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lunedì 2 aprile 2018

2 aprile 2018: giornata mondiale di sensibilizzazione sull'autismo (World Autism Awareness Day): studi sulla relazione fra autismo e fumo!

I pazienti con patologie di interesse psichiatrico sono più spesso fumatori, ma ciò non vale negli individui con disturbo dello spettro autistico (ASD) per i quali vi è una bassa prevalenza del fumo di tabacco (1). 
Tuttavia non va sottovalutato il ruolo del fumo di tabacco nell'autismo, patologia spesso definita emergente per le caratteristiche di crescente incidenza e per l'ingravescente impatto che esercita a livello familiare e sociale.
Le recenti statistiche sull’incidenza dell’autismo elaborate dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC, 2012) riportano che negli Stati Uniti d'America un bambino su 88 ha un disturbo dello spettro autistico con un incremento di 10 volte negli ultimi 40 anni. Studi accurati hanno mostrato come questo incremento possa essere solo in parte spiegato da un miglioramento nel processo diagnostico e da una maggiore consapevolezza. Infatti, iniziano ad essere chiamati in causa da recenti studi anche l'ambiente e gli stili di vita della famiglia d'origine (2).
Un studio dello scorso anno ha riscontrato un aumentato rischio di ASD in coloro che sono stati esposti nel periodo pre e post-natale all'esposizione di particolato sottile (PM2,5) (3). 
Il tema di quest'anno, Empowering Women and Girls with Autism, mette in evidenza l'importanza dell'emancipazione di donne e ragazze con autismo, contro ogni forma di discriminazione. Allo stesso modo sarebbe importante responsabilizzare tutte le donne e le ragazze sul tema dell'autismo. Infatti, sono state individuate delle influenze transgenerazionali dell'autismo che mostrano un particolare coinvolgimento delle ragazze e delle donne di oggi nonché delle nonne di domani; in altre parole, di coloro che, in qualità di madri, detengono la trasmissione del DNA mitocondriale.
Infatti, un recente studio ha evidenziato che se la nonna materna fuma aumenta del 53% il rischio che i suoi nipoti possano presentare un disturbo dello spettro autistico (4). Ciò risulta spiegabile attraverso la trasmissione del DNA mitocondriale che avviene di generazione in generazione attraverso la cellula uovo materna (5).
Le mutazioni del DNA mitocondriale indotte dal fumo sembrerebbero lievi nella prima generazione in cui si rileva solo un aumento dell’incidenza di sindrome di Asperger (6), una patologia che presenta molte similitudini con l'autismo ma senza ritardo mentale (condizione nota anche come High Functioning Autism). Nella successiva generazione, per il probabile accumulo di mutazioni nel DNA mitocondriale e/o per una sorta di "risposta adattiva" rispetto al fumo, il nipote appare più reattivo rispetto all'autismo.
Dunque, fermo restando l'importanza di mettere in luce le sfide affrontate da donne e ragazze con autismo, una delle cose migliori che tutte le donne in salute possano fare per i propri bambini (e per i loro eventuali futuri nipoti!) consiste nel proteggerli dall'esposizione al fumo soprattutto evitando il fumo in gravidanza.

1. Bejerot S, Nylander L: Low prevalence of smoking in patients with autism spectrum disorders. Psychiatry Res. 2003 Jul 15;119(1-2):177-82)
2. Qin YY, Jian B, Wu C, Jiang CZ, Kang Y, Zhou JX, Yang F, Liang Y: A comparison of blood metal levels in autism spectrum disorder and unaffected children in Shenzhen of China and factors involved in bioaccumulation of metals. Environ Sci Pollut Res Int. 2018 Apr 22.
3. Talbott EO, Arena VC, Rager JR, Clougherty JE, Michanowicz DR, Sharma RK, Stacy SL: Fine particulate matter and the risk of autism spectrum disorder. Environ Res. 2015 Jul;140:414-20.
4. Golding J, Ellis G, Gregory S, Birmingham K, Iles-Caven Y, Rai D, Pembrey M: Grand-maternal smoking in pregnancy and grandchild's autistic traits and diagnosed autism. Sci Rep. 2017 Apr 27;7:46179.
5. Pirini F, Guida E, Lawson F, Mancinelli A, Guerrero-Preston R: Nuclear and mitochondrial DNA alterations in newborns with prenatal exposure to cigarette smoke. Int J Environ Res Public Health. 2015 Jan 22;12(2):1135-55.
6. Kalkbrenner AE, Braun JM, Durkin MS, Maenner MJ, Cunniff C, Lee LC, Pettygrove S, Nicholas JS, Daniels JL: Maternal smoking during pregnancy and the prevalence of autism spectrum disorders, using data from the autism and developmental disabilities monitoring network. Environ Health Perspect. 2012 Jul;120(7):1042-8.
Lauro Guglielmo
(medico)

lunedì 12 ottobre 2015

12.10.2015 - Il divieto di fumo si aggiorna con un nuovo decreto legge ed intanto i Centri Antifumo registrano un notevole incremento di presenze

Affrontare il divieto del fumo in termini di legge comporta il facile rischio del conflitto di interessi, specialmente se il Paese in causa è tra i principali produttori europei di tabacco come l’Italia. Infatti, se è vero che circa 250mila persone lavorano in Italia nella filiera del tabacco è anche vero che l’unico risultato sociale di questa attività è malattia e morte prematura per oltre 10 milioni di loro concittadini fumatori per non parlare di altrettanto numerosi concittadini esposti al fumo passivo. Quindi nonostante gli interventi di regolamentazione del fumo rappresentino una questione particolarmente spinosa, finalmente a 10 anni dalla Legge Sirchia, il Governo si è espresso nuovamente in materia di fumo di tabacco e tutela della salute, approvando un decreto legge che entrerà in vigore il 02.02.2016 (riservandosi di farla andare a regime entro maggio 2016). Tale decreto prevede il recepimento della direttiva UE sui prodotti del tabacco, nonché una serie di disposizioni finalizzate alla tutela dei minori.
La direttiva UE sui prodotti del tabacco prevede quanto segue:
  • divieto di utilizzo di aromi caratterizzanti (come ad es. il mentolo che facilita l’assuefazione al fumo oltre ad aggravare i danni derivanti dalla combustione del tabacco attraverso l’aumento di polveri sottili; o altri aromi utilizzati per mascherare il "saporaccio" della sigaretta rendendo più piacevole l'esperienza di fumare)
  • le avvertenze combinate (immagini e testo) relative alla salute devono coprire il 65% della superficie esterna del fronte e retro della confezione di sigarette o di tabacco da arrotolare
  • divieto di vendita dei pacchetti da 10 e piccole confezioni di tabacco (per scoraggiare l’acquisto soprattutto da parte dei minorenni)
  • divieto di vendita a distanza transfrontaliera dei prodotti del tabacco (specie da parte di negozi ubicati strategicamente a breve distanza dai confini nazionali; esempio della Slovenia dove poco oltre il confine le sigarette arrivano a costare fino al 40% in meno per cui negli ultimi 2 anni si sono registrati notevoli cali di vendite per esodo transfrontaliero dei fumatori italiani)
  • nuove disposizioni per le sigarette elettroniche (i liquidi con nicotina potranno essere messi in vendita in contenitori con capacità massima da 10 ml o in cartucce monouso da non più di 2 ml, oppure in e-cig usa e getta sempre con capacità massima da 2 ml; inoltre il liquido non potrà avere più di 20 mg/ml di nicotina e dovrà essere non aromatizzato).
Le disposizioni finalizzate alla tutela dei minori nel nuovo decreto antitabacco sono:
  • divieto di vendita ai minori di prodotti del tabacco con inasprimento delle sanzioni
  • divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza (altri Paesi europei hanno già messo in atto il divieto) [vedi video]
  • divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia
  • verifica dei distributori automatici al fine di controllare il corretto funzionamento dei sistemi di rilevamento dell’età dell’acquirente.

Nonostante tutte le disposizioni antifumo circa la metà dei bambini italiani da 0 a 13 anni è ancora esposta al fumo passivo. La questione del fumo passivo anche se egoisticamente è spesso sottovalutata specie dai fumatori, costituisce un problema di salute pubblica di grande importanza. Secondo recenti stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno muoiono 600'000 persone di cui 165'000 bambini a causa del fumo passivo: il 33% sono uomini, il 35% donne e il 40% bambini che dunque sono i meno tutelati. In pratica risulta che solo l'11% della popolazione mondiale è protetta da un'adeguata legislazione antifumo. Il bambino spesso non può difendersi dal fumo delle persone che lo circondano e poi, non essendo consapevole del pericolo che rappresenta il fumo di tabacco, non cerca neanche di proteggersi. Insomma i bambini che crescono in una casa di fumatori sono le prime vittime del fumo passivo, oltre al fatto che potrebbero dover affrontare le conseguenze emotive di vedere una persona cara che si ammala a causa del fumo.
Insomma, la nuova legge antifumo muove i primi passi nella tutela dei minori, ma bisogna riflettere che l’esposizione abituale di un bambino al fumo passivo di sigaretta, così come avviene in parecchie famiglie di fumatori, non andrebbe considerata come una semplice disattenzione, ma equivale a sottoporlo a violenza, a maltrattamento e dovrebbe rientrare nella nozione di reato e abuso nei confronti di minore. Fumare in gravidanza significa sottrarre vita al proprio figlio ancor prima che nasca: dal 1964 ad oggi sono state accertate oltre 94'000 morti fetali e infantili tabacco-correlate solo negli USA. Peraltro, le sigarette lasciano ogni anno circa 12'000 bambini senza madri e una stima analoga vale per i padri.
Tuttavia dal 2010 ad oggi la prevalenza del consumo di sigarette in Italia è sostanzialmente invariata per cui la recente “stretta sul fumo” potrebbe rappresentare un valido strumento sia per la protezione dei minori, sia per incidere sullo "zoccolo duro" di oltre 10 milioni di italiani fumatori.
Il Centro Antifumo Quit di Aversa afferente al Dipartimento Dipendenze dell’ASL Caserta è sempre attivo sui programmi di prevenzione attraverso attività di sensibilizzazione contro i danni del tabagismo, dagli Ospedali ai luoghi di aggregazione giovanile, dagli ambienti di lavoro alle scuole, con interventi di prevenzione per gli studenti sia presso le scuole sia accogliendo gli stessi presso il Centro Antifumo. Dunque dall’inizio del 2015 si rileva un trend in forte crescita di persone che si rivolgono al suddetto Centro Antifumo; inoltre, per la prima volta, si registra la presenza di minorenni che chiedono aiuto per smettere di fumare verosimilmente perché si inizia più precocemente rispetto a cinque anni fa, così come riportato in un recente rapporto (Epicentro) del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto Superiore di Sanità. Anche in altri centri antifumo che sono in contatto con quello di Aversa si registra un incremento del numero di accessi, il che indica anche una maggiore diffusione della consapevolezza che le difficoltà nello smettere di fumare possono essere affrontate in maniera più efficace attraverso una cessazione assistita. Quindi, si sottolinea come la prevenzione del tabagismo a tutti i livelli sia non solo un'azione indispensabile di salute pubblica, ma rappresenti un intervento essenziale per la salute delle future generazioni.
Guglielmo Lauro
(medico)

giovedì 14 maggio 2015

Istituto Alessandro Volta di Aversa al Centro Antifumo: un cambio di rotta sulla via della prevenzione

Gli interventi di prevenzione dell'uso di droga e alcol nelle scuole generalmente si dimostrano efficaci, ma non si può dire lo stesso dei progetti di prevenzione del fumo di tabacco che nonostante gli sforzi degli operatori del settore spesso non sortiscono alcun cambiamento nei destinatari dell'intervento, anzi addirittura in qualche caso risultano controproducenti. Tuttavia è anche vero che finché nell'ambito del personale scolastico ci sono fumatori, gli sforzi di prevenzione tabagica nelle scuole vengono insidiosamente vanificati. In effetti, l'esperienza insegna che le attività di prevenzione del tabagismo sui giovani risultano per lo più inefficaci se ci si limita ad interventi dell'esperto di turno nelle scuole. L'esperto a scuola non serve a nulla se poi la scuola non si avvicina al Centro Antifumo, e tale avvicinamento la scuola lo può attuare con l'aiuto degli insegnanti che sono i veri esperti nell'educazione degli studenti. L'esperto esterno può servire per aiutare a sostenere una progettazione, per avviare un percorso con i genitori, per iniziative di educazione fra pari, per chiarire le idee in un certo punto del percorso. Però l'iter di prevenzione del tabagismo nelle scuole è prima di tutto un percorso educativo che coinvolge gli insegnanti e le famiglie e non è un'attività che si può praticare solo dall'esterno; l’intervento dell'esperto esterno, per quanto questi possa essere bravo e comunicativo, rimane un evento occasionale, può lasciare al massimo un buon ricordo che con il tempo inevitabilmente sfuma, mentre l'insegnante è lì tutti i giorni. Dunque, l’intervento nelle scuole deve essere parte di una rete di collaborazione il cui fulcro è sempre la scuola che deve essere per conto proprio attenta ai temi della salute.
Un primo esempio concreto di prevenzione nei territori dell'ASL Caserta è stato attuato dall'Istituto Superiore di Istruzione Secondaria A.Volta di Aversa grazie all'impegno e alla sensibilità della dirigente scolastica prof.ssa Laura Orsola Patrizia Nicolella alle problematiche fumo-correlate e grazie alla partecipazione attiva degli studenti coinvolti (Progetto Regionale "Segnali 3"). L'elemento innovativo di tale intervento è stato il contatto diretto, presso le strutture afferenti al Dipartimento Dipendenze di Aversa (SerT e Centro Antifumo), degli studenti con le varie professionalità (psicologi, medici, infermieri, assistenti sociali, etc.). Pertanto dopo aver visitato le strutture del Dipartimento, diversi ragazzi hanno mostrato particolare interesse per le attività del Centro Antifumo chiedendo aiuto per smettere di fumare. Dunque in virtù della collaborazione fattiva del prof. Palladino e della prof.ssa De Vita sono stati reclutati i ragazzi più motivati e sono stati organizzati degli incontri intensivi di disassuefazione al fumo. Nel corso di questi incontri, sono state analizzate le dinamiche giovanili e dal dialogo con i ragazzi è apparso come elemento rilevante il fatto che subiscono notevolmente l'influenza di cosa i loro coetanei fanno, per cui gli interventi antifumo dovrebbero essere maggiormente focalizzati sulle relazioni tra pari. Insomma,  il messaggio che dovrebbe essere trasmesso non è tanto “non fumare”, ma piuttosto “non importa seguire cosa i tuoi coetanei stanno facendo”! 
In effetti dal confronto e dalla partecipazione attiva dei ragazzi è risultato che la principale difficoltà nello smettere è legata essenzialmente all'aspetto del fumo come catalizzatore sociale e al fatto che quando qualcuno di loro decide di non fumare spunta immancabilmente un "amico" (che poi amico non è) pronto ad invitarlo ad accendere la sigaretta o anche a offrirgliela. Una sorta di piazzista che bussa alla loro porta e fa propaganda gratuita alle multinazionali del tabacco le quali poi nemmeno lo ricompensano …si sa che le multinazionali non fanno sconti neanche ai clienti più fedeli, né sulle sigarette, né tanto meno sulla salute; ma allora perché quando si dice di no al fumo arriva puntualmente il tizio pronto a convincerci del contrario e come mai ci riesce? Perché a differenza del piazzista sconosciuto, questi approfitta del fatto di essere nostro “amico” e all'amico noi non diciamo no! Ma quest'amico perché lo fa? Innanzitutto perché è tabacco-dipendente e se fuma in mezzo a tanti si sente più autorizzato a farlo e ha una minore percezione del danno, e poi condividendo e diffondendo l’uso della sigaretta si sente più alla moda, altrimenti se non fosse in buona e tollerante compagnia si sentirebbe pericolosamente emarginato! Diciamocela tutta, se smettiamo di fumare, per i nostri ex compagni di fumo saremo degli sporchi traditori: da una parte ci invidiano, dall'altra ci disprezzano, da entrambe però ci temono... una cosa è certa, quelli che smettono sono quelli con “gli attributi”, gli altri rimangono nel gregge!
Disegno premiato realizzato da uno studente delle scuole medie superiori, che fra l'altro rende molto bene l’idea del fumo passivo: le pecore più distanti sono più bianche e risentono di meno del fumo passivo della pecora nera; inoltre, la scelta dell’animale è quanto mai pertinente.
I ragazzi dell'Alessandro Volta affrontano il tema della dipendenza tabagica e di altre dipendenze (chimiche e non) attraverso il sito segnalindipendenti.it.
Guglielmo Lauro
(medico)

giovedì 1 gennaio 2015

Apriamo il nuovo anno mantenendo alta l'attenzione sulla tutela dei diritti dei non fumatori


Il fumo passivo resta tuttora una delle principali fonti di inquinanti indoor che può creare concentrazioni di polveri sottili molto elevate: fino a 100 volte superiori ai limiti di legge consentiti per l’ambiente esterno. Nonostante tutte le disposizioni antifumo, circa la metà dei bambini italiani da 0 a 13 anni, è ancora esposta al fumo passivo. La quota maggiore di fumatori passivi risiede nelle Regioni dell’Italia meridionale e insulare. D'altro canto secondo il sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) è in aumento la percentuale di popolazione che rispetta il no al fumo in casa (dal 71,6% nel 2008 al 78,3% nel 2012) (1).
Tuttavia la questione del fumo passivo, anche se egoisticamente è spesso sottovalutata specie dai fumatori, costituisce un problema di salute pubblica di grande importanza. Secondo recenti stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno muoiono 600'000 persone di cui 165'000 bambini a causa del fumo passivo: il 33% sono uomini, il 35% donne e il 40% bambini (2) che dunque sono i meno tutelati. In pratica risulta che solo l'11% della popolazione mondiale è protetta da un'adeguata legislazione antifumo (2). 
I residui tossici da combustione del tabacco, si attaccano in modo permanente sulle finestre, sui tappeti e sui mobili mantenendo il loro effetto nocivo; è il cosiddetto “fumo di terza mano”. Invisibili ad occhio nudo, ma potenzialmente responsabili per il persistente odore di tabacco stantio, queste tossine si depositano in strati di polvere su tutte le superfici della casa, in particolare sui tessuti dei tappeti e delle tende o possono rimanere sospese nell'aria per giorni e giorni o mesi. I bambini piccoli che gattonano o giocano a terra, ingoiano la polvere due volte più degli adulti e sono più a rischio di questo tipo di inquinamento. In linea generale i soggetti più a rischio sono i bambini, perché più una persona è vicina al pavimento e alle superfici basse, più aumenta il contatto con le nitrosamine del tabacco.
Recenti ricerche hanno confermato la gravità dell'esposizione alle nitrosamine nel fumo di tabacco di terza mano e di come detta esposizione possa determinare un aumento del rischio di cancro nei non fumatori con conseguenze soprattutto per i bambini (3).
Le politiche antifumo hanno indubbiamente dimostrato la loro efficacia, però in attesa che disposizioni di legge più stringenti vengano attuate è bene sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli conseguenti all'esposizione del fumo sia attivo che passivo.

1. Ministero della Salute: Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013. Presidenza Italiana Consiglio EU 2014.
2. Palavra IR, Franelić IP, Milanović SM, Puljić K: [Passive smoking--active killer]. Lijec Vjesn. 2013 Nov-Dec;135(11-12):326-9.
3. Ramírez N, Özel MZ, Lewis AC, Marcé RM, Borrull F, Hamilton JF: Exposure to nitrosamines in thirdhand tobacco smoke increases cancer risk in non-smokers. Environ Int. 2014 Oct;71:139-47.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche:

giovedì 20 novembre 2014

20 novembre 2014 - La giornata dei bambini (Children's Day): il ruolo del fumo di tabacco sul maltrattamento infantile

Il 20 novembre 1989 le Nazioni Unite hanno adottato la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza raccomandando la Giornata dei Bambini (Children's Day) che appunto è stata fissata per il 20 novembre. Tuttavia nonostante si lavori per una buona assistenza sanitaria, per il rispetto per l'ambiente, per promuovere la pace e non far subire ai bambini i traumi fisici e psicologici della violenza, il problema degli abusi e dei maltrattamenti sui minori è lontano dall'essere estirpato.
Recenti studi hanno dimostrato che il maltrattamento infantile potrebbe essere una porta verso la dipendenza da nicotina e da alcol in età adulta (1, 2).  In effetti, il maltrattamento dei bambini altera il loro sviluppo cerebrale aumentando il rischio di uso di tabacco (3) con conseguenti danni persistenti per tutta la vita (2). Peraltro, studi specifici volti ad esaminare la relazione tra abusi fisici ed abusi sessuali nei confronti di bambini maschi e femmine, hanno mostrato che mentre nelle femmine solo gli abusi sessuali incrementano la frequenza di fumo in adolescenza, nei maschi la frequenza di fumo in adolescenza è incrementata anche dagli abusi fisici (4). Insomma, senza mezzi termini va sottolineato che esporre un bambino al fumo passivo di sigaretta, equivale a sottoporlo a violenza, a maltrattamento e viceversa sottoporlo a abusi (fisici o sessuali) condiziona un aumento del rischio di sviluppare una dipendenza tabagica!
Dal 1964 ad oggi si contano oltre 94000 morti fetali e infantili tabacco-correlate solo negli USA.
Peraltro, non va sottovalutato il problema del fumo nelle mamme: in un anno le sigarette lasciano circa 12000 bambini senza madri; in altre parole, a seguito di un comportamento irresponsabile, perdono la vita a causa del fumo circa 33 mamme al giorno!

1. Elliott JC, Stohl M, Wall MM, Keyes KM, Goodwin RD, Skodol AE, Krueger RF, Grant BF, Hasin DS: The risk for persistent adult alcohol and nicotine dependence: the role of childhood maltreatment. Addiction. 2014 May;109(5):842-50.
2. Mills R, Alati R, Strathearn L, Najman JM: Alcohol and tobacco use among maltreated and non-maltreated adolescents in a birth cohort. Addiction. 2014 Apr;109(4):672-80.
3. Yeoman K, Safranek T, Buss B, Cadwell BL, Mannino D: Adverse childhood experiences and adult smoking, Nebraska, 2011. Prev Chronic Dis. 2013 Sep 19;10:E159.
4. Kristman-Valente AN, Brown EC, Herrenkohl TI: Child physical and sexual abuse and cigarette smoking in adolescence and adulthood. J Adolesc Health. 2013 Oct;53(4):533-8.

venerdì 1 agosto 2014

Estate 2014: occhio al Black Carbon del fumo passivo nei locali all'aperto!

Il fumo passivo che ci giunge quando ci troviamo nei locali pubblici all'aperto (ristoranti, bar, etc.) è un fattore di rischio che non è ancora stato preso in considerazione dalle attuali leggi antifumo, eppure si tratta di un problema lamentato dalla maggior parte delle persone.
Esperimenti abbastanza esplicativi di questo tipo di fumo passivo sono stati condotti dai ricercatori del Centro Antifumo dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, guidati dallo pneumologo Roberto Boffi. In un primo esperimento, per chiarire l'entità del fenomeno, è stato chiesto ad un fumatore di fumare per 8 minuti (l'equivalente di un paio di sigarette) e si è rilevato che tale fumo provoca l'emissione di una quantità di polveri sottili (PM10, PM2.5 e PM1) fino a quattro volte superiore rispetto a quella prodotta da un motore diesel di un TIR, modello Mercedes 13000 di cilindrata, mantenuto al minimo per la stessa durata di 8 minuti.
 
Il secondo esperimento focalizza l'attenzione su uno specifico componente del particolato sottile, il Black Carbon (BC), tipo di PM2.5 rappresentativo di sostanze particolarmente dannose per la salute, gli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici (IPA).
Il Black Carbon è un particolato carbonioso notevolmente dannoso perché supera i filtri delle vie aeree respiratorie superiori in virtù di un diametro aerodinamico medio ≤ 2.5 µm. Peraltro, pare che la misurazione dei livelli di PM10, PM2.5 e PM1 non sia sufficiente a dare indicazioni precise sul rischio sanitario collegato, mentre il BC rappresenta un marcatore complementare in grado di offrire un quadro più completo dell’entità dell’esposizione agli inquinanti.
Dunque in questo secondo esperimento, gli stessi ricercatori, ospitati dalla discoteca Pelledoca di Milano, hanno misurato nell’aria le polveri sottili e il Black Carbon (rappresentativo della componente più tossica del particolato fine), sia d’estate quando il locale è all’aperto e si può fumare liberamente, sia d’inverno, quando si balla al chiuso e si può fumare solo fuori (in quest'ultimo caso i vestiti impregnati di fumo trasportano le polveri sottili anche al chiuso). I risultati dimostrano che nonostante la quantità di polveri sottili (PM10, PM2.5 e PM1) all'aperto sia più bassa, le concentrazioni di Black Carbon sono più del doppio rispetto a quando il locale è al chiuso, ad indicare che anche se si fuma all’aperto non si ha assolutamente alcuna garanzia che tale ambiente sia libero dalle sostanze nocive emanate dalla combustione delle sigarette.
Certamente ci sono tanti fattori che possono influenzare l'esposizione a fumo passivo all'aperto: numero dei fumatori, condizioni di vento, caratteristiche fisiche delle aree esterne (eventuali coperture, tendaggi o pareti), ma in ogni caso si rimarca il concetto che anche se ci si trova all'aperto il fumo di sigaretta espone ad un rischio rilevante.
Negli adulti, l’inalazione di fumo di tabacco di seconda mano può far aumentare il rischio di disturbi cardiovascolari, di tumore del polmone e di altre malattie polmonari.
Per i bambini, l’inalazione di fumo di tabacco di seconda mano è ancora più pericolosa. Ciò è dovuto al fatto che le vie respiratorie dei bambini sono più piccole e i loro sistemi immunitari sono meno sviluppati; di conseguenza aumentano le probabilità di contrarre bronchiti, polmoniti e asma. Un bambino sottoposto al fumo passivo di sigaretta equivale a sottoporlo a violenza, a maltrattamento!
Quindi, dal momento che il problema del fumo passivo nei locali pubblici all'aperto tarda ad essere affrontato con leggi appropriate, si demanda al buon senso dei gestori di tali locali, la decisione di vietare il fumo in detti spazi. Molti gestori potrebbero sentirsi in difficoltà, per la preoccupazione che i propri clienti fumatori, non trovandosi più a loro agio, prendano la decisione di non frequentare più il locale. Ma piuttosto va osservato che, a seguito di tale divieto, i clienti non fumatori si sentiranno più tutelati e poi, come già rilevato da altre analoghe esperienze di divieto di fumo nei locali pubblici, l’assenza di fumo gioca più spesso a favore della frequentazione di tali locali. Basterà esporre dei cartelli che comunicano la politica del locale nei confronti del fumo di tabacco, magari spiegando che esso anche negli ambienti esterni è dannoso per i non fumatori, cosicché chiunque può decidere responsabilmente se frequentare o meno quel locale.



domenica 29 settembre 2013

Giornata Mondiale per il Cuore (World Heart Day) 29.09.2013: fumo e rischio cardiovascolare

Il fumo di sigaretta è il maggior fattore di rischio per malattia cardiovascolare e l'esposizione al fumo passivo (second hand smoke) non va sottovalutata in quanto essa aumenta il rischio di malattia cardiovascolare tra i non fumatori (1).
Il tema della Giornata Mondiale per il Cuore 2013 è la prevenzione e il controllo delle malattie cardiovascolari con particolare attenzione alle donne e ai bambini. A tale proposito si sottolinea il danno del fumo durante lo sviluppo fetale e quindi l'importanza di non fumare in gravidanza e nel periodo di allattamento. Il fumo è particolarmente dannoso per le donne in quanto anticipa l'incidenza dell'infarto miocardico di 13,7 anni; fattori ormonali genetici e metabolici sono responsabili di questa particolare sensibilità al danno cardiovascolare rispetto ai fumatori maschi per i quali l'infarto risulta anticipato di circa 6,2 anni (2).
Le donne che fumano rischiano di andare in menopausa prima dei 45 anni, con più pericoli per la salute del loro cuore; smettere di fumare più di 10 anni prima della presunta data della menopausa riduce notevolmente il rischio di menopausa precoce (3). Peraltro, è particolarmente importante l’abolizione del fumo dopo la menopausa, quando viene a mancare l’effetto protettivo degli estrogeni sull'apparato cardiovascolare.
I bambini poi risultano particolarmente colpiti dal fumo di tabacco ambientale (Environmental Tabacco Smoke, ETS). L'ETS è una combinazione del fumo espirato dal fumatore attivo e di quello derivante dalla combustione spontanea della sigaretta e contiene tutti i medesimi componenti tossici del fumo di tabacco inalato dal fumatore attivo, sebbene in proporzioni diverse. Arieggiare una stanza fumosa minimizza l'odore di tabacco, ma elimina solo parzialmente le componenti chimiche di cui è fatto il fumo: le molecole dannose create dalla combustione della sigaretta si depositano sui capelli e sui vestiti anche se si fuma all’aria aperta. Le particelle vengono così introdotte in casa e si depositano nella polvere, sui mobili e sui giocattoli che spesso i bambini portano alla bocca.
Il fumo passivo è collegato a ridotta variabilità della frequenza cardiaca, incrementata frequenza cardiaca delle 24 ore e aumento della pressione sanguigna diastolica (4).
È noto come smettendo di fumare il rischio di malattia cardiovascolare si riduca rapidamente e come il rischio di infarto si dimezzi già dopo un anno dalla cessazione. Dunque, la cessazione del fumo di tabacco rappresenta una componente chiave delle strategie di prevenzione primaria e secondaria per malattie di cuore e vasi (1).
Il trattamento farmacologico associato al supporto comportamentale rappresenta il metodo più efficace per aiutare a smettere di fumare e i farmaci di prima linea (vareniclina, terapia sostitutiva della nicotina, bupropione) sono considerati utili e appropriati per i pazienti con malattia cardiovascolare (1). Tuttavia spesso questi ultimi mostrano un'avversione e una preoccupazione per tali farmaci senza rendersi conto dei danni che si arrecano continuando a fumare. 
Recenti studi hanno rilevato che i fumatori, rispetto ai non fumatori, hanno molti disturbi del sonno e per ogni sigaretta fumata dormono mediamente 1,2 minuti in meno (5). Un numero di ore di sonno ≤ 6 ore per notte è associato ad un punteggio di rischio cardiometabolico elevato oltre che a determinare un aumento delle probabilità di sviluppare la sindrome metabolica (5). Tuttavia con la cessazione del fumo la qualità del sonno migliora sensibilmente (4) concorrendo alla riduzione del rischio cardiovascolare.
Il Centro Antifumo Quit di Aversa include nel programma di cessazione del fumo, attività di counseling telefonico e messaggi di testo (SMS) che risultano particolarmente efficaci per i pazienti fumatori con pregresso infarto miocardico (6).

1. Rigotti NA, Clair C: Managing tobacco use: the neglected cardiovascular disease risk factor. General Medicine Division and Tobacco Research and Treatment Center, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, 50 Staniford Street, 9th Floor, Boston, MA, USA. Eur Heart J. 2013 Sep 7.
2. Grundtvig M, Hagen TP, German M, Reikvam A: Sex-based differences in premature first myocardial infarction caused by smoking: twice as many years lost by women as by men. Department of Medicine, Innlandet Hospital Trust, Division Lillehammer, Lillehammer, Norway. mgrundtv@online.no. Eur J Cardiovasc Prev Rehabil. 2009 Apr;16(2):174-9.
3. Mikkelsen TF, Graff-Iversen S, Sundby J, Bjertness E: Early menopause, association with tobacco smoking, coffee consumption and other lifestyle factors: a cross-sectional study. Institute of General Practice and Community Medicine, Faculty of Medicine, University of Oslo, Norway. theam@studmed.uio.no. BMC Public Health. 2007 Jul 7;7:149.
4. Zhao J, He F, Hu DY, Ding RJ, Yu XJ, Wang L, Zhang P, Li XB, Guo JH, Liu WL, Li CL, Li L, Gao CY, Zhao LS, Chu YJ, Huang ZW, Wei JH, Hua SH, Liu RY, Zhuang XF: [Population characteristics and impact on heart rate variability, heart rate and blood pressure of passive smoking]. Department of Cardiology, First Affiliated Hospital of Zhengzhou University, Zhengzhou, China. zhaojing1115@126.com. Zhonghua Xin Xue Guan Bing Za Zhi. 2013 May;41(5):422-6.
5. Chaput JP, McNeil J, Després JP, Bouchard C, Tremblay A: Seven to eight hours of sleep a night is associated with a lower prevalence of the metabolic syndrome and reduced overall cardiometabolic risk in adults. Healthy Active Living and Obesity Research Group, Children's Hospital of Eastern Ontario Research Institute, Ottawa, Ontario, Canada. PLoS One. 2013 Sep 5;8(9):e72832.
6. Kong JH, Ha Y: [Effects of a Smoking Cessation Program including Telephone Counseling and Text Messaging using Stages of Change for Outpatients after a Myocardial Infarction]. Department of Nursing, Cheongam College, Suncheon, Korea. J Korean Acad Nurs 2013 Aug; 43(4):557-67.

lunedì 1 luglio 2013

No al fumo in spiaggia!

Mentre in Francia si diffondono le spiagge senza tabacco (plage sans tabac), così come pure in Spagna (playas sin humo), in Italia quello delle spiagge senza fumo sembra ancora un provvedimento troppo impopolare. Il malcostume di gettare le cicche in spiaggia è purtroppo ancora molto diffuso... negli ultimi 4 anni, l'associazione ambientalista Marevivo, ha raccolto lungo le coste italiane una quantità di mozziconi che messi in fila coprirebbero la distanza tra Roma e Bologna, insomma quasi 10 milioni di cicche sottratte al mare e alla spiaggia!
L'idea diffusa nei fumatori è che in spiaggia si è all'aperto, e quindi si può fumare liberamente. Ma a tale proposito, è giusto menzionare uno studio presentato quest'anno dall'Istituto Nazione dei Tumori di Milano, condotto in una spiaggia della riviera livornese, in cui si è rilevato che circa il 90% dei bagnanti avverte più volte al giorno il fumo di tabacco dei vicini di ombrellone e circa il 50% ne è infastidito e si sente danneggiato. Inoltre, detto studio ha riscontrato che l'esposizione al fumo derivante da 2 sigarette fumate determina, nell'arco di 5 metri, dei picchi di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) nell'aria fino a 7 volte superiori ai valori standard considerati non pericolosi per la salute. Ovvero, i livelli di questi potenti inquinanti atmosferici risultano maggiori rispetto a quelli di una città inquinata.
Tuttavia una riflessione che molto spesso i fumatori fanno è quella di accomunare il problema del tabagismo a quello dell'inquinamento derivante dalle automobili, e quello derivante dalle industrie che con i loro scarichi inquinano oltre che l'aria anche il terreno compromettendo dunque non solo ciò che respiriamo ma anche ciò che mangiamo. Ed in tal modo raffigurano il problema del vivere in una città inquinata come l'equivalente di fumare un tot di sigarette al giorno. Per cui riconducono il problema dell'inquinamento in termini di sigarette che si è costretti a fumare cui vanno aggiunte quelle che si concedono volontariamente; quindi, in fin dei conti il danno non viene percepito in maniera così tanto grave. 
In realtà non è corretto rapportare l'inquinamento derivante dal traffico veicolare a quello del fumo di tabacco, sono due cose molto differenti: i composti presenti nelle sigarette, infatti, sono solo in parte comuni a quelli presenti nell'inquinamento atmosferico (ad es. alcuni IPA). 
Tuttavia, si ricorda che fumo e smog sono due inquinanti che si potenziano a vicenda: è come se 1 più 1 non facesse 2, ma 3. Quindi se già si vive in una città inquinata, fumare è ancora più dannoso.
Guglielmo Lauro

giovedì 10 gennaio 2013

Grazie per non fumare - tutela dei diritti dei non fumatori

Da quest'anno non si celebra la Giornata per i diritti dei non fumatori. Verosimilmente tali diritti iniziano ad essere rispettati. Infatti, dopo anni di lotta al fumo si iniziano a raccogliere i frutti delle numerose campagne antitabacco: i tassi di esposizione al fumo passivo sono notevolmente diminuiti. L'ultimo Rapporto pubblicato dalla Commissione Europea mostra che l'esposizione al fumo passivo sta calando in tutta Europa, anche grazie ai divieti di fumo nei luoghi pubblici. In Italia, l'esposizione al fumo passivo nel 2012 è stata dell'11% nei bar e del 7% nei ristoranti, mentre l'esposizione più alta si registra nei luoghi di lavoro (dove   può toccare quota 41%). D'altra parte, ora la tutela dei diritti dei non fumatori dovrebbe essere più autorevolmente affermata da quanto segue:
  • DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO (approvata dall'Assemblea Generale dell'O.N.U. il 10 dicembre 1948): Art. 3. - Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
  • COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: Art. 32. - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

sabato 29 settembre 2012

Giornata Mondiale per il Cuore (World Heart Day) 2012

La giornata mondiale del Cuore 2012, seguendo il focus dell'anno scorso “One World, One Home, One Heart” ci offre l'opportunità di aumentare la consapevolezza e incoraggiare gli individui, le famiglie, le comunità e governi ad agire per ridurre il carico di malattie cardiache e ictus. Tema di quest'anno sono le donne e i bambini; le cardiopatie attualmente rappresentano il killer numero uno delle donne per le quali il fumo è responsabile di un decesso su tre.
Particolarmente vulnerabili, poi, sono i bambini in cui i danni cardiovascolari da fumo possono iniziare prima della nascita, durante lo sviluppo fetale, e proseguire successivamente con l'inalazione del fumo passivo. Il bambino spesso non può difendersi dal fumo delle persone che lo circondano e poi non essendo consapevole del pericolo che rappresenta il fumo di tabacco non cerca neanche di proteggersi. Insomma i bambini che crescono in una casa di fumatori sono le prime vittime del fumo passivo oltre al fatto che potrebbero dover affrontare le conseguenze emotive di vedere una persona cara che si ammala a causa del fumo e la salute femminile risente in maniera particolare dei danni da fumo.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche:

sabato 28 aprile 2012

28.04.2012 Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro: green jobs


L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), agenzia specializzata dell'ONU, celebra oggi la Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, dedicata quest’anno al tema dei posti di lavoro verdi, i cosiddetti “green jobs”.
Gli ambienti di lavoro, nonostante i vari provvedimenti antifumo, ancora rappresentano un frequente luogo di esposizione al fumo di tabacco attivo e passivo, sia perché il tabagismo è ben lungi dall'essere efficacemente contrastato negli ambienti di lavoro, sia perché il maggior numero di fumatori è concentrato nella fascia di età fra i 25 e i 44 anni e cioè prevalentemente nei soggetti lavorativamente attivi. 
È rilevante la percentuale di lavoratori che, pur non fumando, subisce i danni da esposizione al fumo passivo: un recente studio ha stimato che ogni anno in Italia muoiono 324 persone per tumore al polmone e 235 per malattie ischemiche cardiache a causa dell'esposizione al fumo passivo in ambiente lavorativo (*).
Il Centro Antifumo Quit di Aversa, al fine di favorire e promuovere l'avvio di una politica aziendale di controllo del fumo di tabacco negli ambienti di lavoro, rinnova a tutto il personale dell'ASL CASERTA la propria disponibilità all'accesso gratuito al Centro invitando ad adottare corretti stili di vita e a rispettare la propria salute e quella degli altri.
(*) Forastiere F, Lo Presti E, Agabiti N, Rapiti E, Perucci CA: Impatto sanitario dell’esposizione a fumo ambientale in Italia. Epidemiol Prev. 2002 gen-feb; 26(1): 18-29.


Guglielmo Lauro
(medico)

mercoledì 8 febbraio 2012

Il Centro Quit si trasferisce ad Aversa; ma... Centro Antifumo o Centro per il Trattamento del Tabagismo?


Finché i diritti dei non fumatori continuano ad essere violati dai fumatori, finché operatori sanitari continuano a fumare nei SerT (servizi preposti al trattamento delle dipendenze patologiche di cui il tabagismo fa parte), i "Centri" per il trattamento del tabagismo dovranno chiamarsi per forza di cose "Antifumo"!
Il prefisso "Anti" esprime in maniera più chiara l'opposizione, l'avversione ad una mancanza di rispetto dei confronti dei non fumatori. 
È "Anti-" chi è contro. Chi è rivolto a combattere o a prevenire... il termine "anti" spinge a passare all'azione!
Non è giusto che si debba sempre subire... A tal proposito si segnala che proprio di fronte al nuovo ambulatorio del Centro Antifumo di Aversa c'è una stanza con la porta sempre prepotentemente aperta dove dipendenti ASL si fermano a fumare. Ovviamente il fumo arriva tranquillamente nel corridoio dove può capitare che qualche paziente sia in attesa di entrare al Centro Antifumo, e sono diversi i pazienti che hanno notato questa mancanza di rispetto; tutto questo a discapito dell'immagine dell'intera struttura sanitaria che ospita il Centro Antifumo. 
Dunque una cosa emerge chiaramente, è ancora prematuro parlare di Centro per il Trattamento del Tabagismo finché persiste il malcostume e la continua violazione del divieto di fumo... insomma c'è ancora da lavorare sull'attività di contrasto e di lotta al fumo!

Una proposta potrebbe essere quella di decorare il soffitto della stanza utilizzata come smoking-room con la seguente decorazione:

Spero che non me ne vorranno i tanti amici purtroppo fumatori, ma il parlare chiaro ...è fatto per gli amici!
Guglielmo Lauro

martedì 10 gennaio 2012

XI Giornata Nazionale per i Diritti dei Non-fumatori

Si celebra oggi in Italia l'XI Giornata nazionale per i diritti dei non fumatori.
"Dispiace se fumo? Importa se muoio?" slogan della campagna antitabacco in California

Il mondo è diviso in fumatori e non fumatori che sopportano il fumo altrui. Per quanto il fumo possa essere considerato una scelta personale come quella di bere alcol, c'è una differenza sostanziale: se beviamo alcol non obblighiamo con la forza il nostro vicino di tavola a bere ciò che piace a noi!
Se dal punto di vista personale il fumo passivo è in definitiva una questione di “rispetto” del non fumatore, dal punto di vista sociale diventa una questione di “diritto”, perché la libertà del singolo finisce dove inizia la libertà degli altri. La protezione dei non fumatori dal fumo passivo, quindi, è un'azione indispensabile di salute pubblica, essenziale per la salute delle future generazioni.


Vogliamo provare a fare qualcosa di concreto?
Chiediamo ufficialmente allo Stato Italiano, con la presente petizione digitale, l'introduzione di una legge volta ad ESTENDERE IL DIVIETO DI FUMO IN OGNI SPAZIO PUBBLICO ALL'APERTO non appositamente contrassegnato con cartello "Area fumatori".
Questo per permettere, a chi non vuole rovinarsi i polmoni, di respirare aria pulita in tranquillità.

Guglielmo Lauro

martedì 2 agosto 2011

Ricordarsi dei fedeli amici a 4 zampe non significa solo non abbandonarli quando si va in vacanza, ma anche non farli subire il fumo dei loro padroni

Il fumo passivo non nuoce soltanto alla salute delle persone che ci stanno intorno, ma è particolarmente pericoloso per il benessere dei nostri fedeli amici a quattro zampe (1,2,3,4,5,6). A quanto risulta da una recente ricerca, pare che in molti casi l’amore indirizzato ai cuccioli da parte dei loro padroni fumatori superi quello rivolto a sé stessi, costituendo un valido stimolo a smettere di fumare (7). Sembra proprio che molti proprietari di animali domestici inconsapevoli dell’effetto deleterio delle sigarette sulla salute dei loro cuccioli, si siano però convinti a smettere di fumare quando hanno appreso che un ambiente impregnato di fumo è particolarmente tossico per questi ultimi (7).
L’esposizione al fumo di sigaretta provoca danni al DNA innanzitutto al tessuto oro-faringeo dei cani (8).
Le componenti rilasciate dall’emissione del fumo hanno un peso specifico per cui tendono a depositarsi sul pavimento dove abitualmente i cani stazionano, aspirando, dunque, queste sostanze; inoltre va considerato che essi sono soliti leccarsi il pelo, altra superficie dove le sostanze nocive si possono depositare con facilità. Secondo detto studio un fumatore su tre smetterebbe di fumare sapendo che il fumo passivo danneggia il proprio animale da compagnia e un fumatore su dieci chiederebbe ad altri fumatori conviventi di smettere per lo stesso motivo (7).
Il fumo passivo è stato associato a tumori linfonodali, nasali (9) e polmonari (10,11), oltre ad allergie, patologie oculari e cutanee e problemi respiratori sia nel cane sia nel gatto spesso ancora più vulnerabile. I cani con alti livelli di esposizioni al fumo di tabacco presentano un rischio significativamente maggiore di sviluppare dermatite atopica rispetto ai cani non esposti (12). Inoltre, i cani a muso lungo, quali collie e levrieri, se vivono in un ambiente di fumatori vedono raddoppiata l’incidenza di tumori al naso (13).
Dunque, avere un cane può aumentare la motivazione a smettere di fumare perché i proprietari di cani oltre a preoccuparsi della salute e del benessere del proprio animale domestico sono catturati dalle sue manifestazioni di affetto e dalle sue necessità (le dovute passeggiate, la spazzolatura quotidiana, etc.). Cosicché smettere di fumare può non solo migliorare la salute del proprietario, ma anche permettergli di godere di più tempo e di una migliore qualità di vita con il proprio cane.

1. Hill G: Do not smoke in front of your dog. Calif Med. 1971 Jan;114(1):44.
2. Roza MR, Viegas CA: The dog as a passive smoker: effects of exposure to environmental cigarette smoke on domestic dogs. Centro Veterinário do Gama. marcelo.roza@apis.com.br. Nicotine Tob Res. 2007 Nov;9(11):1171-6.
3. Hovell MF, Irvin VL: The public health significance of ETS exposure to dogs and other pets. San Diego State University, Graduate School of Public Health, and Center for Behavioral Epidemiology and Community Health, San Diego, CA 92123, USA. mhovell@projects.sdsu.edu. Nicotine Tob Res. 2007 Nov;9(11):1067-9.
4. Bertone-Johnson ER, Procter-Gray E, Gollenberg AL, Ryan MB, Barber LG: Environmental tobacco smoke and canine urinary cotinine level. Department of Public Health, School of Public Health and Health Sciences, University of Massachusetts, Amherst, MA, USA. ebertone@schoolph.umass.edu. Environ Res. 2008 Mar;106(3):361-4. Epub 2007 Oct 22.
5. Drobatz KJ, Walker LM, Hendricks JC: Smoke exposure in dogs: 27 cases (1988-1997). Department of Clinical Studies, School of Veterinary Medicine, University of Pennsylvania, Philadelphia 19104-6010, USA. J Am Vet Med Assoc. 1999 Nov 1;215(9):1306-11.
6. Cummins D: Pets and passive smoking. BMJ. 1994 Oct 8;309(6959):960.  
7. Milberger SM, Davis RM, Holm AL: Pet owners’ attitudes and behaviours related to smoking and second-hand smoke: a pilot study. S Milberger, Center for Health Promotion and Disease Prevention, Henry Ford Health System, 1 Ford Place, 5C, Detroit, Michigan 48202-3450, USA; smilber1@hfhs.org. Tob Control 2009;18:156-158  doi:10.1136/tc.2008.028282.
8. Natalia Pérez et al.: Exposure to cigarette smoke causes DNA damage in oropharyngeal tissue in dogs. Mutat Res Genet Toxicol Environ Mutagen. 2014.
9. Reif JS, Bruns C, Lower KS: Cancer of the nasal cavity and paranasal sinuses and exposure to environmental tobacco smoke in pet dogs. Department of Environmental Health, Colorado State University, Fort Collins 80523, USA. Am J Epidemiol. 1998 Mar 1;147(5):488-92.
10. Gerde P, Muggenburg BA, Stephens T, Lewis JL, Pyon KH, Dahl AR: A relevant dose of 4-(methylnitrosamino)-1-(3-pyridyl)-1-butanone is extensively metabolized and rapidly absorbed in the canine tracheal mucosa. Lovelace Respiratory Research Institute, Albuquerque, New Mexico 87185, USA. Cancer Res. 1998 Apr 1;58(7):1417-22.
11. Olsen J: [Passive smoking and lung cancer--among dogs]. Aarhus Universitet, Institut for Epidemiologi og Socialmedicin. Ugeskr Laeger. 1992 Nov 23;154(48):3430-1.
12. Ka D, Marignac G, Desquilbet L, Freyburger L, Hubert B, Garelik D, Perrot S: Association between passive smoking and atopic dermatitis in dogs. Food Chem Toxicol. 2014 Apr;66:329-33.
13. Reif JS, Bruns C, Lower KS: Cancer of the Nasal Cavity and Paranasal Sinuses and Exposure to Environmental Tobacco Smoke in Pet Dogs. Am. J. Epidemiol. (1998) 147(5): 488-492.


Altro aspetto correlabile in qualche modo al fumo dei padroni sono i casi di accidentale ingestione di cannabinoidi (pezzetti di hashish) da parte dei loro cani e che secondo quanto recentemente riportato dall’agenzia di stampa adnkronos costituisce un fenomeno in crescente aumento. Il problema più grave è il totale silenzio dei proprietari dei cani, che per vergogna o per paura di denuncia, non rendono possibile una corretta anamnesi per un tempestivo trattamento.

I cannabinoidi nel cane possono determinare un effetto eccitante o talvolta sedativo con dilatazione pupillare, il cane tende a barcollare e a vomitare. Se l'ingestione è recente si può procedere con una lavanda gastrica, altrimenti si forniscono ossigeno, fluidi e terapie di sostegno, grazie alle quali si spera di uscire dall'emergenza entro 24 ore. In generale, però, le possibilità di salvare il cane dipendono dalla dose di droga ingerita e dalla tempestività dell'intervento.

Janczyk P, Donaldson CW, Gwaltney S: Two hundred and thirteen cases of marijuana toxicoses in dogs. Division of Pharmacology and Toxicology, Departement of Pre-Clinical Sciences, Faculty of Veterinary Medicine, Warsaw Agricultural University, 8 Ciszewskiego Street, 02-786 Warsaw, Poland. Vet Hum Toxicol. 2004 Feb;46(1):19-21.
Guglielmo Lauro
(medico)
🐶

Calcolatore Avanzato Età Canina

Età Umana del Cane
Età attuale:
Peso:
Età umana equivalente:
Impatto del Fumo Passivo
Riduzione aspettativa di vita:
Attenzione: Il fumo passivo può causare problemi respiratori, allergie e aumentare il rischio di cancro nei cani. Si raccomanda vivamente di non fumare specie in ambienti chiusi con animali domestici.