lunedì 27 luglio 2015

Prendi un appuntamento con la salute! sì allo screening mammografico, ma è altrettanto importante eliminare anche i fattori di rischio

L'ASL Caserta nel 2015 rinnova l'aderenza al programma di screening senologico proposto dalla Regione Campania per la diagnosi precoce del cancro al seno, invitando tutte le donne nella fascia di età a maggior rischio (45-69 anni) a sottoporsi ad esame mammografico. Aderire al programma gratuito di screening mammografico è importante, ma altrettanto importante è ricordare che smettere di fumare, oltre a ridurre l'eccesso di peso, è il modo più immediato per agire sui fattori di rischio modificabili del tumore mammario. Recenti studi epidemiologici hanno sottolineato un chiaro aumento di rischio di tumore sia per le fumatrici, che per le donne che sebbene non abbiano mai fumato sono esposte a fumo passivo. Una grossa indagine epidemiologica ha valutato i dati relativi a quasi 80mila donne di età età compresa tra 50 e 79 anni, afferenti complessivamente a 40 centri clinici degli Stati Uniti, tenute sotto osservazione per più di dieci anni, durante i quali sono stati identificati 3.250 casi di tumore al seno (1). Ne è emerso che le fumatrici corrono un pericolo di sviluppare la neoplasia superiore del 16% rispetto alla norma, mentre il rischio per le ex-fumatrici si aggira intorno a quota del 9% in più (1). Inoltre, è stato osservato che quanto maggiore è il numero di anni da cui si fuma, tanto più elevate sono le probabilità di ammalarsi (1). Infine, i ricercatori hanno scoperto un’associazione fra cancro al seno e fumo passivo in età pediatrica e adulta (oltre 10 anni di esposizione da bambine o oltre 20 anni da adulte, a casa o sul lavoro) (1). Studi più recenti confermano che in generale il rischio aumenta di circa il 10%, ma sfiora il 20% nelle donne esposte a fumo passivo prima della prima gravidanza (2, 3, 4). Peraltro, programmi di cessazione tabagica dovrebbero essere routinariamente consigliati per le donne con tumore al seno (5, 6). Infatti, è riconosciuto che la cessazione del fumo di tabacco anche al momento della diagnosi di cancro al seno può portare ad una prognosi migliore (7).

1. Luo J, Margolis KL, Wactawski-Wende J, Horn K, Messina C, Stefanick ML, Tindle HA, Tong E, Rohan TE: Association of active and passive smoking with risk of breast cancer among postmenopausal women: a prospective cohort study. BMJ. 2011 Mar 1;342:d1016.
2. Dossus L, Boutron-Ruault MC, Kaaks R, Gram IT, Vilier A, Fervers B, Manjer J, Tjonneland A, Olsen A, Overvad K, Chang-Claude J, Boeing H, Steffen A, Trichopoulou A, Lagiou P, Sarantopoulou M, Palli D, Berrino F, Tumino R, Vineis P, Mattiello A, Bueno-de-Mesquita HB, van Duijnhoven FJ, Bakker MF, Peeters PH, Weiderpass E, Bjerkaas E, Braaten T, Menéndez V, Agudo A, Sanchez MJ, Amiano P, Tormo MJ, Barricarte A, Butt S, Khaw KT, Wareham N, Key TJ, Travis RC, Rinaldi S, McCormack V, Romieu I, Cox DG, Norat T, Riboli E, Clavel-Chapelon F: Active and passive cigarette smoking and breast cancer risk: results from the EPIC cohort. Int J Cancer. 2014 Apr 15;134(8):1871-88.
3. Bjerkaas E, Parajuli R, Engeland A, Maskarinec G, Weiderpass E, Gram IT: Social inequalities and smoking-associated breast cancer - Results from a prospective cohort study. Prev Med. 2015 Apr;73:125-9.
4. Catsburg C, Miller AB, Rohan TE: Active cigarette smoking and risk of breast cancer. Int J Cancer. 2015 May 1;136(9):2204-9.
5. Boone SD, Baumgartner KB, Baumgartner RN, Connor AE, John EM, Giuliano AR, Hines LM, Rai SN, Riley EC, Pinkston CM, Wolff RK, Slattery ML: Active and passive cigarette smoking and mortality among Hispanic and non-Hispanic white women diagnosed with invasive breast cancer. Ann Epidemiol. 2015 Nov;25(11):824-31.
6. Padron-Monedero A, Tannenbaum SL, Koru-Sengul T, Miao F, Hansra D, Lee DJ, Byrne MM: Smoking and survival in female breast cancer patients. Breast Cancer Res Treat. 2015 Apr;150(2):395-403.
7.  Izano M, Satariano WA, Hiatt RA, Braithwaite D: Smoking and mortality after breast cancer diagnosis: the health and functioning in women study. Cancer Med. 2015 Feb;4(2):315-24.
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 26 giugno 2015

26 Giugno 2015 - focus sulla droga più contraffatta e contrabbandata: il tabacco (Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga)

Le sigarette rientrano tra i prodotti maggiormente contraffatti e contrabbandati a livello mondiale con conseguente grave minaccia per la salute pubblica.
Tuttavia che si tratti di sigarette originali o contraffatte, il fumo nuoce sempre alla salute; la sigaretta priva di pericoli non esiste. 
In base a indagini avviate da autorità doganali, nonché dalla stessa Philip Morris International, si apprende che parte della produzione delle sigarette contraffatte avviene all'interno di fabbriche sotterranee con foglie di tabacco deteriorate. Ciò aumenterebbe sensibilmente i rischi legati al fumo poiché i valori di catrame, nicotina, monossido di carbonio, piombo, cadmio ed arsenico sarebbero molto più elevati rispetto a quelli contenuti nelle sigarette di marca. Inoltre, va precisato che questo tipo di sigarette hanno percentuali di catrame (+ 75%), di nicotina (+ 28%) e di monossido di carbonio (+ 63%) superiori rispetto alle originali. La contraffazione di sigarette arriva a confezionarne contaminate da sabbia e da altri materiali di imballaggio come materiale plastico (Fonte: BBC). In un maxisequestro (cinque tonnellate di sigarette di contrabbando) risalente a giugno 2011 da parte delle Fiamme Gialle nel napoletano e nel salernitano: dopo le analisi si è scoperto che le sigarette sequestrate contenevano un’alta percentuale di legno truciolato misto ad un minimo quantitativo di tabacco. 
Altro materiale riscontrato nelle sigarette contraffatte mediante analisi di microscopia sono uova di insetti, zanzare ovviamente morte, peli di topo, filamenti di metallo, plastica, capelli, feci animali (specie sterco di topo) o anche umane, tracce di sangue.
Quindi oltre a causare maggiori danni rispetto alle sigarette di marca, il fumo intensivo di sigarette contraffatte è stato associato anche al disturbo cardiologico della fibrillazione atriale (1).

1. Ozyilmaz I, Ozyilmaz S, Tosun O, Tola HT, Saygi M, Ergul Y: Atrial fibrillation in a healthy adolescent after heavy smoking of contraband cigarettes. Int J Adolesc Med Health. 2014 Aug 12.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche: 


domenica 21 giugno 2015

Quest'estate giochiamo a Tetris per dire no al tabacco

Basta giocare per almeno 3 minuti e si riduce il pensiero desiderante.
Secondo recenti studi la distrazione visiva provocata dal videogame di problem solving visuo-spaziale Tetris può ridurre il desiderio di droghe (nicotina, alcol, caffeina), cibi e bevande, e attività (sesso, esercizio fisico, gioco) (1, 2). I ricercatori spiegano che questo fenomeno è dovuto al fatto che i suddetti desideri si presentano al nostro cervello sotto forma d'immagini visive ed il gioco del Tetris, richiedendo un compito impartito alla memoria di lavoro visuo-spaziale, riduce la comparsa naturale di bisogni che vengono percepiti come primari.
Giocare tre minuti a Tetris potrebbe ridurre significativamente il desiderio irrefrenabile di ricorrere a sigarette, alcol, caffè o di avventarsi sul cibo. In effetti, gli episodi di desiderio impellente (craving) normalmente durano solo pochi minuti, durante i quali un individuo è impegnato a visualizzare nella mente ciò che desidera e la ricompensa che ne deriverà. Spesso questi pensieri e sentimenti conducono la persona a procurarsi e consumare ciò a cui sta cercando di resistere, tuttavia giocando a Tetris, anche solo per un breve lasso di tempo, si impedisce al cervello di creare quelle immagini mentali, e senza quelle il craving non parte.
Inoltre, giocare a Tetris può rappresentare anche un modo per allontanare i ricordi intrusivi, ovvero i pensieri disturbanti e le immagini di un evento traumatico che ritorna alla mente anche quando non li si vorrebbe richiamare alla memoria (3, 4, 5).

1. Skorka-Brown J, Andrade J, Whalley B, May J: Playing Tetris decreases drug and other cravings in real world settings. Addict Behav. 2015 Jul 26;51:165-170.
2. Skorka-Brown J, Andrade J, May J: Playing 'Tetris' reduces the strength, frequency and vividness of naturally occurring cravings. Appetite. 2014 May;76:161-5.
3. James EL, Bonsall MB, Hoppitt L, Tunbridge EM, Geddes JR, Milton AL, Holmes EA: Computer Game Play Reduces Intrusive Memories of Experimental Trauma via Reconsolidation-Update Mechanisms. Psychol Sci. 2015 Aug;26(8):1201-15.
4. Holmes EA, James EL, Kilford EJ, Deeprose C: Key steps in developing a cognitive vaccine against traumatic flashbacks: visuospatial Tetris versus verbal Pub Quiz. PLoS One. 2010 Nov 10;5(11):e13706.
5. Holmes EA, James EL, Coode-Bate T, Deeprose C: Can playing the computer game "Tetris" reduce the build-up of flashbacks for trauma? A proposal from cognitive science. PLoS One. 2009;4(1):e4153.
Guglielmo Lauro
(medico)

domenica 31 maggio 2015

Giornata Mondiale senza Tabacco: 31 maggio 2015


Il piano d'azione sostenuto dall'OMS in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2015 è quello di fermare il commercio illecito dei prodotti del tabacco.
In base a ricerche di settore quasi il 10% del totale delle sigarette globalmente consumate proviene dal mercato illecito. Tale commercio illecito è un mezzo per accumulare grandi ricchezze da parte di gruppi criminali che in tal modo possono finanziare altre attività criminose. La Campania sotto questo punto di vista è una delle regioni maggiormente rappresentative del fenomeno del contrabbando.
D'altra parte il commercio illegale, grazie alla contraffazione e alla elusione delle tasse governative e attraverso l'abbassamento dei prezzi, permette una maggiore accessibilità ai prodotti del tabacco da parte delle fasce sociali economicamente più deboli (specialmente giovani e categoria dei fumatori difficili).
Infatti, secondo recenti studi (1), negli adolescenti la disponibilità di sigarette di contrabbando rende più difficile la cessazione e favorisce l'uso di sostanze stupefacenti.
Il consumo di tabacco, nonostante l'aumento di legislazioni per limitarlo, sta progressivamente aumentando a livello globale per l'incremento che si registra soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
In Italia la prevalenza del consumo di sigarette, anche se mostra una debole deflessione rispetto allo scorso anno, è sostanzialmente invariata.














1. Azagba S, Sharaf MF, Hammond D: Association between contraband tobacco and illicit drug use among high school students in Canada. J Prim Prev. 2015 Apr;36(2):71-8. 

Guglielmo Lauro
(medico)

giovedì 14 maggio 2015

Istituto Alessandro Volta di Aversa al Centro Antifumo: un cambio di rotta sulla via della prevenzione

Gli interventi di prevenzione dell'uso di droga e alcol nelle scuole generalmente si dimostrano efficaci, ma non si può dire lo stesso dei progetti di prevenzione del fumo di tabacco che nonostante gli sforzi degli operatori del settore spesso non sortiscono alcun cambiamento nei destinatari dell'intervento, anzi addirittura in qualche caso risultano controproducenti. Tuttavia è anche vero che finché nell'ambito del personale scolastico ci sono fumatori, gli sforzi di prevenzione tabagica nelle scuole vengono insidiosamente vanificati. In effetti, l'esperienza insegna che le attività di prevenzione del tabagismo sui giovani risultano per lo più inefficaci se ci si limita ad interventi dell'esperto di turno nelle scuole. L'esperto a scuola non serve a nulla se poi la scuola non si avvicina al Centro Antifumo, e tale avvicinamento la scuola lo può attuare con l'aiuto degli insegnanti che sono i veri esperti nell'educazione degli studenti. L'esperto esterno può servire per aiutare a sostenere una progettazione, per avviare un percorso con i genitori, per iniziative di educazione fra pari, per chiarire le idee in un certo punto del percorso. Però l'iter di prevenzione del tabagismo nelle scuole è prima di tutto un percorso educativo che coinvolge gli insegnanti e le famiglie e non è un'attività che si può praticare solo dall'esterno; l’intervento dell'esperto esterno, per quanto questi possa essere bravo e comunicativo, rimane un evento occasionale, può lasciare al massimo un buon ricordo che con il tempo inevitabilmente sfuma, mentre l'insegnante è lì tutti i giorni. Dunque, l’intervento nelle scuole deve essere parte di una rete di collaborazione il cui fulcro è sempre la scuola che deve essere per conto proprio attenta ai temi della salute.
Un primo esempio concreto di prevenzione nei territori dell'ASL Caserta è stato attuato dall'Istituto Superiore di Istruzione Secondaria A.Volta di Aversa grazie all'impegno e alla sensibilità della dirigente scolastica prof.ssa Laura Orsola Patrizia Nicolella alle problematiche fumo-correlate e grazie alla partecipazione attiva degli studenti coinvolti (Progetto Regionale "Segnali 3"). L'elemento innovativo di tale intervento è stato il contatto diretto, presso le strutture afferenti al Dipartimento Dipendenze di Aversa (SerT e Centro Antifumo), degli studenti con le varie professionalità (psicologi, medici, infermieri, assistenti sociali, etc.). Pertanto dopo aver visitato le strutture del Dipartimento, diversi ragazzi hanno mostrato particolare interesse per le attività del Centro Antifumo chiedendo aiuto per smettere di fumare. Dunque in virtù della collaborazione fattiva del prof. Palladino e della prof.ssa De Vita sono stati reclutati i ragazzi più motivati e sono stati organizzati degli incontri intensivi di disassuefazione al fumo. Nel corso di questi incontri, sono state analizzate le dinamiche giovanili e dal dialogo con i ragazzi è apparso come elemento rilevante il fatto che subiscono notevolmente l'influenza di cosa i loro coetanei fanno, per cui gli interventi antifumo dovrebbero essere maggiormente focalizzati sulle relazioni tra pari. Insomma,  il messaggio che dovrebbe essere trasmesso non è tanto “non fumare”, ma piuttosto “non importa seguire cosa i tuoi coetanei stanno facendo”! 
In effetti dal confronto e dalla partecipazione attiva dei ragazzi è risultato che la principale difficoltà nello smettere è legata essenzialmente all'aspetto del fumo come catalizzatore sociale e al fatto che quando qualcuno di loro decide di non fumare spunta immancabilmente un "amico" (che poi amico non è) pronto ad invitarlo ad accendere la sigaretta o anche a offrirgliela. Una sorta di piazzista che bussa alla loro porta e fa propaganda gratuita alle multinazionali del tabacco le quali poi nemmeno lo ricompensano …si sa che le multinazionali non fanno sconti neanche ai clienti più fedeli, né sulle sigarette, né tanto meno sulla salute; ma allora perché quando si dice di no al fumo arriva puntualmente il tizio pronto a convincerci del contrario e come mai ci riesce? Perché a differenza del piazzista sconosciuto, questi approfitta del fatto di essere nostro “amico” e all'amico noi non diciamo no! Ma quest'amico perché lo fa? Innanzitutto perché è tabacco-dipendente e se fuma in mezzo a tanti si sente più autorizzato a farlo e ha una minore percezione del danno, e poi condividendo e diffondendo l’uso della sigaretta si sente più alla moda, altrimenti se non fosse in buona e tollerante compagnia si sentirebbe pericolosamente emarginato! Diciamocela tutta, se smettiamo di fumare, per i nostri ex compagni di fumo saremo degli sporchi traditori: da una parte ci invidiano, dall'altra ci disprezzano, da entrambe però ci temono... una cosa è certa, quelli che smettono sono quelli con “gli attributi”, gli altri rimangono nel gregge!
Disegno premiato realizzato da uno studente delle scuole medie superiori, che fra l'altro rende molto bene l’idea del fumo passivo: le pecore più distanti sono più bianche e risentono di meno del fumo passivo della pecora nera; inoltre, la scelta dell’animale è quanto mai pertinente.
I ragazzi dell'Alessandro Volta affrontano il tema della dipendenza tabagica e di altre dipendenze (chimiche e non) attraverso il sito segnalindipendenti.it.
Guglielmo Lauro
(medico)