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sabato 31 agosto 2024

Le oscure frontiere dello svapo: preoccupa l'ascesa della nicotina sintetica e dei prodotti cosiddetti senza tabacco



Negli ultimi anni, la nicotina sintetica ha iniziato a diffondersi nei prodotti da svapo, suscitando preoccupazioni crescenti tra esperti e consumatori. A differenza della nicotina naturale presente nel tabacco, che è composta per il 99% da S-nicotina, la nicotina sintetica che viene generalmente prodotta a partire da etil-nicotinato derivato del petrolio, si caratterizza per un rapporto 50/50 tra S-nicotina e R-nicotina.

Comprendere le forme di nicotina

La nicotina si presenta in due forme molecolari speculari, individuate rispettivamente con la lettera R (dal latino "rectus", che significa "destro") e l’altra con la lettera S (dal latino "sinister", che significa "sinistro"). La nicotina presente nel tabacco è composta per il 99,0% - 99,8% da S-nicotina e per l'1,0% - 0,2% da R-nicotina (1, 2); poi per effetto della combustione, e quindi a seguito di meccanismi pirolitici, la R-nicotina può aumentare nel fumo di tabacco al massimo al 3% (2). Tuttavia, si può dire che le conoscenze sugli effetti della nicotina sull’uomo sono in realtà riferite pressoché totalmente alla S-nicotina che nel classico fumo di tabacco ne rappresenta quasi la totalità. 

La R-nicotina è circa 10 volte meno potente della S -nicotina, per quanto riguarda la capacità di attivare i recettori cerebrali. Comunque, la percezione olfattiva sembra essere uguale sia che si tratti di S-nicotina, sia che si tratti di R-nicotina; in altre parole, la R-nicotina quando raggiunge la cavità nasale evoca sensazioni "odorose" di uguale entità rispetto alla S-nicotina.  Tuttavia si sa poco sulle differenze riguardo agli effetti farmacologici e metabolici.

 

I rischi dello svapo

Con l'aumento dell'uso di e-cigarette e puff-bar, gli utenti possono trovarsi di fronte a una miscela imprevista di nicotina ovvero con rapporti diversi di R-nicotina e di S-nicotina, esponendo quindi gli utilizzatori a livelli più alti di R-nicotina o a livelli inferiori di S-nicotina rispetto a quelli a cui erano abituati.

Per quanto riguarda le sensazioni di bruciore e pizzicore (colpo in gola) dovuta al reclutamento dose-dipendente delle fibre C e A delta del sistema sensoriale trigeminale, vi sono delle differenze stereoselettive significative che si manifestano con una maggiore intensità di stimolazione per la S-nicotina rispetto alla R-nicotina.  

Il colpo in gola (throat-hit) è la sensazione avvertita in gola nei primi 6 secondi dopo aver fatto un tiro di sigaretta. Questo effetto si verifica prima che la nicotina raggiunga il cervello ed è innescato dalla stimolazione nervosa locale mediata dai rami sensitivi del trigemino e non dai recettori cerebrali della nicotina (3). 

I tiri di svapo nel caso nicotina sintetica così come avviene per i sali di nicotina, non essendo più limitati dalla sensazione del "colpo in gola", tendono a essere più rapidi, più frequenti e più profondi, portando a una maggiore assunzione di nicotina (per maggiori volumi inalati) e, di conseguenza, a una dipendenza più intensa. Inoltre, l'aroma, che svolge un ruolo chiave nella fidelizzazione quando si unisce al colpo in gola, in mancanza di quest’ultimo induce più facilmente a passare da un aroma all'altro, cosicché la dipendenza determinata da queste forme di nicotina viene alimentata dalla continua ricerca e curiosità verso nuovi aromi. Non a caso, la varietà di aromi negli e-liquid e nei dispositivi HTP è vastissima. 

 

Aspetti legali e pubblicità ingannevole

Sul piano legale, in Italia, l’attuale definizione di “prodotto del tabacco” esclude la nicotina non derivata dal tabacco e cioè la nicotina sintetica che troviamo in alcune e-cig e e-liquid. Detta nicotina sintetica viene commercializzata come prodotto "senza tabacco" o "tobacco-free", così da sembrare un prodotto meno dannoso. Infatti, i prodotti cosiddetti Tobacco Free Nicotine (TFN) vengono pubblicizzati come più puri e puliti, perché privi dei componenti tossici che derivano dal processo di estrazione del tabacco (nitrosammine, etc.), cosicché attraggono facilmente nuovi consumatori. Intanto, ci sono prove che la R-nicotina rispetto alla S-nicotina determini una maggiore inibizione di un enzima chiave della neurotrasmissione, l’acetilcolinesterasi (AChE) , con conseguente maggiore rischio di problemi neurologici (4). In effetti la R-nicotina, rispetto alla S-nicotina, altera significativamente la conformazione dell'acetilcolinesterasi, modificandone cioè la struttura secondaria (4).

Si ricorda che l'acetilcolinesterasi è un enzima distribuito principalmente nel sistema nervoso, in particolare nel cervello, e può catalizzare rapidamente l'idrolisi del neurotrasmettitore acetilcolina, portando alla cessazione del trasferimento dell'impulso nervoso, garantendo così le normali funzioni fisiologiche del corpo umano. 

Comunque allo stato attuale, l’esatto meccanismo fisiologico della variazione dei rapporti R-nicotina e S-nicotina, così come quello dei sali di nicotina, non sono stati completamente studiati, sollevando ulteriormente la preoccupazione della salute pubblica sui rischi a lungo termine dovuti al consumo di queste forme di nicotina. Tuttavia è verosimile ritenere che sia la nicotina sintetica che i sali di nicotina possono indurre una maggiore dipendenza rispetto alla nicotina del tabacco. 

 

La necessità di maggiore vigilanza

Le normative attuali non riescono a tenere il passo con gli incessanti ritmi innovativi del mercato delle sigarette elettroniche. Peraltro, i prodotti contenenti nicotina sintetica o sali di nicotina spesso non sono etichettati chiaramente, rendendo difficile per i consumatori comprendere cosa stanno realmente utilizzando. La crescente disponibilità di alternative come la 6-metil nicotina, un analogo sintetico della nicotina, rappresenta un ulteriore rischio.

Di recente, infatti, sono stati rilevati in commercio prodotti etichettati come "alternativa alla nicotina" o che forniscono un'"esperienza simile alla nicotina, senza nicotina"; si tratta di sigarette elettroniche contenenti 6-metil nicotina, che è farmacologicamente più potente della nicotina, quindi verosimilmente più tossica e dà anche una forte sensazione di colpo in gola (5). Detto analogo sintetico è stato brevettato da un produttore cinese di sigarette elettroniche ed è commercializzato con la denominazione di "metatina"; i dispositivi utilizzati per lo svapo di metatina vengono denominati Spree Bar (6). "Spree" in inglese significa "festa" o "serie di azioni entusiastiche e intense", evocando un senso di divertimento e spensieratezza. La parola "Bar" si riferisce alla forma del dispositivo, simile a una barra o stick portatile, facilmente utilizzabile ovunque. 

Gli alcaloidi del tabacco non nicotinici rappresentano una delle modalità con cui i produttori aggirano le normative sulla nicotina (5). Intanto, senza una regolamentazione adeguata ed in mancanza di un'adeguata consapevolezza da parte dei consumatori, i rischi per la salute pubblica continueranno a crescere.

 

1. N Thuerauf, M Kaegler, R Dietz, A Barocka, G Kobal: Dose-dependent stereoselective activation of the trigeminal sensory system by nicotine in man. Psychopharmacology (Berl). 1999 Mar;142(3):236-43.

2. Peter Clayton, Annhelen Lu, Louise Bishop: The pyrolysis of (-)-(S)-nicotine: racemization and decomposition. Chirality. 2010 May 5;22(4):442-6. 

3 Bertrand Dautzenberg, Alexandre Scheck, Daniel Garelik, Celine Kayal, Marie Dominique Dautzenberg: Satisfactory throat-hit is needed to switch from tobacco to e-cigarettes: a lesson from an e-liquid blind test.  Tob. Prev. Cessation 2016;2(April):62 

4. Ji Yang, Yongkuan Chen, Zhihua Liu, Liu Yang, Jianguo Tang, Mingming Miao, Na Gan, Hui Li: Differences between the binding modes of enantiomers S/R-nicotine to acetylcholinesterase. The Royal Society of Chemistry, 2019, 9, 1428–1440 

5. Alexander Larcombe, Laura Hunter: Hidden in plain sight: how vaping manufacturers exploit legislative loopholes. The Medical Journal of Australia 27 August 2024. 

6. Sven E Jordt, Sairam V Jabba, Peter Silinski, Micah L Berman: An electronic cigarette pod system delivering 6-methyl nicotine, a synthetic nicotine analog, marketed in the United States as "PMTA exempt". medRxiv [Preprint]. 2023 Nov 22:2023.11.21.23298778. 

Guglielmo Lauro

medico

vedi anche:
Attenzione ai sali di nicotina delle pod mod (Juul, MyBlue, etc.)

venerdì 31 luglio 2020

Attenzione ai sali di nicotina delle pod mod (Juul, MyBlue, etc.)

Le pod mod sono le sigarette elettroniche di ultima generazione; hanno la caratteristica di essere leggere e compatte e la loro diffusione fa leva sul fatto che sono dispositivi discreti, comodi da trasportare, facili da usare e con poca manutenzione. Le pod mod sono composte da un serbatoio con testina (pod) e da una batteria (mod). Talora sono utilizzate come muletto, cioè per utilizzi occasionali dove è richiesto l'uso di un dispositivo di dimensioni contenute con emissioni di nuvole di vapore più inodori e meno visibili. I liquidi impiegati in questi tipi di dispositivi spesso sono a base di sali di nicotina per compensare lo scarso colpo (hit) in gola, detto anche "botta di nicotina". Queste pod mod vengono pubblicizzate come una valida alternativa per aiutare i fumatori adulti ad abbandonare l'uso delle sigarette tradizionali. Ma per comprendere meglio i limiti di questi dispositivi nel costituire una valida alternativa alla sigaretta è necessario approfondire la conoscenza sui sali di nicotina.

Le foglie di tabacco naturalmente contengono nicotina sotto forma di sali (nicotina protonata). Tuttavia, per la preparazione delle sigarette, il tabacco viene trattato con ammoniaca per produrre nicotina libera (freebase, cioè con il gruppo aminico deprotonato). Tale forma di nicotina libera (non protonata) è detta anche freebase in quanto possiede una carica negativa sull’atomo di azoto (N-). Peraltro la molecola della nicotina freebase essendo anche più piccola rispetto alla forma salificata è molto volatile e tende a lasciare le particelle di aerosol in cui è presente depositandosi sulle prime vie respiratorie. Qui esercita un’azione irritante responsabile della percezione di colpo in gola, sensazione spesso ricercata dalla maggior parte dei fumatori. Quindi ancor prima di giungere nei polmoni la nicotina viene anticipatamente assorbita attraverso le prime vie respiratorie. Peraltro, l’assorbimento nelle prime vie respiratorie è più lento rispetto a quanto avviene nei polmoni, ma basta per attivare il meccanismo di ricompensa e per innescare e/o rinforzare la dipendenza (addiction).

Le prime sigarette elettroniche per anni hanno utilizzato la nicotina libera come le sigarette a combustione, ma dato che le goccioline di aerosol della sigaretta elettronica (ecig) sono più grosse delle particelle derivanti dalla combustione, le goccioline della ecig hanno più difficoltà a raggiungere il polmone dove la velocità di assorbimento della nicotina è la più elevata. Pertanto la nicotina delle sigarette elettroniche standard, pur dando il colpo in gola per la presenza di nicotina freebase, hanno uno spettro di assorbimento diverso da quello della sigaretta a combustione, pertanto queste sigarette elettroniche vengono spesso percepite insoddisfacente dai fumatori abituati alla sigaretta convenzionale.

Le sigarette elettroniche Juul sviluppate dalla Pax Lab utilizzano sali di nicotina che derivano dalla reazione della nicotina (una base) con un acido (ac. benzoico). Il benzoato di nicotina è il sale di nicotina brevettato per la Juul e i sali di nicotina sono composti che presentano una struttura chimica più stabile; essendo meno volatile la nicotina salificata segue le particelle di aerosol nel percorso verso le parti più distali dell'albero respiratorio. Peraltro, i sali di nicotina non danno il caratteristico colpo in gola tipico della nicotina freebase. A questo punto va considerato che la velocità di assorbimento della nicotina a livello polmonare è molto più rapida rispetto alla velocità di assorbimento delle parti prossimali delle vie aerifere (cavo orale, faringe); più precisamente è stimato che l'assorbimento dei sali di nicotina sia circa 20 volte più veloce rispetto alla nicotina libera (freebase) presente nei liquidi delle altre ecig. Quindi ciò che distingue le ecig tradizionali dalla Juul è la cinetica di assorbimento che con la nicotina libera risulta graduale, mentre con la forma salificata, la nicotina raggiunge il cervello con una cinetica più esplosiva. Quindi, i sali di nicotina rendono il fumo delle Juul particolarmente avvincente e l’assenza del colpo in gola favorisce assunzioni ancor più elevate di nicotina con conseguente aumento della dipendenza nicotinica. Infatti, svapando un liquido con nicotina salina e non avvertendo il colpo in gola non ci si rende conto del maggiore assorbimento di nicotina rispetto alle altre sigarette elettroniche; in altre parole l’assenza del colpo in gola porta ad una ridotta percezione del danno rispetto alla maggior parte degli altri prodotti del tabacco (1).

Insomma a causa dell'elevato contenuto di nicotina di JUUL, chi le utilizza rischia di diventare rapidamente dipendente dalla nicotina e avere difficoltà a smettere (2).

In effetti per coloro che non hanno avuto una precedente esposizione alla nicotina, la Juul costituisce un’esca molto efficace con un tasso molto alto di conversione dalla sperimentazione al fumo quotidiano (3).

Passando a considerazioni più pratiche va osservato che quando si usa la Juul sembra inizialmente di aspirare semplice aria un po' aromatizzata perché non si avverte il colpo in gola e quindi si è indotti a fare 3-4 tiri in rapida sequenza. Tuttavia la quantità di nicotina assorbita dopo un po' si fa sentire con una sensazione di capogiro. In realtà la concentazione di nicotina nei pod di Juul pari a 50mg/ml negli USA, in Europa è stata limitata a 20mg/ml e ciò porta a fare più tiri e quindi paradossalmente ad assorbire più nicotina. Discorso analogo vale per i pod di MyBlue che dai 40mg/ml negli USA è distribuito in Europa a 16mg/ml. In pratica, un pod a 50-60mg/ml darebbe un appagamento più immediato e quindi meno necessità di tiri ripetuti in rapida sequenza. Inoltre, la mancanza di hit non fa associare l'aroma al piacere e quindi probabilmente non si sviluppa o si sviluppa molto meno la fidelizzazione dello svapatore ad uno specifico aroma come analogamente avviene con la sigarette a combustione e quindi il fumatore di pod mod a sali di nicotina tende a passare facilmente da un aroma all'altro.

In base a quanto sopra esposto si evince come questi nuovi dispositivi oltre a non rappresentare una valida alternativa al fumo di sigarette convenzionali, possono anche coinvolgere pericolosamente i minorenni.

1. Elise M Stevens, Emily T Hébert, Alayna P Tackett, Eleanor L S Leavens, Theodore L Wagener: Harm Perceptions of the JUUL E-Cigarette in a Sample of Ever Users. Int J Environ Res Public Health. 2020 Jul 2;17(13):E4755.
2. Jennifer B Unger, Christopher Rogers, Jessica Barrington-Trimis, Anuja Majmundar, Steve Sussman, Jon-Patrick Allem, Daniel W Soto, Tess Boley Cruz: "I'm Using Cigarettes to Quit JUUL": An Analysis of Twitter Posts About JUUL Cessation. Addict Behav Rep. 2020 May 19;12:100286.
3. Anna K Duell, James F Pankow, David H Peyton: Nicotine in tobacco product aerosols: 'It's déjà vu all over again'. Tob Control. 2019 Dec 17; tobaccocontrol-2019-055275.

Guglielmo Lauro
(medico)

giovedì 31 gennaio 2019

Dalla sigaretta ai prodotti del tabacco a potenziale rischio ridotto


La maggior parte delle persone che attualmente si rivolgono al Centro Antifumo hanno già fatto tentativi di cessazione con la sigaretta elettronica (e-cig) o con i dispositivi a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products), ma per i motivi più vari non è stato raggiunto il risultato sperato. Ciò non ci deve indurre a pensare semplicisticamente che queste alternative alla sigaretta convenzionale non servano a nulla, ma possiamo ipotizzare innanzitutto che le motivazioni che spingono all'uso della sigaretta elettronica non sono orientate alla cessazione del tabacco o che la spinta a smettere di fumare non sia tanto forte.
I fattori che inducono i fumatori all'uso dei prodotti alternativi alla sigaretta sono per lo più motivazioni estrinseche (l'odore di tabacco sui vestiti, la cenere, costi, etc.) piuttosto che preoccupazioni per la salute (motivazioni intrinseche) (1).

Molti problemi segnalati dagli utilizzatori di sigaretta elettronica (ad es. liquido in bocca, secchezza delle fauci, tosse, riscaldamento della batteria), possono derivare dal fatto che il dispositivo è scadente o di vecchia generazione, o che i liquidi per sigaretta elettronica (e-liquids) contengono sostanze chimiche che magari, pur essendo approvate per uso alimentare, non si sa quali problemi possano causare se inalate attraverso la e-cig. Ad esempio l'aroma burroso del diacetile (DA) (2,3-Butanedione) essendo stato riconosciuto potenzialmente responsabile di malattie respiratorie da inalazione, è stato sostituito, negli e-liquids cosiddetti dyacetyl free, con un'aroma simile e altrettanto sicuro per uso alimentare, l'acetil propionile (AP) (2,3-Pentanedione); successivamente anche quest'ultimo si è rivelato tossico per inalazione e quindi da evitare (2). 
Altri aromi per sigaretta elettronica come vanillina (vaniglia), mentolo (menta), aldeide cinnamica (cannella), eugenolo (chiodo di garofano) e acetil-piridina (sapore bruciato, un aroma utilizzato per conferire agli alimenti un profumo tipo popcorn o tabacco) possono danneggiare le cellule endoteliali del sistema cardio-vascolare indipendentemente dalla presenza di nicotina che pure colpisce direttamente cuore e vasi (3). Infatti, è stato riscontrato che anche svapare solo il liquido senza nicotina espone al danno cardiovascolare da parte di alcune sostanze chimiche aromatizzate verosimilmente attraverso un deficit di produzione di ossido d'azoto (3).
Oltre alla disfunzione endoteliale l'uso della sigaretta elettronica è associato anche ad alterazioni del profilo lipidico con aumento del colesterolo LDL e diminuzione di quello HDL, ad aumento del tono simpatico con conseguente irrigidimento arterioso (4).
Alcuni studi suggeriscono un ruolo degli e-liquids nella patogenesi di malattie orali come la parodontite, per azione diretta sui fibroblasti gengivali umani, sia per i liquidi contenenti nicotina che quelli senza nicotina (5).
Inoltre gli aromi potrebbero indurre reazioni ossidative e infiammatorie nei tessuti polmonari.

Analoghi riscontri sono stati osservati per altre sostanze rilevate nell'areosol delle e-cig o dei dispositivi a tabacco riscaldato come metalli pesanti, aldeidi, particolato sottile, etc. per cui sono state apportate varie modifiche sui liquidi e sui dispositivi nel corso degli anni.
In molti sono passati dal tabagismo al vapagismo soprattutto grazie all'uso di sigarette elettroniche di seconda generazione (6). Le e-cig di 2a generazione, più soddisfacenti per gli utilizzatori, hanno perso la forma delle tradizionali sigarette, utilizzano batterie con maggiore capacità e devono essere ricaricate immettendo il liquido nell'apposito serbatoio; in quelle di 1a generazione il liquido è contenuto all'interno del filtro, che deve essere interamente sostituito per ricaricare la e-cig (6).
I prodotti da vaping sub-ohm di successiva generazione sono utilizzati da coloro che sono interessati a pratiche come il "cloud chasing"; tali prodotti richiedono  e-liquid a bassa concentrazione di nicotina per evitare un gusto aspro, ma per compensare vengono utilizzati quantità maggiori di liquidi con conseguente maggiore rischio di esposizione a composti nocivi (7).

Comunque fra le alternative alla sigaretta convenzionale, le e-cigs rimangono i dispositivi che hanno la più bassa emissione di sostanze tossiche e cancerogene pur rilasciando livelli statisticamente significativi di metalli pesanti. Peraltro, nonostante i dispositivi a tabacco riscaldato emettano nell'ambiente minori quantità di composti organici inquinanti rispetto alla sigaretta convenzionale, recenti studi hanno evidenziato che i quantitativi di detti inquinanti è nettamente maggiore rispetto a quelli prodotti dalla sigaretta elettronica (8).

Il passaggio dalla sigaretta convenzionale a dispositivi a tabacco riscaldato come IQOS può rappresentare una commutazione verso un prodotto a basso rischio, ma bisogna chiedersi se, per coloro che hanno già sviluppato un'alterazione respiratoria fumo-correlata, quanto è probabile che la stessa migliori con il passaggio (switch) dalle sigarette convenzionali alle IQOS! Infatti, essendo attribuiti a tali dispositivi, danni infiammatori e sul sistema immunitario (9), è verosimile che le alterazioni patologiche vengano sostenute dall'uso di dispositivi a tabacco riscaldato, anche smettendo di fumare le sigarette convenzionali.
Gli studi della Philip Morris International (PMI) sul suo prodotto Heat-not-Burn IQOS, sottolineano il concetto che se il tabacco non brucia, ma viene riscaldato, la resa tossica generata sarà sicuramente più bassa.
Tuttavia rischio ridotto non significa nessun rischio; le alternative alla sigaretta convenzionale sembrano più sicure, ma lontane dall'essere sicure e rimangono pur sempre fonti evitabili di inquinamento specie in ambienti chiusi (10).
Dunque, bisogna ricordare che i vari dispositivi alternativi alla sigaretta, come la sigaretta stessa, contengono nicotina che crea dipendenza, per cui il modo migliore per ridurre il rischio di malattie legate al tabacco è di smettere completamente di fumare.
Più dettagliate informazioni sugli ingredienti dei prodotti del tabacco si possono trovare sul sito web http://www.ingredientiprodottideltabacco.it/.
Comunque l'uso della sigaretta elettronica è associabile a una cessazione del fumo non riuscita piuttosto che ad un esito positivo (11).

1. Pokhrel P, Herzog TA: Reasons for quitting cigarette smoking and electronic cigarette use for cessation help. Psychol Addict Behav. 2015 Mar;29(1):114-21
2. Farsalinos KE, Kistler KA, Gillman G, Voudris V: Evaluation of electronic cigarette liquids and aerosol for the presence of selected inhalation toxins. Nicotine Tob Res. 2015 Feb;17(2):168-74.
3. Fetterman JL, Weisbrod RM, Feng B, Bastin R, Tuttle ST, Holbrook M, Baker G, Robertson RM, Conklin DJ, Bhatnagar A, Hamburg NM: Flavorings in Tobacco Products Induce Endothelial Cell Dysfunction. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2018 Jul;38(7):1607-1615.
4. Parth Sheth, Fena Mehta, Gurusha Jangid, F N U Anamika, Bhupinder Singh, Sai Gautham Kanagala, Rohit Jain: The Rising Use of E-Cigarettes: Unveiling the Health Risks and Controversies. Cardiol Rev. 2024 Feb 22.
5. Sancilio S, Gallorini M, Cataldi A, di Giacomo V: Cytotoxicity and apoptosis induction by e-cigarette fluids in human gingival fibroblasts. Clin Oral Investig. 2016 Apr;20(3):477-83.
6. Dawkins L, Kimber C, Puwanesarasa Y, Soar K: First- versus second-generation electronic cigarettes: predictors of choice and effects on urge to smoke and withdrawal symptoms. Addiction. 2015 Apr;110(4):669-77.
7. Lucia Cancelada, Xiaochen Tang, Marion L Russell, Randy L Maddalena, Marta I Litter, Lara A Gundel, Hugo Destaillats: Volatile aldehyde emissions from "sub-ohm" vaping devices. Environ Res. 2021 Jun;197:111188.
8. Veronese C, Ruprecht AA, De Marco C, Ogliari AC, Allegri F, Munarini E, Angellotti E, Mazza R, Boffi R: Fumo di sigaretta, vapore di e-cig e “fumo freddo”: un confronto tra le emissioni di sostanze nocive. Tabaccologia 1-2017.
9. Moazed F, Chun L, Matthay MA, Calfee CS, Gotts J: Assessment of industry data on pulmonary and immunosuppressive effects of IQOS. Tob Control. 2018 Nov;27(Suppl 1):s20-s25.
10. Schober W, Fembacher L, Frenzen A, Fromme H: Passive exposure to pollutants from conventional cigarettes and new electronic smoking devices (IQOS, e-cigarette) in passenger cars. Int J Hyg Environ Health. 2019 Jan 23.
11. El-Khoury Lesueur F1, Bolze C2, Melchior M: Factors associated with successful vs. unsuccessful smoking cessation: Data from a nationally representative study. Addict Behav. 2018 May;80:110-115
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 1 aprile 2016

Assolutamente vietato fumare durante l'ossigenoterapia


L'ossigenoterapia domiciliare a lungo termine (>15-18 ore al giorno) migliora la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con insufficienza respiratoria cronica da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Tuttavia si stima che circa il 30% dei soggetti che usufruiscono di ossigenoterapia continuino imperterriti a fumare (1).
I fumatori che utilizzano ossigeno a domicilio per trattare la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) sono considerati a maggior rischio di ustioni (2, 3).
Tuttavia il fumo di sigaretta può vanificare i benefici effetti della O2-terapia sia perché mantiene lo stato di infiammazione bronco-polmonare, sia perché si lega all'emoglobina, riducendone la capacità di trasporto di O2.
Nel nostro Paese, generalmente si attribuisce una scarsa attenzione al rischio di incendio e/o di esplosione che si accompagna inevitabilmente all'uso di dispositivi deputati ad aumentare la quantità di ossigeno all'interno delle mura domestiche; rischio tanto più elevato in presenza di pazienti che perseverano nell'abitudine al fumo di sigaretta (1).
In effetti il fumo di sigaretta dovrebbe essere un fattore da prendere in considerazione prima di prescrivere l’ossigeno a domicilio (4) e i medici dovrebbero scoraggiare il fumo in questi pazienti e prendere in considerazione i potenziali rischi oltre ai benefici, prima di prescrivere ossigeno in terapia domiciliare (5).
Infatti, nei Paesi di cultura anglosassone si è particolarmente rigorosi sulla questione e viene avanzata l'ipotesi di non prescrivere o di sospendere l'ossigenoterapia domiciliare per prevenire un rischio tutt'altro che teorico, così come ormai dimostrato dalla letteratura scientifica internazionale e dai fatti di cronaca che riportano con una certa frequenza casi di ustioni, incendi ed esplosioni in pazienti fumatori (1). Dunque oltre alla necessità di impartire un divieto imperativo di fumare, appare opportuna l'adozione di un modulo di consenso informato per ossigenoterapia firmato dal paziente o da chi lo rappresenta, in cui sia chiaramente indicato che il soggetto abbia compreso il rischio rappresentato dal fumare in presenza di sorgenti di ossigeno (1). Peraltro, appare palese l'opportunità di attuare più tentativi di disassuefazione dal fumo, motivando i pazienti ed inviandoli ai centri idonei, oltre ad informarli sul come i benefici dell'ossigenoterapia siano in gran parte vanificati dal continuare a fumare (1).
La sigaretta elettronica, per quanto possa essere ritenuta più sicura rispetto a quella classica, è in ogni caso sconsigliabile utilizzarla da parte di coloro che ricevono terapia domiciliare di ossigeno per il rischio di incendio (6). Le bombole di ossigeno in funzione introducono inevitabilmente una quota supplementare di ossigeno nell'ambiente permeando mobili e suppellettili (coperte, vestiti, etc.) che li rende maggiormente infiammabili. Anche se le e-cig sono a batteria e non hanno fiamme libere il loro riscaldamento può costituire ugualmente una minaccia, in considerazione dei numerosi incidenti segnalati (6).
1. Cavigioli G, Corrado A, Foresi A: Ossigenoterapia domiciliare: quello che non viene (quasi) mai detto. Rassegna di Patologia dell'Apparato Respiratorio 2006; 21:254-255.
2. Muehlberger T, Smith MA, Wong L: Domiciliary oxygen and smoking: an explosive combination. Division of Plastic Surgery, The Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD 21224, USA. Burns. 1998 Nov;24(7):658-60.
3. Chang TT, Lipinski CA, Sherman HF: A hazard of home oxygen therapy. J Burn Care Rehabil. 2001 Jan-Feb;22(1):71-4; discussion 70-1.
4. Al Kassis S, Savetamal A, Assi R, Crombie RE, Ali R, Moores C, Najjar A, Hansen T, Ku T, Schulz JT 3rd: Characteristics of patients with injury secondary to smoking on home oxygen therapy transferred intubated to a burn center. J Am Coll Surg. 2014 Jun;218(6):1182-6.
5. Litt EJ, Ziesche R, Happak W, Lumenta DB: Burning HOT: revisiting guidelines associated with home oxygen therapy. Int J Burns Trauma. 2012;2(3):167-70.
6. Lacasse Y, Légaré M, Maltais F: E-cigarette use in patients receiving home oxygen therapy. Can Respir J. 2015 Mar-Apr;22(2):83-5.
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 18 gennaio 2013

"Se non fumi non iniziare, se fumi smetti!" attività di prevenzione del tabagismo nelle scuole


Nel mondo dei fumatori si sta a mano a mano diffondendo il desiderio di smettere: i più decisi lo fanno rivolgendosi ai Centri Antifumo, quelli meno si spostano verso la sigaretta elettronica con l'intenzione di ridurre il danno.
Tuttavia nei giovani la dipendenza nicotinica continua ad avere un impatto non trascurabile e poi la diffusione della sigaretta elettronica stimola la curiosità coinvolgendo anche coloro che alla classica sigaretta non si avvicinerebbero mai. Infatti, giungono segnalazioni di ragazzi minorenni che fumano sigarette elettroniche durante l’ora di ricreazione, nel cortile della scuola. Dunque, la disponibilità di un modo alternativo di fumare, sembra indurre ad imboccare la strada per entrare a far parte della non desiderabile schiera dei dipendenti dalla nicotina. È evidente che il giovane può sfumacchiare o svapare (*) le prime sigarette per curiosità, ma l'errore è pensare che continuare a fumare sia un atto pienamente voluto e libero... è una dipendenza! la nicotina incenerisce la forza di smettere al pari di tante altre droghe. Ti senti forte quando la schiacci sotto i piedi o la spegni brutalmente, torchiandola nel posacenere o affogandola in un dito d'acqua... Eppure la sigaretta è più forte di te! Per quella elettronica forse non valgono queste effimere illusioni, così come non la si può usare come un'unità di tempo: con quella elettronica non ci potremo fermare "per il tempo di una sigaretta", non si butta! e per questo è ambiziosamente ecologica, si ricarica alla stregua di tanti smart devices (tablet, telefonini), oggetti di culto che fanno tanto trendy. Ma le sigarette, siano esse elettroniche o "analogiche", hanno in comune qualcosa di molto più importante! prima di tutto la nicotina e poi gli aromi. La nicotina è la principale responsabile della dipendenza, ma anche gli aromi svolgono un ruolo non secondario: essi vengono aggiunti nelle sigarette e ancor più nelle sigarette elettroniche costituendo dei subdoli additivi che facilitano l'assuefazione alla nicotina, in particolare nei giovani.
Dunque anche quest'anno si propone un questionario anonimo per le scuole con lo scopo di stimolare gli studenti a riflettere sul problema del tabagismo oltre a costituire uno strumento di verifica, nonché oggetto di discussione e di confronto per quelle scuole che ne faranno richiesta.

(*) In gergo, aspirare da una una e-sigaretta si dice "svapare", volendo distinguere il fumo derivante dalla combustione, dal vapore derivante dall'atomizzatore della sigaretta elettronica.
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 31 dicembre 2012

2012 l'anno del boom della sigaretta elettronica


È apparsa come nuovo regalo di Natale e negli ultimi mesi rivenditori specializzati di sigarette elettroniche sono spuntati in tutta Italia come funghi. Dunque il vaporifero dispositivo spopola tra i giovani e non, promettendo di aiutare a smettere di fumare senza causare danni alla salute.
Secondo alcuni può rappresentare una grande opportunità dal punto di vista della salute pubblica perché sarebbe un'alternativa vantaggiosa sia in termini di salute che in termini economici. Va detto che non vi sono ancora studi che escludano potenziali rischi alla salute di chi la usa e di chi vi sta intorno, però al momento le evidenze suggeriscono che l'utilizzo della sigaretta elettronica consente di evitare molti danni legati al fumo delle sigarette tradizionali, quanto meno nel breve termine.
L'uso della sigaretta elettronica in molti casi ha realmente portato a ridurre e a sostituire il fumo delle classiche sigarette, ma c'è il rischio che diventi una sorta di “ciuccio elettronico” per adulti e non solo un sostituto della classica sigaretta; infatti, alcuni non si limitano ad usarla solo nei momenti e per i tempi in cui fumava la sigaretta classica. Insomma questi emergenti dispositivi non appaiono come una soluzione valida per combattere il tabagismo; ce ne sono di tipi diversi, e di continuo ne escono di nuovi; assomigliano sempre più a stilografiche di lusso e stanno diventando una moda preoccupante. Le sigarette elettroniche potrebbero riattivare l'abitudine al fumo in chi ha già smesso e reclutare nuovi utilizzatori anche tra i non fumatori. A giudicare dal numero di persone che, dopo aver provato la sigaretta elettronica, ne diventano dipendenti, sembra quasi che quello che era nato come un rimedio potrebbe trasformarsi in un nuovo modo per continuare a mantenere la dipendenza nicotinica e magari per diffonderla ancora di più. Ce n'è per tutti i gusti! da aromi tabaccosi a gusti dolci (miele, cioccolato bianco o alla menta, stracciatella, etc.); da aromi fruttati a gusti alcolici (rum, cognac, etc.); poi ci sono al gusto di svariati cocktail (mojito, cuba libre, piña colada, sex on the beach, etc.) e altri gusti più o meno evocativi: mary jane, etc.
Indubbiamente per diverse persone la sigaretta elettronica può essere un aiuto per allontanarsi dalla nicotina e poi gradualmente anche dalla stessa sigaretta elettronica; però i risvolti della sigaretta elettronica appaiono molto vari e poco controllabili. Ad es. consentire indiscriminatamente l'utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi in cui è proibito fumare potrebbe incrinare, se non annullare il valore fortemente educativo della legge Sirchia che oltre a proteggere la salute dei non fumatori dal fumo passivo ha avuto il grande merito di promuovere stili di vita sani.
Cauta la nota dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che riporta che "sebbene i produttori vendano gli ENDS (Electronic Nicotine Delivery System) come dispositivi che aiutano a smettere di fumare, ad oggi non esiste evidenza scientifica sufficiente a stabilirne la sicurezza d'uso e l'efficacia come metodo per la disassuefazione da fumo e andrebbero regolamentati come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti da tabacco".
Il parere personale sulla sigaretta elettronica è che essa può trovare giustificazione nei casi in cui la dipendenza tabagica ha una considerevole componente gestuale o ritualistica sulla dipendenza. Tale componente è valutabile compilando il questionario Glover-Nilsson sulla dipendenza comportamentale dal fumo. In ogni caso per la cessazione del fumo con l'uso della sigaretta elettronica è consigliabile avere il riferimento di un Centro Antifumo.