- Sebbene l’ospedale abbia adottato dei provvedimenti nei confronti del fumo, essi sono considerati dai più insufficienti.
- Molto spesso si osservano persone che fumano: in primis visitatori, ma anche degenti e operatori sanitari.
- I luoghi ospedalieri in cui si osservano fumatori sono in ordine decrescente di frequenza: pertinenze all’esterno, corridoi, aree di ristoro, postazioni di lavoro, bagni e sale d’attesa.
- Quasi mai vengono fornite tutte le informazioni, le indicazioni ed i riferimenti terapeutici per smettere di fumare.
Da un'osservazione generale si è potuto evidenziare che l'introduzione del divieto di fumo negli ospedali ha condotto ad una ridefinizione dei luoghi dove le persone si spostano per fumare. Infatti, con l'applicazione del divieto di fumo i fumatori tendono a spostare le aree in cui fumano al di fuori della struttura, in particolare in prossimità degli ingressi. Sarebbe, pertanto, auspicabile la necessità di estendere i divieti anche a quelle aree all'aperto (balconi ed ingressi di ospedali o ambulatori), in quanto zone di passaggio e di notevole visibilità. Purtroppo anche l'applicazione del divieto all'interno delle strutture appare spesso disatteso.
Preso atto che i fumatori disattendono ampiamente il divieto di fumo in ospedale vediamo nello specifico le peculiarità di ciascun ambiente ospedaliero nei confronti del fumo.
All’ospedale di Piedimonte Matese “Ave Gratia Plena” (24.11.10) c’è stato un notevole riscontro positivo da parte degli operatori sanitari che hanno approvato l’iniziativa e da parte di visitatori che si sono sottoposti a visite tabaccologiche preliminari (consulenza medica con anamnesi, effettuazione di test di dipendenza, di motivazione al cambiamento, misurazione del CO espiratorio).









