lunedì 13 maggio 2024

Scuole che promuovono Salute - incontro formativo con gli studenti dell'IIS Giordani di Caserta


Il Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2020-2025 ha individuato una serie di priorità nell'ambito della promozione della salute definendo almeno 10 programmi predefiniti dei quali il primo (PP1) è Scuole che promuovono Salute. Nell'ambito di questo programma la scuola IIS Giordani di Caserta ha scelto come linea strategica di intervento il contrasto al consumo di prodotti del tabacco e con nicotina. Si tratta forse di uno dei temi più trasversali del PRP, rientrando specificamente nelle linee strategiche di intervento dei primi 4 programmi predefiniti dalla Regione Campania (PP1, PP2, PP3, PP4).

L'incontro formativo sul tabagismo tenutosi il 09.05.24 presso la scuola IIS Giordani è stato condotto dall'equipe del settore Formazione "Educazione della salute" (Nunzio Visone, Anna Marchione, Rosa Palermo) con la partecipazione del referente del Centro Antifumo Quit (Guglielmo Lauro) afferente al Dipartimento Dipendenze ASL Caserta.

Dopo un'introduzione sulla dimensione del fenomeno focalizzando l'attenzione nella realtà del sud Italia, è emersa una discussione approfondita sulle relazioni tra dipendenza da tabacco, stili di vita non salutari e varie patologie, come il diabete e diverse psicopatologie. In particolare, molto incisivo è stato il contributo del presidente dell'Associazione Nazionale Diabetici, sede di Caserta (Umberto Marzuillo) che ha enfatizzato le implicazioni degli stili di vita scorretti nel contesto del diabete. 
Durante l'incontro si è dato particolare rilievo al tema della giornata mondiale senza tabacco del 2024: "Proteggere i ragazzi dalle interferenze dell'industria del tabacco". Questo argomento ha stimolato un'attenzione particolare, evidenziando la necessità di adottare misure efficaci per salvaguardare le nuove generazioni dalle tattiche di marketing aggressive messe in atto dall'industria del tabacco.

Nelle scuole che nell'ambito del Progetto Quadrifoglio a.s. 2023/24 hanno già partecipato a tale indagine conoscitiva (ISIS Volta ad Aversa, Liceo Scientifico Siani ad Aversa, Istituto Comprensivo Capol.D.D. a San Nicola la Strada e Liceo Scientifico Fermi ad Aversa) il 10% degli studenti si identifica come fumatori di sigarette tradizionali, mentre il 7% utilizza sigarette elettroniche (e-cig), con un ulteriore 5% che opta per le e-cig contenenti tabacco riscaldato (HTP). Peraltro, una quota superiore al 40% si ritiene spesso esposta al fumo passivo. In merito alle sigarette elettroniche si è anche osservato che un numero consistente di studenti l'ha provata senza continuare.

La motivazione principale riportata dagli studenti per l'avvio del fumo o dello svapo è la curiosità. Tuttavia, il piacere derivato dall'atto di fumare o svapare nonché l'attrattività dei gusti delle sigarette elettroniche, emergono come fattori significativi che contribuiscono al loro mantenimento. È interessante notare che la maggior parte degli studenti fuma o svapa di nascosto dalla famiglia e spesso in compagnia di amici. Nonostante ci siano alcuni studenti interessati a smettere, la maggior parte di loro non avverte l'urgenza di tale cessazione, soprattutto se si tratta di sigarette elettroniche, le quali spesso sono percepite molto meno rischiose per la salute.

È degno di nota che la percentuale di padri fumatori risulta particolarmente alta, superando il 40% e che le madri fumatrici superino il 22%, valori molto al di sopra delle prevalenze registrate a livello nazionale.

Questi dati evidenziano la necessità di interventi educativi mirati e di politiche più efficaci per contrastare il consumo di tabacco tra i giovani e meno giovani, così come la promozione di stili di vita sani e il supporto per coloro che desiderano smettere di fumare o svapare.
Guglielmo Lauro
(medico)
Indagine conoscitiva sul tabagismo - Questionario per le scuole
(Questionario indirizzato agli studenti delle scuole che promuovono salute!)

lunedì 22 aprile 2024

Giornata della Terra 2024: Sfida Globale contro la Plastica

Il 22 aprile di ogni anno in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), la più grande manifestazione ambientale del pianeta. È stata celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1970, un anno dopo l’incidente in una piattaforma petrolifera al largo della California che causò la fuoriuscita di circa dieci milioni di litri di petrolio in mare per 11 giorni: un evento che colpì moltissimo l’opinione pubblica. L’Earth Day 2024 ha come obiettivo principale quello di porre l’attenzione sulla conservazione delle risorse naturali della Terra e sui danni provocati dall’inquinamento.
Il tema scelto per il 2024 è “Planet vs Plastics”, uno slogan scelto per accendere i riflettori su un grande problema ambientale che riguarda tutto il mondo, ovvero il fatto che solo il 9% del totale della plastica prodotta nel mondo ogni anno viene riciclata.
Circa 4,5 trilioni di singoli mozziconi di sigaretta inquinano il nostro ambiente globale ed essi rappresentano la forma di rifiuto di materiale plastico più abbondante del pianeta. Essi sono realizzati con un tipo di plastica che quando viene disperso nell'ambiente è estremamente dannoso: mentre i filtri delle sigarette, o la parte in plastica dei mozziconi, possono impiegare fino a 10 anni per degradarsi completamente, le sostanze chimiche che rilasciano possono rimanere nell'ambiente per molti anni oltre la vita del mozzicone di sigaretta stesso.
Queste tossine persistenti includono l'arsenico (utilizzato anche nell'avvelenamento dei topi), il piombo (un veleno che può influenzare lo sviluppo del cervello dei bambini) e la nicotina. Quando queste sostanze chimiche vengono smaltite in modo improprio negli angoli delle strade, fuori dai finestrini delle automobili o negli scarichi, rilasciano lentamente le tossine nei nostri sistemi naturali di acqua e suolo, presentando una seria minaccia per le persone e l'ambiente.
Considerevoli quantità di plastiche ci sono anche nei vari dispositivi alternativi alla sigaretta, quali sigarette elettroniche e sigarette a tabacco riscaldato.
Attualmente, non esiste un modo sicuro dal punto di vista ambientale per smaltire i rifiuti di questi nuovi prodotti del tabacco a causa dei loro molteplici componenti nessuno dei quali è biodegradabile e dei quali la plastica è il componente principale.
Fare qualcosa per la plastica è una questione vitale per la salute umana: i nostri attuali modelli di consumo e smaltimento della plastica sono insostenibili; secondo alcune recenti stime, ogni settimana, senza rendercene conto, ingeriamo una quantità pari a circa 5 grammi di particelle di materiale plastico, grosso modo il peso di una carta di credito (1). 
Le microplastiche una volta nell'organismo sono in grado di alterare le vie metaboliche in individui sani, figuriamoci in individui malati. Le microplastiche non si limitano a transitare nel tubo digerente, ma sono in grado di attraversare la barriera intestinale e attraverso il sangue migrare nei tessuti e negli organi (fegato, reni, polmoni e cervello) (1).  Un dato che desta particolare preoccupazione riguarda l'interazione tra le microplastiche ed il sistema immunitario; a tale proposito è stato osservato che i macrofagi (un tipo di cellule che intervengono nella difesa dell'organismo) quando inglobano le microplastiche la loro funzione viene alterata portandoli a rilasciare molecole infiammatorie, il che potrebbe avere implicazioni ancora maggiori in caso di patologie infiammatorie croniche (1).

1. Garcia MM, Romero AS, Merkley SD, Meyer-Hagen JL, Forbes C, Hayek EE, Sciezka DP, Templeton R, Gonzalez-Estrella J, Jin Y, Gu H, Benavidez A, Hunter RP, Lucas S, Herbert G, Kim KJ, Cui JY, Gullapalli RR, In JG, Campen MJ, Castillo EF: In Vivo Tissue Distribution of Polystyrene or Mixed Polymer Microspheres and Metabolomic Analysis after Oral Exposure in Mice. Environ Health Perspect. 2024 Apr;132(4):47005.
Guglielmo Lauro
medico

venerdì 1 marzo 2024

Il Quantified Self come ausilio nei percorsi di cessazione tabagica


Sempre più persone ricercano informazioni per adottare uno stile di vita sano e abbandonare comportamenti dannosi, come il fumo. In questo contesto, l'uso dei tracker che monitorano i parametri biologici sta guadagnando popolarità come strumento innovativo per aiutare le persone a smettere di fumare. Tracciare le proprie attività quotidiane e monitorare il proprio stato di salute è diventato un vero e proprio fenomeno culturale che prende il nome di Quantified Self (che potremmo rendere in italiano come "il Sé Quantificato", "la conoscenza di sé attraverso i numeri") (1). In effetti, quando si parla di Quantified Self, oggi si fa riferimento sia al fenomeno culturale dell’autotracciamento con la tecnologia, sia alle comunità di utenti che condividono l’interesse per la conoscenza di sé attraverso i numeri (1). 
Smettere di fumare è una sfida complessa che richiede impegno e motivazione costanti. I tracker per il monitoraggio dei parametri biologici possono fornire un supporto prezioso durante questo processo e i parametri che più spesso possono presi in considerazione per i fumatori sono il monitoraggio dell’attività fisica e il tracciamento delle abitudini del sonno. Inoltre, a questi vanno associate le app per smartphone che attraverso l’aggregazione di dati provenienti da questi tracker rilevano lo stress e/o forniscono un supporto motivazionale per la cessazione tabagica. Osserviamo meglio questi parametri.

ATTIVITÀ FISICA
L'attività fisica regolare può aiutare a ridurre l'ansia e l'irritabilità associate al processo di cessazione del fumo. L'esercizio fisico stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche che causano una sensazione di benessere e riducono lo stress. Inoltre, l'attività fisica può distrarre dalla voglia di fumare e fornire un'alternativa salutare al comportamento del fumo. I tracker possono registrare le attività quotidiane, come il numero di passi percorsi o le calorie bruciate, incoraggiando le persone a rimanere attive e a sostituire l'abitudine di fumare con uno stile di vita salutare. Inoltre, particolaremente indicate per i fumatori che stanno smettendo di fumare sono alcune attività sportive da scegliere in base alle preferenze personali e alle capacità fisiche: la camminata veloce, il nuoto, il ciclismo, l'allentamento di resistenza (sollevamento pesi). Ovviamente per ciascuna di queste attività sono disponibili diversi fitness tracker più o meno appositamente progettati, i quali oltre a tracciare e a sostenere la motivazione a migliorare le prestazioni, rappresentano anche un supporto aggiuntivo nel percorso di cessazione tabagica.

MONITORAGGIO DEL SONNO
Il monitoraggio del sonno con la diffusione dei nuovi dispositivi elettronici (smart ring, smart band, smartwatch, etc.), che rientrano nelle cosiddette “tecnologie per il sonno dedicate al mercato di massa”, Consumer Sleep Technologies (CSTs), sta diventando una pratica comune tra i fumatori. Infatti, questi ultimi sono spesso soggetti a disturbi del sonno (2, 4, 5) la cui compromissione è alla base della carenza della concentrazione; quest'ultima è, infatti, necessaria per raggiungere l'obiettivo della cessazione. Inoltre, il sonno rappresenta un parametro da non sottovalutare soprattutto nei fumatori difficili: psichiatrici (6), oncologici (7), con dolore cronico (8) specie se in trattamento con analgesici oppioidi, diabetici (9, 10), pazienti con storia di dipendenza da altre sostanze psicotrope, turnisti, etc. Tra i dispositivi di monitoraggio più accurati in ambito consumer si sono rivelati Oura Ring Gen 3 e Fitbit Sense (3). Si tratta di dispositivi indossabili (wearable) che, offrendo funzioni simili agli studi polisonnografici, mostrano innegabili vantaggi nel promuovere l'educazione alla salute del sonno. D’altra parte si ritiene che tali dispositivi possano contribuire alla precisione diagnostica e alla gestione clinica di patologie come l'OSAS (apnea ostruttiva del sonno), particolarmente frequente nei fumatori. L'OSAS, infatti, presenta una variabilità notturna che potrebbe beneficiare di un'integrazione di monitoraggio prolungata e conveniente offerta da tali dispositivi di tracciamento; infatti, gli studi polisonnografici spesso si svolgono solo per una singola notte di osservazione (11, 12).

MONITORAGGIO DELLO STRESS
Il monitoraggio dello stress spesso viene calcolato a partire dal tracciamento di vari parametri: temperatura corporea, dati dell’accelerometro, frequenza cardiaca e variabilità della frequenza cardiaca (HRV - Heart Rate Variability). Ad esempio, una maggiore variabilità nella frequenza cardiaca può suggerire resistenza allo stress, mentre una minore variazione può indicare che il sistema nervoso del corpo è in difficoltà. Le app sono quindi in grado di calcolare anche la “resilienza allo stress”, ovvero la capacità degli utenti di resistere allo stress fisiologico monitorando lo stress e il recupero diurno, nonché il recupero durante il sonno.
Coltivare una maggiore consapevolezza di ciò può essere utile, perché potrebbe incoraggiare i fumatori ad apportare cambiamenti proattivi, come implementare la meditazione o fare pause di esercizio quando lo stress aumenta.

Infine, è importante anche avere sotto controllo il peso con le bilance elettroniche, le quali oltre al peso corporeo, misurano tanti parametri tra cui i più importanti per coloro che stanno smettendo di fumare sono: massa muscolare, percentuale di grasso corporeo e massa ossea.

Massa muscolare
Aumentare la massa muscolare aiuta ad aumentare il metabolismo basale (BMR), bruciando più calorie anche a riposo e contrastando il possibile aumento di peso dopo aver smesso di fumare. Peraltro, la nicotina riduce la produzione di testosterone, un ormone anabolico che favorisce la crescita muscolare. Smettere di fumare aiuta a ripristinare i livelli di testosterone, facilitando la costruzione e il mantenimento della massa muscolare.

Percentuale di grasso corporeo
Perdere grasso corporeo in eccesso, soprattutto quello viscerale (addominale), riduce il rischio di malattie croniche associate al fumo, come malattie cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro.

Massa ossea
Il fumo può avere un impatto negativo sulla salute delle ossa, aumentando il rischio di osteoporosi. Monitorare la massa ossea con la bilancia elettronica può aiutare a identificare precocemente eventuali perdite e a prendere provvedimenti per migliorare la salute delle ossa, come aumentare l'assunzione di calcio e vitamina D e fare esercizio fisico con carico.

Insomma il Quantified Self si configura come un alleato prezioso nel percorso di cessazione tabagica, offrendo una serie di vantaggi tangibili che supportano la motivazione, la consapevolezza e l'adozione di scelte salutari. 
I dati dell'autotracciamento permettono di personalizzare il percorso di disintossicazione in base alle proprie esigenze, ottimizzando l'approccio e massimizzando le possibilità di successo. In conclusione si sottolinea che il Quantified Self non sostituisce il supporto umano e la consulenza professionale, ma ne rappresenta un complemento prezioso per un percorso di cessazione tabagica su misura, efficace e duraturo.
In generale l’uso di un questi dispositivi di autotracciamento può rivelarsi uno strumento efficace per promuovere cambiamenti sani nello stile di vita che includono l’attività fisica quotidiana e l’automonitoraggio degli obiettivi terapeutici.

1. Diletta De Cristofaro, Simona Chiodo: Quantified Sleep: Self-Tracking Technologies and the Reshaping of 21st-Century Subjectivity. Hist Soz Forsch. 2023;48(2):176-193.
2. Rebecca Robbins, Paul Krebs, David M Rapoport, Girardin Jean-Louis, Dustin T Duncan: Examining Use of Mobile Phones for Sleep Tracking Among a National Sample in the USA. Health Commun. 2019 May;34(5):545-551.
3. Adrian R Willoughby, Hosein Aghayan Golkashani, Shohreh Ghorbani, Kian F Wong, Nicholas I Y N Chee, Ju Lynn Ong, Michael W L Chee: Performance of wearable sleep trackers during nocturnal sleep and periods of simulated real-world smartphone use. Sleep Health. 2024 Apr 3:S2352-7218(24)00032-9.
4. D W Wetter 1, T B Young: The relation between cigarette smoking and sleep disturbance. Prev Med. 1994 May;23(3):328-34.
5. S.G. Conway, S.S. Roizenblatt, L. Palombini, L.S. Castro, L.R.A. Bittencourt1, R.S. Silva, S. Tufik: Effect of smoking habits on sleep. Braz J Med Biol Res, August 2008, Volume 41(8) 722-727.
6. Keita Kawai, Kunihiro Iwamoto, Seiko Miyata, Ippei Okada, Hiroshige Fujishiro, Akiko Noda, Kazuyuki Nakagome, Norio Ozaki, Masashi Ikeda: Comparison of Polysomnography, Single-Channel Electroencephalogram, Fitbit, and Sleep Logs in Patients With Psychiatric Disorders: Cross-Sectional Study. J Med Internet Res. 2023 Dec 13:25:e51336.
7. Xiaotong Li, Jun J Mao, Sheila N Garland, James Root, Susan Q Li, Tim Ahles, Kevin T Liou: Comparing sleep measures in cancer survivors: Self-reported sleep diary versus objective wearable sleep tracker. Res Sq[Preprint]. 2023 Oct 9:rs.3.rs-3407984.
8. Jukka Vanhanen, Jan Kujala, Mia Liljeström, Eija Kalso, Jussi Virkkala, Hanna Harno: rTMS targeted to the secondary somatosensory cortex influences sleep in CRPS patients, as measured with the OURA ring. Brain Behav. 2023 Nov;13(11):e3252.
9. Pamela Martyn-Nemeth, Jennifer Duffecy, Laurie Quinn, Alana Steffen, Kelly Baron, Swaty Chapagai, Larisa Burke, Sirimon Reutrakul: Sleep-Opt-In: A Randomized Controlled Pilot Study to Improve Sleep and Glycemic Variability in Adults With Type 1 Diabetes. Sci Diabetes Self Manag Care. 2023 Feb;49(1):11-22.
10. Willem J van den Brink, Tim J van den Broek, Salvator Palmisano, Suzan Wopereis, Iris M de Hoogh: Digital Biomarkers for Personalized Nutrition: Predicting Meal Moments and Interstitial Glucose with Non-Invasive, Wearable Technologies. Nutrients. 2022 Oct 24;14(21):4465.
11 Bastien Lechat, Hannah Scott, Jack Manners, Robert Adams, Simon Proctor, Sutapa Mukherjee, Peter Catcheside, Danny J Eckert, Andrew Vakulin, Amy C Reynolds: Multi-night measurement for diagnosis and simplified monitoring of obstructive sleep apnoea. Sleep Med Rev. 2023 Dec:72:101843.
12. Xiao Tan, Jesse D Cook, Jonathan Cedernaes, Christian Benedict: Consumer sleep trackers: a new tool to fight the hidden epidemic of obstructive sleep apnoea? Lancet Respir Med. 2019 Dec;7(12):1012.
Guglielmo Lauro
(medico)

giovedì 29 febbraio 2024

L'importanza della supplementazione di vitamina D nei fumatori

Nella scienza della nutrizione, dopo i 3 principali nutrienti (carboidrati, proteine e grassi), il quarto nutriente è rappresentato dalle vitamine (1). Di queste solo la vitamina D viene prodotta nel nostro organismo (1). In effetti, essa per l'80-90% è sintetizzata dalla pelle sotto l'azione dei raggi ultravioletti (soprattutto UVB) della luce solare, per il resto è ottenuta tramite l'alimentazione. Gli alimenti che ne sono più ricchi sono: salmone, aringa, trote, uova (tuorlo), semi oleosi (mandorle, noci).

La funzione principale e più nota della vitamina D è quella di favorire il processo di mineralizzazione dell'osso, aumentando l'assorbimento intestinale di fosforo e calcio, e diminuendo l’escrezione di calcio nell’urina. Oltre alle azioni sul tessuto osseo, la vitamina D ne svolge numerose altre, raggruppate comunemente sotto il termine di azioni extra-scheletriche, quali la modulazione del sistema immunitario, il controllo della proliferazione cellulare, la salute metabolica, etc.; infatti, quasi tutte le cellule del nostro corpo sono dotate di recettori per la vitamina D.

In considerazione che il fumo contribuisce ad innescare nell'organismo uno stato infiammatorio cronico, risulta particolarmente importante il ruolo della vitamina D. Essa, infatti, inibisce la liberazione di citochine proinfiammatorie come il fattore di necrosi tumorale α (TNF-α) (1). A tale proposito si ricorda che l'infiammazione cronica indotta dalla produzione continua di TNF-α rappresenta una delle principali cause di malattie come l'obesità, la dislipidemia, il diabete, le malattie cardiache e cerebrali (come il morbo di Alzheimer), le malattie autoimmuni e il cancro (1).

Alla luce delle evidenze epidemiologiche e dell’importante ruolo biologico della Vitamina D, la supplementazione di questa vitamina nei fumatori, in caso di deficit, potrebbe rivelarsi utile nei seguenti casi:

  • nel controllo della progressione di patologie croniche fumo-correlate come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), apnee ostruttive del sonno (OSAS) e/o di malattie cardiovascolari.
    • Nella BPCO sono comuni bassi livelli di vitamina D (2) specialmente quando si associa a osteoporosi secondaria; peraltro, bassi livelli di vitamina D sono stati associati a sintomi respiratori peggiori nei pazienti con BPCO stabile (3). Diversi studi sostengono che basse concentrazioni di 25-idrossivitamina D siano un indicatore di cattiva salute nella BPCO (4). 
    • Il fumo concorre all'insorgenza e al mantenimento di disturbi come la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS); infatti, la riduzione dei livelli circolanti di vitamina D, su cui intervniene anche il fumo, può essere responsabile della presenza e della gravità dell'apnea ostruttiva del sonno (5).
    • Le malattie cardiovascolari (ipertensione, ipertrofia ventricolare sinistra, scompenso cardiaco) fumo-correlate sono spesso peggiorate dalla carenza di vitamina D.
  • nella funzione di sostegno del sistema immunitario e quindi per quelle patologie immunologiche per le quali il fumo ne condiziona un peggioramento, come la psoriasi, la sclerosi sistemica, la sclerosi multipla, lupus eritematoso sistemico.
  • nella regolazione di patologie comuni come influenza, infezione severa da coronavirus, ipertensione arteriosa, osteoporosi, parodontite, sindrome da apnea ostruttiva del sonno, in forme diabetiche (diabete di tipo 2, diabete gestazionale) (6), in patologie neurodegenerative (Alzheimer, demenza vascolare) (7).
  • nella protezione nei confronti del cancro del colon-retto su cui incide sfavorevolmente il fumo di tabacco. A tale proposito è stato riscontrato che la vitamina D ha proprietà anticancerogene probabilmente anche attraverso la modulazione della risposta immunitaria; una metanalisi di quattro studi che hanno coinvolto 2.628 pazienti ha rivelato che bassi livelli di vitamina D circolante sono associati ad un aumento del 13% del rischio di recidiva per cancro del colon-retto (hazard ratio [HR], 1,13 [0,84-1,53]) e a un aumento del 38% del rischio di morte per lo stesso tumore (HR, 1,38 [0,71-2,71]) (8).
  • in alcune categorie di fumatori difficili: diabetici (9), turnisti, fumatori con sintomi depressivi (10), tossicodipendenti (11):
    • Diabetici: Bassi livelli di vitamina D sono collegati a un aumento del rischio di sviluppare resistenza all’insulina, sindrome metabolica e diabete mellito (12)
    • Turnisti: Il lavoro su turni notturni è correlato a disturbi del sonno, a interruzione del ritmo circadiano e a bassi livelli sierici di vitamina D (13); alcuni studi hanno riscontrato nei turnisti un'alta prevalenza di deficit di vitamina D rispetto ai lavoratori giornalieri (14).
    • Fumatori con sintomi depressivi: Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto luce su nuovi ruoli della vitamina D, che sembrerebbe essere in grado di regolare l'umore. In particolare, si ipotizza che la vitamina D agisca come un fattore antinfiammatorio, contrastando l'infiammazione cronica che spesso si osserva in casi di depressione (15).
    • Tossicodipendenti: Nel Disturbo da Uso di Sostanze (DUS) sarebbe stata riscontrata una relazione tra la carenza di vitamina D e il craving, per cui in carenza di vitamina D l’individuo sarebbe più sensibile agli effetti degli oppioidi esaltandone il desiderio; d’altra parte è stato anche osservato che i pazienti con diagnosi di DUS risultano mediamente più carenti di vitamina D rispetto alla popolazione normale (16).

Nei suddetti casi l'eventuale carenza di vitamina D dovrebbe essere valutata attraverso la concentrazione sierica di 25(OH)D. 
Calcolo integrazione Vitamina D

Calcolo stato Vitamina D e dose da integrare

Inserisci il valore in ng/ml:




L'indicazione sulla necessità di integrare la vitamina D e la quantità consigliata riportate in questo post sono fornite a scopo informativo e dovrebbero essere discusse con il proprio medico curante.Infatti, andrebbe considerata soprattutto la presenza di situazioni in cui la supplementazione è sconsigliabile: disfunzioni renali (creatinina > 1,2 mg/dl), disordini epatici (transaminasi 2 volte sopra il limite maggiore della norma, inversione del rapporto albumina/globulina, prolungamnento del PT), calcolosi renale di tipo calcico, ipercalcemia etc.

1. Kazuki Santa, Yoshio Kumazawa, Kenji Watanabe, Isao Nagaoka: The Potential Use of Vitamin D3 and Phytochemicals for Their Anti-Ageing Effects. Int J Mol Sci. 2024 Feb 9;25(4):2125.
2. Maria Minter, Hanna Augustin, Jenny van Odijk, Lowie E G W Vanfleteren: Gender Differences in Vitamin D Status and Determinants of Vitamin D Insufficiency in Patients with Chronic Obstructive Pulmonary Disease. Nutrients. 2023 Jan 13;15(2):426
3. Chai Young Lee, Sun Hye Shin, Hye Sook Choi, Yunjoo Im, Bo-Guen Kim, Ju Yeun Song, Daegeun Lee, Hye Yun Park, Jun Hyeok Lim: Association Between Vitamin D Level and Respiratory Symptoms in Patients with Stable Chronic Obstructive Pulmonary Disease. Int J Chron Obstruct Pulmon Dis. 2022 Mar 17:17:579-590.
4. Gitte Færk, Yunus Çolak, Shoaib Afzal, Børge G Nordestgaard: Low concentrations of 25-hydroxyvitamin D and long-term prognosis of COPD: a prospective cohort study. Eur J Epidemiol. 2018 Jun;33(6):567-577.
5. Michael Georgoulis, Meropi D Kontogianni, Ioanna Kechribari, Roxane Tenta, Elizabeth Fragopoulou, Kallirroi Lamprou, Eleni Perraki, Emmanouil Vagiakis, Nikos Yiannakouris: Associations between serum vitamin D status and the cardiometabolic profile of patients with obstructive sleep apnea. Hormones (Athens). 2023 Sep;22(3):477-490.
6. Amna Nadeem, Muniza Saeed, Ayesha Sadiqa, Hira Moin, Qudsia U Khan: The Effect of Vitamin D3 Intervention on the Association Among Vitamin D3, Adiponectin, and Body Mass Index in Pregnant Women With Gestational Diabetes. Cureus. 2023 Aug 15;15(8):e43506. 
7. Ottaiano A, Facchini S, Santorsola M, et al. Circulating vitamin D level and its impact on mortality and recurrence in stage III colorectal cancer patients: a systematic review and meta-analysis. Cancers (Basel). 2023;15:3012.
8. Aaron Jones, Muhammad Usman Ali, Meghan Kenny, Alexandra Mayhew, Vishal Mokashi, Henry He, Sabrina Lin, Ehsan Yavari, Karen Paik, Deejesh Subramanian, Robert Dydynsky, Komal Aryal, Rebecca H Correia, Darly Dash, Derek R Manis, Megan O'Connell, Teresa Liu-Ambrose, Vanessa Taler, Jacqueline M McMillan, David B Hogan, Susan Kirkland, Andrew P Costa, Christina Wolfson, Parminder Raina, Lauren Griffith: Potentially modifiable risk factors for dementia and mild cognitive impairment: an umbrella review and meta-analysis. Dement Geriatr Cogn Disord. 2024 Feb 12.
9. Nianrong Mi, Mingyuan Liu, Chao Meng, Fangming Fu: Evaluation of the effects of vitamin D deficiency and cigarette smoking on insulin resistance in type 2 diabetes mellitus: A meta-analysis of randomized controlled trials. Adv Clin Exp Med. 2023 Oct 30. 
10. Soheil Bagheri, Ahmad Reza Saghazade, Samira Abbaszadeh-Mashkani, Hamid Reza Banafshe, Fatemeh Sadat Ghoreishi, Azam Mesdaghinia, Amir Ghaderi: The effect of vitamin D supplementation on tobacco-related disorders in individuals with a tobacco use disorder: a randomized clinical trial. J Addict Dis. 2022 Jul-Sep;40(3):382-393.
11. Mitra Bemanian, Ranadip Chowdhury, Krister Stokke, Christer Frode Aas, Kjell Arne Johansson, Jørn Henrik Vold, Lars Thore Fadnes: Vitamin D status and associations with substance use patterns among people with severe substance use disorders in Western NorwaySci Rep. 2022 Aug 11;12(1):13695.
12. Sami Hamdan Alzahrani, Mukhtiar Baig, Khaled A Yaghmour, Sarah Al Muammar: Determinants of Vitamin D deficiency among type 2 diabetes mellitus patients: A retrospective study. Medicine (Baltimore). 2024 Feb 23;103(8):e37291.
13. Margherita Martelli, Gianmaria Salvio, Raffaella Lazzarini, Marijana Milinkovic, Alessandro Ciarloni, Giancarlo Balercia, Lory Santarelli, Massimo Bracci: Night shift work and serum markers of bone turnover in male shift workers. Chronobiol Int. 2023 Sep 2;40(9):1270-1278.
14. Romano A, Vigna L, Belluigi V, Conti DM, Barberi CE, Tomaino L, Consonni D, Riboldi L, Tirelli AS, Andersen LL: Shift work and serum 25-OH vitamin D status among factory workers in Northern Italy: Cross-sectional study. Chronobiol Int. 2015;32(6):842-7.
15. Mina Kaviani, Bahareh Nikooyeh, Farnaz Etesam, Siroos Jahangiri Behnagh, Hamed Mohammadi Kangarani, Mohammad Arefi, Parichehreh Yaghmaei, Tirang R Neyestani: Effects of vitamin D supplementation on depression and some selected pro-inflammatory biomarkers: a double-blind randomized clinical trial. BMC Psychiatry. 2022 Nov 11;22(1):694.
16. Enrico De Vivo: La vitamina D, gli effetti neurobiologici sorprendenti di questo neurosteroide nel cervello e il suo potenziale ruolo nel DUSDAL FARE AL DIRE Numero Speciale 2023.
Lauro Guglielmo
(medico)

martedì 2 gennaio 2024

Il Centro Antifumo: una palestra per la mente


Il consumo di tabacco spesso rappresenta un epifenomeno di disagi più profondi, risultando frequentemente associato a problematiche sottostanti di natura psicologica, sociale e comportamentale.  Esplorare questa prospettiva consente una comprensione più approfondita del ruolo del fumo di tabacco come sintomo di disturbi più complessi. In situazioni di questo genere, è essenziale affrontare la cessazione del fumo con un approccio olistico, che tenga conto non solo della dipendenza fisica dalla nicotina, ma anche dei concomitanti fattori psicologici, sociali e comportamentali. Un trattamento efficace dovrebbe affrontare in modo completo questi aspetti complessi, facilitando un cambiamento sostenibile nei comportamenti. Inoltre, durante la fase di cessazione, è cruciale che il fumatore si impegni, preferibilmente con il supporto di uno psicologo, in un processo di concentrazione e "ginnastica mentale". Questo sforzo non solo facilita l'abbandono del tabacco ma può anche portare a una serie di benefici che trascendono la mera rinuncia alla sigaretta. Tale processo di auto-miglioramento può essere considerato un allenamento che rafforza l'autostima e contribuisce a prevenire lo sviluppo di altre dipendenze.
Analizziamo quali sono gli aspetti vantaggiosi di questo processo cognitivo:
1. Sviluppo dell'autocontrollo: L'atto di smettere di fumare richiede un notevole grado di autocontrollo e auto-disciplina. Imparare a resistere all'impulso di accendere una sigaretta può tradursi in un aumento generale dell'autocontrollo, il che può essere applicato anche in altre sfere della vita. L'abilità di gestire le tentazioni e le abitudini dannose può essere estremamente preziosa nella prevenzione di altre dipendenze. Insomma, rende più facile affrontare le sfide della vita senza cercare rifugio in comportamenti dannosi o dipendenze sostitutive.
2. Consapevolezza delle proprie abitudini più o meno sane: Nel processo di smettere di fumare, molte persone diventano più consapevoli delle loro abitudini quotidiane, identificando i momenti specifici in cui sono inclini a fumare. Questa consapevolezza può essere applicata anche ad altre abitudini potenzialmente dannose, aiutando a prevenirle o affrontarle in modo più costruttivo.
3. Rinforzo positivo: Il raggiungimento di piccoli obiettivi durante il processo di smettere di fumare può avere un impatto positivo sull'autostima. Sentirsi in grado di superare una dipendenza può fornire la fiducia necessaria per affrontare altre sfide nella vita. Questo rinforzo positivo può creare un ciclo virtuoso di auto-miglioramento.
4. Maggiore assertività: l'assertività è la capacità di un soggetto di riconoscere le proprie esigenze, di esprimerle all'interno del proprio ambiente affermando con convinzione le proprie scelte e ottenendo il consenso altrui; in altre parole rappresenta è la capacità di farsi valere con la persuasione. Il processo di smettere di fumare spesso comporta la necessità di comunicare la propria decisione agli altri. La pratica di esprimere chiaramente i propri obiettivi e decisioni può contribuire a sviluppare abilità assertive nella comunicazione. Affrontare la dipendenza dal fumo richiede la gestione dello stress e delle pressioni sociali. Questo processo può aumentare la resistenza alle influenze negative e migliorare la capacità di affermare i propri valori e obiettivi, contribuendo così all'assertività. Prendere una decisione importante per la propria salute come smettere di fumare può tradursi in una maggiore assertività nelle altre aree della vita, poiché si acquisisce fiducia nella propria capacità di fare scelte consapevoli migliorando la capacità di affrontare situazioni difficili in modo assertivo.
5. Salute mentale migliorata: La connessione tra il fumo e la salute mentale è ben documentata. Smettere di fumare può migliorare la salute mentale, aumenta la resistenza allo stress, riduce l'impulsività, conferisce maggiore efficacia ai trattamenti psicofarmacologici, oltre determinare un maggior controllo ed effetti benefici sugli stati ansiosi e depressivi.
6. Riconoscimento dei fallimenti accettabili: Gli errori sono parte integrante della vita e spesso sono indispensabili per il nostro apprendimento e sviluppo personale. Attraverso gli errori, acquisiamo nuove prospettive, miglioriamo le nostre competenze e sviluppiamo la resilienza, cioè la capacità di adattarsi in modo positivo e costruttivo a situazioni negative o traumatiche. 
Gli errori possono essere preziosi strumenti di apprendimento, ma bisogna evitare quelli che favoriscono l'insorgenza di dannose dipendenze come il fumo. Scegliamo gli attrezzi giusti per allenare la nostra mente, il trucco sta nel discernimento tra gli errori che offrono opportunità di apprendimento (fallimenti accettabili) e quelli che rappresentano una minaccia alla nostra salute e felicità a lungo termine (fallimenti inaccettabili). L'esperienza negativa del fumo rientra tra i fallimenti inaccettabili che bisogna prevenire o correggere quanto prima.
7. Creazione di un nuovo mindset orientato alla crescita e al successoOgni fumatore ha il proprio modo di smettere di fumare unico e personale poiché ognuno si trova ad affrontare le differenti sfide che la vita e la dipendenza impone. Per quanto il percorso di cessazione del fumo possa portare notevoli benefici a livello psicologico, bisogna tener presente un passaggio cruciale spesso trascurato o dato per scontato, ovvero l'importanza della creazione di un nuovo modo di pensare, di un proprio "mindset" orientato alla crescita e al successo. Pertanto è necessario fare propri gli elementi positivi del cambiamento sopra menzionati (lo sviluppo dell'autocontrollo, maggiore consapevolezza delle proprie abitudini, maggiore autostima e assertività, più salute mentale), immaginando un sé stesso più sano e orientato al benessere e proiettando tale immagine di sé in un futuro più o meno prossimo. Inoltre, il cambiamento del mindset può anche influenzare la nostra percezione delle persone che ci circondano. Potremmo diventare più consapevoli dei comportamenti che desideriamo evitare o delle qualità che apprezziamo in un partner o in amicizie. Ciò potrebbe portarci a selezionare o ad attrarre individui che meglio si allineano con i nostri nuovi valori e obiettivi. Ovviamente le persone stabiliscono relazioni soprattutto in base a fattori come l'ambiente sociale, le circostanze e le scelte personali, tuttavia non va sottovalutato il "mindset" che in tal caso svolge un ruolo di grande importanza.

Affrontare le sfide connesse al superamento delle dipendenze, come nel caso della dipendenza dai prodotti del tabacco, rappresenta un atto di profondo rispetto verso sé stessi. Si tratta di un percorso di autoesplorazione, che quando intrapreso con la giusta determinazione, favorisce comportamenti che si fondano sulla consapevolezza dei propri diritti e sulla preservazione della propria dignità.
La decisione di liberarsi dalla dipendenza dal fumo rappresenta un autentico punto di svolta nella vita di un individuo, che si evolve verso una versione più forte e consapevole di sé stesso. Smettere di fumare spesso è solo l'inizio di una trasformazione positiva.
Guglielmo Lauro
(medico)