giovedì 15 ottobre 2009

Coaching anti-tabacco

Il coaching anti-tabacco rappresenta una modalità di approccio utilizzata nei Centri Antifumo per aiutare le persone a smettere di fumare. 

I punti principali su cui si basa il coaching anti-tabacco sono:

1) Identificazione dei trigger: Il coach aiuta il fumatore a identificare i momenti o le situazioni che lo inducono a fumare (es. momenti di stress, bere un caffè, una bevanda alcolica, uscire con amici).

2) Sviluppo di strategie alternative: Il coach aiuta il fumatore a sviluppare strategie alternative per gestire le situazioni di trigger, come fare esercizio fisico, meditare o mangiare uno spuntino. Quindi attraverso il coaching il fumatore viene aiutato a sviluppare strategie efficaci per affrontare e superare le sfide, aumentando la sua resilienza ovvero la capacità di far fronte allo stress e alle situazioni difficili uscendone rafforzati.

3) Motivazione: Il coach incoraggia e motiva il fumatore a continuare il suo percorso verso l'astinenza dal fumo, ricordandogli i benefici del suo successo e il benessere che otterrà dalla riduzione o eliminazione del fumo. Il coaching aiuta a sviluppare una prospettiva positiva e a guardare alle sfide come opportunità per crescere e svilupparsi accrescendo due fattori importanti per la resilienza: l'autostima (considerazione che si ha di sé stessi) e l'autoefficacia (fiducia nella propria capacità di raggiungere un obiettivo definito).

4) Gestione delle ricadute: Il coach aiuta il fumatore a prevedere e gestire eventuali ricadute, fornendo supporto e consigli per superare eventuali momenti difficili.

In tal modo il percorso presso un centro antifumo diventa un percorso di crescita personale.  Smettere di fumare migliora la salute fisica e mentale, aumenta la sicurezza in sé stessi e la consapevolezza dei propri comportamenti, e fornisce una piattaforma per affrontare altre sfide personali. Tuttavia, la riuscita dipende dalla motivazione personale e dalla disponibilità a lavorare costantemente su sé stessi.

Guglielmo Lauro
(medico)

martedì 15 settembre 2009

Mozziconi: un veleno nascosto

 

I mozziconi di sigaretta sono la forma più comune di rifiuti di plastica monouso e l'industria continua a produrne migliaia di miliardi ogni anno. Le materie plastiche dei mozziconi di sigaretta dovrebbero essere regolamentate come plastica monouso, dato che contribuisce a deteriorare l'ambiente disgregandosi in microplastiche.
L'industria commercializza i filtri come un modo per far sembrare le sigarette più sicure, ma in realtà possono aumentare i danni del fumo, dato che i fumatori sono esposti anche all'inalazione e all'ingestione di microscopici frammenti di fibre di plastica presenti nei filtri.
Lo smaltimento della plastica monouso è regolamentato a livello nazionale e internazionale. 
A livello nazionale, ogni Paese ha le sue leggi e regolamenti per lo smaltimento dei rifiuti, che includono la plastica monouso. Ad esempio, in Italia è regolamentato dalla normativa europea sui rifiuti e dalla legislazione nazionale sui rifiuti.
A livello europeo, la Direttiva sui rifiuti (2008/98/CE) stabilisce che i mozziconi di sigarette devono essere gestiti come rifiuti urbani, e non li definisce specificamente come rifiuti pericolosi. Ciò significa che i mozziconi di sigarette vengono gestiti come rifiuti comuni e non vengono trattati come materiali pericolosi.
Altri Paesi hanno preso provvedimenti più seri e includono i mozziconi di sigaretta tra rifiuti pericolosi come il Canada, in molte parti dell'Australia, in alcune parti del Regno Unito e in alcune città e Stati degli USA (California).
A livello internazionale l'obiettivo è quello di ridurre l'impatto ambientale della plastica monouso attraverso la Convenzione di Francoforte sulla Gestione dei Rifiuti adottata nel 1989 e ratificata da oltre 80 Paesi. Tuttavia, per quanto riguarda i mozziconi di sigaretta, non esiste una disposizione specifica nella Convenzione di Francoforte che si riferisca allo smaltimento di questi rifiuti. 
Intanto, va sottolineato che mozziconi di sigarette oltre a contenere plastiche non biodegradabili che vanno ad alimentare le microplastiche ambientali, contengono sostanze tossiche derivanti dalla combustione della sigaretta come piombo, arsenico, cadmio e altre sostanze dannose che spesso vi si accumulano. Rappresentano quindi dei piccoli inquinanti ambientali, ma spaventosamente innumerevoli, dei quali pare che non si voglia affrontarne la pericolosità ambientale.
Lauro Guglielmo
(medico)


sabato 1 agosto 2009

Il fumo di tabacco, un fattore ambientale associato al rischio di lesioni precancerose e progressione di diffuse neoplasie correlate all'HPV

I virus del papilloma umano (HPV, acronimo di Human Papilloma Virus) sono un insieme di virus responsabili di infezioni molto diffuse nella popolazione e trasmesse prevalentemente per via sessuale. Se l'infezione si prolunga nel tempo allora possono insorgere malattie della cute e delle mucose. Un esempio è la lesione mucosa a livello del collo dell'utero. Solitamente l'infezione provocata da questi virus non causa nessuna alterazione e si risolve da sola grazie all'intervento del nostro sistema immunitario. La maggior parte di queste lesioni cervicali guarisce spontaneamente, ma alcune, se non trattate, progrediscono lentamente verso forme tumorali benigne (condiloma genitale) o maligne (cancro al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano, all'esofago e alla laringe).
Dunque il fattore di rischio più importante per lo sviluppo delle forme tumorali da HPV è la persistenza dell'infezione e la mancata eliminazione del virus da parte del sistema immunitario.
Il fumo di tabacco è stato identificato tra i responsabili della persistenza dell'infezione da HPV sia a livello orale che a livello genitale (1).
La persistenza dell'infezione da HPV è il più forte fattore epidemiologico associato alla neoplasia intraepiteliale cervicale (CIN) ed al Carcinoma della cervice uterina (CC) (2).
Gli studi riportanto che il tabagismo interferisce con l’incidenza e la prevalenza dell’infezione da HPV determinando un aumento del rischio di CIN e CC da due a quattro volte (3). Peraltro, è stato anche riscontrato che smettere di fumare comporta una diminuzione della dimensione della lesione CIN (4).
Secondo alcuni studi il virus del papilloma umano, oltre a essere causa di moltissimi tumori alle mucose, potrebbe avere un ruolo nella patogenesi di diverse malattie croniche infiammatorie e autoimmuni, tra cui la sclerosi multipla, la sindrome di Kawasaki, il lupus eritematoso sistemico e l'artrite reumatoide sulle quali interferisce negativamente anche il fumo di tabacco.

1. Haukioja A, Asunta M, Söderling E, Syrjänen S: Persistent oral human papillomavirus infection is associated with smoking and elevated salivary immunoglobulin G concentration. J Clin Virol. 2014 Sep;61(1):101-6.
2. Andersson S, Rylander E, Larsson B, Strand A, Silfversvard C, Wilander E: The role of human papillomavirus in cervical adenocarcinoma carcinogenesis. Eur J Cancer 200137:246-250.
3. José Alberto Fonseca-Moutinho: Smoking and cervical cancer. ISRN Obstet Gynecol. 2011;2011:847684. 
4. A Szarewski, M J Jarvis, P Sasieni, M Anderson, R Edwards, S J Steele, J Guillebaud, J Cuzick: Effect of smoking cessation on cervical lesion size. Lancet. 1996 Apr 6;347(9006):941-3.
Guglielmo Lauro
(medico)

sabato 11 luglio 2009

Centro Antifumo e progetto SAR (Sistema di Allerta Rapido)

Il Centro Antifumo Quit si partecipa al programma SAR (Sistema di Allerta Rapido): una organizzazione di informazioni per conoscere le droghe e rapidamente intervenire. Il Centro Antifumo muovendosi nell'ambito del Dipartimento Dipendenze interviene principalmente nel cogliere segnali sull'uso di droghe legali e illegali connesse all'uso di tabacco (sigarette di contrabbando, hashish e marijuana spesso consumate in associazione al tabacco, etc.). Nel mese di luglio 2009 sono previste uscite con Unità Mobile in associazione alle Forze dell'Ordine nel territorio di Mondragone.
Guglielmo Lauro
(medico)

domenica 21 giugno 2009

SLA: la maggior parte dei malati non ha mai giocato a calcio, ma chi non rinuncia alla sigaretta continua ad avere una vaga idea dei danni

Il 21 giugno si celebra la giornata mondiale per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA o morbo di Gehrig) nota fra i mezzi di comunicazione di massa anche come la "malattia dei calciatori" in considerazione di un'incidenza superiore alla media nazionale tra calciatori ed ex calciatori (1, 2). Anche se va sottolineato che a tutt'oggi non è emerso nessun elemento patogenetico specifico accertato scientificamente.
Dunque, mentre nell'ambito di tale attività sportiva si naviga nel mare delle ipotesi (traumi e microtraumi specifici del calcio, improprio uso di sostanze farmacologiche (spesso antinfiammatori) e non, esposizione a pesticidi usati sui campi di calcio), per il fumo di tabacco si iniziano ad avanzare delle supposizioni più concrete (3,4).

1. Chio A, Calvo A, Dossena M, Ghiglione P, Mutani R, Mora G: ALS in Italian professional soccer players: the risk is still present and could be soccer-specific. Department of Neuroscience, University of Turin, Turin, Italy. achio@usa.net. Amyotroph Lateral Scler. 2009 Aug;10(4):205-9.
2. Vanacore N, Binazzi A, Bottazzi M, Belli S: Amyotrophic lateral sclerosis in an Italian professional soccer player. National Centre of Epidemiology, Surveillance and Health Promotion, National Institute of Health, Via Giano Della Bella, 34, 00161 Rome, Italy. vanacore@iss.it. Parkinsonism Relat Disord. 2006 Jun;12(5):327-9.
3. Gallo V, Bueno-De-Mesquita HB, Vermeulen R, Andersen PM, Kyrozis A, Linseisen J, Kaaks R, Allen NE, Roddam AW, Boshuizen HC, Peeters PH, Palli D, Mattiello A, Sieri S, Tumino R, Jiménez-Martín JM, Díaz MJ, Suarez LR, Trichopoulou A, Agudo A, Arriola L, Barricante-Gurrea A, Bingham S, Khaw KT, Manjer J, Lindkvist B, Overvad K, Bach FW, Tjønneland A, Olsen A, Bergmann MM, Boeing H, Clavel-Chapelon F, Lund E, Hallmans G, Middleton L, Vineis P, Riboli E:  Smoking and risk for amyotrophic lateral sclerosis: analysis of the EPIC cohort. Ann Neurol. 2009 Apr;65(4):378-85.
4. Nelson LM, McGuire V, Longstreth WT Jr, Matkin C:  Population-based case-control study of amyotrophic lateral sclerosis in western Washington State. I. Cigarette smoking and alcohol consumption. Am J Epidemiol. 2000 Jan 15;151(2):156-63.
Guglielmo Lauro
(medico)