chen, Zhihua Liu, Liu Yang, Jianguo Tang, Mingming Miao, Na Gan, Hui Li: Differences between the binding modes of enantiomers S/R-nicotine to acetylcholinesterase. The Royal Society of Chemistry, 2019, 9, 1428–1440 

5. Alexander Larcombe, Laura Hunter: Hidden in plain sight: how vaping manufacturers exploit legislative loopholes. The Medical Journal of Australia 27 August 2024. 

6. Sven E Jordt, Sairam V Jabba, Peter Silinski, Micah L Berman: An electronic cigarette pod system delivering 6-methyl nicotine, a synthetic nicotine analog, marketed in the United States as "PMTA exempt". medRxiv [Preprint]. 2023 Nov 22:2023.11.21.23298778. 

Guglielmo Lauro

medico

vedi anche:
Attenzione ai sali di nicotina delle pod mod (Juul, MyBlue, etc.)

mercoledì 31 luglio 2024

Meglio raccogliere due sacchetti di mozziconi che far diventare i polmoni due sacchetti per rifiuti

In un'Italia che, a parole, si dichiara proiettata verso un futuro sostenibile, resta preoccupante la scarsa consapevolezza sull'impatto ambientale dei piccoli rifiuti e soprattutto di quelli dal ciclo di vita breve: mozziconi di sigarette a combustione e mozziconi di sigarette a tabacco riscaldato, dispositivi per sigarette elettroniche usa e getta e microbocchini di varie dimensioni (filtri David Ross). L'abbandono in spazi pubblici di rifiuti di piccole dimensioni e ad alto impatto ambientale, il cosiddetto littering, rappresenta un vero e proprio disastro per il nostro ecosistema, già in precarie condizioni

Si stima che ben due terzi delle sigarette fumate in Italia vengano ancora gettate per terra, con danni ambientali devastanti. Un singolo mozzicone può, infatti, contaminare fino a mille litri di acqua, oltre a ridurre drasticamente le possibilità di germinazione dei semi e di sviluppo delle piante.

I dispositivi di ultima generazione, sigarette elettroniche e quelle a tabacco riscaldato sono solo alcuni degli esempi di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che, soprattutto durante la stagione estiva, vengono smaltiti in modo errato. Un'organizzazione americana noprofit (Truth Initiative) ha calcolato che solo negli USA vengono buttate 5 sigarette usa e getta ogni secondo: al mese sono 150 milioni, che nell’ambiente disperdono abbastanza litio da poter soddisfare le necessità produttive di almeno 6000 autovetture elettriche Tesla.

In Italia per affrontare questa emergenza, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 15 aprile 2024 n. 144, che definisce le modalità di iscrizione al Registro dei produttori cui sono obbligati tutti coloro che rientrano nel regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).

Questo principio, basato sulle direttive europee, attribuisce al produttore una responsabilità che non si esaurisce nel momento in cui il prodotto viene immesso sul mercato, ma si estende a tutto il suo ciclo di vita. In base a tale DM sono coinvolti i produttori di pneumatici, pile e accumulatori, oli vegetali esausti e oli minerali usati, imballaggi di plastica, bioplastica, e così via, ma con buona pace dei produttori di tabacco che sembrano essere esonerati da tali obblighi. D'altra parte, le industrie del tabacco, grazie a campagne di greenwashing abilmente orchestrate, riescono a posizionarsi in cima alle classifiche di sostenibilità ambientale, sfuggendo di fatto a controlli e sanzioni più severi.

Dunque, gli effetti di questo recente decreto ministeriale, sebbene affronti il problema, rimangono limitati e lasciano un'importante lacuna legislativa, soprattutto in considerazione del fatto che i rifiuti legati al consumo di tabacco rappresentano una delle principali fonti di inquinamento visivo e ambientale dell'attuale società.

In controtendenza, il Centro Antifumo Quit dell'ASL di Caserta ha dimostrato come anche piccoli passi possano avere un impatto significativo sull'ambiente. Grazie alla cessazione del fumo di oltre 600 persone presso il suddetto Centro, sono stati sottratti all’ambiente circa 30 milioni di mozziconi di sigarette. Un numero straordinario, che per darne un'idea concreta possiamo paragonarlo ad un volume tale da riempire un intero container standard da 20 piedi, lungo circa 6 metri e alto e largo 2,5 metri. Un dato che dimostra come ogni iniziativa, anche su scala locale, possa dare un contributo piccolo, ma concreto. Un dato che dovrebbe far riflettere sull'urgenza di intervenire per contrastare questo grave problema ambientale.


I mozziconi di sigaretta, rappresentano il rifiuto plastico più abbondante del nostro pianeta cui vanno aggiunte anche le plastiche derivanti dall’aumento dei dispositivi, come le sigarette elettroniche usa e getta, che vengono abbandonate nell’ambiente. Questi rifiuti nel complesso, contribuiscono alla formazione di particolato di natura polimerica, con dimensioni che variano dai 500 micron a 1 nanometro, noto come micro e nanoplastiche (MNP) che hanno anche un impatto non trascurabile sull'uomo (1). Infatti, le MNP non sono semplicemente una caratteristica dell’era geologica attuale, l’Antropocene, ma studi recenti associano al suddetto particolato polimerico la formazione di ateromi carotidei, l’aumento degli stati infiammatori e l'aumentato rischio di eventi cardiovascolari avversi, etc. (1).
Un recente studio ha rilevato che, sebbene frammenti di micro e nano plastiche siano stati osservati praticamente in ogni organo, nel cervello è stata rilevata una quantità in media da 10 a 20 volte di più rispetto agli altri organi (1). Inoltre, la quantità di microplastiche osservata in campioni di cervello prelevati in persone decedute nel 2024 sono state stimate del 50% superiori rispetto ad analoghe rilevazioni effettuate nel 2016 (1). Non si esclude, peraltro, un ruolo di queste microplastiche cerebrali nello sviluppo di demenze; in campioni autoptici di cervelli di persone affette da demenza sono state trovate quantità di microplastiche fino a 10 volte superiori rispetto a quelle presenti nei cervelli di persone non affette da demenza (1).

In un'ottica di crescente consapevolezza ambientale e di attenzione alla salute umana, la domanda che molti si pongono è: come possiamo coltivare la responsabilità a livello individuale nei confronti dell'ambiente e come affrontare concretamente le problematiche legate all'inquinamento ...prima che sia troppo tardi?
La Svezia dove la gestione dei rifiuti è all'avanguardia, ha dato vita a un fenomeno sociale in rapida espansione in tutta Europa: il "plogging". Il termine "plogging" è il risultato dell'unione di due parole svedesi: "plocka upp", che significa "raccogliere", e "joggning", che indica l'attività del jogging. Questa semplice ma geniale combinazione trasforma l'esercizio fisico in un'azione proficua prendendosi cura dell'ambiente.

L'equipaggiamento necessario per il plogging è davvero essenziale: abbigliamento da runner, guanti (possibilmente antitaglio), buste riciclabili per riporre i rifiuti raccolti ed eventualmente pinze che evitano di chinarsi eccessivamente. Questa attività è aperta a tutti e può essere svolta sia individualmente che in gruppo, diventando un'esperienza sociale e di condivisione.

I polmoni generalmente non apprezzano ricevere nient'altro che ciò per cui sono stati progettati: aria pulita. C'è chi sceglie di sfruttare il tempo dedicato all'attività fisica per raccogliere un paio di sacchetti di mozziconi di sigaretta e chi, ahinoi, sceglie di rendere i propri polmoni come due sacchetti per rifiuti?

Domani, primo agosto 2024, scatta l'Earth Overshoot Day 2024, il giorno del sovrasfruttamento della Terra calcolato ogni anno dal Global Footprint Network, che indica come quest'anno, nei soli primi 7 mesi, l'umanità abbia già utilizzato ciò che la Terra impiega 12 mesi per rigenerare. Tuttavia va anche sottolineato che il 01.08.24 corrisponde alla media di tutti i Paesi, mentre per l'Italia, che ha un debito ecologico particolarmente elevato, l'Overshoot Day è arrivato già il 19 maggio 2024.

1. Matthew Campen, Alexander Nihart, Marcus Garcia, Rui Liu, Marian Olewine, Eliseo Castillo, Barry Bleske, Justin Scott, Tamara Howard, Jorge Gonzalez-Estrella, Natalie Adolphi, Daniel Gallego, and Eliane El Hayek: Bioaccumulation of Microplastics in Decedent Human Brains Assessed by Pyrolysis Gas Chromatography-Mass Spectrometry. Version 1. Res Sq. Preprint. 2024 May 6.
Guglielmo Lauro
medico


domenica 30 giugno 2024

Uso dell’ASMR nei percorsi di cessazione tabagica


Durante i percorsi di cessazione del fumo, è spesso fondamentale gestire non solo lo stress, ma anche e soprattutto i problemi di qualità del sonno. Entrambi questi fattori possono, infatti, influenzare negativamente la capacità di controllare il desiderio di fumare.
A questo proposito, sta emergendo un crescente interesse nello sviluppo di metodi non farmacologici per la gestione dello stress e dei problemi di salute ad esso correlati. L'obiettivo è migliorare la qualità del sonno e il benessere psicologico complessivo, favorendo così il successo dei programmi di disassuefazione dal tabacco.
Questi approcci alternativi potrebbero rivelarsi utili per coloro che desiderano smettere di fumare, ma trovano difficile gestire i sintomi di astinenza e la mancanza di concentrazione dovuti a un sonno di scarsa qualità e a elevati livelli di stress.
Un metodo per regolare meglio il sentirsi sotto pressione e facilitare l’addormentamento potrebbe essere quello di prendersi una pausa rigenerante, “staccare la spina” per riposarsi, disconnettersi da dispositivi elettronici e dalle attività lavorative, concentrandosi su sé stessi e sulla propria interiorità attraverso, la calma, la meditazione o il silenzio in un ambiente tranquillo e senza distrazioni. Tuttavia confrontarsi in silenzio con i propri pensieri, emozioni e inquietudini può rappresentare una fonte di ansia e disagio, soprattutto per coloro che trovano nella rete Internet e nei social media la loro "zona di comfort". Questo è dovuto al fatto che viviamo in un mondo in cui siamo costantemente connessi e stimolati da input esterni. La nostra società attuale, caratterizzata da una connessione digitale pervasiva, può rendere difficile la riflessione introspettiva e la gestione delle proprie dinamiche interiori. Molte persone, infatti, faticano a rimanere a contatto con sé stesse, preferendo rifugiarsi nella costante interazione online e nell'incessante flusso di informazioni e stimoli.
Capita, infatti, che un fumatore usi la sigaretta come "scappatoia" come un modo per “staccare la spina” e anche per evitare di affrontare sentimenti scomodi (stress, ansia, calo di umore); ha spesso difficoltà a chiedere aiuto e supporto, almeno nelle fasi iniziali, per cui sceglie di provare in autonomia metodi poco impegnativi e non farmacologici come i contenuti multimediali (soprattutto fonti sonore) spesso disponibili gratuitamente sulla rete internet.
Dunque, il rumore, che un tempo era evitato per un sonno di qualità, è stato recentemente adottato dal grande pubblico come un induttore non farmacologico del sonno (1) e diverse persone lo utilizzano come un calmante non farmacologico che rilassa il sistema nervoso e riduce la tensione. 

I tipi di fonti sonore utilizzate per l'induzione del sonno possono essere suddivisi in tre categorie: a) musica, b) rumore, c) Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano (ASMR).

La musica rilassante può rappresentare un metodo non invasivo, di facile approccio e spesso abbastanza efficiente (2).

Il rumore cosiddetto bianco è un insieme di onde sonore senza ritmo né melodia, simili a fruscii come quello prodotto da un vecchio televisore sintonizzato su una frequenza senza segnale o quello dell’asciugacapelli con il quale tipicamente si induce il sonno nei neonati.
Il rumore è spesso considerato un fattore di distrazione; tuttavia studi recenti suggeriscono che gli individui subattenti o gli individui a cui è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività possono trarre beneficio dal rumore bianco per migliorare le loro prestazioni cognitive (3).

Per entrare nel mondo dell'ASMR immagina di trovarti in una tranquilla biblioteca, con un'atmosfera silenziosa e concentrata. All'improvviso, ti accorgi di due persone che iniziano a sussurrare tra loro, in tono basso e confidenziale. Il loro dialogo sommesso crea un delicato sottofondo sonoro, quasi un rassicurante brusio. Poco distante, senti il leggero tocco dei tasti di alcune tastiere di alcune persone che digitano, producendo suoni ritmici e cadenzati. Lo scricchiolio discreto di una mela che viene morsa attira la tua attenzione, trasmettendo una sensazione di quiete e introspezione. Alzi lo sguardo e osservi qualcuno che sfoglia delicatamente le pagine di un libro, con movimenti lenti e controllati. La persona accanto a lui sta attentamente prendendo appunti con una matita appena temperata, creando un raschiare sottile e rassicurante.
Per molti, questi rumori e stimoli sensoriali potrebbero essere percepiti come fastidiosi e distraenti soprattutto se ci si trova in un ambiente silenzioso (fenomeno questo, noto come misofonia). Tuttavia, per altri individui, queste stesse immagini e suoni innescano una particolare sensazione, conosciuta come Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano (ASMR). Si tratta di un’esperienza percepita verosimilmente da una minoranza di persone che percepiscono una sensazione di formicolio, piacevole e rilassante, che inizia dalla sommità della testa e si diffonde lentamente lungo tutto il corpo (secondo studi preliminari si può riscontrare in una persona su cinque). È un'esperienza sensoriale profonda, in cui i suoni delicati e i movimenti ritmici e controllati attivano una reazione neurofisiologica di benessere e tranquillità. Invece, la misofonia è un'avversione a suoni come masticare, tossire o respirare rumorosamente. Dunque, ASMR e misofonia sono due forti risposte emotive involontarie, la prima associata al benessere e all'attività parasimpatica e la seconda all'avversione e all'aumento dell'attività ortosimpatica (4); in effetti sembrano trovarsi agli estremi opposti di uno spettro.

Nell’ultimo decennio si è osservata una diffusione mediatica imponente con decine di milioni di contenuti audio-video soprattutto su social come TikTok e YouTube denominata con il termine pseudoscientifico di ASMR utilizzato per descrivere uno stato emotivo sopra descritto che solo alcune persone sono in grado di sperimentare, probabilmente perché per la maggior parte delle persone i trigger ASMR sono stimoli sotto soglia.
L’acronimo ASMR sta per Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero “Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano”; questa tecnica consiste in un’esperienza sensoriale visiva, ma soprattutto sonora fortemente suggestiva basata spesso sul whispering in cui lo YouTouber/TikToker di turno (detto ASMR artist) parla, ma sussurrando; ciò conferisce alle parole un senso di vicinanza, di calma e leggerezza suscitando una risposta psicofisica di piacere e di rilassamento; in genere sono contenuti semplici ma trasmessi in maniera intima e avvolgente, dando l'impressione che la persona si sta dedicando completamente a noi con calma, trasporto, intensità e non raramente anche con una sensualità tale da produrre un certo imbarazzo.
Tantissimi utenti apprezzano anche gli hand sounds, ovvero suoni fatti con le mani che possono comprendere lo sfregamento dei palmi, lo schiocco delle dita, un picchiettio delicato delle unghie. La peculiarità dell’ASMR sta però nell’emettere questi suoni in un modo talmente delicato da renderli vere e proprie fonti di benessere. Tuttavia, ciò che viene percepito da molti followers di questi video è una sensazione di formicolio che inizia nella sommità della testa e si diffonde lungo il corpo, ed è accompagnata da sensazioni di rilassamento (5).

Nell’ambito di potenziali applicazioni terapeutiche, l’ASMR potrebbe rappresentare una cura complementare o di supporto in un percorso di cessazione del fumo.
Talvolta capita che il fumatore fortemente dipendente può avere bisogno di qualcuno a cui rivolgersi per un po’ di distrazione e di incoraggiamento per non fumare, in tal caso alcune persone trovano nell’ASMR ciò di cui hanno bisogno ovvero parole positive e un’atmosfera confortante, protettiva e sicura per sollevarsi da un momento triste e/o di tensione per raggiungere un po’ di pace.

Qual è la differenza tra il rumore bianco e i trigger sonori dell’ASMR?
Il rumore bianco può aiutare l’addormentamento attraverso blocchi o mascheramenti dei suoni di sottofondo che ci tengono svegli (ad esempio, il cane che abbaia, il vento che ulula, le persone all'esterno, etc.). Ma l'audio ASMR ha l'ulteriore vantaggio di stimolare il rilassamento, il che può renderlo una scelta migliore rispetto al rumore bianco per coloro che hanno difficoltà ad addormentarsi a causa del "rumore interno" (ovvero cervello iperattivo o stressato).

Perché alcune persone trovano il rilassamento durante l'ASMR più rilassante e piacevole rispetto al rilassamento che potrebbero provare durante la consapevolezza o la meditazione?
Forse la risposta è in questa analogia: consapevolezza e meditazione possono essere paragonati all’uso di un grattaschiena su noi stessi, ma ASMR è come se qualcun altro ci grattasse la schiena. Entrambi sono possono dare sollievo, ma il secondo può essere più divertente per molte persone. Con la meditazione la persona deve prestare attenzione a sé stessa e deve essere gentile con sé stessa, mentre con l'ASMR si ha la percezione che un'altra persona presti attenzione a noi mostrandosi cordiale.
Insomma, potremmo semplicemente rilasciare una maggiore quantità di neurotrasmettitori cerebrali del benessere (endorfine, dopamina, ossitocina, serotonina) quando qualcun altro si prende il tempo e gli sforzi per aiutarci rispetto a quando aiutiamo noi stessi.

Recenti teorie scientifiche attribuiscono all'ASMR un aumento del rilascio di endorfine che sarebbero alla base della sensazione di rilassamento e sonnolenza. Le endorfine stimolano anche la dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e che ricorda a un individuo quali video ASMR sono i migliori per innescare le endorfine, e quindi mantiene l'individuo concentrato su un video apparentemente poco interessante per 30 minuti o più.
La sensazione di relax provata durante l’ASMR è dovuta in parte anche all’ossitocina, un’altra molecola fondamentale per i legami. L'ossitocina è un neurotrasmettitore e un ormone stimolato dalle endorfine.
È probabile che l’ossitocina sia la causa principale del comfort, del rilassamento e della diminuzione dello stress dell’ASMR. Anche l'ossitocina contribuisce al formicolio perché aumenta la sensibilità dei recettori delle endorfine. L’ossitocina e le endorfine insieme sono anche molto efficaci nel ridurre il cortisolo, un ormone rilasciato durante lo stress cronico.
L'ossitocina è anche un forte stimolatore del neurotrasmettitore serotonina responsabile dei sentimenti di soddisfazione e benessere dopo aver sperimentato l'ASMR.

La sensazione di brivido dell’ASMR a differenza di quella provocata dalla musica o da altra esperienza emotiva che possono durare al massimo una decina di secondi, negli individui che rispondono all'ASMR le sensazioni di formicolio indotte da uno stimolo scatenante possono durare diversi minuti o più (6, 7).
I trigger ASMR ovvero gli stimoli utilizzati per indurre l'ASMR sono molto vari, i più diffusi sono quelli in cui si percepisce una posizione di stretta vicinanza in giochi di ruolo (attività di massaggio, di estetica, esame medico, osservare una persona che si trucca) o sussurri e suoni vicini alle orecchie.

L'integrazione dell'ASMR in programmi di cessazione tabagica potrebbe rivelarsi un approccio promettente per supportare i fumatori nel raggiungere e mantenere l'astinenza, migliorando così la loro salute e il loro benessere complessivo.

Fermo restando che è importante considerare le preferenze individuali dei pazienti e adattare l'approccio terapeutico in base alle loro esigenze specifiche, si riporta una descrizione sintetica dei principali trigger o tipi di ASMR ordinati in ordine alfabetico, segnalando in grassetto quelli che potrebbero essere più indicati come ausilio nel disturbo da uso di tabacco e nelle dipendenze in genere.
1. Affirmations: L'ASMR artist pronuncia frasi positive e motivazionali per rilassare gli spettatori, contribuendo a migliorare l'umore e la motivazione dei pazienti durante il percorso di disintossicazione.
2. Binaural: Utilizza un microfono che permette di differenziare il suono tra il canale destro e sinistro delle cuffie, creando un effetto immersivo.
3. Brushing: Sfrutta l'utilizzo di oggetti per produrre suoni di sfregamento e strofinamento.
4. Close Up: L'ASMR artist si registra con il volto molto vicino alla telecamera, inquadrando solo il suo viso.
5. Compliments: L'ASMR artist elargisce complimenti agli spettatori.
6. Crinkling: Si basa sul fruscio prodotto da confezioni o incarti stropicciati.
7. Cupping: Sfrutta il rumore prodotto dalle mani a coppetta o da strumenti simili, appoggiati e mossi vicino al microfono.
8. Eating: I suoni del cibo e del mangiare sono il trigger principale.
9. Hands Movements: L'ASMR artist muove lentamente le mani per rilassare gli spettatori, offrendo una forma di distrazione e rilassamento che può aiutare a ridurre l'ansia e lo stress associati all'astinenza dalla nicotina.
10. Inaudible: Si sente una voce umana, ma non è possibile comprendere le parole pronunciate.
11. Keyboard: Utilizza il rumore dei tasti premuti su una tastiera.
12. Light: Prevede l'uso di luce o di una torcia nel video.
13. Mouth Sounds: L'ASMR artist produce suoni con la bocca, come lo schiocco di baci.
14. No Talking: Contenuti senza voci umane, ma ricchi di trigger prodotti dai rumori di oggetti o ambienti che possono favorire la concentrazione e la calma nei pazienti durante il percorso di cessazione
15. Roleplay: Simula situazioni e personaggi attraverso un gioco di ruolo (attività di massaggio, di estetica, esame medico, osservare una persona che si trucca) che possono aiutare a gestire gli stimoli che conducono verso il fumo.
16. Scratching: L'ASMR artist gratta la superficie di oggetti con le unghie.
17. Soft Spoken: L'ASMR artist parla a bassa voce, senza sussurrare.
18. Stroking: Prevede movimenti che riproducono l'azione dell'accarezzare.
19. Tapping: Si basa sul picchiettio di dita o oggetti su varie superfici.
20. Tongue Clicking: Consiste nel far schioccare la lingua.
21. Touching/Face Touching: L'ASMR artist finge di toccare l'utente, muovendo le mani vicino alla telecamera e al microfono.
22. Whispering: Si basa sulla tecnica del sussurro per creare un'esperienza lieve e rilassante.
23. Words: Consiste nella ripetizione di una o più parole.

Osservare i contenuti multimediali ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) senza avere un'adeguata comprensione e contestualizzazione del fenomeno può effettivamente sembrare bizzarro e i contenuti possono apparire insulsi o privi di senso; peraltro, gli ASMR artist, spesso donne, potrebbero essere accomunate a bipedi giulive se non se ne coglie il reale scopo e significato. Inoltre, è bene sottolineare che da un punto di vista scientifico, al momento non è possibile attribuire all'ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) il valore di una vera e propria soluzione terapeutica. Tuttavia, non si può negare che questo fenomeno stia suscitando un crescente interesse e che alcuni studi preliminari suggeriscano potenziali benefici.

1. Heenam Yoon, Hyun Jae Baek: External Auditory Stimulation as a Non-Pharmacological Sleep Aid. Sensors (Basel). 2022 Feb 7;22(3):1264. 
2. Szczepan Paszkiel, Paweł Dobrakowski, Adam Łysiak: The Impact of Different Sounds on Stress Level in the Context of EEG, Cardiac Measures and Subjective Stress Level: A Pilot Study. Brain Sci. 2020 Oct 13;10(10):728.
3. Mohamad Awada, Burcin Becerik-Gerber, Gale Lucas, Shawn Roll: Cognitive performance, creativity and stress levels of neurotypical young adults under different white noise levels. Sci Rep. 2022 Aug 26;12(1):14566
4- Paul D McGeoch, Romke Rouw: How everyday sounds can trigger strong emotions: ASMR, misophonia and the feeling of wellbeing. Bioessays. 2020 Dec;42(12):e2000099.
5.Helge Gillmeister, Angelica Succi, Vincenzo Romei, Giulia L Poerio: Touching you, touching me: Higher incidence of mirror-touch synaesthesia and positive (but not negative) reactions to social touch in Autonomous Sensory Meridian Response. Conscious Cogn. 2022 Aug:103:103380. 
6. Del Campo, Marisa A., Thomas J. Kehle: Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR) and Frisson: Mindfully Induced Sensory Phenomena That Promote Happiness. International Journal of School & Educational Psychology 4, no. 2 (2016): 99–105.
7. Beverley Fredborg, Jim Clark, Stephen D Smith: An Examination of Personality Traits Associated with Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR). Front Psychol. 2017 Feb 23:8:247.
Guglielmo Lauro
medico
Per approfondimenti: https://asmruniversity.com/