mercoledì 31 luglio 2024

Meglio raccogliere due sacchetti di mozziconi che far diventare i polmoni due sacchetti per rifiuti

In un'Italia che, a parole, si dichiara proiettata verso un futuro sostenibile, resta preoccupante la scarsa consapevolezza sull'impatto ambientale dei piccoli rifiuti e soprattutto di quelli dal ciclo di vita breve: mozziconi di sigarette a combustione e mozziconi di sigarette a tabacco riscaldato, dispositivi per sigarette elettroniche usa e getta e microbocchini di varie dimensioni (filtri David Ross). L'abbandono in spazi pubblici di rifiuti di piccole dimensioni e ad alto impatto ambientale, il cosiddetto littering, rappresenta un vero e proprio disastro per il nostro ecosistema, già in precarie condizioni

Si stima che ben due terzi delle sigarette fumate in Italia vengano ancora gettate per terra, con danni ambientali devastanti. Un singolo mozzicone può, infatti, contaminare fino a mille litri di acqua, oltre a ridurre drasticamente le possibilità di germinazione dei semi e di sviluppo delle piante.

I dispositivi di ultima generazione, sigarette elettroniche e quelle a tabacco riscaldato sono solo alcuni degli esempi di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che, soprattutto durante la stagione estiva, vengono smaltiti in modo errato. Un'organizzazione americana noprofit (Truth Initiative) ha calcolato che solo negli USA vengono buttate 5 sigarette usa e getta ogni secondo: al mese sono 150 milioni, che nell’ambiente disperdono abbastanza litio da poter soddisfare le necessità produttive di almeno 6000 autovetture elettriche Tesla.

In Italia per affrontare questa emergenza, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente pubblicato il Decreto Ministeriale (DM) 15 aprile 2024 n. 144, che definisce le modalità di iscrizione al Registro dei produttori cui sono obbligati tutti coloro che rientrano nel regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).

Questo principio, basato sulle direttive europee, attribuisce al produttore una responsabilità che non si esaurisce nel momento in cui il prodotto viene immesso sul mercato, ma si estende a tutto il suo ciclo di vita. In base a tale DM sono coinvolti i produttori di pneumatici, pile e accumulatori, oli vegetali esausti e oli minerali usati, imballaggi di plastica, bioplastica, e così via, ma con buona pace dei produttori di tabacco che sembrano essere esonerati da tali obblighi. D'altra parte, le industrie del tabacco, grazie a campagne di greenwashing abilmente orchestrate, riescono a posizionarsi in cima alle classifiche di sostenibilità ambientale, sfuggendo di fatto a controlli e sanzioni più severi.

Dunque, gli effetti di questo recente decreto ministeriale, sebbene affronti il problema, rimangono limitati e lasciano un'importante lacuna legislativa, soprattutto in considerazione del fatto che i rifiuti legati al consumo di tabacco rappresentano una delle principali fonti di inquinamento visivo e ambientale dell'attuale società.

In controtendenza, il Centro Antifumo Quit dell'ASL di Caserta ha dimostrato come anche piccoli passi possano avere un impatto significativo sull'ambiente. Grazie alla cessazione del fumo di oltre 600 persone presso il suddetto Centro, sono stati sottratti all’ambiente circa 30 milioni di mozziconi di sigarette. Un numero straordinario, che per darne un'idea concreta possiamo paragonarlo ad un volume tale da riempire un intero container standard da 20 piedi, lungo circa 6 metri e alto e largo 2,5 metri. Un dato che dimostra come ogni iniziativa, anche su scala locale, possa dare un contributo piccolo, ma concreto. Un dato che dovrebbe far riflettere sull'urgenza di intervenire per contrastare questo grave problema ambientale.


I mozziconi di sigaretta, rappresentano il rifiuto plastico più abbondante del nostro pianeta cui vanno aggiunte anche le plastiche derivanti dall’aumento dei dispositivi, come le sigarette elettroniche usa e getta, che vengono abbandonate nell’ambiente. Questi rifiuti nel complesso, contribuiscono alla formazione di particolato di natura polimerica, con dimensioni che variano dai 500 micron a 1 nanometro, noto come micro e nanoplastiche (MNP) che hanno anche un impatto non trascurabile sull'uomo (1). Infatti, le MNP non sono semplicemente una caratteristica dell’era geologica attuale, l’Antropocene, ma studi recenti associano al suddetto particolato polimerico la formazione di ateromi carotidei, l’aumento degli stati infiammatori e l'aumentato rischio di eventi cardiovascolari avversi, etc. (1).
Un recente studio ha rilevato che, sebbene frammenti di micro e nano plastiche siano stati osservati praticamente in ogni organo, nel cervello è stata rilevata una quantità in media da 10 a 20 volte di più rispetto agli altri organi (1). Inoltre, la quantità di microplastiche osservata in campioni di cervello prelevati in persone decedute nel 2024 sono state stimate del 50% superiori rispetto ad analoghe rilevazioni effettuate nel 2016 (1). Non si esclude, peraltro, un ruolo di queste microplastiche cerebrali nello sviluppo di demenze; in campioni autoptici di cervelli di persone affette da demenza sono state trovate quantità di microplastiche fino a 10 volte superiori rispetto a quelle presenti nei cervelli di persone non affette da demenza (1).

In un'ottica di crescente consapevolezza ambientale e di attenzione alla salute umana, la domanda che molti si pongono è: come possiamo coltivare la responsabilità a livello individuale nei confronti dell'ambiente e come affrontare concretamente le problematiche legate all'inquinamento ...prima che sia troppo tardi?
La Svezia dove la gestione dei rifiuti è all'avanguardia, ha dato vita a un fenomeno sociale in rapida espansione in tutta Europa: il "plogging". Il termine "plogging" è il risultato dell'unione di due parole svedesi: "plocka upp", che significa "raccogliere", e "joggning", che indica l'attività del jogging. Questa semplice ma geniale combinazione trasforma l'esercizio fisico in un'azione proficua prendendosi cura dell'ambiente.

L'equipaggiamento necessario per il plogging è davvero essenziale: abbigliamento da runner, guanti (possibilmente antitaglio), buste riciclabili per riporre i rifiuti raccolti ed eventualmente pinze che evitano di chinarsi eccessivamente. Questa attività è aperta a tutti e può essere svolta sia individualmente che in gruppo, diventando un'esperienza sociale e di condivisione.

I polmoni generalmente non apprezzano ricevere nient'altro che ciò per cui sono stati progettati: aria pulita. C'è chi sceglie di sfruttare il tempo dedicato all'attività fisica per raccogliere un paio di sacchetti di mozziconi di sigaretta e chi, ahinoi, sceglie di rendere i propri polmoni come due sacchetti per rifiuti?

Domani, primo agosto 2024, scatta l'Earth Overshoot Day 2024, il giorno del sovrasfruttamento della Terra calcolato ogni anno dal Global Footprint Network, che indica come quest'anno, nei soli primi 7 mesi, l'umanità abbia già utilizzato ciò che la Terra impiega 12 mesi per rigenerare. Tuttavia va anche sottolineato che il 01.08.24 corrisponde alla media di tutti i Paesi, mentre per l'Italia, che ha un debito ecologico particolarmente elevato, l'Overshoot Day è arrivato già il 19 maggio 2024.

1. Matthew Campen, Alexander Nihart, Marcus Garcia, Rui Liu, Marian Olewine, Eliseo Castillo, Barry Bleske, Justin Scott, Tamara Howard, Jorge Gonzalez-Estrella, Natalie Adolphi, Daniel Gallego, and Eliane El Hayek: Bioaccumulation of Microplastics in Decedent Human Brains Assessed by Pyrolysis Gas Chromatography-Mass Spectrometry. Version 1. Res Sq. Preprint. 2024 May 6.
Guglielmo Lauro
medico


domenica 30 giugno 2024

Uso dell’ASMR nei percorsi di cessazione tabagica


Durante i percorsi di cessazione del fumo, è spesso fondamentale gestire non solo lo stress, ma anche e soprattutto i problemi di qualità del sonno. Entrambi questi fattori possono, infatti, influenzare negativamente la capacità di controllare il desiderio di fumare.
A questo proposito, sta emergendo un crescente interesse nello sviluppo di metodi non farmacologici per la gestione dello stress e dei problemi di salute ad esso correlati. L'obiettivo è migliorare la qualità del sonno e il benessere psicologico complessivo, favorendo così il successo dei programmi di disassuefazione dal tabacco.
Questi approcci alternativi potrebbero rivelarsi utili per coloro che desiderano smettere di fumare, ma trovano difficile gestire i sintomi di astinenza e la mancanza di concentrazione dovuti a un sonno di scarsa qualità e a elevati livelli di stress.
Un metodo per regolare meglio il sentirsi sotto pressione e facilitare l’addormentamento potrebbe essere quello di prendersi una pausa rigenerante, “staccare la spina” per riposarsi, disconnettersi da dispositivi elettronici e dalle attività lavorative, concentrandosi su sé stessi e sulla propria interiorità attraverso, la calma, la meditazione o il silenzio in un ambiente tranquillo e senza distrazioni. Tuttavia confrontarsi in silenzio con i propri pensieri, emozioni e inquietudini può rappresentare una fonte di ansia e disagio, soprattutto per coloro che trovano nella rete Internet e nei social media la loro "zona di comfort". Questo è dovuto al fatto che viviamo in un mondo in cui siamo costantemente connessi e stimolati da input esterni. La nostra società attuale, caratterizzata da una connessione digitale pervasiva, può rendere difficile la riflessione introspettiva e la gestione delle proprie dinamiche interiori. Molte persone, infatti, faticano a rimanere a contatto con sé stesse, preferendo rifugiarsi nella costante interazione online e nell'incessante flusso di informazioni e stimoli.
Capita, infatti, che un fumatore usi la sigaretta come "scappatoia" come un modo per “staccare la spina” e anche per evitare di affrontare sentimenti scomodi (stress, ansia, calo di umore); ha spesso difficoltà a chiedere aiuto e supporto, almeno nelle fasi iniziali, per cui sceglie di provare in autonomia metodi poco impegnativi e non farmacologici come i contenuti multimediali (soprattutto fonti sonore) spesso disponibili gratuitamente sulla rete internet.
Dunque, il rumore, che un tempo era evitato per un sonno di qualità, è stato recentemente adottato dal grande pubblico come un induttore non farmacologico del sonno (1) e diverse persone lo utilizzano come un calmante non farmacologico che rilassa il sistema nervoso e riduce la tensione. 

I tipi di fonti sonore utilizzate per l'induzione del sonno possono essere suddivisi in tre categorie: a) musica, b) rumore, c) Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano (ASMR).

La musica rilassante può rappresentare un metodo non invasivo, di facile approccio e spesso abbastanza efficiente (2).

Il rumore cosiddetto bianco è un insieme di onde sonore senza ritmo né melodia, simili a fruscii come quello prodotto da un vecchio televisore sintonizzato su una frequenza senza segnale o quello dell’asciugacapelli con il quale tipicamente si induce il sonno nei neonati.
Il rumore è spesso considerato un fattore di distrazione; tuttavia studi recenti suggeriscono che gli individui subattenti o gli individui a cui è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività possono trarre beneficio dal rumore bianco per migliorare le loro prestazioni cognitive (3).

Per entrare nel mondo dell'ASMR immagina di trovarti in una tranquilla biblioteca, con un'atmosfera silenziosa e concentrata. All'improvviso, ti accorgi di due persone che iniziano a sussurrare tra loro, in tono basso e confidenziale. Il loro dialogo sommesso crea un delicato sottofondo sonoro, quasi un rassicurante brusio. Poco distante, senti il leggero tocco dei tasti di alcune tastiere di alcune persone che digitano, producendo suoni ritmici e cadenzati. Lo scricchiolio discreto di una mela che viene morsa attira la tua attenzione, trasmettendo una sensazione di quiete e introspezione. Alzi lo sguardo e osservi qualcuno che sfoglia delicatamente le pagine di un libro, con movimenti lenti e controllati. La persona accanto a lui sta attentamente prendendo appunti con una matita appena temperata, creando un raschiare sottile e rassicurante.
Per molti, questi rumori e stimoli sensoriali potrebbero essere percepiti come fastidiosi e distraenti soprattutto se ci si trova in un ambiente silenzioso (fenomeno questo, noto come misofonia). Tuttavia, per altri individui, queste stesse immagini e suoni innescano una particolare sensazione, conosciuta come Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano (ASMR). Si tratta di un’esperienza percepita verosimilmente da una minoranza di persone che percepiscono una sensazione di formicolio, piacevole e rilassante, che inizia dalla sommità della testa e si diffonde lentamente lungo tutto il corpo (secondo studi preliminari si può riscontrare in una persona su cinque). È un'esperienza sensoriale profonda, in cui i suoni delicati e i movimenti ritmici e controllati attivano una reazione neurofisiologica di benessere e tranquillità. Invece, la misofonia è un'avversione a suoni come masticare, tossire o respirare rumorosamente. Dunque, ASMR e misofonia sono due forti risposte emotive involontarie, la prima associata al benessere e all'attività parasimpatica e la seconda all'avversione e all'aumento dell'attività ortosimpatica (4); in effetti sembrano trovarsi agli estremi opposti di uno spettro.

Nell’ultimo decennio si è osservata una diffusione mediatica imponente con decine di milioni di contenuti audio-video soprattutto su social come TikTok e YouTube denominata con il termine pseudoscientifico di ASMR utilizzato per descrivere uno stato emotivo sopra descritto che solo alcune persone sono in grado di sperimentare, probabilmente perché per la maggior parte delle persone i trigger ASMR sono stimoli sotto soglia.
L’acronimo ASMR sta per Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero “Risposta Sensoriale Autonoma del Meridiano”; questa tecnica consiste in un’esperienza sensoriale visiva, ma soprattutto sonora fortemente suggestiva basata spesso sul whispering in cui lo YouTouber/TikToker di turno (detto ASMR artist) parla, ma sussurrando; ciò conferisce alle parole un senso di vicinanza, di calma e leggerezza suscitando una risposta psicofisica di piacere e di rilassamento; in genere sono contenuti semplici ma trasmessi in maniera intima e avvolgente, dando l'impressione che la persona si sta dedicando completamente a noi con calma, trasporto, intensità e non raramente anche con una sensualità tale da produrre un certo imbarazzo.
Tantissimi utenti apprezzano anche gli hand sounds, ovvero suoni fatti con le mani che possono comprendere lo sfregamento dei palmi, lo schiocco delle dita, un picchiettio delicato delle unghie. La peculiarità dell’ASMR sta però nell’emettere questi suoni in un modo talmente delicato da renderli vere e proprie fonti di benessere. Tuttavia, ciò che viene percepito da molti followers di questi video è una sensazione di formicolio che inizia nella sommità della testa e si diffonde lungo il corpo, ed è accompagnata da sensazioni di rilassamento (5).

Nell’ambito di potenziali applicazioni terapeutiche, l’ASMR potrebbe rappresentare una cura complementare o di supporto in un percorso di cessazione del fumo.
Talvolta capita che il fumatore fortemente dipendente può avere bisogno di qualcuno a cui rivolgersi per un po’ di distrazione e di incoraggiamento per non fumare, in tal caso alcune persone trovano nell’ASMR ciò di cui hanno bisogno ovvero parole positive e un’atmosfera confortante, protettiva e sicura per sollevarsi da un momento triste e/o di tensione per raggiungere un po’ di pace.

Qual è la differenza tra il rumore bianco e i trigger sonori dell’ASMR?
Il rumore bianco può aiutare l’addormentamento attraverso blocchi o mascheramenti dei suoni di sottofondo che ci tengono svegli (ad esempio, il cane che abbaia, il vento che ulula, le persone all'esterno, etc.). Ma l'audio ASMR ha l'ulteriore vantaggio di stimolare il rilassamento, il che può renderlo una scelta migliore rispetto al rumore bianco per coloro che hanno difficoltà ad addormentarsi a causa del "rumore interno" (ovvero cervello iperattivo o stressato).

Perché alcune persone trovano il rilassamento durante l'ASMR più rilassante e piacevole rispetto al rilassamento che potrebbero provare durante la consapevolezza o la meditazione?
Forse la risposta è in questa analogia: consapevolezza e meditazione possono essere paragonati all’uso di un grattaschiena su noi stessi, ma ASMR è come se qualcun altro ci grattasse la schiena. Entrambi sono possono dare sollievo, ma il secondo può essere più divertente per molte persone. Con la meditazione la persona deve prestare attenzione a sé stessa e deve essere gentile con sé stessa, mentre con l'ASMR si ha la percezione che un'altra persona presti attenzione a noi mostrandosi cordiale.
Insomma, potremmo semplicemente rilasciare una maggiore quantità di neurotrasmettitori cerebrali del benessere (endorfine, dopamina, ossitocina, serotonina) quando qualcun altro si prende il tempo e gli sforzi per aiutarci rispetto a quando aiutiamo noi stessi.

Recenti teorie scientifiche attribuiscono all'ASMR un aumento del rilascio di endorfine che sarebbero alla base della sensazione di rilassamento e sonnolenza. Le endorfine stimolano anche la dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e che ricorda a un individuo quali video ASMR sono i migliori per innescare le endorfine, e quindi mantiene l'individuo concentrato su un video apparentemente poco interessante per 30 minuti o più.
La sensazione di relax provata durante l’ASMR è dovuta in parte anche all’ossitocina, un’altra molecola fondamentale per i legami. L'ossitocina è un neurotrasmettitore e un ormone stimolato dalle endorfine.
È probabile che l’ossitocina sia la causa principale del comfort, del rilassamento e della diminuzione dello stress dell’ASMR. Anche l'ossitocina contribuisce al formicolio perché aumenta la sensibilità dei recettori delle endorfine. L’ossitocina e le endorfine insieme sono anche molto efficaci nel ridurre il cortisolo, un ormone rilasciato durante lo stress cronico.
L'ossitocina è anche un forte stimolatore del neurotrasmettitore serotonina responsabile dei sentimenti di soddisfazione e benessere dopo aver sperimentato l'ASMR.

La sensazione di brivido dell’ASMR a differenza di quella provocata dalla musica o da altra esperienza emotiva che possono durare al massimo una decina di secondi, negli individui che rispondono all'ASMR le sensazioni di formicolio indotte da uno stimolo scatenante possono durare diversi minuti o più (6, 7).
I trigger ASMR ovvero gli stimoli utilizzati per indurre l'ASMR sono molto vari, i più diffusi sono quelli in cui si percepisce una posizione di stretta vicinanza in giochi di ruolo (attività di massaggio, di estetica, esame medico, osservare una persona che si trucca) o sussurri e suoni vicini alle orecchie.

L'integrazione dell'ASMR in programmi di cessazione tabagica potrebbe rivelarsi un approccio promettente per supportare i fumatori nel raggiungere e mantenere l'astinenza, migliorando così la loro salute e il loro benessere complessivo.

Fermo restando che è importante considerare le preferenze individuali dei pazienti e adattare l'approccio terapeutico in base alle loro esigenze specifiche, si riporta una descrizione sintetica dei principali trigger o tipi di ASMR ordinati in ordine alfabetico, segnalando in grassetto quelli che potrebbero essere più indicati come ausilio nel disturbo da uso di tabacco e nelle dipendenze in genere.
1. Affirmations: L'ASMR artist pronuncia frasi positive e motivazionali per rilassare gli spettatori, contribuendo a migliorare l'umore e la motivazione dei pazienti durante il percorso di disintossicazione.
2. Binaural: Utilizza un microfono che permette di differenziare il suono tra il canale destro e sinistro delle cuffie, creando un effetto immersivo.
3. Brushing: Sfrutta l'utilizzo di oggetti per produrre suoni di sfregamento e strofinamento.
4. Close Up: L'ASMR artist si registra con il volto molto vicino alla telecamera, inquadrando solo il suo viso.
5. Compliments: L'ASMR artist elargisce complimenti agli spettatori.
6. Crinkling: Si basa sul fruscio prodotto da confezioni o incarti stropicciati.
7. Cupping: Sfrutta il rumore prodotto dalle mani a coppetta o da strumenti simili, appoggiati e mossi vicino al microfono.
8. Eating: I suoni del cibo e del mangiare sono il trigger principale.
9. Hands Movements: L'ASMR artist muove lentamente le mani per rilassare gli spettatori, offrendo una forma di distrazione e rilassamento che può aiutare a ridurre l'ansia e lo stress associati all'astinenza dalla nicotina.
10. Inaudible: Si sente una voce umana, ma non è possibile comprendere le parole pronunciate.
11. Keyboard: Utilizza il rumore dei tasti premuti su una tastiera.
12. Light: Prevede l'uso di luce o di una torcia nel video.
13. Mouth Sounds: L'ASMR artist produce suoni con la bocca, come lo schiocco di baci.
14. No Talking: Contenuti senza voci umane, ma ricchi di trigger prodotti dai rumori di oggetti o ambienti che possono favorire la concentrazione e la calma nei pazienti durante il percorso di cessazione
15. Roleplay: Simula situazioni e personaggi attraverso un gioco di ruolo (attività di massaggio, di estetica, esame medico, osservare una persona che si trucca) che possono aiutare a gestire gli stimoli che conducono verso il fumo.
16. Scratching: L'ASMR artist gratta la superficie di oggetti con le unghie.
17. Soft Spoken: L'ASMR artist parla a bassa voce, senza sussurrare.
18. Stroking: Prevede movimenti che riproducono l'azione dell'accarezzare.
19. Tapping: Si basa sul picchiettio di dita o oggetti su varie superfici.
20. Tongue Clicking: Consiste nel far schioccare la lingua.
21. Touching/Face Touching: L'ASMR artist finge di toccare l'utente, muovendo le mani vicino alla telecamera e al microfono.
22. Whispering: Si basa sulla tecnica del sussurro per creare un'esperienza lieve e rilassante.
23. Words: Consiste nella ripetizione di una o più parole.

Osservare i contenuti multimediali ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) senza avere un'adeguata comprensione e contestualizzazione del fenomeno può effettivamente sembrare bizzarro e i contenuti possono apparire insulsi o privi di senso; peraltro, gli ASMR artist, spesso donne, potrebbero essere accomunate a bipedi giulive se non se ne coglie il reale scopo e significato. Inoltre, è bene sottolineare che da un punto di vista scientifico, al momento non è possibile attribuire all'ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response) il valore di una vera e propria soluzione terapeutica. Tuttavia, non si può negare che questo fenomeno stia suscitando un crescente interesse e che alcuni studi preliminari suggeriscano potenziali benefici.

1. Heenam Yoon, Hyun Jae Baek: External Auditory Stimulation as a Non-Pharmacological Sleep Aid. Sensors (Basel). 2022 Feb 7;22(3):1264. 
2. Szczepan Paszkiel, Paweł Dobrakowski, Adam Łysiak: The Impact of Different Sounds on Stress Level in the Context of EEG, Cardiac Measures and Subjective Stress Level: A Pilot Study. Brain Sci. 2020 Oct 13;10(10):728.
3. Mohamad Awada, Burcin Becerik-Gerber, Gale Lucas, Shawn Roll: Cognitive performance, creativity and stress levels of neurotypical young adults under different white noise levels. Sci Rep. 2022 Aug 26;12(1):14566
4- Paul D McGeoch, Romke Rouw: How everyday sounds can trigger strong emotions: ASMR, misophonia and the feeling of wellbeing. Bioessays. 2020 Dec;42(12):e2000099.
5.Helge Gillmeister, Angelica Succi, Vincenzo Romei, Giulia L Poerio: Touching you, touching me: Higher incidence of mirror-touch synaesthesia and positive (but not negative) reactions to social touch in Autonomous Sensory Meridian Response. Conscious Cogn. 2022 Aug:103:103380. 
6. Del Campo, Marisa A., Thomas J. Kehle: Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR) and Frisson: Mindfully Induced Sensory Phenomena That Promote Happiness. International Journal of School & Educational Psychology 4, no. 2 (2016): 99–105.
7. Beverley Fredborg, Jim Clark, Stephen D Smith: An Examination of Personality Traits Associated with Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR). Front Psychol. 2017 Feb 23:8:247.
Guglielmo Lauro
medico
Per approfondimenti: https://asmruniversity.com/ 

venerdì 31 maggio 2024

31.05.24 Giornata Mondiale senza Tabacco

Il tema del World No Tobacco Day del 2024 è "difendere i più piccoli dalle interferenze dell'industria del tabacco". Si tratta di un obiettivo importante per proteggere la salute e il benessere dei giovani e garantire loro un futuro libero dagli effetti nocivi dei prodotti del tabacco.
Nell'ultimo ventennio, le case produttrici di tabacco hanno adottato strategie di marketing aggressive e manipolative, puntando con particolare insistenza sui giovani nell'intento di indurli alla dipendenza fin dalla più tenera età. Questo approccio predatorio mira a compensare le pesanti perdite di mercato causate dall'elevata mortalità legata all'uso del tabacco, la quale sottrae all'industria nicotinica consistenti fette di consumatori.
Proteggere i minori dalle interferenze dell'industria del tabacco dovrebbe essere una priorità fondamentale per i governi. Purtroppo, il governo italiano risulta essere particolarmente permeabile alle influenze di questo potente settore industriale (1).
D'altra parte, un governo che non riesce a difendere sé stesso dall'interferenza dell'industria del tabacco, qualsiasi tentativo cerchi di intraprendere per "tutelare" i propri cittadini sarà inefficace e potenzialmente dannoso, in quanto mancherà di credibilità, di risorse adeguate e di capacità di implementare misure di protezione coerenti. Anzi il nostro governo sembra rincorrere le passività di bilancio attraverso un aumento della distribuzione già capillare di prodotti del tabacco contribuendo così a promuoverne l'uso, aggravando i problemi di salute pubblica e aumentando i costi sanitari a lungo termine. La capillare rete distributiva del tabacco in Italia conta, infatti, circa 67'700 punti vendita, pari a 112 unità ogni 100'000 abitanti.

Tuttavia, fintanto che il governo continuerà a considerare l'industria del tabacco come un partner economico e strategico, qualsiasi azione di contrasto è destinata a rivelarsi inefficace.
Ne è una chiara dimostrazione il recente protocollo d'intesa siglato nel marzo 2024 tra il Ministero dell'Agricoltura e Philip Morris, a sostegno della tabacchicoltura nazionale. Sarebbe stato invece più opportuno promuovere attivamente la riconversione delle coltivazioni di tabacco verso produzioni alternative. Per non parlare delle generose donazioni dell'industria del tabacco ai principali partiti politici i quali subiranno inevitabilmente un'influenza indebita che orienterebbe le loro scelte a favore degli interessi commerciali del settore, anche a discapito della salute pubblica. Peraltro, trattandosi di donazioni che avvengono in modo poco trasparente, si sollevano legittime perplessità che compromettono la fiducia dei cittadini nell'integrità della classe politica.
A completare il quadro delle interferenze vi è il rinnovo della collaborazione tra l'Arma dei Carabinieri e Philip Morris Italia, annunciata nel maggio 2024, e che continua a gettare ombre sulla presunte iniziative finalizzate a promuovere la cultura della legalità presso i gestori delle tabaccherie anche con eventi formativi su temi ambientali.
Insomma, una serie di protocolli di intesa che compromettono la credibilità nelle istituzioni e appaiono in netto contrasto con gli sforzi necessari per ridurre efficacemente il consumo di tabacco e i suoi effetti nocivi sulla salute pubblica.
Finché il governo manterrà un atteggiamento permissivo e favorevole nei confronti dell'industria del tabacco siglando accordi improbabili e di dubbia utilità, sarà estremamente difficile ottenere risultati apprezzabili nella lotta contro il tabagismo.
Si tratta, infatti, di accordi viziati da un palese conflitto di interessi e anche sono animati da obiettivi in apparenza nobili, celano inevitabili forme di corruzione, comportamenti scorretti, tattiche manipolative, etc. (1).

La legge Sirchia ha rappresentato la prima vera azione di contrasto al tabagismo, seguita da un periodo di stasi durato 14 anni (2010-2023) in cui la prevalenza del fumo in Italia si è mantenuta stabilmente al di sopra del 20% (fig.1). 

fig.1: prevalenza del fumo di tabacco in Italia nel periodo 2010-2023

Ma qual è l'attuale dimensione del fenomeno?
fig. 2: prevalenza del fumo di sigarette in Italia negli ultimi 25 anni (2001-2024)

Nel 2024, l'Istituto Superiore di Sanità ha registrato una significativa riduzione del numero di fumatori, con una prevalenza scesa al 19,3% (fig.2). Tuttavia, questo risultato non può essere considerato un reale successo, poiché è accompagnato da:
  • un consistente aumento del consumo di prodotti da svapo (cioè non a combustione, come sigarette elettroniche e sigarette a tabacco riscaldato)
  • un incremento significativo dell'uso di questi prodotti tra i giovani, soprattutto tra le ragazze
  • un aumento delle condizioni di policonsumo, ovvero l'uso combinato di diversi prodotti del a base di nicotina.
Purtroppo, le scelte imprudenti delle amministrazioni sanitarie hanno ulteriormente aggravato la situazione. Negli ultimi 15 anni, è stato chiuso oltre il 43% degli ambulatori per il trattamento del tabagismo (fig. 3).
fig. 4: Centri Antifumo in Italia negli ultimi 15 anni (2010-2024)

Infatti, dal 2010 al 2024 il loro numero è diminuito da 396 a soli 223, con la soppressione di ben 173 strutture, soprattutto al Sud Italia e nelle Isole, dove la presenza di tali Centri è da sempre sottodimensionata. Il valore del 20% del Sud e Isole uguale al 20% del Centro sono dati che vanno considerati anche in base alla superficie di Sud e Isole che è doppia rispetto al Centro ed è pari rispetto al Nord, di conseguenza, il Sud e Isole ha per unità di superficie la metà dei Centri Antifumo rispetto al Centro e un terzo dei Centri Antifumo rispetto al Nord (fig. 5). 
fig. 5: distribuzione dei Centri Antifumo nel 2024

Dunque demolire i Centri Antifumo appare una decisione a dir poco incomprensibile, considerando l'importanza di tali strutture che possono essere annoverate tra i servizi sanitari che producono più salute con il più basso impegno di risorse. Tali strutture, infatti, richiedono spese molto limitate, in quanto i farmaci vengono acquistati direttamente dai pazienti che si fanno carico anche di eventuali esami di laboratorio o altre prestazioni aggiuntive. Si tratta quindi di un investimento estremamente vantaggioso nell'ottica della promozione della salute pubblica.

Intanto, appare molto difficile ipotizzare il raggiungimento dell'obiettivo OMS di ridurre il tabagismo entro il 2025 del 30% rispetto ai livelli del 2010, giungendo cioè a una prevalenza del 15,2%.
Tuttavia, alcuni segnali positivi provengono dai piani regionali di prevenzione che riportano il controllo del tabagismo in maniera trasversale in diversi Programmi Predefiniti:
PP1: Scuole che promuovono salute
PP3: Luoghi di lavoro che promuovono salute
PP4: Dipendenze
PP9: Ambiente, clima e salute.
A tale proposito si sottolinea che nell'ambito del Piano Nazionale di Prevenzione, la collaborazione tra il Dipartimento Dipendenze e il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL Caserta rappresenta un modello incoraggiante per potenziare gli interventi di contrasto al tabagismo, almeno a livello locale dove il fenomeno è particolarmente preoccupante (fig. 6).
fig. 6: Indagine ISS 2023 sulle prevalenze dei fumatori al Nord, Centro e Sud e Isole.

Nelle regioni meridionali e insulari d'Italia si registra una prevalenza di fumatori nettamente superiore alla media nazionale. 
Poiché i costi sanitari derivanti dal consumo di tabacco ricadono sulle singole Regioni, sarebbe opportuno valutare la possibilità di conferire a tali regioni "meno virtuose" la facoltà di applicare accise supplementari sui prodotti del tabacco.
Ciò consentirebbe di compensare gli ingenti oneri sanitari causati dall'elevato tasso di fumo all'interno di tali territori regionali. In tal modo, le regioni più colpite dai costi sanitari legati al tabagismo potrebbero disporre di maggiori risorse per affrontare questo fenomeno e i suoi impatti.
Video: Allarme tabagismo al Sud e Isole, maglia nera alla Campania

Secondo un comunicato stampa dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 30 maggio 2024, la Regione Campania rimane tra le regioni del Sud Italia con i più alti tassi di prevalenza di fumatori (2). Questo quadro riflette fattori socioeconomici, culturali e stili di vita caratteristici della Regione, che richiedono pertanto interventi mirati di prevenzione e sensibilizzazione sul tema del fumo.

Guglielmo Lauro
medico

Giornata Nazionale Senza Tabacco: impegno congiunto del Dipartimento di Prevenzione e Dipartimento Dipendenze nel contrasto al fumo di tabacco



Nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, l’ASL Caserta, individuata quale capofila per il Programma Predefinito 03 (PP03) "Luoghi di lavoro che promuovono salute", attraverso il Dipartimento di Prevenzione unitamente al Dipartimento Dipendenze, ha promosso un evento funzionale al suddetto PP03 sull'area tematica "Contrasto al fumo di tabacco" in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco.


L'evento si è svolto nella splendida location della Reggia di Carditello a San Tammaro.


Il Direttore Generale, Amedeo Blasotti, nel corso dei saluti istituzionali ha richiamato l'attenzione sull'importanza di promuovere stili di vita salutari e di contrastare i fattori di rischio evitabili, al fine di ridurre il numero di malati cronici e quindi il carico di ricoveri ospedalieri. In questa prospettiva il Direttore ha incoraggiato l'adozione della nuova prospettiva del piano regionale che prevede che le aziende pubbliche o private assumano la titolarità di luoghi che promuovono salute in un'ottica integrata e di rete. Difatti, la finalità della collaborazione congiunta tra Dipartimento di Prevenzione e Dipartimento Dipendenze è quella di sensibilizzare all'attuazione di stili di vita salutari secondo una dinamica bidirezionale: dai luoghi di lavoro agli ambiti familiari e viceversa, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione.
I Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione e delle Dipendenze, rispettivamente il dott. Giancarlo Ricciardelli e la dott.ssa Lilia Nuzzolo hanno posto in risalto i brillanti risultati che stanno emergendo dalla sinergia tra le due articolazioni aziendali, resa possibile anche grazie al prezioso contribuito fornito della dott.ssa Rosa Giglio del Dipartimento di Prevenzione.

Un cospicuo numero di aziende di alto profilo ha aderito alle nuove prospettive del piano regionale della prevenzione promosse dall'ASL Caserta e i lavoratori di tali aziende hanno risposto con interesse all’indagine conoscitiva predisposta sul tabagismo in occasione del suddetto evento.
Dall'indagine è emersa una percentuale di lavoratori fumatori pari al 22%, valore in linea con i dati epidemiologici illustrati dal dott. Angelo D'Argenzio del Dipartimento di Prevenzione. Un altro dato degno di menzione riguarda il desiderio di smettere di fumare che si attesterebbe intorno al 54%, anche se soltanto il 5% si è rivolto a operatori sanitari. Si è ritenuto, quindi, opportuno fornire informazioni circa gli strumenti specialistici disponibili presso l’ASL Caserta per la disassuefazione dall’utilizzo di prodotti del tabacco, offrendo un percorso dedicato ai fumatori delle aziende aderenti al progetto Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute (LLPS).
È stato posto in risalto anche il ruolo del medico competente, fondamentale nella promozione della salute all'interno delle aziende; tale argomento è stato sviluppato dal dott. Cristiano Mirisola del Dipartimento di Prevenzione, che ha ribadito la necessità che ogni lavoratore benefici di un accesso equo a servizi sanitari di qualità e di condizioni di lavoro salubri e sicure.
La dott.ssa Rosa Orabona del Dipartimento di Prevenzione ha rimarcato la necessità di sensibilizzare i lavoratori sui danni derivanti dal fumo di tabacco, riportando al riguardo la sua personale esperienza con grande coinvolgimento emotivo, rendendo in tal modo l'argomento ancora più rilevante e convincente.
Il dott. Giovanni Di Martino del Dipartimento Dipendenze ha focalizzato il tema della multifattorialità causale del fenomeno tabagico, soffermandosi in particolare sui processi di condizionamento psicologico e sui tratti di personalità maggiormente correlati a tale fenomeno favorendone la cronicizzazione.
Il dott. Guglielmo Lauro del Dipartimento Dipendenze ha descritto i principali percorsi di cura attuati all'interno del Centro Antifumo Quit, riportando alcune esemplificazioni cliniche ed evidenziando, al tempo stesso, i principali fattori di mantenimento del disturbo da uso di tabacco.

Enti, istituzioni pubbliche, imprese e aziende private interessate ad aderire al Programma "Luoghi di Lavoro Promotori di Salute" (LLPS) possono ottenere informazioni più dettagliate cliccando qui.
L'obiettivo è quello di rendere facilmente accessibili i dettagli e le opportunità offerte dal Programma LLPS, in modo da incoraggiare un numero sempre maggiore di organizzazioni a impegnarsi attivamente nella promozione della salute e del benessere dei propri dipendenti.

Giovanni Di Martino
(psicologo)
Guglielmo Lauro
(medico)

Giornata Mondiale Senza Tabacco 2024: incontro-dibattito al Centro Akropolis di Santa Maria Capua Vetere

In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2024, si è tenuto un importante incontro dibattito presso il Centro Giovani Akropolis, rivolto agli studenti degli istituti scolastici secondari di 2° grado. L'evento, che ha visto la partecipazione di oltre 100 ragazzi, ha avuto l'obiettivo di sensibilizzare i giovani sui rischi del tabagismo e sulle strategie per liberarsi dalla dipendenza. 

I saluti istituzionali e l'avvio dell'evento

L'incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del Direttore Generale dell'ASL, del Direttore del Dipartimento Dipendenze, dell'Assessore Pubblica Istruzione del Comune e del Sindaco.
Il Direttore Generale ha rivolto la sua attenzione principalmente alle ragazze, evidenziando l'impatto significativo che i prodotti del tabacco possono avere sulla loro salute riproduttiva futura e sulle ripercussioni che ciò comporta per l'intera società. In effetti, questa consapevolezza è supportata da dati emersi da recenti indagini dell'Istituto Superiore di Sanità, che confermano come, nella fascia d'età compresa tra i 14 e i 17 anni, le ragazze presentino una prevalenza di consumo di tabacco nettamente superiore rispetto ai ragazzi. 
A seguire, sono stati sviluppati i temi centrali della giornata: la dimensione italiana del fenomeno del tabagismo specie al sud e isole dove la realtà è ancora più allarmante, lo sviluppo del disturbo da uso di tabacco e le strategie per proteggersi dagli inganni dell'industria del tabacco. Inoltre, sono stati messi a fuoco i processi di condizionamento psicologico del comportamento tabagico e le motivazioni principali che ne favoriscono il mantenimento.
L’incontro-dibattito è stato dunque sviluppato attorno al tema promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2024: "Proteggere i ragazzi dalle interferenze dell’industria del tabacco".

Le testimonianze e il questionario

Particolare risalto è stato dato alle testimonianze dei partecipanti nei confronti del tabacco. Tra queste, ha colpito molto l’intervento di una paziente del Centro Antifumo che grazie al suo carico di esperienza si è rivolta ai ragazzi come una nonna; la sua spontaneità e l'intensità delle sue parole hanno profondamente toccato i presenti, coinvolgendo i ragazzi grazie alla sua immediatezza e semplicità comunicativa.

Un momento importante dell'incontro è stato quello dedicato al questionario online somministrato ai ragazzi tramite i loro telefonini. I dati emersi sono stati commentati in tempo reale, offrendo un quadro non proprio confortante. Eccone i dati salienti:

  • Fumo: il 23% degli studenti fuma sigarette tradizionali con una media di 15-20 sigarette al giorno. Due terzi hanno iniziato a fumare per curiosità, l'86% fuma con gli amici e il 14% da solo. Tra chi fuma, il 29% vorrebbe smettere.
  • Svapo di prodotti a tabacco riscaldato: il 19% degli studenti svapa sigarette a tabacco riscaldato, il 75% svapa con gli amici e il restante 25% svapa per metà da solo e per l'altra metà con i familiari. Il 12% di chi svapa questo tipo di sigaretta vorrebbe smettere.
  • Svapo di e-cig con nicotina: il 18% degli studenti svapa sigarette elettroniche, principalmente ricaricabili e con nicotina. Il 53% è attratto da queste sigarette per il sapore, il 93% le svapa con gli amici e il 7% da solo. Nessuno degli intervistati ha espresso il desiderio di smettere di svapare e la percezione dei rischi sulla salute è molto bassa.

Influenza dell'ambiente: il 54% degli studenti riferisce che la maggior parte delle persone che frequenta fuma o svapa. Inoltre, l'88% ha dichiarato che familiari fumano; e a tale proposito si evidenzia quanto sopra riportato e cioè che alcuni ragazzi dichiarano di usare sigarette a tabacco riscaldato anche in famiglia; tale dato potrebbe essere riconducibile al fatto che anche i familiari usano sigarette a tabacco riscaldato ritendole meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, influenzando in tal modo il comportamento di tali ragazzi.

È fondamentale poi che, dal punto di vista normativo, i nuovi prodotti come le sigarette elettroniche vengano equiparati ai prodotti del tabacco tradizionali. Ciò significa che l'utilizzo di tali prodotti debba essere vietato negli stessi luoghi in cui è attualmente proibito fumare le sigarette convenzionali. Attualmente, la mancata equiparazione normativa crea confusione e genera l'errata percezione tra i giovani che l'utilizzo delle sigarette elettroniche sia privo di rischi per la salute, proprio perché è consentito in luoghi dove il fumo di tabacco è vietato. 

Sarebbe pertanto auspicabile procedere a una regolamentazione che assimili i nuovi prodotti al tabacco, al fine di evitare una pericolosa rinormalizzazione del consumo di nicotina tra le fasce più giovani della popolazione.

Un quadro preoccupante e la necessità di un intervento

I dati emersi dal questionario sono allarmanti e mettono in luce la necessità di un intervento concreto per contrastare la diffusione del tabagismo e dello svapo tra i giovani. È fondamentale attuare campagne di sensibilizzazione più efficaci, che coinvolgano direttamente i ragazzi e che li educhino sui rischi del tabagismo e sulle strategie per liberarsi dalla dipendenza, ma sarebbe necessario anche il coinvolgimento delle famiglie in un'azione coordinata di prevenzione, informazione e supporto.

L'incontro al Centro Giovani Akropolis di Santa Maria Capua Vetere rappresenta un passo importante in questa direzione, ma è necessario un impegno costante da parte di tutte le istituzioni e della società civile per tutelare la salute dei giovani e costruire un futuro libero dal tabacco.

Giovanni Di Martino
(psicologo)
Guglielmo Lauro
(medico)