domenica 1 maggio 2016

Grasso addominale: il fumo è tra i fattori che influenzano la forma del corpo

Con l’aumento delle temperature molte persone iniziano a pensare all'estate ed ai metodi migliori per rimettersi in forma per la bella stagione. La voglia di scoprirsi, il mare, il desiderio di apparire al meglio per cui in questo periodo è un fiorire di diete dimagranti, tante redatte da professionisti del settore e altrettante invece adottate col metodo “fai da te”.

Maggio è il mese dei fioretti alimentari, spesso altro, poco camuffato, tentativo di stringere il punto vita prima delle vacanze; solo a poche persone viene in mente di fare il fioretto “di non fumare”. Forse il numero di fumatori (e soprattutto di fumatrici) che proverebbe a smettere aumenterebbe se si conoscessero le influenze che il fumo ha sul giro-vita, oltre che sulla vita in generale. Ormai tutti sono consapevoli degli effetti nocivi del fumo, ma poche persone sanno che ha un effetto anche sull'accumulo di grasso addominale. In generale i dati delle ricerche riportano che nei fumatori, sebbene si riscontri un indice di massa corporea tendenzialmente più basso rispetto ai non fumatori, il rapporto vita-fianchi (Waist to Hip Ratio - WHR) è positivamente associato con la quantità di sigarette fumate al giorno (1); in altre parole, il fumo è associato ad un minore peso corporeo, tuttavia quanto maggiore è il numero di sigarette fumate/dì, tanto maggiore è l'accumulo di grasso addominale (2) con conseguente sviluppo della forma corporea cosiddetta "a mela". L'assai poco invidiabile distribuzione del grasso corporeo "a mela" è ancor meno desiderabile nel sesso femminile in quanto richiama ad un biotipo più tipicamente maschile (biotipo androide). Il biotipo "a pera" (biotipo ginoide), con distribuzione del grasso al di sotto della vita, è caratteristico del sesso femminile fino alla menopausa (estrogeno-dipendente); dopo la menopausa, questo biotipo tende ad assumere quello “a mela”, androide. Pertanto il fumo di tabacco tende a mascolinizzare precocemente le donne nell'aspetto e nella forma corporea, oltre che, come si è già detto, attraverso la ridistribuzione dei depositi adiposi, anche attraverso l'anticipo della menopausa. Il fumo, infatti, specie in donne predisposte, può anticipare la menopausa di diversi anni (3).







Recenti studi rilevano che l'accumulo di grasso addominale associato al fumo è particolarmente evidente nelle donne (4, 5). Il grasso viscerale (detto anche intra-addominale) è un fattore determinante del rischio cardiovascolare; infatti, il rapporto vita-fianchi (WHR) è positivamente correlato, oltre che con il fumo, anche con la pressione sanguigna (6, 7), con la sindrome metabolica (7), con anomalie lipidiche (7) e aterosclerosi precoce (8, 9).
Infine, bisogna aggiungere anche che recenti studi hanno rilevato che l'accumulo di grasso addominale può avere effetti deleteri sulla salute del cervello, soprattutto negli uomini (10, 11).
È pur vero che la cessazione del fumo è associata con un aumento di peso soprattutto per l'aumento della massa grassa, ma va osservato che l'incremento di peso è dovuto anche alla massa muscolare e della densità minerale ossea che tendono ad aumentare dopo aver smesso di fumare (12). Però è importante non farsi condizionare dalla preoccupazione di aumentare di peso dopo la cessazione del fumo, perché ciò potrebbe influenzare la motivazione a smettere e la fiducia nelle proprie capacità di raggiungere l'obiettivo della cessazione completa (13).

1. Bamia C, Trichopoulou A, Lenas D, Trichopoulos D: Tobacco smoking in relation to body fat mass and distribution in a general population sample. Int J Obes Relat Metab Disord. 2004 Aug;28(8):1091-6.
2. Kwok S, Canoy D, Soran H, Ashton DW, Lowe GD, Wood D, Humphries SE, Durrington PN: Body fat distribution in relation to smoking and exogenous hormones in British women. Clin Endocrinol (Oxf). 2012 Dec;77(6):828-33.
3. Wainer R: [Smoking and ovarian fertility]. Gynecol Obstet Fertil. 2001 Dec;29(12):881-7.
4. Akbartabartoori M, Lean ME, Hankey CR: Relationships between cigarette smoking, body size and body shape. Int J Obes (Lond). 2005 Feb;29(2):236-43.
5. Clair C, Chiolero A, Faeh D, Cornuz J, Marques-Vidal P, Paccaud F, Mooser V, Waeber G, Vollenweider P: Dose-dependent positive association between cigarette smoking, abdominal obesity and body fat: cross-sectional data from a population-based survey. BMC Public Health. 2011 Jan 11;11:23.
6. van Rooyen JM, Kruger HS, Huisman HW, Wissing MP, Margetts BM, Venter CS, Vorster HH: An epidemiological study of hypertension and its determinants in a population in transition: the THUSA study. J Hum Hypertens. 2000 Dec;14(12):779-87.
7. Gupta R, Rastogi P, Sarna M, Gupta VP, Sharma SK, Kothari K: Body-mass index, waist-size, waist-hip ratio and cardiovascular risk factors in urban subejcts. J Assoc Physicians India. 2007 Sep;55:621-7. 
8. Lee CD, Jacobs DR Jr, Schreiner PJ, Iribarren C, Hankinson A: Abdominal obesity and coronary artery calcification in young adults: the Coronary Artery Risk Development in Young Adults (CARDIA) Study. Am J Clin Nutr. 2007 Jul;86(1):48-54.
9. Ge W, Parvez F, Wu F, Islam T, Ahmed A, Shaheen I, Sarwar G, Demmer RT, Desvarieux M, Ahsan H, Chen Y: Association between anthropometric measures of obesity and subclinical atherosclerosis in Bangladesh. Atherosclerosis. 2014 Jan;232(1):234-41.
10. Cyrus A Raji, Somayeh Meysami, Sam Hashemi, Saurabh Garg, Nasrin Akbari, Ahmed Gouda, Yosef Gavriel Chodakiewitz, Thanh Duc Nguyen, Kellyann Niotis, David A Merrill, Rajpaul Attariwala: Visceral and Subcutaneous Abdominal Fat Predict Brain Volume Loss at Midlife in 10,001 Individuals. Aging Dis. 2023 Aug 28. 
11. Sapir Golan Shekhtman, Ethel Boccara, Ramit Ravona-Springer, Yael Inbar, Hila Zelicha, Abigail Livny, Barbara B Bendlin, Orit Lesman-Segev, Iscka Yore, Anthony Heymann, Mary Sano, Yael Mardor, Joseph Azuri, Michal Schnaider Beeri: Abdominal fat depots are related to lower cognitive functioning and brain volumes in middle-aged males at high Alzheimer's risk. Obesity (Silver Spring). 2024 Feb 27.
12. Rom O, Reznick AZ, Keidar Z, Karkabi K, Aizenbud D: Smoking cessation-related weight gain--beneficial effects on muscle mass, strength and bone health. Addiction. 2015 Feb;110(2):326-35.
13. Tuovinen EL, Saarni SE, Kinnunen TH, Haukkala A, Jousilahti P, Patja K, Kaprio J, Korhonen T: Associations of Weight Concerns With Self-Efficacy and Motivation to Quit Smoking: A Population-Based Study Among Finnish Daily Smokers. Nicotine Tob Res. 2015 Sep;17(9):1134-41. 
Nicoletta De Stefano
(psicologa)
Guglielmo Lauro
(medico)
Il rapporto vita fianchi (Waist to Hip Ratio - WHR) può rappresentare una misura del grasso viscerale; misuriamolo cliccando qui.

venerdì 1 aprile 2016

Assolutamente vietato fumare durante l'ossigenoterapia


L'ossigenoterapia domiciliare a lungo termine (>15-18 ore al giorno) migliora la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con insufficienza respiratoria cronica da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Tuttavia si stima che circa il 30% dei soggetti che usufruiscono di ossigenoterapia continuino imperterriti a fumare (1).
I fumatori che utilizzano ossigeno a domicilio per trattare la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) sono considerati a maggior rischio di ustioni (2, 3).
Tuttavia il fumo di sigaretta può vanificare i benefici effetti della O2-terapia sia perché mantiene lo stato di infiammazione bronco-polmonare, sia perché si lega all'emoglobina, riducendone la capacità di trasporto di O2.
Nel nostro Paese, generalmente si attribuisce una scarsa attenzione al rischio di incendio e/o di esplosione che si accompagna inevitabilmente all'uso di dispositivi deputati ad aumentare la quantità di ossigeno all'interno delle mura domestiche; rischio tanto più elevato in presenza di pazienti che perseverano nell'abitudine al fumo di sigaretta (1).
In effetti il fumo di sigaretta dovrebbe essere un fattore da prendere in considerazione prima di prescrivere l’ossigeno a domicilio (4) e i medici dovrebbero scoraggiare il fumo in questi pazienti e prendere in considerazione i potenziali rischi oltre ai benefici, prima di prescrivere ossigeno in terapia domiciliare (5).
Infatti, nei Paesi di cultura anglosassone si è particolarmente rigorosi sulla questione e viene avanzata l'ipotesi di non prescrivere o di sospendere l'ossigenoterapia domiciliare per prevenire un rischio tutt'altro che teorico, così come ormai dimostrato dalla letteratura scientifica internazionale e dai fatti di cronaca che riportano con una certa frequenza casi di ustioni, incendi ed esplosioni in pazienti fumatori (1). Dunque oltre alla necessità di impartire un divieto imperativo di fumare, appare opportuna l'adozione di un modulo di consenso informato per ossigenoterapia firmato dal paziente o da chi lo rappresenta, in cui sia chiaramente indicato che il soggetto abbia compreso il rischio rappresentato dal fumare in presenza di sorgenti di ossigeno (1). Peraltro, appare palese l'opportunità di attuare più tentativi di disassuefazione dal fumo, motivando i pazienti ed inviandoli ai centri idonei, oltre ad informarli sul come i benefici dell'ossigenoterapia siano in gran parte vanificati dal continuare a fumare (1).
La sigaretta elettronica, per quanto possa essere ritenuta più sicura rispetto a quella classica, è in ogni caso sconsigliabile utilizzarla da parte di coloro che ricevono terapia domiciliare di ossigeno per il rischio di incendio (6). Le bombole di ossigeno in funzione introducono inevitabilmente una quota supplementare di ossigeno nell'ambiente permeando mobili e suppellettili (coperte, vestiti, etc.) che li rende maggiormente infiammabili. Anche se le e-cig sono a batteria e non hanno fiamme libere il loro riscaldamento può costituire ugualmente una minaccia, in considerazione dei numerosi incidenti segnalati (6).
1. Cavigioli G, Corrado A, Foresi A: Ossigenoterapia domiciliare: quello che non viene (quasi) mai detto. Rassegna di Patologia dell'Apparato Respiratorio 2006; 21:254-255.
2. Muehlberger T, Smith MA, Wong L: Domiciliary oxygen and smoking: an explosive combination. Division of Plastic Surgery, The Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD 21224, USA. Burns. 1998 Nov;24(7):658-60.
3. Chang TT, Lipinski CA, Sherman HF: A hazard of home oxygen therapy. J Burn Care Rehabil. 2001 Jan-Feb;22(1):71-4; discussion 70-1.
4. Al Kassis S, Savetamal A, Assi R, Crombie RE, Ali R, Moores C, Najjar A, Hansen T, Ku T, Schulz JT 3rd: Characteristics of patients with injury secondary to smoking on home oxygen therapy transferred intubated to a burn center. J Am Coll Surg. 2014 Jun;218(6):1182-6.
5. Litt EJ, Ziesche R, Happak W, Lumenta DB: Burning HOT: revisiting guidelines associated with home oxygen therapy. Int J Burns Trauma. 2012;2(3):167-70.
6. Lacasse Y, Légaré M, Maltais F: E-cigarette use in patients receiving home oxygen therapy. Can Respir J. 2015 Mar-Apr;22(2):83-5.
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 7 marzo 2016

8 marzo 2016 - giornata internazionale della donna (international women's day): Attenti alle bionde!

Ormai le statistiche mondiali sui danni provocati dal fumo di sigarette parlano chiaro e sono molto allarmanti soprattutto se si osserva quanto siano numerose le ragazze che cominciano a fumare in età adolescenziale e addirittura preadolescenziale.
Gli studi sulla salute fisica e sul benessere femminile confermano che di tutte le cose che le donne potrebbero fare per migliorare la propria salute, la più importante sarebbe quella di evitare di fumare (1); infatti, il fumo contribuisce a numerose cause di morte e disabilità principalmente nel sesso femminile (1).

Per coloro che fumano, la festa della donna dovrebbe rappresentare una data importante per valorizzare la propria femminilità soprattutto in termini di salute.
Bisogna aver fiducia nelle proprie capacità di riuscita, nonostante le numerose difficoltà che si possono incontrare, bisogna imparare a sentirsi più donne e meno fumatrici, cambiare le proprie abitudini considerando il fumo come una parentesi di vita da dimenticare, un lontano ricordo!
C’è chi dice che fuma per abitudine, chi, invece, ammette, con un buon esame di realtà, che non riesce a farne a meno. Ad ogni modo le sigarette rappresentano le compagne di vita per circa il 20% fra italiani e italiane. Peraltro, sarebbe auspicabile non usare le sigarette per sentirsi meno soli; meglio scegliere bene le proprie “compagne di vita”! Insomma... attenti alle bionde!

Presso il Centro Antifumo Quit si effettueranno percorsi tabaccologici gratuiti per tutte le donne che si prenoteranno nella settimana dell'8 marzo direttamente da questo blog (cliccando qui).

1. Alexander DF: Women's physical health and well-being. Public Health Rep. 1987 Jul;102(4 Suppl):9-11.

sabato 6 febbraio 2016

14.02.16 Smettere di fumare: per gli innamorati è più facile!

In occasione della nota ricorrenza del 14 febbraio dedicata agli innamorati (festa di San Valentino) si riportano alcuni recenti studi da cui emerge come l'amore romantico e passionale possa aiutare a smettere di fumare attraverso il meccanismo della self-expansion.
È noto che impegnarsi con trasporto in una storia d'amore, attiva il circuito mesolimbico dopaminergico che è lo stesso responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (1, 2). Secondo recenti studi l'aumento dell'eccitazione derivante da un innamoramento può rendere il fumatore meno recettivo agli stimoli della sigaretta in caso di deprivazione nicotinica (1, 2). Ma quale aspetto dell'amore è coinvolto? Il cosiddetto meccanismo dell'espansione del sé (self-expansion).
L'espansione del sé rappresenta una dimensione soggettiva del piacere che si esprime come crescita personale; essa si esprime attraverso il/la partner, e dunque è quel motore dell'approccio che unisce i partners e motiva l'euforia dell'innamoramento, è ciò che rende le unioni più felici, soddisfacenti e anche più durature. Quando le coppie si impegnano in attività emozionanti congiunte si sentono maggiormente legate e più soddisfatte (3, 4). La coppia che funziona è quella che consente vicendevolmente ai partner di ampliare il sé attraverso l'altro, e cioè di migliorarsi, di completarsi, di accumulare esperienza, abilità, consapevolezza personale, di realizzarsi come individuo attraverso l'altro partner. Questo modello di crescita personale, di espansione del sé (self-expansion), sviluppato dallo psicologo statunitense Arthur Aron (5), protrebbe essere sfruttato negli interventi clinici per smettere di fumare (1, 2). Infatti, studi recenti mettono in risalto come possa essere importante, in alcuni percorsi di cessazione tabagica, sviluppare il meccanismo dell'espansione del sé attraverso attività emozionanti o piacevoli che si basano sulle relazioni interpersonali: organizzare e intraprendere un viaggio, dare inizio ad un nuovo hobby, una nuova attività sportiva, stringere nuove relazioni, etc. D'altra parte un suggerimento per rilanciare l'entusiasmo in una coppia è quello di proiettarsi in novità condivise, fare nuove attività stimolanti che rappresentano lo starter per l'espansione del sé
Sia la nicotina e sia il meccanismo dell'espansione del sé agiscono sul sistema mesolimbico dopaminergico, agendo come ricompensa per attenuare la reattività del cervello agli stimoli delle sigarette (es. osservare una sigaretta accesa) (1, 2). Pertanto, il meccanismo relazionale della self-expansion può rappresentare un adeguato sostituto della nicotina (2).
L'espansione del sé, derivante dall'esperienza potente e coinvolgente dell'amore romantico e passionale, mitiga la sindrome astinenziale (4), e diversamente da quanto si potrebbe ipotizzare, lo fa attraverso un meccanismo differente da quello della distrazione (6). Peraltro, si è riscontrato che i fumatori che smettono con successo sono coloro che hanno sperimentato maggiori eventi di self-expansion durante i tentativi di cessazione tabagica (4).
Nelle coppie in cui uno o entrambi fumano, la festa di San Valentino potrebbe rivelarsi l'occasione per un "impegno condiviso" di cessazione, che rimettendo in moto la continua moltiplicazione per due, potrebbe anche rapprensentare uno dei segreti dello stare bene assieme.

1. Xu X, Wang J, Aron A, Lei W, Westmaas JL, Weng X: Intense passionate love attenuates cigarette cue-reactivity in nicotine-deprived smokers: an FMRI study. PLoS One. 2012;7(7):e42235.
2. Xu X, Aron A, Westmaas JL, Wang J, Sweet LH: An fMRI study of nicotine-deprived smokers' reactivity to smoking cues during novel/exciting activity. PLoS One. 2014 Apr 11;9(4):e94598.
3. Graham JM: Self-expansion and flow in couples' momentary experiences: an experience sampling study. J Pers Soc Psychol. 2008 Sep;95(3):679-94.
4. Xu X, Floyd AH, Westmaas JL, Aron A: Self-expansion and smoking abstinence. Addict Behav. 2010 Apr;35(4):295-301.
5. Aron A, Aron EN, Norman C (2001) The self-expansion model of motivation and cognition in close relationships and beyond. In: Clark M, Fletcher G, editors. Blackwell handbook in social psychology, Vol. 2: Interpersonal processes Oxford: Blackwell. pp. 478–501.
6. Younger J, Aron A, Parke S, Chatterjee N, Mackey S (2010) Viewing pictures of a romantic partner reduces experimental pain: Involvement of neural reward systems. PLoS ONE, 5(10), 1–7.
Guglielmo Lauro
(medico)
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CESSAZIONE E SELF-EXPANSION
Smettere facendo leva su ciò che il nostro partner rappresenta per noi. Con il test di Gary W. Lewandowski Jr. (professore di psicologia della Monmouth University del New Jersey) possiamo misurare la nostra self-expansion, una misura della crescita personale e del senso di solidità e stabilità che ci conferisce il rapporto di coppia. Si tratta di quel meccanismo che esprime come ciascuno di noi espande le proprie competenze nell'altro partner. Se la self-expansion di coppia risulterà forte, ciò costituirà anche una buona leva per raggiungere facilmente l'obiettivo di cessazione del fumo.

rispondi al questionario cliccando qui
per la lettura del punteggio realizzato clicca qui (dopo qualche minuto)


giovedì 4 febbraio 2016

World Cancer Day (04.02.2016) - Il fumo di tabacco: il principale fattore di rischio oncologico




Il fumo di sigaretta si conferma come principale fattore di rischio oncologico. Infatti, gli studi di settore più recenti ribadiscono come smettere di fumare rappresenti il passo più importante per prevenire il cancro (1). Sono riconducibili al tabagismo fino al 90% dei casi di carcinoma polmonare e il 75% di quelli alla testa e collo.

Lo slogan della Giornata mondiale contro il cancro 2106 "We can, I can" sta ad indicare ciò che possiamo fare assieme (i governi, le istituzioni, etc.) e ciò che possiamo fare da soli nella lotta al cancro. Ma siamo sicuri che i buoni propositi vengono rispettati?

Cosa possono fare le istituzioni
…e invece
far rispettare i divieti del fumo nei luoghi pubblici
basta osservare i cartelli di divieto per rendersi conto che in oltre il 90% non è indicato a chi spetta vigilare o a chi compete accertare le infrazioni con conseguente maggiore disorientamento per chi vorrebbe far rispettare il divieto a chi di competenza
ridurre i fattori di rischio (tassazioni più alte su prodotti del tabacco)
il prezzo delle sigarette in Italia (standardizzato per Prodotto Interno Lordo) risulta quasi la metà rispetto al Regno Unito e un quarto inferiore rispetto alla Francia
educare e informare sui fattori di rischio ambientali
se osserviamo l'inquinamento ambientale di cicche e i numerosi incendi da mozziconi accesi i provvedimenti adottati appaiono largamente inefficaci
inasprire la lotta al contrabbando
in base ai dati più recenti il contrabbando di sigarette in Italia è tornato a essere uno dei traffici più redditizi


Nel frattempo che le istituzioni si attivano al WE CAN, che ancora fatica ad essere esecutivo, ciascuno di noi passi all’azione, e cioè all’I CAN.
Cosa possiamo fare da soli:

  • seguire uno stile di vita sano e stare lontano dal fumo di sigaretta
  • aderire alle campagne di diagnosi precoce e comprendere come ciò può salvarci la vita
  • dare supporto a chi è malato!


1. Bottorff JL, Oliffe JL, Sarbit G, Kelly MT, Cloherty A: Men's Responses to Online Smoking Cessation Resources for New Fathers: The Influence of Masculinities. JMIR Res Protoc. 2015 May 13;4(2):e54.
Guglielmo Lauro
(medico)