mercoledì 1 giugno 2011

Smettere aiuta gli altri a smettere


In merito all’obiettivo “SerT senza fumo” proposto nell’ambito dei SerT della ex ASL CE/2 (v. post del 15 marzo 2011: "Lettera aperta ai direttori...") si è registrata una riduzione del fumatori di circa il 10% e con un sensibile miglioramento della salubrità nei suddetti ambienti di lavoro per il rispetto del divieto di fumare. Si coglie l'occasione per complimentarsi con gli operatori che hanno smesso  di fumare,  per incoraggiare quelli che ci hanno tentato ma ci ritenteranno, e per ringraziare tutti coloro che pur non sentendosi ancora pronti a smettere rispettano e fanno rispettare chi non fuma
Guglielmo Lauro

lunedì 30 maggio 2011

Giornata Mondiale senza Tabacco: 31 maggio 2011

Sei milioni di morti ogni anno: è questo il prezzo, in termine di vite, che l'umanità paga al fumo. Dunque oltre la metà di tutti i fumatori muoiono per patologie legate al consumo di tabacco senza contare che il fumo passivo colpisce tutti indistintamente: i morti per il fumo passivo sono stimati in circa 600mila all'anno. Uno scenario decisamente drammatico, reso evidente da un altro dato: ogni 6 secondi, nel mondo, una persona muore a causa del fumo. Il tabacco, prodotto legale e fonte di reddito per produttori, uccide più dell‘AIDS, la malaria e la tubercolosi messi insieme. 
Tutte le realtà che si occupano di lotta contro il fumo di tabacco (CAF annessi ai Dipartimenti Dipendenze o alle Aziende Ospedaliere) attraverso l’interessamento e il coinvolgimento della Regione sono state sollecitate ad incrementare l’impegno per le attività di prevenzione rivolte su quattro aree di particolare interesse:
·         gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale
·         gli ambienti di lavoro
·         i giovani
·         i servizi per la cessazione del fumo.
Quest'anno in occasione della 13ma edizione della giornata mondiale senza tabacco il Settore Fasce Deboli della Regione Campania ha promosso per il 31 maggio 2011 una giornata di sensibilizzazione ed informazione sul tema.
L’iniziativa, realizzata presso l’aula magna dell’Ospedale Monaldi, introdotta dal Sen. Calabrò vedrà la partecipazione di clinici ed esperti della Sanità Campana maggiormente impegnati nel campo della lotta al fumo ed alle patologie correlate.
Gli interventi focalizzeranno l’attenzione, secondo quanto auspicato dal tema scelto dall’OMS per il 2011 (The WHO Framework Convention on Tobacco Control - La convenzione quadro dell’OMS sul Controllo del Tabacco) con relazioni che approfondiranno la problematica con un approccio multidisciplinare.
Nella parte centrale della giornata verranno presentati i progetti, promossi e finanziati dalla Regione Campania, che saranno realizzati dai Centri Antifumo Regionali, sulle quattro aree di intervento sopra menzionate.


Intanto si dà un profilo riguardante la prevalenza dei fumatori in Italia suddivisi per sesso e per area in base ai dati dell'Osservatorio Fumo Alcol e Droga (OssFAD), organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità.
Guglielmo Lauro
Vedi anche:
Giornata Mondiale senza Tabacco: 31 maggio 2010
Giornata Mondiale senza Tabacco: 31 maggio 2009

lunedì 16 maggio 2011

Eventi "Senza Fumo"... speriamo che se lo ricordino!!!


Il 16 maggio 2011 la FederSerD ha sottoscritto un protocollo d'intesa a validità triennale (soggetto a tacito rinnovo annuale se non disdetto alla scadenza) con la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) concordando di realizzare congiuntamente progetti di formazione e di educazione mirati ai propri operatori sanitari per la diffusione delle competenze cliniche in questo campo e di dichiarare ufficialmente le manifestazioni scientifiche organizzate (congressi, convegni, corsi, giornate di studio) come manifestazioni "Senza Fumo" e a pubblicizzarle in questo modo in occasione dei vari eventi.
Iniziativa lodevole e meritoria... aspettiamo i risultati!
Guglielmo Lauro

giovedì 28 aprile 2011

28.04.2011: giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro


La prevenzione nei luoghi di lavoro accanto all’azione di controllo, valorizza la promozione della salute come strumento strategico innovativo per favorire la creazione e il mantenimento di ambienti di lavoro sani e che stimolino stili di vita sani.

Va osservato che arieggiare una stanza fumosa per quanto possa minimizzare l'odore di tabacco, elimina solo parzialmente le componenti chimiche di cui è fatto il fumo, ma la qualità dell’aria nei locali frequentati dal fumatori rimane pessima anche dopo che questi se n'è andato.
In alcuni stati americani, come ad esempio Pennsylvania e Dakota, è stato recentemente introdotto il divieto di assunzione negli ospedali per i medici che fumano. C'è chi propone di adottare tale provvedimento, piuttosto singolare, anche in Italia. Il prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri di Bergamo, spiega le ragioni a favore. Eccole in sintesi:
  • fumare sottrae risorse ad altri: il fumo è sempre meno una decisione individuale, perché, nei Paesi dotati di servizio sanitario pubblico come il nostro, chi si è ammalato in quanto fumatore, pesa sulle spese sanitarie, a svantaggio di chi si è ammalato non per propria causa;
  • i medici devono dare l'esempio: le strutture sanitarie sono fatte non solo per curare, ma anche per prevenire le malattie e l'esempio del medico che fuma è molto grave, considerato che muoiono per causa del fumo, solamente in Italia, 70 mila persone l'anno, e non solo per cancro al polmone;
  • il divieto costituirebbe un messaggio molto efficace contro il fumo: il fatto che gli ospedali assumano una decisione del genere aiuterebbe a capire meglio la gravità del problema.
Va osservato che, da un punto di vista della sicurezza, un ambiente di lavoro in cui si fuma si vengono a creare i seguenti rischi:

  • Rischio infortunistico
  • Rischio incendio
  • Danni ad attrezzature (tastiere, unità centrale di PC, climatizzatori, etc.)
  • Rischio da esposizione al fumo passivo
  • Rischio di interazione tra fumo di sigaretta ed altre sostanze tossiche (il fumo può agire sinergicamente con le sostanze tossiche presenti nel luogo di lavoro causando un effetto moltiplicativo; soprattutto in presenza di varie fonti di inquinamento indoor: stampanti laser, fax, fotocopiatrici, nonché di inquinamento outdoor quale l’asbesto (Billings CG, 2000).
A proposito di inquinamento outdoor, la presenza di “canali/condotte/gronde in Eternit in evidente stato vetusto” già caratterizzano molte delle nostre strutture sanitarie. L'Eternit (fig. a dx) è una particolare forma di cemento-amianto (asbesto) in passato molto utilizzato in edilizia e la cui produzione è cessata nel 1994. E l’abitudine al fumo potenzierebbe inevitabilmente l’effetto dell’asbesto prolungando la ritenzione polmonare delle fibre da cui è costituito.
Un recente studio riporta il rischio relativo di incidenza del cancro al polmone in soggetti fumatori di oltre 20 sigarette al giorno (precisamente oltre 20 pack-years) ed esposti all'amianto; detto rischio è stato circa due volte superiore rispetto ai non fumatori (1). Dunque la strategia della cessazione del fumo di tabacco fra gli individui esposti alla polvere di amianto potrebbe potenzialmente avere effetti di promozione della salute (1). 

Il secondo fattore di rischio per il cancro del polmone dopo il fumo è il radon. Si tratta di un gas radioattivo naturale che interagisce con il fumo di tabacco in modo più che additivo, e una delle zone con maggior presenza di radon in Italia è proprio la Campania.
A questo punto va fatta una considerazione: i programmi di cessazione tabagica sono più convenienti rispetto ai programmi di bonifica del radon e poi presentano un'ulteriore opportunità per ridurre il rischio di danni da radon per i fumatori.


1. Świątkowska B, Szubert Z, Sobala W, Szeszenia-Dąbrowska N: Predictors of lung cancer among former asbestos-exposed workers. Lung Cancer. 2015 Sep;89(3):243-8.
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 22 aprile 2011

22 aprile 2011: Earth Day (giornata mondiale della Terra)

La Terra, un cliente soddisfatto! Così lasciava intendere una pubblicità del 1963. E nonostante ci siamo resi conto del pacco che ci hanno rifilato, si continua ad inquinare la Terra con il fumo di tabacco e i suoi puzzolenti residui (le cicche).
Quale impatto ambientale può provocare una piccola cicca di sigaretta buttata a terra? È una questione di numeri. Il carico nocivo di una singola cicca è relativamente basso (ingerire una sola cicca può causare in un bambino problemi respiratori fino alla paralisi), ma occorre calcolare l’impatto dei 72 miliardi di cicche prodotte ogni anno in Italia da 13 milioni di fumatori, cioè da circa 195 milioni di cicche al giorno e a un quantitativo di cenere di circa 3.600 tonnellate l’anno (oltre all’inquinamento indoor, alla perdita di decoro urbano, ai pericoli del fumo alla guida).

L’impatto ambientale del contenuto nocivo delle cicche abbandonate in strada, sulle spiagge e nei luoghi naturali è preoccupante. I danni maggiori derivanti dalla dispersione nell'ambiente dei mozziconi riguardano i mari, dove prima o poi finiscono le cicche disperse. Gravissime sono le conseguenze per l'ecosistema e la fauna marina, tanto che mozziconi di sigaretta si rinvengono comunemente negli stomaci degli uccelli, tartarughe marine e altre creature marine. È dunque preoccupante la raccolta delle cicche così come il loro smaltimento; e poi anche se trasportati in discarica i mozziconi continuano a inquinare. 
Sulla base della normativa inerente la classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose le cicche di sigaretta dovrebbero essere classificate come rifiuto pericoloso per l’ambiente e come tale trattate. Contrariamente a questo principio, invece, vengono immesse in ambiente senza nessun criterio e nessuna precauzione.
Non esistendo normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni, la maggior parte delle cicche imbrattano i marciapiedi e il suolo, o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria. Poiché le cicche contengono gli stessi prodotti chimici presenti nel fumo è quanto mai evidente l’opportunità di classificare le stesse come prodotto tossico per l’ambiente.
Guglielmo Lauro
(medico)