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mercoledì 4 febbraio 2026

Gioca d'anticipo sul danno polmonare: lo screening che rivela ciò che non senti ancora!

"105.000 tumori all’anno legati al fumo" - ecco quanto emerge dal Convegno nazionale organizzato in occasione della “Giornata Mondiale contro il Cancro” (04.02.2026). Può sembrare un dato astratto, ma per chi fuma i rischi futuri spesso si scontrano con l’urgenza del presente e la morsa della dipendenza. Il Centro Antifumo Quit di Aversa, in collaborazione con il Polo Radiologico del DS17 di Aversa, ha avviato da circa 6 mesi un percorso di prevenzione con TC toracica a basso dosaggio (LDCT) nella fascia d’età 55-75 anni. In questo contesto, il lavoro del Polo Radiologico si è rivelato particolarmente prezioso grazie alla dedizione e alla competenza del personale medico e tecnico; infatti, la struttura garantisce tempi di attesa ridottissimi e una refertazione estremamente rapida, permettendo ai pazienti di ottenere risposte tempestive soprattutto per i casi più urgenti e complessi. Questo monitoraggio radiologico ha rivelato un quadro allarmante di danni strutturali correlati al fumo:
-Micronoduli polmonari in oltre il 90% dei pazienti
-Strie di fibrosi, cioè cicatrici permanenti nel polmone, in più della metà dei pazienti
-Calcificazioni ateromasiche in oltre il 40% dei casi
-Segni di enfisema in oltre un terzo dei pazienti.
Inoltre, la LDCT ha evidenziato reperti patologici scoperti casualmente a carico di aorta, fegato e tiroide in una percentuale significativa di casi, confermando che il fumo è un fattore di rischio sistemico che accelera l’invecchiamento e danneggia l’intero organismo.
Questi dati rafforzano l’importanza della campagna “5 euro contro il fumo”: il 27% di tutti i tumori è causato dal fumo, che crea un ambiente di infiammazione cronica e danno cellulare favorevole allo sviluppo del cancro. Ogni firma raccolta è un atto concreto di prevenzione.
Dunque le azioni necessarie sono rappresentate innanzitutto dall’aumento del prezzo delle sigarette; il disincentivo economico rappresenta, infatti, la misura più efficace per scoraggiare l’inizio del fumo tra i giovani e per incentivare la cessazione tra gli adulti.
Magari questi 5 € in più potranno essere destinati a risorse per potenziare i Centri Antifumo, estendere i programmi di screening LDCT su larga scala e sostenere la ricerca e le cure oncologiche innovative, finanziando quindi interventi di prevenzione e cura.
Firmare la proposta sulla piattaforma del Ministero della Giustizia significa offrire un futuro diverso a migliaia di persone, evitando che i polmoni pieni di micronoduli e segni di enfisema diventino la norma.
La cessazione del fumo è l’intervento più efficace per rallentare drasticamente la progressione del danno, attivando i meccanismi di riparazione dell’organismo e riducendo immediatamente il rischio di cancro e eventi cardiovascolari.
La lotta al tabagismo si combatte su più fronti: quello politico-economico, con misure come l’aumento del prezzo, e quello clinico-personale, con prevenzione e supporto alla cessazione. I polmoni dei pazienti, come evidenziato dalle indagini LDCT, testimoniano l’urgenza di agire con decisione su entrambi i fronti. Perché il danno spesso è già lì, in silenzio. Agire prima che si manifesti è la vera sfida, e la vera speranza.

La campagna (https://5eurocontroilfumo.it), la prima del genere mai realizzata in Italia, è promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. L’obiettivo è contrastare il tabagismo, primo fattore di rischio oncologico evitabile. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Guglielmo Lauro
medico
Referendum – Obiettivo Raggiunto!

✅ Accisa sui prodotti da fumo per il SSN

Referendum popolare – Raccolta firme conclusa con successo

🎯 OBIETTIVO RAGGIUNTO il 26 MAGGIO 2026
Firmatari: 51.687 / 50.000
103.4%
🔥 OBIETTIVO SUPERATO! 🔥
🏆
🏅 Traguardo storico! Il quorum di 50.000 firme è stato raggiunto il 26 maggio 2026.
Ad oggi sono state raccolte 51.687 firme – un risultato straordinario per la salute pubblica.
📍 Dato aggiornato al 1° giugno 2026 – Totale firme: 51.687
Dati reali Proiezione storica Obiettivo 50.000
FIRME TOTALI
51.687
OBIETTIVO
50.000
ECCESSO
+1.687
📅 Timeline raccolta firme

Periodo: 20 gennaio 2026 – 20 luglio 2026
🟢 Obiettivo centrato in anticipo: 26 maggio 2026 (dopo 126 giorni)

Inizio20 Gen 2026
Traguardo26 Mag 2026
Oggi1 Giu 2026
Scadenza20 Lug 2026
✅ Dati aggiornati al 1° giugno 2026 – Fonte: Ministero della Giustizia
🎯 Referendum che ha già superato il quorum richiesto.

venerdì 31 maggio 2024

31.05.24 Giornata Mondiale senza Tabacco

Il tema del World No Tobacco Day del 2024 è "difendere i più piccoli dalle interferenze dell'industria del tabacco". Si tratta di un obiettivo importante per proteggere la salute e il benessere dei giovani e garantire loro un futuro libero dagli effetti nocivi dei prodotti del tabacco.
Nell'ultimo ventennio, le case produttrici di tabacco hanno adottato strategie di marketing aggressive e manipolative, puntando con particolare insistenza sui giovani nell'intento di indurli alla dipendenza fin dalla più tenera età. Questo approccio predatorio mira a compensare le pesanti perdite di mercato causate dall'elevata mortalità legata all'uso del tabacco, la quale sottrae all'industria nicotinica consistenti fette di consumatori.
Proteggere i minori dalle interferenze dell'industria del tabacco dovrebbe essere una priorità fondamentale per i governi. Purtroppo, il governo italiano risulta essere particolarmente permeabile alle influenze di questo potente settore industriale (1).
D'altra parte, un governo che non riesce a difendere sé stesso dall'interferenza dell'industria del tabacco, qualsiasi tentativo cerchi di intraprendere per "tutelare" i propri cittadini sarà inefficace e potenzialmente dannoso, in quanto mancherà di credibilità, di risorse adeguate e di capacità di implementare misure di protezione coerenti. Anzi il nostro governo sembra rincorrere le passività di bilancio attraverso un aumento della distribuzione già capillare di prodotti del tabacco contribuendo così a promuoverne l'uso, aggravando i problemi di salute pubblica e aumentando i costi sanitari a lungo termine. La capillare rete distributiva del tabacco in Italia conta, infatti, circa 67'700 punti vendita, pari a 112 unità ogni 100'000 abitanti.

Tuttavia, fintanto che il governo continuerà a considerare l'industria del tabacco come un partner economico e strategico, qualsiasi azione di contrasto è destinata a rivelarsi inefficace.
Ne è una chiara dimostrazione il recente protocollo d'intesa siglato nel marzo 2024 tra il Ministero dell'Agricoltura e Philip Morris, a sostegno della tabacchicoltura nazionale. Sarebbe stato invece più opportuno promuovere attivamente la riconversione delle coltivazioni di tabacco verso produzioni alternative. Per non parlare delle generose donazioni dell'industria del tabacco ai principali partiti politici i quali subiranno inevitabilmente un'influenza indebita che orienterebbe le loro scelte a favore degli interessi commerciali del settore, anche a discapito della salute pubblica. Peraltro, trattandosi di donazioni che avvengono in modo poco trasparente, si sollevano legittime perplessità che compromettono la fiducia dei cittadini nell'integrità della classe politica.
A completare il quadro delle interferenze vi è il rinnovo della collaborazione tra l'Arma dei Carabinieri e Philip Morris Italia, annunciata nel maggio 2024, e che continua a gettare ombre sulla presunte iniziative finalizzate a promuovere la cultura della legalità presso i gestori delle tabaccherie anche con eventi formativi su temi ambientali.
Insomma, una serie di protocolli di intesa che compromettono la credibilità nelle istituzioni e appaiono in netto contrasto con gli sforzi necessari per ridurre efficacemente il consumo di tabacco e i suoi effetti nocivi sulla salute pubblica.
Finché il governo manterrà un atteggiamento permissivo e favorevole nei confronti dell'industria del tabacco siglando accordi improbabili e di dubbia utilità, sarà estremamente difficile ottenere risultati apprezzabili nella lotta contro il tabagismo.
Si tratta, infatti, di accordi viziati da un palese conflitto di interessi e anche sono animati da obiettivi in apparenza nobili, celano inevitabili forme di corruzione, comportamenti scorretti, tattiche manipolative, etc. (1).

La legge Sirchia ha rappresentato la prima vera azione di contrasto al tabagismo, seguita da un periodo di stasi durato 14 anni (2010-2023) in cui la prevalenza del fumo in Italia si è mantenuta stabilmente al di sopra del 20% (fig.1). 

fig.1: prevalenza del fumo di tabacco in Italia nel periodo 2010-2023

Ma qual è l'attuale dimensione del fenomeno?
fig. 2: prevalenza del fumo di sigarette in Italia negli ultimi 25 anni (2001-2024)

Nel 2024, l'Istituto Superiore di Sanità ha registrato una significativa riduzione del numero di fumatori, con una prevalenza scesa al 19,3% (fig.2). Tuttavia, questo risultato non può essere considerato un reale successo, poiché è accompagnato da:
  • un consistente aumento del consumo di prodotti da svapo (cioè non a combustione, come sigarette elettroniche e sigarette a tabacco riscaldato)
  • un incremento significativo dell'uso di questi prodotti tra i giovani, soprattutto tra le ragazze
  • un aumento delle condizioni di policonsumo, ovvero l'uso combinato di diversi prodotti del a base di nicotina.
Purtroppo, le scelte imprudenti delle amministrazioni sanitarie hanno ulteriormente aggravato la situazione. Negli ultimi 15 anni, è stato chiuso oltre il 43% degli ambulatori per il trattamento del tabagismo (fig. 3).
fig. 4: Centri Antifumo in Italia negli ultimi 15 anni (2010-2024)

Infatti, dal 2010 al 2024 il loro numero è diminuito da 396 a soli 223, con la soppressione di ben 173 strutture, soprattutto al Sud Italia e nelle Isole, dove la presenza di tali Centri è da sempre sottodimensionata. Il valore del 20% del Sud e Isole uguale al 20% del Centro sono dati che vanno considerati anche in base alla superficie di Sud e Isole che è doppia rispetto al Centro ed è pari rispetto al Nord, di conseguenza, il Sud e Isole ha per unità di superficie la metà dei Centri Antifumo rispetto al Centro e un terzo dei Centri Antifumo rispetto al Nord (fig. 5). 
fig. 5: distribuzione dei Centri Antifumo nel 2024

Dunque demolire i Centri Antifumo appare una decisione a dir poco incomprensibile, considerando l'importanza di tali strutture che possono essere annoverate tra i servizi sanitari che producono più salute con il più basso impegno di risorse. Tali strutture, infatti, richiedono spese molto limitate, in quanto i farmaci vengono acquistati direttamente dai pazienti che si fanno carico anche di eventuali esami di laboratorio o altre prestazioni aggiuntive. Si tratta quindi di un investimento estremamente vantaggioso nell'ottica della promozione della salute pubblica.

Intanto, appare molto difficile ipotizzare il raggiungimento dell'obiettivo OMS di ridurre il tabagismo entro il 2025 del 30% rispetto ai livelli del 2010, giungendo cioè a una prevalenza del 15,2%.
Tuttavia, alcuni segnali positivi provengono dai piani regionali di prevenzione che riportano il controllo del tabagismo in maniera trasversale in diversi Programmi Predefiniti:
PP1: Scuole che promuovono salute
PP3: Luoghi di lavoro che promuovono salute
PP4: Dipendenze
PP9: Ambiente, clima e salute.
A tale proposito si sottolinea che nell'ambito del Piano Nazionale di Prevenzione, la collaborazione tra il Dipartimento Dipendenze e il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL Caserta rappresenta un modello incoraggiante per potenziare gli interventi di contrasto al tabagismo, almeno a livello locale dove il fenomeno è particolarmente preoccupante (fig. 6).
fig. 6: Indagine ISS 2023 sulle prevalenze dei fumatori al Nord, Centro e Sud e Isole.

Nelle regioni meridionali e insulari d'Italia si registra una prevalenza di fumatori nettamente superiore alla media nazionale. 
Poiché i costi sanitari derivanti dal consumo di tabacco ricadono sulle singole Regioni, sarebbe opportuno valutare la possibilità di conferire a tali regioni "meno virtuose" la facoltà di applicare accise supplementari sui prodotti del tabacco.
Ciò consentirebbe di compensare gli ingenti oneri sanitari causati dall'elevato tasso di fumo all'interno di tali territori regionali. In tal modo, le regioni più colpite dai costi sanitari legati al tabagismo potrebbero disporre di maggiori risorse per affrontare questo fenomeno e i suoi impatti.
Video: Allarme tabagismo al Sud e Isole, maglia nera alla Campania

Secondo un comunicato stampa dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 30 maggio 2024, la Regione Campania rimane tra le regioni del Sud Italia con i più alti tassi di prevalenza di fumatori (2). Questo quadro riflette fattori socioeconomici, culturali e stili di vita caratteristici della Regione, che richiedono pertanto interventi mirati di prevenzione e sensibilizzazione sul tema del fumo.

Guglielmo Lauro
medico

Giornata Nazionale Senza Tabacco: impegno congiunto del Dipartimento di Prevenzione e Dipartimento Dipendenze nel contrasto al fumo di tabacco



Nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, l’ASL Caserta, individuata quale capofila per il Programma Predefinito 03 (PP03) "Luoghi di lavoro che promuovono salute", attraverso il Dipartimento di Prevenzione unitamente al Dipartimento Dipendenze, ha promosso un evento funzionale al suddetto PP03 sull'area tematica "Contrasto al fumo di tabacco" in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco.


L'evento si è svolto nella splendida location della Reggia di Carditello a San Tammaro.


Il Direttore Generale, Amedeo Blasotti, nel corso dei saluti istituzionali ha richiamato l'attenzione sull'importanza di promuovere stili di vita salutari e di contrastare i fattori di rischio evitabili, al fine di ridurre il numero di malati cronici e quindi il carico di ricoveri ospedalieri. In questa prospettiva il Direttore ha incoraggiato l'adozione della nuova prospettiva del piano regionale che prevede che le aziende pubbliche o private assumano la titolarità di luoghi che promuovono salute in un'ottica integrata e di rete. Difatti, la finalità della collaborazione congiunta tra Dipartimento di Prevenzione e Dipartimento Dipendenze è quella di sensibilizzare all'attuazione di stili di vita salutari secondo una dinamica bidirezionale: dai luoghi di lavoro agli ambiti familiari e viceversa, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione.
I Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione e delle Dipendenze, rispettivamente il dott. Giancarlo Ricciardelli e la dott.ssa Lilia Nuzzolo hanno posto in risalto i brillanti risultati che stanno emergendo dalla sinergia tra le due articolazioni aziendali, resa possibile anche grazie al prezioso contribuito fornito della dott.ssa Rosa Giglio del Dipartimento di Prevenzione.

Un cospicuo numero di aziende di alto profilo ha aderito alle nuove prospettive del piano regionale della prevenzione promosse dall'ASL Caserta e i lavoratori di tali aziende hanno risposto con interesse all’indagine conoscitiva predisposta sul tabagismo in occasione del suddetto evento.
Dall'indagine è emersa una percentuale di lavoratori fumatori pari al 22%, valore in linea con i dati epidemiologici illustrati dal dott. Angelo D'Argenzio del Dipartimento di Prevenzione. Un altro dato degno di menzione riguarda il desiderio di smettere di fumare che si attesterebbe intorno al 54%, anche se soltanto il 5% si è rivolto a operatori sanitari. Si è ritenuto, quindi, opportuno fornire informazioni circa gli strumenti specialistici disponibili presso l’ASL Caserta per la disassuefazione dall’utilizzo di prodotti del tabacco, offrendo un percorso dedicato ai fumatori delle aziende aderenti al progetto Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute (LLPS).
È stato posto in risalto anche il ruolo del medico competente, fondamentale nella promozione della salute all'interno delle aziende; tale argomento è stato sviluppato dal dott. Cristiano Mirisola del Dipartimento di Prevenzione, che ha ribadito la necessità che ogni lavoratore benefici di un accesso equo a servizi sanitari di qualità e di condizioni di lavoro salubri e sicure.
La dott.ssa Rosa Orabona del Dipartimento di Prevenzione ha rimarcato la necessità di sensibilizzare i lavoratori sui danni derivanti dal fumo di tabacco, riportando al riguardo la sua personale esperienza con grande coinvolgimento emotivo, rendendo in tal modo l'argomento ancora più rilevante e convincente.
Il dott. Giovanni Di Martino del Dipartimento Dipendenze ha focalizzato il tema della multifattorialità causale del fenomeno tabagico, soffermandosi in particolare sui processi di condizionamento psicologico e sui tratti di personalità maggiormente correlati a tale fenomeno favorendone la cronicizzazione.
Il dott. Guglielmo Lauro del Dipartimento Dipendenze ha descritto i principali percorsi di cura attuati all'interno del Centro Antifumo Quit, riportando alcune esemplificazioni cliniche ed evidenziando, al tempo stesso, i principali fattori di mantenimento del disturbo da uso di tabacco.

Enti, istituzioni pubbliche, imprese e aziende private interessate ad aderire al Programma "Luoghi di Lavoro Promotori di Salute" (LLPS) possono ottenere informazioni più dettagliate cliccando qui.
L'obiettivo è quello di rendere facilmente accessibili i dettagli e le opportunità offerte dal Programma LLPS, in modo da incoraggiare un numero sempre maggiore di organizzazioni a impegnarsi attivamente nella promozione della salute e del benessere dei propri dipendenti.

Giovanni Di Martino
(psicologo)
Guglielmo Lauro
(medico)

Giornata Mondiale Senza Tabacco 2024: incontro-dibattito al Centro Akropolis di Santa Maria Capua Vetere

In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2024, si è tenuto un importante incontro dibattito presso il Centro Giovani Akropolis, rivolto agli studenti degli istituti scolastici secondari di 2° grado. L'evento, che ha visto la partecipazione di oltre 100 ragazzi, ha avuto l'obiettivo di sensibilizzare i giovani sui rischi del tabagismo e sulle strategie per liberarsi dalla dipendenza. 

I saluti istituzionali e l'avvio dell'evento

L'incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del Direttore Generale dell'ASL, del Direttore del Dipartimento Dipendenze, dell'Assessore Pubblica Istruzione del Comune e del Sindaco.
Il Direttore Generale ha rivolto la sua attenzione principalmente alle ragazze, evidenziando l'impatto significativo che i prodotti del tabacco possono avere sulla loro salute riproduttiva futura e sulle ripercussioni che ciò comporta per l'intera società. In effetti, questa consapevolezza è supportata da dati emersi da recenti indagini dell'Istituto Superiore di Sanità, che confermano come, nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 17 anni, le ragazze presentino una prevalenza di consumo di tabacco nettamente superiore rispetto ai ragazzi. 
A seguire, sono stati sviluppati i temi centrali della giornata: la dimensione italiana del fenomeno del tabagismo specie al sud e isole dove la realtà è ancora più allarmante, lo sviluppo del disturbo da uso di tabacco e le strategie per proteggersi dagli inganni dell'industria del tabacco. Inoltre, sono stati messi a fuoco i processi di condizionamento psicologico del comportamento tabagico e le motivazioni principali che ne favoriscono il mantenimento.
L’incontro-dibattito è stato dunque sviluppato attorno al tema promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2024: "Proteggere i ragazzi dalle interferenze dell’industria del tabacco".

Le testimonianze e il questionario

Particolare risalto è stato dato alle testimonianze dei partecipanti nei confronti del tabacco. Tra queste, ha colpito molto l’intervento di una paziente del Centro Antifumo che grazie al suo carico di esperienza si è rivolta ai ragazzi come una nonna; la sua spontaneità e l'intensità delle sue parole hanno profondamente toccato i presenti, coinvolgendo i ragazzi grazie alla sua immediatezza e semplicità comunicativa.

Un momento importante dell'incontro è stato quello dedicato al questionario online somministrato ai ragazzi tramite i loro telefonini. I dati emersi sono stati commentati in tempo reale, offrendo un quadro non proprio confortante. Eccone i dati salienti:

  • Fumo: il 23% degli studenti fuma sigarette tradizionali con una media di 15-20 sigarette al giorno. Due terzi hanno iniziato a fumare per curiosità, l'86% fuma con gli amici e il 14% da solo. Tra chi fuma, il 29% vorrebbe smettere.
  • Svapo di prodotti a tabacco riscaldato: il 19% degli studenti svapa sigarette a tabacco riscaldato, il 75% svapa con gli amici e il restante 25% svapa per metà da solo e per l'altra metà con i familiari. Il 12% di chi svapa questo tipo di sigaretta vorrebbe smettere.
  • Svapo di e-cig con nicotina: il 18% degli studenti svapa sigarette elettroniche, principalmente ricaricabili e con nicotina. Il 53% è attratto da queste sigarette per il sapore, il 93% le svapa con gli amici e il 7% da solo. Nessuno degli intervistati ha espresso il desiderio di smettere di svapare e la percezione dei rischi sulla salute è molto bassa.

Influenza dell'ambiente: il 54% degli studenti riferisce che la maggior parte delle persone che frequenta fuma o svapa. Inoltre, l'88% ha dichiarato che familiari fumano; e a tale proposito si evidenzia quanto sopra riportato e cioè che alcuni ragazzi dichiarano di usare sigarette a tabacco riscaldato anche in famiglia; tale dato potrebbe essere riconducibile al fatto che anche i familiari usano sigarette a tabacco riscaldato ritendole meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, influenzando in tal modo il comportamento di tali ragazzi.

È fondamentale poi che, dal punto di vista normativo, i nuovi prodotti come le sigarette elettroniche vengano equiparati ai prodotti del tabacco tradizionali. Ciò significa che l'utilizzo di tali prodotti debba essere vietato negli stessi luoghi in cui è attualmente proibito fumare le sigarette convenzionali. Attualmente, la mancata equiparazione normativa crea confusione e genera l'errata percezione tra i giovani che l'utilizzo delle sigarette elettroniche sia privo di rischi per la salute, proprio perché è consentito in luoghi dove il fumo di tabacco è vietato. 

Sarebbe pertanto auspicabile procedere a una regolamentazione che assimili i nuovi prodotti al tabacco, al fine di evitare una pericolosa rinormalizzazione del consumo di nicotina tra le fasce più giovani della popolazione.

Un quadro preoccupante e la necessità di un intervento

I dati emersi dal questionario sono allarmanti e mettono in luce la necessità di un intervento concreto per contrastare la diffusione del tabagismo e dello svapo tra i giovani. È fondamentale attuare campagne di sensibilizzazione più efficaci, che coinvolgano direttamente i ragazzi e che li educhino sui rischi del tabagismo e sulle strategie per liberarsi dalla dipendenza, ma sarebbe necessario anche il coinvolgimento delle famiglie in un'azione coordinata di prevenzione, informazione e supporto.

L'incontro al Centro Giovani Akropolis di Santa Maria Capua Vetere rappresenta un passo importante in questa direzione, ma è necessario un impegno costante da parte di tutte le istituzioni e della società civile per tutelare la salute dei giovani e costruire un futuro libero dal tabacco.

Giovanni Di Martino
(psicologo)
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 22 aprile 2024

Giornata della Terra 2024: Sfida Globale contro la Plastica

Il 22 aprile di ogni anno in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), la più grande manifestazione ambientale del pianeta. È stata celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1970, un anno dopo l’incidente in una piattaforma petrolifera al largo della California che causò la fuoriuscita di circa dieci milioni di litri di petrolio in mare per 11 giorni: un evento che colpì moltissimo l’opinione pubblica. L’Earth Day 2024 ha come obiettivo principale quello di porre l’attenzione sulla conservazione delle risorse naturali della Terra e sui danni provocati dall’inquinamento.
Il tema scelto per il 2024 è “Planet vs Plastics”, uno slogan scelto per accendere i riflettori su un grande problema ambientale che riguarda tutto il mondo, ovvero il fatto che solo il 9% del totale della plastica prodotta nel mondo ogni anno viene riciclata.
Circa 4,5 trilioni di singoli mozziconi di sigaretta inquinano il nostro ambiente globale ed essi rappresentano la forma di rifiuto di materiale plastico più abbondante del pianeta. Essi sono realizzati con un tipo di plastica che quando viene disperso nell'ambiente è estremamente dannoso: mentre i filtri delle sigarette, o la parte in plastica dei mozziconi, possono impiegare fino a 10 anni per degradarsi completamente, le sostanze chimiche che rilasciano possono rimanere nell'ambiente per molti anni oltre la vita del mozzicone di sigaretta stesso.
Queste tossine persistenti includono l'arsenico (utilizzato anche nell'avvelenamento dei topi), il piombo (un veleno che può influenzare lo sviluppo del cervello dei bambini) e la nicotina. Quando queste sostanze chimiche vengono smaltite in modo improprio negli angoli delle strade, fuori dai finestrini delle automobili o negli scarichi, rilasciano lentamente le tossine nei nostri sistemi naturali di acqua e suolo, presentando una seria minaccia per le persone e l'ambiente.
Considerevoli quantità di plastiche ci sono anche nei vari dispositivi alternativi alla sigaretta, quali sigarette elettroniche e sigarette a tabacco riscaldato.
Attualmente, non esiste un modo sicuro dal punto di vista ambientale per smaltire i rifiuti di questi nuovi prodotti del tabacco a causa dei loro molteplici componenti nessuno dei quali è biodegradabile e dei quali la plastica è il componente principale.
Fare qualcosa per la plastica è una questione vitale per la salute umana: i nostri attuali modelli di consumo e smaltimento della plastica sono insostenibili; secondo alcune recenti stime, ogni settimana, senza rendercene conto, ingeriamo una quantità pari a circa 5 grammi di particelle di materiale plastico, grosso modo il peso di una carta di credito (1). 
Le microplastiche una volta nell'organismo sono in grado di alterare le vie metaboliche in individui sani, figuriamoci in individui malati. Le microplastiche non si limitano a transitare nel tubo digerente, ma sono in grado di attraversare la barriera intestinale e attraverso il sangue migrare nei tessuti e negli organi (fegato, reni, polmoni e cervello) (1).  Un dato che desta particolare preoccupazione riguarda l'interazione tra le microplastiche ed il sistema immunitario; a tale proposito è stato osservato che i macrofagi (un tipo di cellule che intervengono nella difesa dell'organismo) quando inglobano le microplastiche la loro funzione viene alterata portandoli a rilasciare molecole infiammatorie, il che potrebbe avere implicazioni ancora maggiori in caso di patologie infiammatorie croniche (1).

1. Garcia MM, Romero AS, Merkley SD, Meyer-Hagen JL, Forbes C, Hayek EE, Sciezka DP, Templeton R, Gonzalez-Estrella J, Jin Y, Gu H, Benavidez A, Hunter RP, Lucas S, Herbert G, Kim KJ, Cui JY, Gullapalli RR, In JG, Campen MJ, Castillo EF: In Vivo Tissue Distribution of Polystyrene or Mixed Polymer Microspheres and Metabolomic Analysis after Oral Exposure in Mice. Environ Health Perspect. 2024 Apr;132(4):47005.
Guglielmo Lauro
medico

mercoledì 31 maggio 2023

31.05.23 Giornata Mondiale senza Tabacco: Coltiva cibo, non tabacco

 

La Giornata Mondiale senza Tabacco 2023 ha come tema "Grow food, not tobacco" - "Coltiva cibo, non tabacco" e punta a incentivare la riconversione dei terreni a coltura alimentare, interrompendo la concessione di sussidi per la coltivazione del tabacco e supportando colture sostenibili. Il principale produttore di tabacco in Europa è l'Italia dove il tabacco rappresenta la causa primaria e più rilevante di morte e disabilità. Peraltro, oltre il 70% del tabacco italiano proviene dalla Campania, Regione che ha guadagnato il discutibile appellativo di "eccellenza" italiana per il tabacco avendo prodotto circa la metà del quantitativo di tabacco commissionato in Italia dalla British American Tobacco (BAT) nel 2022.

A livello globale, sebbene si sia registrata una riduzione del 15,8% delle aree coltivate a tabacco dal 2005 al 2020, è importante sottolineare che in Africa queste aree sono aumentate del 19,8%. Questo fenomeno è particolarmente significativo, in quanto l'agricoltura in Africa avrebbe maggiormente bisogno di essere dedicata alla produzione di cibi destinati al consumo umano anziché alla coltivazione di tabacco.
Comunque, che si continui ad impiegare delle superfici agricole per la produzione di prodotti che danneggiano la salute come il tabacco è assolutamente inaccettabile.

In occasione del XXV CONVEGNO NAZIONALE TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE tenutosi il 31.05.2023, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha riportato il dato positivo di una chiara riduzione della prevalenza di fumatori in Italia, con un valore che si attesta al 20,5%, il più basso mai registrato. 



Tuttavia, la situazione è diversa al Sud, dove si riscontra una prevalenza di fumatori sia tra gli uomini (29,7%) che tra le donne (18,9%).
Inoltre, se da un lato si è riscontrata una riduzione del consumo di sigarette confezionate e rollate a mano, per contro si è osservato un incremento dei nuovi prodotti del tabacco (HTP, ecig con ricariche, ecig usa e getta) soprattutto fra gli adolescenti e fra questi ultimi si è rilevata una maggiore prevalenza nelle ragazze.
I dati dell'ISS riportano che i consumatori adolescenti di prodotti del tabacco si espongono a maggiori rischi di uso problematico di alcol, cannabis, sostanze psicoattive e ansiolitici, con conseguenze come ansia, depressione, impulsività, dipendenza dai social media, dipendenza dal cibo, dipendenza dal gioco, peggiore qualità del sonno e scarsi risultati scolastici.
La situazione è aggravata dalla bassa natalità in Italia, con quasi 1,4 milioni di under 18 che vivono al di sotto della soglia di povertà. Purtroppo, proprio nelle fasce deboli della popolazione si riscontra la maggiore incidenza di abitudini voluttuarie come il fumo, l'alcol e il gioco problematico. Inoltre, oltre il 40% dei figli di fumatori sono esposti al fumo passivo, aumentando i rischi per la salute dei giovani. In sintesi, pochi giovani con tante fragilità.
È stato evidenziato, infine, come le informazioni sul fumo circolino soprattutto attraverso i social-media, dove le pressioni promozionali dell'industria del tabacco dominano la scena e non vengono bilanciate da informazioni basate su evidenze scientifiche.

In un contesto come questo, diventa ancora più cruciale promuovere la consapevolezza sui pericoli del fumo e incentivare la conversione dei terreni a coltura alimentare. Solo così potremo garantire un futuro migliore per i giovani e una maggiore sostenibilità ambientale.
Lauro Guglielmo
(medico)


domenica 31 luglio 2022

Lo stigma della “malattia del fumatore”: un ostacolo agli interventi di prevenzione secondaria e alle cure

Le campagne contro il tabacco hanno avuto ovunque un certo successo nell'educare le persone sui rischi del fumo e non vi è dubbio che molte vite sono state salvate grazie a questi sforzi. Tuttavia, ne è conseguito un risultato non intenzionale: l’opinione pubblica considera il cancro del polmone come la "malattia del fumatore". Cosicché a differenza di chi ha altre forme di cancro, coloro che lo hanno contratto al polmone spesso si sentono additati come quelli che, in qualche modo, il cancro se lo sono cercato e non "meritano" di ricevere il supporto incondizionato al pari di altri malati oncologici. Per questo motivo la Global Lung Cancer Coalition ha dichiarato innanzitutto che nessun essere umano merita di soffrire per questa malattia e lancia la prima “Carta dei Diritti” per i malati di cancro del polmone.  La carta asserisce che tutti i pazienti colpiti da detta patologia oncologica hanno il diritto di non provare vergogna della propria malattia, e che se, come spesso avviene, la vittima è un fumatore, questi deve essere aiutato a superare la dipendenza da tabacco.
Dunque, quali sono i sentimenti che le persone provano nei confronti di un fumatore con cancro al polmone? 
La persona che non fuma, spesso non riesce a nascondere sentimenti di stigmatizzazione… Fumavi? E allora cosa ti aspettavi? Mentre la persona che fuma, condividendo lo stesso fattore di rischio, per forza di cose è più empatica e si mostra affettivamente più vicina. In realtà qual è la posizione da assumere nei confronti del fumatore con tumore al polmone o con noduli sospetti di natura da determinare? Bisogna innanzitutto ricordare che la nicotina è una sostanza che crea forte dipendenza e attenua la capacità di prendere decisioni efficaci in merito al cambiamento del comportamento. Pertanto, più una persona crede che un individuo possa scegliere se fumare o meno, più incolperà e assegnerà attribuzioni negative a coloro che hanno sviluppato un cancro polmonare. In effetti la scelta di iniziare a fumare avviene generalmente in adolescenza, quando non si può fare affidamento su una solida capacità di intendere e di volere, almeno in termini di responsabilità; quindi pensare che la decisione di iniziare a fumare sia frutto di una scelta volontaria e consapevole è fuorviante e riduttivo. Non solo, ma bisogna anche rendersi conto che continuare a fumare danneggia la capacità di controllo sulla cessazione e praticamente compromette la volontà di smettere.
La denormalizzazione del fumo attraverso campagne mediatiche, le avvertenze sui prodotti del tabacco e le politiche antifumo sono tutti fattori che, nel caso di fumatore a rischio per tumore tabacco-correlato, si traducono in un carico psicologico spesso insostenibile che porta a nascondere il problema attraverso il ritiro sociale, l’emarginazione, la scarsa aderenza a campagne di screening. La stigmatizzazione dei fumatori a rischio di cancro polmonare rappresenta, dunque, una barriera per la cessazione del fumo. In effetti proprio a causa dello stigma, ovvero della connotazione negativa che il fumatore percepisce, ne consegue una più scarsa aderenza ai programmi di screening dei tumori al polmone rispetto a quella di altri tipi di screening oncologici; e ciò per una serie di motivi:
a) il sentimento di svalutazione che il fumatore percepisce per l’eventualità di essersi procurato una grave malattia correlata alla propria dipendenza dal tabacco
b) la paura di essere giudicati e incolpati dai familiari e dai conoscenti
c)  l’imbarazzo di dover affrontare l'atteggiamento negativo dei sanitari o di sentirsi dire "Peccato che non abbia smesso di fumare prima!" quindi per la preoccupazione di essere considerati immaturi, irresponsabili, incoscienti dal personale sanitario
d) sentirsi obbligato a smettere per non inficiare le attività sanitarie di screening
e) la paura di non ricevere un’assistenza sanitaria attenta o che essa sia influenzata negativamente dalla propria storia di fumo e quindi di essere discriminati rispetto ad altri pazienti.
Peraltro, lo stigma che circonda “la malattia dei fumatori” è responsabile anche di sviare gli interessi sanitari di sorveglianza epidemiologica. Infatti, nonostante gli alti tassi di nuove diagnosi di cancro ai polmoni, le relative attività di ricerca e di screening sono incredibilmente sottofinanziate rispetto ad altre malattie oncologiche.
 
Per migliorare la gestione dei pazienti che possono aver ricevuto conferma di diagnosi di tumore al polmone e che continuano a fumare, può essere utile misurare lo stigma percepito. In tal modo sarà possibile acquisire una maggiore comprensione del ruolo dello stigma come barriera per la cessazione del fumo, di potenziare la motivazione del paziente e perfezionare i percorsi di cessazione attraverso un appropriato sostegno psicologico. Va osservato che spesso la cessazione in questi pazienti è difficile per le risorse psicologiche spesso depauperate. La ricerca scientifica ribadisce che smettere di fumare è sempre vantaggioso anche dopo una diagnosi di tumore polmonare (1), infatti, la cessazione tabagica resta sempre una parte integrante del trattamento del cancro del polmone (2).
La collaborazione del Centro Antifumo Quit con l’Ospedale Monaldi di Napoli si svolge, dunque, anche affrontando lo stigma della malattia del fumatore, cercando di abbattere le barriere psicologiche ad esso correlate, sfruttando il momento di maggiore consapevolezza e percezione del rischio del paziente fumatore attraverso i contatti presso le suddette strutture sanitarie. Pertanto, si sottolinea l'importanza di un programma di trattamento del tabacco dedicato e personalizzato all'interno di ogni programma di screening del cancro del polmone (3, 4) sicuramente attivato anche in altri centri antifumo che collaborano con i centri RISP (Rete Italiana Screening Polmonare).
 
Si allega uno strumento (CLCSS) per misurare lo stigma del cancro polmonare percepito dal paziente e quindi per orientare il sostegno psicologico in base all'analisi dimensionale relativa ai punteggi dei tre fattori (a] vergona e colpa, b] isolamento sociale, c] discriminazione).
Per accedere al test clicca qui, per lo scoring clicca qui.

In effetti, una strategia per promuovere in maniera più efficace lo screening del cancro polmonare consiste anche e soprattutto nel puntare sulla centralità delle emozioni del paziente (5), motivandolo a proteggere la propria salute, aiutandolo a ridurre eventuali barriere psicologiche e a migliorare la propria l'autoefficacia (fiducia nella propria capacità di raggiungere un obiettivo definito).

1. Saverio Caini, Marco Del Riccio, Virginia Vettori, Vieri Scotti, Chiara Martinoli, Sara Raimondi, Giulio Cammarata, Domenico Palli, Marco Banini, Giovanna Masala, Sara Gandini: Quitting Smoking At or Around Diagnosis Improves the Overall Survival of Lung Cancer Patients: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Thorac Oncol. 2022 May;17(5):623-636.
2. Christian Reinhardt, Markus Harden, Christoph Herrmann-Lingen, Achim Rittmeyer, Stefan Andreas: Smoking cessation by combined medication and counselling: a feasibility study in lung cancer patients. BMC Pulm Med. 2022 Jun 27;22(1):252.
3. Ankita Ghatak, Sean Gilman, Siobhan Carney, Anne V Gonzalez, Andrea Benedetti, Nicole Ezer: Smoking Cessation by Phone Counselling in a Lung Cancer Screening Program: A Retrospective Comparative Cohort Study. Can Respir J. 2022 Apr 21;2022:5446751.
4. Randi M Williams, Marisa Cordon, Ellie Eyestone, Laney Smith, George Luta, Brady J McKee, Shawn M Regis, David B Abrams, Raymond S Niaura, Cassandra A Stanton, Vicky Parikh, Kathryn L Taylor, Lung Screening, Tobacco, Health Trial: Improved motivation and readiness to quit shortly after lung cancer screening: Evidence for a teachable moment. Cancer. 2022 May 15;128(10):1976-1986.
5. Rebecca E Olson, Lisa Goldsmith, Sara Winter, Elizabeth Spaulding, Nicola Dunn, Sarah Mander, Alyssa Ryan, Alexandra Smith, Henry M Marshall: Emotions and lung cancer screening: Prioritising a humanistic approach to care. Health Soc Care Community. 2022 Jul 27. 
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche:

martedì 31 maggio 2022

31.05.2022 World No Tobacco Day 2022 - Tabacco: una minaccia per il nostro ambiente










  Il tema della giornata mondiale senza tabacco 2022 ha come punto focale la protezione dell'ambiente minacciato dal tabacco; Tobacco: Threat to our environment – Tabacco: una minaccia per il nostro ambiente.

L'impatto ambientale del tabacco costituisce una significativa quota dell'inquinamento antropico che agisce in maniera diversificata: mozziconi abbandonati che contaminano l'idrosfera dove disgregandosi entrano nella catena alimentare soprattutto della fauna marina, inquinamento dell'aria attraverso il fumo passivo detto di "seconda mano" e poi abbiamo il fumo di terza mano e l'after smoke, impoverimento dei terreni sottoposti alla tabacchicoltura, deforestazione con aumento di gas serra e depauperamento delle risorse idriche.

Intanto, sull'onda dell'emotività della guerra in Ucraina, l'inquinamento da tabacco sta passando in secondo piano, mentre in realtà si sta sommando all'inquinamento bellico che peraltro sta coinvolgendo le economie mondiali e conseguentemente sta sottraendo risorse per contenere l'inquinanento in maniera sostenibile.

Passando ad osservare i dati sul tabagismo nel nostro Paese, gli ultimi dati presentati dell'Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco evidenziano un consumo di sigarette che tende ad un drammatico peggioramento.

In effetti, la prevalenza dei fumatori maschi in Italia, già in crescita al 28% nel 2019, si è ulteriormente innalzata al 30,2% nel 2022. Per osservare una percentuale così elevata e che giunge abbondantemente al 30% bisogna tornare indietro almeno al 2004. Pertanto, i maschi italiani rispetto al fumo sono regrediti ad una situazione di circa 18 anni fa, quando non era ancora entrata in vigore della Legge Sirchia (2005) che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi. Nel sesso femminile si è riscontrato un andamento analogo, fortunatamente di minore entità, ma non per questo meno allarmante. Dunque la prevalenza totale dei fumatori attuale è del 24,2%, cioè all'incirca 1 italiano su 4 è fumatore, il che rappresenta indubbiamente un dato preoccupante e su cui bisogna riflettere.

Secondo alcuni, l'impatto negativo sulle nostre vite determinato dalla pandemia COVID-19, ha avuto un ruolo sulla produzione del suddetto peggioramento del tabagismo in Italia. Ma un altro aspetto forse maggiormente responsabile dell'aumento del fumo è stata la diffusione dei prodotti alternativi alle sigarette classiche (e-cig e sigarette a tabacco riscaldato) che si sono aggiunte al consumo di sigarette tradizionali.

In effetti, dopo l'emergenza COVID-19 si è riscontrata, almeno presso il Centro Antifumo di Aversa, una diminuzione di nuovi accessi e tra questi un'incremento notevole di coloro che riferiscono di usare sigarette a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.

In Italia le sigarette elettroniche si sono diffuse dal 2010 e i prodotti del tabacco riscaldato (HTP) dal 2016 (1). Se osserviamo l'andamento della prevalenza dei fumatori a partire dall'anno di diffusione in Italia delle e-cig e delle sigarette a tabacco riscaldato noteremo che le linee di tendenza indicano in entrambi i casi un aumento. 




Il consumo di sigarette a tabacco riscaldato è triplicato rispetto al 2019 (ultimo anno di rilevazione pre-pandemica) passando dall'1,1% al 3,3% del 2022.

Per le sigarette elettroniche si è registrato un incremento di oltre il 40% rispetto al 2019 (dall'1,7% al 2,4% del 2022); peraltro, si è osservato che gli utilizzatori di e-cig sono quasi esclusivamente consumatori duali. Infatti, l’81,9% di chi usa la sigaretta elettronica è un fumatore duale, cioè consuma contemporaneamente sigarette tradizionali ed e-cig. Quelli che riescono a spostarsi completamente dalla sigaretta convenzionale a quella elettronica per la maggior parte vanno incontro a ricaduta con la ripresa della sigaretta convenzionale da sola o in associazione all'elettronica.

Intanto l’industria dei nuovi prodotti del tabacco (HTC ed e-cig contenente nicotina) difende i propri interessi usando il concetto di riduzione del danno come scudo per continuare a diffondere e mantenere la dipendenza nicotinica, soprattutto negli adolescenti per i quali gli effetti della nicotina sono ancora più deleteri dato che agisce su un cervello in via di sviluppo. Insomma, la diffusione di nuovi prodotti del tabacco che si nascondono dietro il concetto della riduzione del danno stanno contribuendo a creare le condizioni per generare i dipendenti patologici di domani.

Altro dato preoccupante è quello della progressiva diminuzione dei Centri Antifumo che nel 2021 erano 268 e nel 2022, a seguito di una riduzione di circa il 17%, si è scesi a 223 Centri Antifumo.













1. Silvano Gallus, Elisa Borroni, Anna Odone, Piet A van den Brandt, Giuseppe Gorini, Lorenzo Spizzichino, Roberta Pacifici, Alessandra Lugo: The Role of Novel (Tobacco) Products on Tobacco Control in Italy. Int J Environ Res Public Health. 2021 Feb 16;18(4):1895.

Guglielmo Lauro
(medico)