sabato 4 febbraio 2017

World Cancer Day (04.02.2017) - Cosa stiamo facendo contro il principale fattore di rischio oncologico?

Lo slogan della Giornata mondiale contro il cancro nel triennio 2016-2018 "We can, I can" sta ad indicare ciò che possiamo fare assieme (i governi, le istituzioni, etc.) e ciò che possiamo fare da soli nella lotta al cancro.
In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, abbiamo l'opportunità di esaminare prendere in considerazione tutte le strategie di controllo del cancro per identificare le formule vincenti. L'obiettivo per tutti noi è quello di garantire che un minor numero di persone sviluppi il cancro, che sempre più persone siano trattate con successo e che ci sia una migliore qualità della vita per le persone durante il trattamento.

Dunque facciamoci delle domande.
Si sta facendo qualcosa per migliorare la qualità della vita dei malati di cancro? Un certo fermento delle attività di Volontariato Oncologico si è riscontrato nell'ultimo anno, ma basta? interventi o programmi di cessazione tabagica sono routinariamente consigliati per i pazienti oncologici? 




Cosa abbiamo fatto per prevenire il cancro? Nell'ultimo decennio in Italia si è rilevata una diminuzione di nuovi casi fra gli uomini, ma si è riscontrato un aumento fra le donne specie per quel che riguarda il tumore del polmone riconducibile alla diffusione del fumo di tabacco.



Stiamo creando scuole più sane? Non sembra che le scuole stiano intervenendo concretamente sul problema essendovi in Italia la più elevata prevalenza di fumatori adolescenti rispetto al resto dell’Europa. Forse non stiamo combattendo abbastanza la falsa percezione nei giovani che il fumo possa portare rischi limitati e danni altrettanto limitati.



Stiamo creando posti di lavoro sani? Si è ancora abbastanza lontani dal concetto di rispetto dell’assoluto divieto di fumo negli ambienti di lavoro.





Stiamo creando ambienti sani? Uno dei rifiuti più diffusi nelle nostre città, spiagge e mari rimane il mozzicone di sigaretta che contiene sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare il suolo, avvelenare la fauna selvatica e inquinare le risorse idriche.



Ogni scelta implica un rischio e noi cosa stiamo facendo contro il principale fattore di rischio oncologico?
Circa il 90% dei casi di cancro al polmone sono causati dal fumo dai prodotti del tabacco e il cancro del polmone rimane la principale causa di mortalità per cancro negli uomini e nelle donne a livello mondiale (1).

1. Lemjabbar-Alaoui H, Hassan OU, Yang YW, Buchanan P: Lung cancer: Biology and treatment options. Biochim Biophys Acta. 2015 Dec;1856(2):189-210.
Guglielmo Lauro
(medico)
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lunedì 2 gennaio 2017

In tema di fumo di tabacco gli adolescenti italiani sono davvero i peggiori d'Europa?


In tema di fumo di tabacco gli adolescenti italiani sono davvero i peggiori d'Europa? Sì, siamo messi proprio male! Infatti, secondo lo studio europeo ESPAD del 2015, i cui risultati sono stati resi noti pochi mesi fa, l'Italia rappresenta il primo Paese per fumatori adolescenti con una percentuale del 37% rispetto a quella generale del 21% (avendo come riferimento le sigarette fumate negli ultimi 30 giorni). Il dato ancora più preoccupante è che la percentuale del 37% deriva dalla media dei maschi fumatori pari al 35% e dalla media delle femmine fumatrici pari al 40%.
È importante riflettere sul fatto che lo stato di salute di una popolazione non è il frutto di quello che avviene oggi, ma di ciò che è avvenuto 20-30 anni prima.  Dunque in considerazione dell'elevata prevalenza di adolescenti fumatrici in Italia è importante affrontare le complesse problematiche del consumo di tabacco tra le donne e le ragazze e cercare di intervenire in maniera incisiva sull'impatto del fumo di tabacco su tutta la sfera femminile.
Su richiesta di alcuni insegnanti di istituti superiori è stato approntato un questionario per analizzare il fenomeno del tabagismo nella propria scuola per gli under-15: i risultati verranno restituiti online alle scuole che parteciperanno. A parte il valore conoscitivo, il questionario può utilmente rappresentare un punto di partenza per riflettere sul problema del fumo soprattutto in età adolescenziale. Per troppi ragazzi, che iniziano a fumare già a scuola, i danni del fumo spesso si limitano a tosse e mal di stomaco, con una percezione molto superficiale del problema. L’età scolare rappresenta uno dei momenti cruciali per poter intervenire in tempo. Peraltro, va sottolineato che il fumo in adolescenza incide inevitabilmente su altri comportamenti a rischio: droghe illegali e nuove droghe, abuso di alcol, disturbi comportamentali (uso problematico di internet, gioco d'azzardo, etc.).
È importante che gli adolescenti prendano atto che una sigaretta, accesa per gioco, può condannare una persona a una pericolosa e forte dipendenza con cui si troverà a combattere per tutta la vita e con effetti negativi sulla salute delle successive generazioni.
Guglielmo Lauro
(medico)
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RISULTATI

giovedì 1 dicembre 2016

1 dicembre - World AIDS Day 2016: Fumare non è solo fuori moda, ma è assolutamente sbagliato per tutti


Venti o trenta anni fa l'opinione pubblica era solita attribuire qualità negative a soggetti HIV e per anni l'attenzione è stata focalizzata su questioni stigmatizzanti di identità di genere o di orientamento sessuale. L'attuale tema della giornata mondiale dell'AIDS sottolinea che "lo stigma non è retró, ma è assolutamente sbagliato" - HIV Stigma: non retro, just wrong. Tuttavia bisogna superare anche un altro atteggiamento altrettanto sbagliato: quello di trascurare nei soggetti HIV+, spesso fumatori, la dipendenza dal fumo di tabacco. Peraltro, si rileva che gli stessi sieropositivi non hanno la percezione del danno da fumo (1). Quest'ultimo rappresenta, per la comunità scientifica, il fattore di rischio con maggiore impatto sia sulla qualità, sia sull'aspettativa di vita nei soggetti HIV+. Tale impatto negativo si estende, al di là dei problemi di salute fisica, a significativi disturbi di natura comportamentale (ansia, compulsività sessuale, suicidalità) (2). Favorisce molteplici complicanze dell'HIV: malattia cardiovascolare (3), coronaropatia (3), infarto miocardico (3), broncopneumopatia cronica ostruttiva (4), tubercolosi (4), insufficienza renale cronica (5), cancro del polmone (6). In sintesi, il fumo di tabacco aumenta la probabilità di contrarre le malattie HIV-correlate (7) e di sviluppare disturbi comportamentali, oltre a rappresentare un fattore di ridotta aderenza alla terapia retrovirale (8). 
Tuttavia anche se il tabacco rimane una delle principali cause di mortalità nei pazienti HIV, per gli stessi pazienti si fa ancora troppo poco in termini di offerta di trattamenti anti-tabacco e per arginare uno dei più importanti fattori di rischio modificabile (9).

1. Pacek LR, Rass O, Johnson MW: Knowledge about nicotine among HIV-positive smokers: Implications for tobacco regulatory science policy. Addict Behav. 2017 Feb;65:81-86. 
2. Brandt CP, Bakhshaie J, Jardin C, Lemaire C, Kauffman BY, Sharp C, Zvolensky MJ: The Moderating Effect of Smoking Status on the Relation between Anxiety Sensitivity, Sexual Compulsivity, and Suicidality among People with HIV/AIDS. Int J Behav Med. 2017 Feb;24(1):92-100.
3. Do TC, Boettiger D, Law M, Pujari S, Zhang F, Chaiwarith R, Kiertiburanakul S, Lee MP, Ditangco R, Wong WW, Nguyen KV, Merati TP, Pham TT, Kamarulzaman A, Oka S, Yunihastuti E, Kumarasamy N, Kantipong P, Choi JY, Ng OT, Durier N, Ruxrungtham K: Smoking and projected cardiovascular risk in an HIV-positive Asian regional cohort. HIV Med. 2016 Aug;17(7):542-9.
4. Lalloo UG, Pillay S, Mngqibisa R, Abdool-Gaffar S, Ambaram A: HIV and COPD: a conspiracy of risk factors. Respirology. 2016 Oct;21(7):1166-72. 
5. Milburn J, Jones R, Levy JB: Renal effects of novel antiretroviral drugs. Nephrol Dial Transplant. 2016 Apr 15. 
6. Rossouw TM, Anderson R, Feldman C: Impact of HIV infection and smoking on lung immunity and related disorders. Eur Respir J. 2015 Dec;46(6):1781-95.
7. Lall P, Saifi R, Kamarulzaman A: Tobacco Consumption Among HIV-Positive Respondents: Findings From the Third Round of the National Family Health Survey. Nicotine Tob Res. 2016 Dec;18(12):2185-2193.
8. Nguyen NT, Tran BX, Hwang LY, Markham CM, Swartz MD, Vidrine JI, Phan HT, Latkin CA, Vidrine DJ: Effects of cigarette smoking and nicotine dependence on adherence to antiretroviral therapy among HIV-positive patients in Vietnam. AIDS Care. 2016;28(3):359-64.
9. Fitzgerald SA, Richter KP, Mussulman L, Howser E, Nahvi S, Goggin K, Cooperman NA, Faseru B: Improving Quality of Care for Hospitalized Smokers with HIV: Tobacco Dependence Treatment Referral and Utilization. Jt Comm J Qual Patient Saf. 2016 May;42(5):219-24.
Guglielmo Lauro
(medico)

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martedì 1 novembre 2016

Vaccinazione antinfluenzale e cessazione dal fumo di tabacco: due opportunità per la promozione della salute!

Si  prevede che l'influenza stagionale 2016/17 sarà tra le più aggressive degli ultimi anni, sia in termini di numero di infezioni che di intensità. Ciò perché i virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane, dei tre virus presenti nel vaccino antinfluenzale, hanno subìto delle mutazioni rispetto ai ceppi che circolavano l’anno scorso e l’immunità nei loro confronti è molto bassa.
Le infezioni da virus dell'influenza si manifestano in maniera più grave nei fumatori (1), ma anche nei soggetti esposti al fumo passivo. Vari studi hanno rilevato che il fumo rappresenta tra i maggiori fattori di rischio di ospedalizzazione per malattia respiratoria acuta associata ad influenza (Severe Acute Respiratory Illness - SARI)  (2, 3). Pertanto la vaccinazione antinfluenzale dovrebbe essere particolarmente consigliata per i fumatori di sigarette (3, 4) e per gli ex-fumatori (5).
Con quali meccanismi il fumo favorisce l'influenza? 
a) Attraverso alterazioni epigenetiche che colpiscono le cellule epiteliali delle vie respiratorie dei fumatori (1)
b) Attraverso l’abbassamento dei livelli di vitamina D (6).
c) Attraverso alterazioni strutturali delle vie respiratorie (infiammazione peribronchiale, alterazione della clearance mucociliare, etc.).
Le alterazioni epigenetiche rappresentano delle modificazioni delle attività di regolazione dei geni; nel caso del fumo sono coinvolti soprattutto quelli relativi al sistema immunitario, con conseguente alterazione delle risposte antivirali (ridotta espressione delle citochine antivirali nelle cellule epiteliali bronchiali, riduzione delle risposte della proteina acido retinoico-inducibile I (RIG-I) e del recettore di tipo Toll (TLR3) delle cellule epiteliali del polmone) (1).
La vitamina D, i cui livelli sono abbassati dal fumo, non rappresenta una vitamina utile solo per le ossa, ma è anche un importantissimo regolatore dei meccanismi immunologici e quindi delle difese immunitarie; grazie alla vitamina D si producono delle molecole denominate defensine che hanno delle proprietà importanti nel proteggerci dalle infezioni particolarmente nella stagione invernale e primaverile (7). Anzi il fumo e le stagioni inverno-primavera sono stati identificati come fattori di rischio indipendenti (*) per la carenza di vitamina D (8). Insomma, la vaccinazione antinfluenzale è una misura di salute pubblica relativamente a buon mercato, sicura e basata sull'evidenza che attualmente è sottoutilizzata nelle popolazioni nei fumatori (9).

(*) Si ricorda che per fattore di rischio indipendente si intende che da solo è in grado di aumentare l'incidenza di un fenomeno patologico, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predispondenti.

Se un fumatore si preoccupa di vaccinarsi per l'influenza, mostra una certa motivazione a proteggere la propria salute e ciò può rappresentare un primo passo verso la cessazione dal fumo. In base a tale considerazione, il Centro Antifumo Quit offre l'opportunità di un percorso antifumo gratuito a tutti i fumatori che hanno effettuato un vaccino antifluenzale nei mesi di novembre e dicembre 2016. Basta prenotarsi direttamente da questo blog (cliccando qui) e scrivendo nelle annotazioni "promo per vaccino antifluenzale".

1. Wu W, Zhang W, Booth JL, Hutchings DC, Wang X, White VL, Youness H, Cross CD, Zou MH, Burian D, Metcalf JP: Human primary airway epithelial cells isolated from active smokers have epigenetically impaired antiviral responses. Respir Res. 2016 Sep 7;17(1):111.
2. Kark JD, Lebiush M, Rannon L: Cigarette smoking as a risk factor for epidemic a(h1n1) influenza in young men. N Engl J Med. 1982 Oct 21;307(17):1042-6.
3. Abadom TR, Smith AD, Tempia S, Madhi SA, Cohen C, Cohen AL: Risk factors associated with hospitalisation for influenza-associated severe acute respiratory illness in South Africa: A case-population study. Vaccine. 2016 Nov 4;34(46):5649-5655. 
4. V.Courtney Broaddus, Robert C Mason, Joel D Ernst, Talmadge E King Jr., Stephen C. Lazarus, John F. Murray, Jay A. Nadel, Arthur Slutsky, Michael Gotway: Murray & Nadel's Textbook of Respiratory Medicine. Elsevier Health Sciences, 17 mar 2015.
5. Godoy P, Castilla J, Mayoral JM, Delgado-Rodríguez M, Martín V, Astray J, Soldevila N, González-Candelas F, Castro A, Baricot M, Tamames S, Alonso J, Galán JC, Quintana JM, Pumarola T, Domínguez A; CIBERESP: Cases and Controls in Pandemic Influenza Working Group, Spain: Smoking may increase the risk of hospitalization due to influenza. Eur J Public Health. 2016 Apr 16.
6. Romano A, Vigna L, Belluigi V, Conti DM, Barberi CE, Tomaino L, Consonni D, Riboldi L, Tirelli AS, Andersen LL: Shift work and serum 25-OH vitamin D status among factory workers in Northern Italy: Cross-sectional study. Chronobiol Int. 2015;32(6):842-7.
7. Gatti D, Idolazzi L, Fassio A: Vitamin D: not just bone, but also immunity. Minerva Med. 2016 Dec;107(6):452-460).
8. Gorter EA, Krijnen P, Schipper IB: Vitamin D deficiency in adult fracture patients: prevalence and risk factors. Eur J Trauma Emerg Surg. 2016 Jun;42(3):369-78.
9. MacIntyre CR, Mahimbo A, Moa AM, Barnes M: Influenza vaccine as a coronary intervention for prevention of myocardial infarction. Heart. 2016 Sep 29.
Guglielmo Lauro
(medico)
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sabato 1 ottobre 2016

1 ottobre - Giornata Internazionale delle Persone Anziane (International Day of Older Persons): combattiamo l'ageismo nei percorsi antitabacco

Il fenomeno dell'ageismo in sanità è una forma di discriminazione negli anziani relativamente alle cure disponibili. Ovvero se il paziente è anziano spesso capita che venga curato non adeguatamente; tale forma di discriminazione negli ultimi tempi è diventato un problema emergente in sanità. Tema della Giornata Internazionale delle Persone Anziane (International Day of Older Persons) che si celebra il 1 ottobre 2016 è "Take a stand against ageism", "Prendi posizione contro l'ageismo" ovvero ribellati alla discriminazione degli anziani in ambito sanitario.
Anche se il fumo rappresenta una delle principali cause di morte tra gli adulti di mezza età, negli anziani il problema fumo spesso non viene preso in considerazione (1). Tuttavia recenti studi confermano che il fumo di tabacco rimane un forte fattore di rischio di mortalità prematura nei soggetti anziani (1). Oltre i 70 anni più della metà dei decessi sono dovuti al fumo!
Allo scopo di tutelare tale fascia di età e soprattutto in considerazione della bassa percentuale di persone anziane che accedono ai Centri Antifumo ed in particolare a quello di Aversa, si vuole favorire l’accesso a percorsi antifumo proprio ai fumatori over65.
Se osserviamo le percentuali di fumatori suddivise per classi di età nel periodo 2008-2016 in Italia (*) e le rispettive linee di tendenza, possiamo osservare una riduzione delle percentuali di fumatori nelle varie classi di età da 15 a 64 anni, tranne che per gli over65 che anzi tendono lievemente ad aumentare. Tale dato evidenzia una certa fragilità che interessa soprattutto gli anziani, i quali avvertono una crisi che li conduce a scompensi psicologici e conseguenti maggiori difficoltà a smettere. Infatti, di frequente i fumatori anziani, rispetto ai non fumatori, sono maggiormente predisposti a disturbi psichici e specialmente a stati depressivi che spesso rendono difficile la cessazione anche per paura di eventuali peggioramenti del tono dell’umore. Tuttavia va sottolineato che la cessazione non ha impatto a lungo termine sulla depressione (2). 
(*) dati dell'Osservatorio Fumo Alcol e Droga (OSSFAD–Indagine DOXA-ISS 2008-2016)

Il Centro Antifumo intende sostenere l'equità in salute, combattere l'ageismo e dunque aiutare i fumatori anziani, categoria spesso svantaggiata da un punto di vista socioeconomico e per la quale non è mai troppo tardi smettere di fumare.
In occasione della Giornata Internazionale delle Persone Anziane presso il Centro Antifumo Quit si effettueranno percorsi antifumo per tutti gli ultrasessantacinquenni che si prenoteranno, nel mese di ottobre 2016, direttamente da questo blog (cliccando qui) o anche telefonicamente.

1. Müezzinler A, Mons U, Gellert C, Schöttker B, Jansen E, Kee F, O'Doherty MG, Kuulasmaa K, Freedman ND, Abnet CC, Wolk A, Håkansson N, Orsini N, Wilsgaard T, Bueno-de-Mesquita B, van der Schouw YT, Peeters PH, de Groot LC, Peters A, Orfanos P, Linneberg A, Pisinger C, Tamosiunas A, Baceviciene M, Luksiene D, Bernotiene G, Jousilahti P, Petterson-Kymmer U, Jansson JH, Söderberg S, Eriksson S, Jankovic N, Sánchez MJ, Veronesi G, Sans S, Drygas W, Trichopoulou A, Boffetta P, Brenner H: Smoking and All-cause Mortality in Older Adults: Results From the CHANCES Consortium. Am J Prev Med. 2015 Nov;49(5):e53-63.
2. Shahab L, Gilchrist G, Hagger-Johnson G, Shankar A, West E, West R: Reciprocal associations between smoking cessation and depression in older smokers: findings from the English Longitudinal Study of Ageing. Br J Psychiatry. 2015 Sep;207(3):243-9.
Guglielmo Lauro
(medico)
Vedi anche: