domenica 1 marzo 2015

8 marzo 2015 - giornata internazionale della donna (international women's day): Regalati salute!

Il tema della "Giornata Internazionale della Donna" 2015 è "Make it Happen" (fai sì che accada, realizzalo) e incoraggia le donne a perseguire attivamente i propri obiettivi e le proprie aspirazioni in tutti i campi, compreso quello della salute; pertanto, smettere di fumare dovrebbe essere l'obiettivo primario di tutte le fumatrici.
Le comuni malattie fumo correlate (cancro polmonare, malattie cardiache e broncopneumopatia cronica ostruttiva) una volta appannaggio del sesso maschile, attualmente non mostrano più tale preponderanza (1). Anzi, recenti studi riportano che il rischio di sviluppare malattie cardiache fumo correlate da parte delle donne ha superato le percentuali di rischio maschile (1). A tale proposito vanno messe in evidenza anche le differenze di genere per cui, nell'ambito dei fattori di rischio cardiovascolare, l'esposizione protratta al fumo di tabacco risulta molto più pericolosa per le donne che per gli uomini (2). Analogo discorso vale per l'inestetismo delle rughe che nelle donne sono più fortemente associate al fumo rispetto agli uomini (3).
Quindi per incentivare le donne a regalarsi salute, il Centro Antifumo Quit dell'ASL Caserta, come ogni anno, offre accesso gratuito a tutte coloro che si prenoteranno nella settimana dell'8 marzo direttamente da questo blog (cliccando qui).

1. McAfee T, Burnette D: The impact of smoking on women's health. J Womens Health (Larchmt). 2014 Nov;23(11):881-5.
2. Appelman Y, van Rijn BB, Ten Haaf ME, Boersma E, Peters SA: Sex differences in cardiovascular risk factors and disease prevention. Atherosclerosis. 2015 Jan 28.
3. Gunn DA, Dick JL, van Heemst D, Griffiths CE, Tomlin CC, Murray PG, Griffiths TW, Ogden S, Mayes AE, Westendorp RG, Slagboom PE, de Craen AJ: Lifestyle and Youthful Looks. Br J Dermatol. 2015 Jan 27.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche:

mercoledì 4 febbraio 2015

4 febbraio 2015: World Cancer Day

Slogan di quest'anno è "Not beyond us" (Non oltre di noi) per indicare che il trattamento può essere alla nostra portata e non irraggiungibile, e che quindi si può fare attivamente qualcosa.
È noto che il fumo di tabacco contrasta i trattamenti anti-cancro, abbassa i tassi di sopravvivenza dei pazienti e aumenta il rischio di ricaduta nella patologia neoplastica.
Nonostante ciò un numero significativo di pazienti continua a fumare e anche se ha alle spalle una diagnosi di cancro.
Secondo una recente ricerca dell'American Cancer Society (1) dopo circa 9 anni dalla diagnosi di cancro, quasi il 10% dei sopravvissuti continua a fumare sigarette. La stragrande maggioranza di questi, circa l’83%, sono fumatori con una media di 15 sigarette al giorno. Si tratta verosimilmente di persone che hanno una visione fatalistica della vita dopo il cancro, che pensano che la cosa peggiore che poteva loro accadere è accaduta ed è troppo tardi per cambiare. Dunque, bisogna sfatare falsi miti e idee sbagliate sul cancro tutt'oggi ancora molto diffuse.
Il suddetto studio (1) sottolinea innanzitutto come il fumo di tabacco possa creare forte dipendenza e poi che una diagnosi di cancro non garantisce che il paziente smetterà di fumare, anche se che lo stesso cancro risulti direttamente correlato al fumo. 
Insomma è importante seguire i pazienti neoplastici fumatori con interventi di prevenzione tabagica più adeguati e soprattutto più duraturi.
Peraltro, bisognerebbe intervenire nel periodo in cui la motivazione a smettere è più elevata che generalmente corrisponde all'epoca della diagnosi di neoplasia e non limitarsi per tali pazienti all'abituale follow-up di un anno.

1. Westmaas JL, Alcaraz KI, Berg CJ, Stein KD: Prevalence and Correlates of Smoking and Cessation-Related Behavior among Survivors of Ten Cancers: Findings from a Nationwide Survey Nine Years after Diagnosis. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2014 Aug 6.


Fumo e cancro: falsi miti e idee sbagliate

  • Dopo anni che si fuma smettere è inutile
FALSO. Vale sempre la pena di smettere di fumare; ogni sigaretta fumata aumenta il rischio, quindi in qualsiasi momento una persona decida di smettere di fumare, ne avrà comunque un guadagno. Gli studi dimostrano che sebbene il rischio non si azzeri del tutto, le probabilità di ammalarsi si riducono notevolmente quando si smette di fumare. 


  • Ciò che si fa da giovani ha un impatto limitato sul rischio di ammalarsi di cancro con l'avanzare dell'età.
FALSO, poiché molte delle abitudini di vita acquisite durante l'infanzia o l'adolescenza hanno un forte impatto sul rischio di ammmalarsi di cancro anche da anziani. Basta pensare all'importanza dell'alimentazione corretta o al fumo (abitudine spesso acquisita nell'adolescenza). Si può sempre correggere un comportamento errato, tuttavia evitarlo a priori è comunque la migliore strategia di prevenzione. In questo campo giocano un ruolo fondamentale le figure educative (genitori, insegnanti) che devono essere di esempio: è inutile insistere con un adolescente perché non fumi, se i genitori 'bruciano' un pacchetto di sigarette al giorno.


  • Per il cancro al polmone, è più rischioso vivere in una grande città che fumare
FALSO, l'inquinamento atmosferico può provocare molte malattie polmonari (asma, bronchiti croniche) incluso il cancro del polmone, ma le neoplasie dovute al fumo di sigaretta sono molto più numerose rispetto a quelle dovute all'inquinamento. Dunque, fumo e smog sono due inquinanti che si potenziano a vicenda, per cui se già si vive in una città inquinata sottoporsi al fumo di tabacco rende il danno molto più accentuato.

giovedì 1 gennaio 2015

Apriamo il nuovo anno mantenendo alta l'attenzione sulla tutela dei diritti dei non fumatori


Il fumo passivo resta tuttora una delle principali fonti di inquinanti indoor che può creare concentrazioni di polveri sottili molto elevate: fino a 100 volte superiori ai limiti di legge consentiti per l’ambiente esterno. Nonostante tutte le disposizioni antifumo, circa la metà dei bambini italiani da 0 a 13 anni, è ancora esposta al fumo passivo. La quota maggiore di fumatori passivi risiede nelle Regioni dell’Italia meridionale e insulare. D'altro canto secondo il sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) è in aumento la percentuale di popolazione che rispetta il no al fumo in casa (dal 71,6% nel 2008 al 78,3% nel 2012) (1).
Tuttavia la questione del fumo passivo, anche se egoisticamente è spesso sottovalutata specie dai fumatori, costituisce un problema di salute pubblica di grande importanza. Secondo recenti stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno muoiono 600'000 persone di cui 165'000 bambini a causa del fumo passivo: il 33% sono uomini, il 35% donne e il 40% bambini (2) che dunque sono i meno tutelati. In pratica risulta che solo l'11% della popolazione mondiale è protetta da un'adeguata legislazione antifumo (2). 
I residui tossici da combustione del tabacco, si attaccano in modo permanente sulle finestre, sui tappeti e sui mobili mantenendo il loro effetto nocivo; è il cosiddetto “fumo di terza mano”. Invisibili ad occhio nudo, ma potenzialmente responsabili per il persistente odore di tabacco stantio, queste tossine si depositano in strati di polvere su tutte le superfici della casa, in particolare sui tessuti dei tappeti e delle tende o possono rimanere sospese nell'aria per giorni e giorni o mesi. I bambini piccoli che gattonano o giocano a terra, ingoiano la polvere due volte più degli adulti e sono più a rischio di questo tipo di inquinamento. In linea generale i soggetti più a rischio sono i bambini, perché più una persona è vicina al pavimento e alle superfici basse, più aumenta il contatto con le nitrosamine del tabacco.
Recenti ricerche hanno confermato la gravità dell'esposizione alle nitrosamine nel fumo di tabacco di terza mano e di come detta esposizione possa determinare un aumento del rischio di cancro nei non fumatori con conseguenze soprattutto per i bambini (3).
Le politiche antifumo hanno indubbiamente dimostrato la loro efficacia, però in attesa che disposizioni di legge più stringenti vengano attuate è bene sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli conseguenti all'esposizione del fumo sia attivo che passivo.

1. Ministero della Salute: Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013. Presidenza Italiana Consiglio EU 2014.
2. Palavra IR, Franelić IP, Milanović SM, Puljić K: [Passive smoking--active killer]. Lijec Vjesn. 2013 Nov-Dec;135(11-12):326-9.
3. Ramírez N, Özel MZ, Lewis AC, Marcé RM, Borrull F, Hamilton JF: Exposure to nitrosamines in thirdhand tobacco smoke increases cancer risk in non-smokers. Environ Int. 2014 Oct;71:139-47.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche:

mercoledì 24 dicembre 2014

Il Natale è un Buon Natale se stai bene in salute e non fumi

Studi recenti (1) hanno individuato numerose cause scatenanti (trigger clinici) di infarto del miocardio e tra queste cause sono elencate sorprendentemente il Natale ed il Capodanno; ovviamente fanno parte di quest'eterogeneo elenco anche il fumo di sigaretta, il particolato atmosferico, il consumo di droga, l'eccesso di cibo, etc. Dunque, il Natale ed il Capodanno sebbene rappresentano isolatamente delle riconosciute fonti di stress, lo possono essere in misura particolarmente più marcata se si è fumatori. Tuttavia la cosa più importante è cercare di godersi in maniera rilassata questo periodo, sia dentro al calore della casa, sia fuori tra le strade illuminate a festa, magari regalandosi un salutare e definitivo stop al fumo. Così il Natale sarà davvero un Buon Natale!

1. Schwartz BG, Mayeda GS, Burstein S, Economides C, Kloner RA: When and why do heart attacks occur? Cardiovascular triggers and their potential role. Hosp Pract (1995). 2010 Aug;38(5):144-52.
Guglielmo Lauro
(medico)

lunedì 1 dicembre 2014

1 dicembre - World AIDS Day 2014: un nuovo target per le campagne antifumo

L'HIV è stato recentemente aggiunto alla lista delle condizioni patologiche croniche che sono oggetto di campagna antifumo come l'asma, il cancro, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le malattie cardiovascolari.
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni confermano che uno dei principali obiettivi nella cura clinica di persone HIV+ è la cessazione tabagica (1). In effetti, l'opinione scientifica è concorde nell'asserire che gli individui HIV+ ben trattati possono perdere più anni di vita attraverso il fumo che a causa della positività all'HIV (2). Il tabacco, infatti, esercita un maggiore impatto sulla salute dei pazienti HIV+ rispetto ai fumatori non infetti (3). In particolare i composti del fumo di tabacco in associazione a infezione da HIV, inducono complesse alterazioni fisiopatologiche interconnesse che a loro volta colpiscono diversi organi e apparati con effetto sinergico o cumulativo (3); di conseguenza il fumo può condizionare una maggiore frequenza di patologie oncologiche (tumore del polmone), di patologie cardiovascolari (per disfunzione endoteliale), nonché una minore efficacia delle terapie antiretrovirali. Infatti, il fumo rientra nelle sostanze d'abuso responsabili della mancata aderenza alla terapia antiretrovirale (4). Per questi pazienti è importante individuare idonee strategie di cessazione tabagica che tengano conto soprattutto degli aspetti psico-sociali; tali individui, infatti, spesso conducono una vita più emarginata, e la solitudine percepita contribuisce a rendere più arduo il percorso di cessazione (2); dunque, può risultare particolarmente indicata una terapia di gruppo, piuttosto che un approccio antitabagico di tipo individuale (5).

1. Calvo-Sánchez M, Martinez E: How to address smoking cessation in HIV patients. HIV Med. 2014 Oct 9.
2. Helleberg M, May MT, Ingle SM, Dabis F, Reiss P, Fätkenheuer G, Costagliola D, d'Arminio A, Cavassini M, Smith C, Justice AC, Gill J, Sterne JA, Obel N: Smoking and life expectancy among HIV-infected individuals on antiretroviral therapy in Europe and North America: The ART Cohort Collaboration. AIDS. 2014 Nov 25.
3. Calvo M, Laguno M, Martínez M, Martínez E: Effects of Tobacco Smoking on HIV-Infected Individuals. AIDS Rev. 2014 Nov 27;17(1).
4. Kumar S, Rao PS, Earla R, Kumar A: Drug-drug interactions between anti-retroviral therapies and drugs of abuse in HIV systems. Expert Opin Drug Metab Toxicol. 2015 Mar;11(3):343-55.
5. Stanton CA, Moadel AB, Kim RS, Weinberger AH, Shuter J: Loneliness in HIV-infected smokers. AIDS Care. 2014 Oct 8:1-5.
Guglielmo Lauro
(medico)
vedi anche: