mercoledì 9 marzo 2011

09.03.2011 – No smoking day: Che testimonial!


Il NO SMOKING DAY è un evento nazionale del Regno Unito nato nel 1984 e che si fa coincidere con il mercoledì delle ceneri, ovvero il mercoledì di penitenza che precede la prima domenica di Quaresima.

Le nuove tendenze della moda gettano fumo negli occhi attraverso status symbol che tendono a plagiare le masse.
Ed ancora tra gli orpelli che evocano il lusso, le decorazioni della collezione "smoking lips" di Prada lasciano sconcertati!

Guglielmo Lauro
(medico)

martedì 8 marzo 2011

8 marzo 2011: festa della donna – da domani smetto!


Da domani smetto di fumare! quante volte ho detto questa frase, ma poi… niente!

Alcuni ci sono riusciti leggendo “È facile smettere di fumare” di Allen Carr, ma sarà davvero facile? Non sempre. La dipendenza ognuno la vive in maniera diversa e la motivazione spesso va e viene come le onde del mare.

Lo dico sempre ma questa volta ci voglio riuscire! non è che lo dico per dire, tipo quando si dice "domani smetto" che sta per "non smetterò mai”, domani smetto per davvero! e questa è l’ultima! Dalla prossima settimana inizio la dieta. Il prossimo mese mi iscrivo in palestra…

Molto spesso prendiamo delle ottime decisioni, ma non riusciamo a metterle in pratica: continuiamo a rimandare tutto, senza sapere esattamente come mai. Alcune persone lo fanno solo per determinate attività, come ad esempio le pulizie di casa o il cambiamento di alcune abitudini. Tuttavia per molte persone il classico “rimandare” costituisce un vero e proprio stile di vita, evitando il più possibile di affrontare un problema, a meno che non ci si trovi costretti.

In realtà rimandiamo ogni giorno la scelta di smettere di fumare perché siamo ancora attaccati fortemente al fumo. Quando si inizia a fumare non si pensa di entrare nella spirale della dipendenza da cui non è semplice uscire.

Dunque per evitare promesse non mantenute, bisognerebbe agire adesso, ora è il momento giusto! magari facendo leva sui vantaggi:
  • Dopo aver smesso si sta meglio fisicamente… e si vede!
  • Il monossido di carbonio si elimina già dopo 1-2 giorni e si ripristina immediatamente la quota di ossigeno che prima veniva sottratta a organi e tessuti che subito ne beneficeranno.
  • La pelle si schiarisce in modo sorprendentemente rapido e resta più luminosa, mentre migliora l’energia fisica.
  • Sparisce l’odore di fumo, l’alito diventa fresco e gradevole, i denti più bianchi.
  • Le mucose “rifioriscono”, riacquistano la loro normale sensibilità, la voce si schiarisce e i sintomi respiratori, se presenti, si attenuano.
  • Migliorano gusto e olfatto e aumenta il desiderio sessuale.

Dai più recenti dati dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) le donne faticano a rinunciare al vizio. Sono, dunque, prioritari interventi che inducano le donne più giovani a non iniziare, ma soprattutto le fumatrici a smettere.

Le donne fumatrici sperimentano effetti avversi specifici del loro sesso. Le fumatrici, infatti, hanno un rischio doppio di sviluppare un tumore della cervice uterina, entrano in menopausa più precocemente, circa un anno prima rispetto alle non fumatrici, e hanno una densità ossea minore con rischio di fratture all’anca più elevato.
Presso il Centro Antifumo Quit si effettueranno visite tabaccologiche gratis per tutte le donne che si prenoteranno nella settimana dell'8 marzo direttamente da questo blog (cliccando qui).

venerdì 18 febbraio 2011

Evento accreditato per MMG e Psicologi

05.03.2011 - La gestione integrata del paziente fumatore: nuovi approcci per combattere il tabagismo


Il 5 marzo 2011 presso l’Aula di Formazione ASL CE di Aversa, via S. Lucia si tiene il Convegno sull’integrazione delle figure che operano in ambito sanitario ai fini di una più efficace azione antitabagica. L’evento, rivolto essenzialmente a MMG e psicologi, è promosso da FeDerSerD Campania con il patrocinio dell’ASL Caserta ed il contributo del CAF di Gricignano d'Aversa.
Obiettivi dell'evento:
- acquisire conoscenze teoriche e aggiornamenti in tema di: ATTUARE INTERVENTI EDUCATIVI EFFICACI DI PROMOZIONE DELLA SALUTE E DI STILI DI VITA SANI  
- acquisire abilità manuali, tecniche o pratiche in tema di: POTENZIARE LE OFFERTE DI CURA E SOSTEGNO AI FUMATORI PER LA DISASSUEFAZIONE  
- migliorare le capacità relazionali e comunicative in tema di: FORNIRE AI PARTECIPANTI INFORMAZIONI UTILI PER UNA COMPLETA INTEGRAZIONE DELLE FIGURE CHE OPERANO IN AMBITO SANITARIO AI FINI DI UNA PIÙ EFFICACE AZIONE ANTITABAGICA.

Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura nei paesi sviluppati e pertanto uno dei maggiori problemi della sanità pubblica. Tale fenomeno è complesso per molteplici aspetti: di tipo socio-culturale, in quanto stile di vita dannoso, largamente diffuso e socialmente tollerato; di tipo medico-psicologico, in quanto dipendenza patologica e, al tempo stesso, fattore di rischio per numerose malattie correlate; di tipo igienistico e legale, essendo il fumo passivo un inquinante ambientale sottoposto a precise norme di divieto a tutela della salute collettiva. Per questo bisogna favorire un approccio integrato multi-specialistico per la cura del tabagismo, fornendo partecipanti informazioni utili per una completa integrazione delle figure che operano in ambito sanitario ai fini di una più efficace azione antitabagica.
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 10 gennaio 2011

X Giornata nazionale per i diritti dei non fumatori

Si celebra oggi in Italia la Giornata nazionale per i diritti dei non fumatori, promossa da 64 organizzazioni, tra cui Gea, Sitab e Lilt; è stata fatta coincidere con la data di entrata in vigore (10 gennaio 2005) del divieto di fumare nei luoghi chiusi di lavoro e di svago.
È noto che il tabacco uccide quasi 6 milioni di persone ogni anno, di cui 600 mila sono non fumatori esposti al fumo passivo. Il 90% dei tumori polmonari è dovuto al fumo di sigaretta. Ovviamente i più colpiti sono i forti fumatori (1 pacchetto o più al giorno), ma si possono ammalare di questa spesso fatale patologia anche persone che non hanno mai fumato ma che grazie al fumo di colleghi, amici o parenti (cioè il cosiddetto fumo passivo) hanno inalato dosi consistenti di cancerogeni. Il fumo passivo è al terzo posto, dopo il fumo attivo e l'alcol tra le cause prevenibili di morte e nei fumatori passivi il rischio di ammalare di cancro polmonare aumenta del 20-30%.  
Detto anche "second hand smoking" (fumo di seconda mano), il fumo passivo costituisce il principale inquinante degli ambienti chiusi. Se il fumo passivo è in definitiva dal punto di vista personale una questione di “rispetto” del non fumatore, dal punto di vista sociale diventa una questione di “diritto” perché la libertà del singolo finisce dove inizia la libertà degli altri.

Spesso, di fronte al problema del fumo passivo negli ambienti di lavoro, si cerca di minimizzare o, peggio, ignorare la questione come se non costituisse un problema. La verità è che il problema è talmente grosso che si preferisce evitarlo.
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 6 dicembre 2010

Ospedali senza fumo? Purtroppo no!

A conclusione della campagna Ospedali Senza Fumo, promossa da Federserd Campania con il partenariato dell'ASL Caserta e condotta dal Centro Antifumo Quit, si tirano le somme.
Presso lo stand allestito all’ingresso di ciascun Presidio Ospedaliero sono stati contattati visitatori e operatori sanitari molti dei quali hanno risposto a un sondaggio da cui è emerso quanto segue:
  • Sebbene l’ospedale abbia adottato dei provvedimenti nei confronti del fumo, essi sono considerati dai più insufficienti.
  • Molto spesso si osservano persone che fumano: in primis visitatori, ma anche degenti e operatori sanitari.
  • I luoghi ospedalieri in cui si osservano fumatori sono in ordine decrescente di frequenza: pertinenze all’esterno, corridoi, aree di ristoro, postazioni di lavoro, bagni e sale d’attesa.
  • Quasi mai vengono fornite tutte le informazioni, le indicazioni ed i riferimenti terapeutici per smettere di fumare.



Da un'osservazione generale si è potuto evidenziare che l'introduzione del divieto di fumo negli ospedali ha condotto ad una ridefinizione dei luoghi dove le persone si spostano per fumare. Infatti, con l'applicazione del divieto di fumo i fumatori tendono a spostare le aree in cui fumano al di fuori della struttura, in particolare in prossimità degli ingressi. Sarebbe, pertanto, auspicabile la necessità di estendere i divieti anche a quelle aree all'aperto (balconi ed ingressi di ospedali o ambulatori), in quanto zone di passaggio e di notevole visibilità. Purtroppo anche l'applicazione del divieto all'interno delle strutture appare spesso disatteso.

Preso atto che i fumatori disattendono ampiamente il divieto di fumo in ospedale vediamo nello specifico le peculiarità di ciascun ambiente ospedaliero nei confronti del fumo.
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All'ospedale di Aversa “S. Giuseppe Moscati” (17 e 18.11.10) la cartellonistica di divieto appare regolamentare e correttamente esposta, a differenza degli altri ospedali visitati i cui avvisi antifumo sono apparsi obiettivamente insufficienti, scarsamente visibili e non regolamentari.
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All’ospedale di Piedimonte Matese “Ave Gratia Plena” (24.11.10) c’è stato un notevole riscontro positivo da parte degli operatori sanitari che hanno approvato l’iniziativa e da parte di visitatori che si sono sottoposti a visite tabaccologiche preliminari (consulenza medica con anamnesi, effettuazione di test di dipendenza, di motivazione al cambiamento, misurazione del CO espiratorio).
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Minor riscontro tra personale e visitatori si è registrato all’ospedale “Melorio” di Santa Maria C.V. (30.11.10) probabilmente in relazione ad una minore visibilità dello stand rispetto alle caratteristiche edilizie del complesso ospedaliero.
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All’ospedale di Marcianise del Rione Santella (01.12.10) si sono avuti diversi riscontri positivi particolarmente dal personale sanitario che è apparso interessato all’iniziativa. Medici e psicologi dell'Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria giunti allo stand hanno espresso il loro assenso sulla necessità di garantire ai loro pazienti messaggi educazionali sulla salute ed eventualmente interventi di cura del tabagismo dal momento che lavorano in un luogo che deve essere di "promozione della salute" quale l'ospedale.
Guglielmo Lauro
(medico)