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venerdì 1 marzo 2024

Il Quantified Self come ausilio nei percorsi di cessazione tabagica


Sempre più persone ricercano informazioni per adottare uno stile di vita sano e abbandonare comportamenti dannosi, come il fumo. In questo contesto, l'uso dei tracker che monitorano i parametri biologici sta guadagnando popolarità come strumento innovativo per aiutare le persone a smettere di fumare. Tracciare le proprie attività quotidiane e monitorare il proprio stato di salute è diventato un vero e proprio fenomeno culturale che prende il nome di Quantified Self (che potremmo rendere in italiano come "il Sé Quantificato", "la conoscenza di sé attraverso i numeri") (1). In effetti, quando si parla di Quantified Self, oggi si fa riferimento sia al fenomeno culturale dell’autotracciamento con la tecnologia, sia alle comunità di utenti che condividono l’interesse per la conoscenza di sé attraverso i numeri (1). 
Smettere di fumare è una sfida complessa che richiede impegno e motivazione costanti. I tracker per il monitoraggio dei parametri biologici possono fornire un supporto prezioso durante questo processo e i parametri che più spesso possono presi in considerazione per i fumatori sono il monitoraggio dell’attività fisica e il tracciamento delle abitudini del sonno. Inoltre, a questi vanno associate le app per smartphone che attraverso l’aggregazione di dati provenienti da questi tracker rilevano lo stress e/o forniscono un supporto motivazionale per la cessazione tabagica. Osserviamo meglio questi parametri.

ATTIVITÀ FISICA
L'attività fisica regolare può aiutare a ridurre l'ansia e l'irritabilità associate al processo di cessazione del fumo. L'esercizio fisico stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche che causano una sensazione di benessere e riducono lo stress. Inoltre, l'attività fisica può distrarre dalla voglia di fumare e fornire un'alternativa salutare al comportamento del fumo. I tracker possono registrare le attività quotidiane, come il numero di passi percorsi o le calorie bruciate, incoraggiando le persone a rimanere attive e a sostituire l'abitudine di fumare con uno stile di vita salutare. Inoltre, particolaremente indicate per i fumatori che stanno smettendo di fumare sono alcune attività sportive da scegliere in base alle preferenze personali e alle capacità fisiche: la camminata veloce, il nuoto, il ciclismo, l'allentamento di resistenza (sollevamento pesi). Ovviamente per ciascuna di queste attività sono disponibili diversi fitness tracker più o meno appositamente progettati, i quali oltre a tracciare e a sostenere la motivazione a migliorare le prestazioni, rappresentano anche un supporto aggiuntivo nel percorso di cessazione tabagica.

MONITORAGGIO DEL SONNO
Il monitoraggio del sonno con la diffusione dei nuovi dispositivi elettronici (smart ring, smart band, smartwatch, etc.), che rientrano nelle cosiddette “tecnologie per il sonno dedicate al mercato di massa”, Consumer Sleep Technologies (CSTs), sta diventando una pratica comune tra i fumatori. Infatti, questi ultimi sono spesso soggetti a disturbi del sonno (2, 4, 5) la cui compromissione è alla base della carenza della concentrazione; quest'ultima è, infatti, necessaria per raggiungere l'obiettivo della cessazione. Inoltre, il sonno rappresenta un parametro da non sottovalutare soprattutto nei fumatori difficili: psichiatrici (6), oncologici (7), con dolore cronico (8) specie se in trattamento con analgesici oppioidi, diabetici (9, 10), pazienti con storia di dipendenza da altre sostanze psicotrope, turnisti, etc. Tra i dispositivi di monitoraggio più accurati in ambito consumer si sono rivelati Oura Ring Gen 3 e Fitbit Sense (3). Si tratta di dispositivi indossabili (wearable) che, offrendo funzioni simili agli studi polisonnografici, mostrano innegabili vantaggi nel promuovere l'educazione alla salute del sonno. D’altra parte si ritiene che tali dispositivi possano contribuire alla precisione diagnostica e alla gestione clinica di patologie come l'OSAS (apnea ostruttiva del sonno), particolarmente frequente nei fumatori. L'OSAS, infatti, presenta una variabilità notturna che potrebbe beneficiare di un'integrazione di monitoraggio prolungata e conveniente offerta da tali dispositivi di tracciamento; infatti, gli studi polisonnografici spesso si svolgono solo per una singola notte di osservazione (11, 12).

MONITORAGGIO DELLO STRESS
Il monitoraggio dello stress spesso viene calcolato a partire dal tracciamento di vari parametri: temperatura corporea, dati dell’accelerometro, frequenza cardiaca e variabilità della frequenza cardiaca (HRV - Heart Rate Variability). Ad esempio, una maggiore variabilità nella frequenza cardiaca può suggerire resistenza allo stress, mentre una minore variazione può indicare che il sistema nervoso del corpo è in difficoltà. Le app sono quindi in grado di calcolare anche la “resilienza allo stress”, ovvero la capacità degli utenti di resistere allo stress fisiologico monitorando lo stress e il recupero diurno, nonché il recupero durante il sonno.
Coltivare una maggiore consapevolezza di ciò può essere utile, perché potrebbe incoraggiare i fumatori ad apportare cambiamenti proattivi, come implementare la meditazione o fare pause di esercizio quando lo stress aumenta.

Infine, è importante anche avere sotto controllo il peso con le bilance elettroniche, le quali oltre al peso corporeo, misurano tanti parametri tra cui i più importanti per coloro che stanno smettendo di fumare sono: massa muscolare, percentuale di grasso corporeo e massa ossea.

Massa muscolare
Aumentare la massa muscolare aiuta ad aumentare il metabolismo basale (BMR), bruciando più calorie anche a riposo e contrastando il possibile aumento di peso dopo aver smesso di fumare. Peraltro, la nicotina riduce la produzione di testosterone, un ormone anabolico che favorisce la crescita muscolare. Smettere di fumare aiuta a ripristinare i livelli di testosterone, facilitando la costruzione e il mantenimento della massa muscolare.

Percentuale di grasso corporeo
Perdere grasso corporeo in eccesso, soprattutto quello viscerale (addominale), riduce il rischio di malattie croniche associate al fumo, come malattie cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro.

Massa ossea
Il fumo può avere un impatto negativo sulla salute delle ossa, aumentando il rischio di osteoporosi. Monitorare la massa ossea con la bilancia elettronica può aiutare a identificare precocemente eventuali perdite e a prendere provvedimenti per migliorare la salute delle ossa, come aumentare l'assunzione di calcio e vitamina D e fare esercizio fisico con carico.

Insomma il Quantified Self si configura come un alleato prezioso nel percorso di cessazione tabagica, offrendo una serie di vantaggi tangibili che supportano la motivazione, la consapevolezza e l'adozione di scelte salutari. 
I dati dell'autotracciamento permettono di personalizzare il percorso di disintossicazione in base alle proprie esigenze, ottimizzando l'approccio e massimizzando le possibilità di successo. In conclusione si sottolinea che il Quantified Self non sostituisce il supporto umano e la consulenza professionale, ma ne rappresenta un complemento prezioso per un percorso di cessazione tabagica su misura, efficace e duraturo.
In generale l’uso di un questi dispositivi di autotracciamento può rivelarsi uno strumento efficace per promuovere cambiamenti sani nello stile di vita che includono l’attività fisica quotidiana e l’automonitoraggio degli obiettivi terapeutici.

1. Diletta De Cristofaro, Simona Chiodo: Quantified Sleep: Self-Tracking Technologies and the Reshaping of 21st-Century Subjectivity. Hist Soz Forsch. 2023;48(2):176-193.
2. Rebecca Robbins, Paul Krebs, David M Rapoport, Girardin Jean-Louis, Dustin T Duncan: Examining Use of Mobile Phones for Sleep Tracking Among a National Sample in the USA. Health Commun. 2019 May;34(5):545-551.
3. Adrian R Willoughby, Hosein Aghayan Golkashani, Shohreh Ghorbani, Kian F Wong, Nicholas I Y N Chee, Ju Lynn Ong, Michael W L Chee: Performance of wearable sleep trackers during nocturnal sleep and periods of simulated real-world smartphone use. Sleep Health. 2024 Apr 3:S2352-7218(24)00032-9.
4. D W Wetter 1, T B Young: The relation between cigarette smoking and sleep disturbance. Prev Med. 1994 May;23(3):328-34.
5. S.G. Conway, S.S. Roizenblatt, L. Palombini, L.S. Castro, L.R.A. Bittencourt1, R.S. Silva, S. Tufik: Effect of smoking habits on sleep. Braz J Med Biol Res, August 2008, Volume 41(8) 722-727.
6. Keita Kawai, Kunihiro Iwamoto, Seiko Miyata, Ippei Okada, Hiroshige Fujishiro, Akiko Noda, Kazuyuki Nakagome, Norio Ozaki, Masashi Ikeda: Comparison of Polysomnography, Single-Channel Electroencephalogram, Fitbit, and Sleep Logs in Patients With Psychiatric Disorders: Cross-Sectional Study. J Med Internet Res. 2023 Dec 13:25:e51336.
7. Xiaotong Li, Jun J Mao, Sheila N Garland, James Root, Susan Q Li, Tim Ahles, Kevin T Liou: Comparing sleep measures in cancer survivors: Self-reported sleep diary versus objective wearable sleep tracker. Res Sq[Preprint]. 2023 Oct 9:rs.3.rs-3407984.
8. Jukka Vanhanen, Jan Kujala, Mia Liljeström, Eija Kalso, Jussi Virkkala, Hanna Harno: rTMS targeted to the secondary somatosensory cortex influences sleep in CRPS patients, as measured with the OURA ring. Brain Behav. 2023 Nov;13(11):e3252.
9. Pamela Martyn-Nemeth, Jennifer Duffecy, Laurie Quinn, Alana Steffen, Kelly Baron, Swaty Chapagai, Larisa Burke, Sirimon Reutrakul: Sleep-Opt-In: A Randomized Controlled Pilot Study to Improve Sleep and Glycemic Variability in Adults With Type 1 Diabetes. Sci Diabetes Self Manag Care. 2023 Feb;49(1):11-22.
10. Willem J van den Brink, Tim J van den Broek, Salvator Palmisano, Suzan Wopereis, Iris M de Hoogh: Digital Biomarkers for Personalized Nutrition: Predicting Meal Moments and Interstitial Glucose with Non-Invasive, Wearable Technologies. Nutrients. 2022 Oct 24;14(21):4465.
11 Bastien Lechat, Hannah Scott, Jack Manners, Robert Adams, Simon Proctor, Sutapa Mukherjee, Peter Catcheside, Danny J Eckert, Andrew Vakulin, Amy C Reynolds: Multi-night measurement for diagnosis and simplified monitoring of obstructive sleep apnoea. Sleep Med Rev. 2023 Dec:72:101843.
12. Xiao Tan, Jesse D Cook, Jonathan Cedernaes, Christian Benedict: Consumer sleep trackers: a new tool to fight the hidden epidemic of obstructive sleep apnoea? Lancet Respir Med. 2019 Dec;7(12):1012.
Guglielmo Lauro
(medico)

mercoledì 1 aprile 2020

Persiste l'emergenza COVID-19: non c’è stato mai un periodo più urgente di questo per intensificare la lotta al fumo!


Lo stress collettivo associato alla emergenza sanitaria globale della COVID-19, soprattutto a causa delle necessarie politiche di isolamento domiciliare, non favorisce le cessazioni tabagiche. In effetti, le difficoltà ad essere sostenuti in percorsi antifumo durante la suddetta emergenza, fanno registrare frequenti ricadute nel fumo e rinvii nell’intraprendere i percorsi presso i Centri Antifumo. Peraltro, tra le tante raccomandazioni per la prevenzione COVID-19, una delle meno frequentemente divulgate rimane quella dell'invito a smettere di fumare (1).
Premesso che in linea generale i fumatori sono maggiormente vulnerabili ai virus respiratori (2), gli studi più recenti hanno rilevato che esiti clinici peggiori nei pazienti COVID-19 si hanno soprattutto in caso di patologie associate, e dunque in caso di comorbilità (3). A tale proposito va sottolineato che le malattie prevalenti tra i pazienti ospedalizzati COVID-19 sono soprattutto le patologie fumo-correlabili (malattie cardiovascolari, BPCO, diabete mellito, le neoplasie, etc.) (4). In altre parole il fumo è il principale fattore responsabile delle malattie croniche non trasmissibili (tumori, malattie respiratorie croniche, diabete e patologie cardiovascolari) conosciute in letteratura medica come Non Communicable Diseases (NCDs) e che a loro volta rappresentano le malattie prevalenti tra gli ospedalizzati COVID-19.
Le politiche sanitarie di prevenzione, dunque, non devono sottovalutare uno dei maggiori fattori di aggravamento della COVID-19, il fumo di tabacco, anche e soprattutto per non appesantire un sistema sanitario già sovraccarico. È di vitale importanza aiutare gli ex-fumatori a mantenere il loro stato di astensione dal fumo e aiutare gli attuali fumatori a smettere di fumare. Non c’è stato mai un periodo più urgente di questo!
Anche lo svapo di sigaretta elettronica contribuisce a rischio di Covid-19. Infatti, secondo uno studio condotto dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Stanford, negli Stati Uniti, il rischio di contrarre la Covid-19 tra adolescenti e giovani adulti che fumano sigarette elettroniche è da cinque a sette volte superiore (5).
Adolescenti e giovani adulti devono sapere che se usano sigarette elettroniche sono più inclini a un rischio immediato di Covid-19 perché stanno danneggiando i polmoni. Lo studio mostra chiaramente che i giovani che fumano sigarette elettroniche o le sigarette tradizionali sono ad alto rischio e non è solo un leggero aumento del rischio, ma si tratta di aumento notevole.
Il fumo espirato attraverso la sigaretta a combustione, elettronica e a tabacco riscaldato, contiene goccioline di saliva particolarmente piccole e che pertanto persistono nell’aria più a lungo prima di cadere. Nei fumatori affetti da SARS-CoV-2, tali goccioline di saliva esalate col fumo rappresentano un veicolo particolarmente efficace per trasmettere i virus soprattutto le varianti più infettive e specialmente negli spazi chiusi.
Un avvertimento per i fumatori che consumano cannabis, anche occasionalmente, per alleviare lo stress durante la pandemia di coronavirus:
il fumo di cannabis provoca infiammazione ai polmoni con conseguente riduzione della capacità di combattere la COVID-19 e favorisce le complicanze più gravi di tale malattia!

1. Patwardhan P: COVID-19: Risk of increase in smoking rates among England's 6 million smokers and relapse among England's 11 million ex-smokers. BJGP Open. 2020 Apr 7
2. Brake SJ, Barnsley K, Lu W, McAlinden KD, Eapen MS, Sohal SS: Smoking Upregulates Angiotensin-Converting Enzyme-2 Receptor: A Potential Adhesion Site for Novel Coronavirus SARS-CoV-2 (Covid-19). J Clin Med. 2020 Mar 20;9(3).
3. Guan WJ, Liang WH, Zhao Y, Liang HR, Chen ZS, Li YM, Liu XQ, Chen RC, Tang CL, Wang T, Ou CQ, Li L, Chen PY, Sang L, Wang W, Li JF, Li CC, Ou LM, Cheng B, Xiong S, Ni ZY, Xiang J, Hu Y, Liu L, Shan H, Lei CL, Peng YX, Wei L, Liu Y, Hu YH, Peng P, Wang JM, Liu JY, Chen Z, Li G, Zheng ZJ, Qiu SQ, Luo J, Ye CJ, Zhu SY, Cheng LL, Ye F, Li SY, Zheng JP, Zhang NF, Zhong NS, He JX; China Medical Treatment Expert Group for Covid-19: Comorbidity and its impact on 1590 patients with Covid-19 in China: A Nationwide Analysis. Eur Respir J. 2020 Mar 26.
4. Emami A, Javanmardi F, Pirbonyeh N, Akbari A: Prevalence of Underlying Diseases in Hospitalized Patients with COVID-19: a Systematic Review and Meta-Analysis. Arch Acad Emerg Med. 2020 Mar 24;8(1):e35.
5. Shivani Mathur Gaiha, Jing Cheng, Bonnie Halpern-Felsher: Association Between Youth Smoking, Electronic Cigarette Use, and Coronavirus Disease 2019. J Adolesc Health. 2020 Aug 1;S1054-139X(20)30399-2.
Guglielmo Lauro
(medico)


lunedì 27 giugno 2016

27.06.16: National PTSD Awareness Day - Cessazione del fumo: un modello di cura integrata per fumatori con PTSD

La Giornata Nazionale di Sensibilizzazione al Disturbo da Stress Post Traumatico (Post Traumatic Stress Syndrome - PTSD) è stata istituita negli USA, dove tale patologia è stata principalmente studiata e definita soprattutto a partire dall’epoca della guerra in Vietnam. Infatti, durante tale guerra il governo americano definì il tabacco come necessità militare includendolo nella razione di base destinata alle truppe del fronte (1). Tuttavia già all'epoca della I guerra mondiale i comandanti militari avevano compreso che truppe con abbondanza di sigarette erano considerate più facili da controllare e che inoltre le sigarette mantenevano i soldati in allerta e li aiutava a rilassarsi (1). Insomma una droga a buon mercato che ha creato tanti veterani vittime dell'addiction da tabacco con le relative conseguenze fisiche (tumori, infarti, etc.) e psichiche (PTSD, depressione, suicidi, etc.). Che dalla dipendenza tabagica si sia passati all’uso di droghe come l’eroina (che si diffuse particolarmente nella guerra in Vietnam con una prevalenza del 10-15% di soldati eroinomani) è un’evoluzione ben nota nel campo di studio sull’addiction.
Dunque, il PTSD è stato inizialmente descritto per indicare gli esiti dello stress nei veterani di guerra (2), ma attualmente possiamo riscontrare nella vita quotidiana numerosi traumi e fattori scatenanti responsabili dello sviluppo di PTSD: episodi di violenza (stupri, minacce di morte) o legati a criminalità (furti, rapine, uccisioni), calamità che mettono a repentaglio la vita (incendi, terremoti), etc.
Quindi si tratta di un disturbo molto diffuso, ma spesso sottostimato e per il quale è stato possibile evidenziare un certo legame con il fumo di tabacco non solo in termini di comorbidità (3).
In altre parole il disturbo 
da stress post-traumatico è associato ad alti tassi di fumo di tabacco (4, 5, 6) che a sua volta rende gli individui maggiormente suscettibili a manifestare il PTSD, nonché tratti di depressione e di ansia, così come osservato in studi effettuati su veterani del Vietnam (7, 8). Certamente gli esiti bellici hanno permesso di definire meglio il quadro sintomatologico del PTSD, tuttavia tale disturbo è legato, come abbiamo evidenziato, a ben più estese cause di stress. Pertanto è possibile individuare delle categorie che risultano particolarmente esposte al rischio di PTSD, quali agenti di pubblica sicurezza, vigili del fuoco, membri della protezione civile, volontari e personale impiegato in operazioni di soccorso, etc. (9).
Segue una breve descrizione dei sintomi del disturbo da stress post traumatico.
La difficoltà a fronteggiare gli eventi traumatici (diretti o indiretti) si manifesta con riviviscenze del trauma (flashback) sotto forma di ricordi o sogni, evitamento persistente degli stimoli associati al trauma (luoghi, persone, oggetti), alterazione negativa dei pensieri (difficoltà a ricordare l'evento traumatico, sensi di colpa, perdita della fiducia nel prossimo) e improvvise alterazioni neurovegetative (alterazioni dell’arausal) (10).
Le suddette difficoltà sono maggiori se si tratta di un fumatore. Infatti, diversi studi hanno mostrato una correlazione positiva tra PTSD, il fumare e la dipendenza nicotinica (11, 12, 13). Più specificamente emerge una verosimile relazione causale di tipo bidirezionale tra fumo e PTSD (12), sottolineando come i due aspetti si potenzino reciprocamente.
Per quanto il fumo di tabacco sembri ridurre lo stress come avevano intuito i comandanti militari, si tratta di un sollievo momentaneo espressione della dipendenza tabagica. Infatti, per quanto studi recenti abbiano accertato che il fumo di tabacco sembri ridurre alcuni sintomi della PTSD, esso in realtà va a colpire le possibilità di recupero (14). A conferma di ciò è stato riscontrato che i tassi di cessazione del fumo negli individui con PTSD sono più bassi rispetto alla popolazione generale (15).
Queste evidenze sono importanti perché permettono una migliore programmazione del trattamento. Di fatto, un fattore protettivo per il disturbo 
da stress post-traumatico è rappresentato dalla resilienza, che riflette la capacità di ognuno di fronteggiare lo stress (6). Tale resilienza è ridotta per coloro che presentano alti livelli di astinenza nicotinica (6).
È importante sottolineare che smettere di fumare non è associato né ad un peggioramento della PTSD, né della depressione (16). Anzi sebbene molti fumatori con PTSD riferiscono che il fumo riduce i sintomi del loro disturbo, i risultati degli studi suggeriscono che il fumo può potenziare o mantenere un'esagerata risposta di allarme (17).
Nei trattamenti di cessazione per persone che soffrono di PTSD c'è bisogno di un aiuto globale da un punto di vista medico e psicologico (18) o integrando il trattamento di cessazione con quello delle cure psichiatriche (19).
Tra i farmaci impiegati per aiutare i pazienti che desiderano smettere di fumare e con un concomitante disturbo di ansia come ad es. il PTSD può essere efficace il bupropione a rilascio prolungato (20). Secondo uno studio effettuato in soggetti con PTSD trattati con vareniclina (il principio attivo abitualmente utilizzato nei trattamenti antifumo) è stato riscontrato che tale farmaco sembra avere effetti destabilizzanti sulla salute mentale (21); a tale proposito è stato anche descritto un caso di allucinazioni visive in un paziente con doppia diagnosi (PTSD, depressione NOS e dipendenza da alcol) (22).
Ad oggi, gli interventi psicologici più efficaci per il trattamento del PTSD sono:
I primi due approcci, evidence-based, sono attualmente raccomandati nelle linee guida internazionali sul trattamento delle condizioni specificamente correlate allo stress (OMS, 2013).

1. Tate C: Cigarette Wars: The Triumph of the Little White Slaver. Oxford University Press, 01 mag 2000.
2. Bergman BP, Mackay DF, Morrison D, Pell JP: Smoking-related cancer in military veterans: retrospective cohort study of 57,000 veterans and 173,000 matched non-veterans. BMC Cancer. 2016 May 14;16:311
3. Dedert EA, Resick PA, McFall ME, Dennis PA, Olsen M, Beckham JC: Pilot Cases of Combined Cognitive Processing Therapy and Smoking Cessation for Smokers With Posttraumatic Stress Disorder. Behav Ther. 2016 Jan;47(1):54-65
4. Cook JW, McFall MM, Calhoun PS, Beckham JC: Posttraumatic stress disorder and smoking relapse: A theoretical model. J Trauma Stress. 2007 Dec;20(6):989-98.
5. Feldner MT, Vujanovic AA, Gibson LE, Zvolensky MJ: Posttraumatic stress disorder and anxious and fearful reactivity to bodily arousal: a test of the mediating role of nicotine withdrawal severity among daily smokers in 12-hr nicotine deprivation. Send to: Exp Clin Psychopharmacol. 2008 Apr;16(2):144-55.
6. Asnaani A, Alpert E, McLean CP, Foa EB: Resilient but addicted: The impact of resilience on the relationship between smoking withdrawal and PTSD. J Psychiatr Res. 2015 Jun;65:146-53.
7. Beckham JC, Roodman AA, Shipley RH, Hertzberg MA, Cunha GH, Kudler HS, Levin ED, Rose JE, Fairbank JA: Smoking in Vietnam combat veterans with post-traumatic stress disorder. J Trauma Stress. 1995 Jul;8(3):461-72.
8. Stellman JM, Stellman SD, Sommer JF Jr: Social and behavioral consequences of the Vietnam experience among American Legionnaires. Environ Res. 1988 Dec;47(2):129-49.
9. Colombo PP, Muntua V: Il Disturbo Post-traumatico da Stress nella vita quotidiana. Post-Traumatic Stress Disorder in ordinary life. III Clinica Psichiatrica, Università di Roma, La Sapienza. Rivista di psichiatria, 2001.
10. American Psychiatric Association, (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5. Washington, D.C: American Psychiatric Association.
11. van der Velden PG, Kleber RJ, Koenen KC: Smoking predicts posttraumatic stress symptoms among rescue workers: a prospective study of ambulance personnel involved in the Enschede Fireworks Disaster. Drug Alcohol Depend. 2008 Apr 1;94(1-3):267-71.
12. Fu SS, McFall M, Saxon AJ, Beckham JC, Carmody TP, Baker DG, Joseph AM: Post-traumatic stress disorder and smoking: a systematic review. Nicotine Tob Res. 2007 Nov;9(11):1071-84.
13. Feldner MT, Babson KA, Zvolensky MJ: Smoking, traumatic event exposure, and post-traumatic stress: a critical review of the empirical literature. Clin Psychol Rev. 2007 Jan;27(1):14-45.
14. McFall M, Cook J: PTSD and Health Risk Behavior. PTSD Research Quarterly, 17(4), 2006.
15. Baschnagel JS, Coffey SF, Schumacher JA, Drobes DJ, Saladin ME: Relationship between PTSD symptomatology and nicotine dependence severity in crime victims. Addict Behav. 2008 Nov;33(11):1441-7.
16. McFall M, Atkins DC, Yoshimoto D, Thompson CE, Kanter E, Malte CA, Saxon AJ: Integrating tobacco cessation treatment into mental health care for patients with posttraumatic stress disorder. Am J Addict. 2006 Sep-Oct;15(5):336-44.
17. Calhoun PS, Wagner HR, McClernon FJ, Lee S, Dennis MF, Vrana SR, Clancy CP, Collie CF, Johnson YC, Beckham JC: The effect of nicotine and trauma context on acoustic startle in smokers with and without posttraumatic stress disorder. Psychopharmacology (Berl). 2011 May;215(2):379-89.
18. Hapke U, Schumann A, Rumpf HJ, John U, Konerding U, Meyer C: Association of smoking and nicotine dependence with trauma and posttraumatic stress disorder in a general population sample. J Nerv Ment Dis. 2005 Dec;193(12):843-6.
19. McFall M, Saxon AJ, Thompson CE, Yoshimoto D, Malte C, Straits-Troster K, Kanter E, Zhou XH, Dougherty CM, Steele B: Improving the rates of quitting smoking for veterans with posttraumatic stress disorder. Am J Psychiatry. 2005 Jul;162(7):1311-9.
20. Hertzberg MA, Moore SD, Feldman ME, Beckham JC: A preliminary study of bupropion sustained-release for smoking cessation in patients with chronic posttraumatic stress disorder. J Clin Psychopharmacol. 2001 Feb;21(1):94-8.
21. Campbell AR, Anderson KD: Mental health stability in veterans with posttraumatic stress disorder receiving varenicline. Am J Health Syst Pharm. 2010 Nov 1;67(21):1832-7.
22. Raidoo BM, Kutscher EC: Visual hallucinations associated with varenicline: a case report. J Med Case Rep. 2009 May 8;3:7560.
Nicoletta De Stefano
(psicologa)
Guglielmo Lauro
(medico)

mercoledì 24 dicembre 2014

Il Natale è un Buon Natale se stai bene in salute e non fumi

Studi recenti (1) hanno individuato numerose cause scatenanti (trigger clinici) di infarto del miocardio e tra queste cause sono elencate sorprendentemente il Natale ed il Capodanno; ovviamente fanno parte di quest'eterogeneo elenco anche il fumo di sigaretta, il particolato atmosferico, il consumo di droga, l'eccesso di cibo, etc. Dunque, il Natale ed il Capodanno sebbene rappresentano isolatamente delle riconosciute fonti di stress, lo possono essere in misura particolarmente più marcata se si è fumatori. Tuttavia la cosa più importante è cercare di godersi in maniera rilassata questo periodo, sia dentro al calore della casa, sia fuori tra le strade illuminate a festa, magari regalandosi un salutare e definitivo stop al fumo. Così il Natale sarà davvero un Buon Natale!

1. Schwartz BG, Mayeda GS, Burstein S, Economides C, Kloner RA: When and why do heart attacks occur? Cardiovascular triggers and their potential role. Hosp Pract (1995). 2010 Aug;38(5):144-52.
Guglielmo Lauro
(medico)