venerdì 21 settembre 2018

21.09.18 Giornata mondiale dell'Alzheimer: un nuovo caso di demenza ogni 3 secondi e una morte per fumo di tabacco ogni 6 secondi!


Il 21 settembre è la giornata mondiale della malattia di Alzheimer; tema di quest'anno è "Every 3 seconds" in riferimento al dato epidemiologico che nel mondo ogni 3 secondi qualcuno sviluppa demenza. Tra le varie forme di demenza, la più diffusa è la malattia di Alzheimer.
La demenza è attualmente considerata una delle maggiori sfide in campo medico a livello globale. Il numero sempre crescente di casi, insieme alla mancanza di cure che modificano la malattia e all'impatto socioeconomico della sua gestione, rappresentano una seria minaccia alla sostenibilità del nostro sistema sanitario. Studi recenti hanno dimostrato che la prevenzione dei noti fattori di rischio vascolare, come fumo, ipertensione, diabete, obesità, vita sedentaria, sono in grado di ridurre l’incidenza di demenza. 
L'Italia è attualmente il secondo paese, dopo la Germania, con la più alta percentuale di anziani (≥65 anni) in Europa, con circa 1 milione di soggetti affetti da demenza (1). Tuttavia, il problema della prevenzione primaria non è ancora incluso in un piano nazionale sulla demenza, né nel piano di azione europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (1). Sarebbe dunque importante iniziare a lavorare almeno sulla prevenzione dei fattori di rischio modificabili quali il fumo, la sedentarietà, la bassa scolarità, l'assunzione di alcol. Altrettanto importante è conoscere i fattori di protezione: stile alimentare sano (dieta mediterranea), mantenere allenato il fisico e il cervello, mantenere buone relazioni sociali.

È stato osservato che il fumo cronico di sigarette è associato ad una serie di alterazioni osservabili attraverso tecniche di Risonanza Magnetica:
  • alterazioni morfologiche (atrofia, assottigliamento corticale) e riduzione dell'irrorazione delle regioni corticali anteriori coinvolte nei disturbi da addiction (la corteccia cingolata anteriore, la corteccia orbitofrontale, la corteccia prefrontale dorsale e l'insula) (2).
  • riduzione del flusso sanguigno nelle regioni posteriori del cervello che nei fumatori cronici mostrano delle aberrazioni morfologiche (bassa densità di materia grigia nel cingolo posteriore) e metaboliche (2).
  • elevata deposizione di beta-amiloide come quella che spesso si riscontra precocemente nella malattia di Alzheimer (2).

Peraltro, è stato rilevato che maggiori sono gli anni di vita da fumatore minore è la perfusione cerebrale (2).
Un grosso studio durato 23 anni e nel corso del quale sono stati osservati 21123 volontari, ha rilevato che chi fuma due o più pacchetti di sigarette al giorno vede aumentare il rischio di Alzheimer a più del 157% e quello di demenza vascolare a più del 172% (3).
Una recente ricerca ha rilevato una interazione tra il fumo di tabacco e lo stato di portatore della variante ε4 di apolipoproteina E (APOE) (4), che rappresenta il più forte fattore di rischio genetico per esordio tardivo (dopo i 65 anni) di morbo di Alzheimer.
Recenti ricerche hanno evidenziato che soggetti con malattia di Alzheimer e demenza vascolare presentano livelli sierici di vitamina D significativamente inferiori rispetto a pazienti senza demenza (5). In questi casi, non è da escludere un possibile ruolo del fumo di sigaretta. Infatti, è noto che il consumo di tabacco è sovente causa di riduzione dei valori circolanti di vitamina D. Pertanto, la deplezione di questo importante neuro-nutriente indotta dal fumo potrebbe costituire uno dei fattori che concorrono all'insorgenza e alla progressione delle forme degenerative del sistema nervoso centrale.
Smettere di fumare ha un notevole valore di prevenzione della demenza; infatti, studi di metanalisi hanno rilevato che se da un lato i fumatori mostrano un aumento del rischio di demenza, dall'altro la cessazione del fumo diminuisce il rischio che può diventare pari a quello dei mai fumatori (6).

1. Mayer F, Di Pucchio A, Lacorte E, Bacigalupo I, Marzolini F, Ferrante G, Minardi V, Masocco M, Canevelli M, Di Fiandra T, Vanacore N: An Estimate of Attributable Cases of Alzheimer Disease and Vascular Dementia due to Modifiable Risk Factors: The Impact of Primary Prevention in Europe and in Italy. Dement Geriatr Cogn Dis Extra. 2018 Feb 21;8(1):60-71.
2. Durazzo TC, Meyerhoff DJ, Murray DE: Comparison of Regional Brain Perfusion Levels in Chronically Smoking and Non-Smoking Adults. Int J Environ Res Public Health. 2015 Jul 16;12(7):8198-213.
3. Rusanen M, Kivipelto M, Quesenberry CP Jr, Zhou J, Whitmer RA: Heavy smoking in midlife and long-term risk of Alzheimer disease and vascular dementia. Department of Neurology, University of Eastern Finland, Kuopio, Finland. Arch Intern Med. 2011 Feb 28;171(4):333-9
4. Durazzo TC, Mattsson N, Weiner MW3; Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative: Interaction of Cigarette Smoking History With APOE Genotype and Age on Amyloid Level, Glucose Metabolism, and Neurocognition in Cognitively Normal Elders. Nicotine Tob Res. 2015 Apr 6.
5. André Janse, Ondine van de Rest, Lisette C P G M de Groot, Renger F Witkamp: The Association of Vitamin D Status with Mild Cognitive Impairment and Dementia Subtypes: A Cross-Sectional Analysis in Dutch Geriatric Outpatients. J Alzheimers Dis. 2023;91(4):1359-1369.
6. Zhong G, Wang Y, Zhang Y, Guo JJ, Zhao Y: Smoking is associated with an increased risk of dementia: a meta-analysis of prospective cohort studies with investigation of potential effect modifiers. PLoS One. 2015 Mar 12;10(3):e0118333.
Guglielmo Lauro
(medico)

mercoledì 1 agosto 2018

01-07.08.2018 - Settimana mondiale dell'allattamento al seno (World Breastfeeding Week WBW): Il tuo piccolo è più prezioso di una fastidiosa dipendenza. Smetti di fumare!

L'allattamento al seno fornisce al bambino nutrizione e immunità per combattere malattie e infezioni che potrebbe contrarre dall'ambiente esterno. Stando ad alcune recenti ricerche, così come è importante smettere di fumare in gravidanza, lo è ancora di più durante l'allattamento al seno; d'altra parte è noto che la nicotina trasferita nel latte materno è più del doppio di quella trasferita nel siero materno (1).
Entrambi i genitori dovrebbero limitare l'esposizione al fumo di tabacco, prima e dopo la nascita dei figli poiché, secondo diversi studi, la suddetta esposizione è associata ad un aumentato rischio di leucemia linfoide e mieloide infantile (2). Inoltre, è stato riscontrato che il forte fumo paterno durante il periodo del concepimento rappresenta un fattore di rischio per leucemia linfoide infantile (3, 4, 5).
Le alterazioni dei geni (delezioni genomiche leucemogene) non sono ereditate dai genitori, ma vengono acquisite dalle cellule immunitarie del bambino i cui genitori fumano sia durante la gravidanza che dopo la nascita (5). 
Per ogni 5 sigarette al giorno fumate dalla madre o dal padre prima del concepimento è stato associato un aumento del 7% e dell'8% rispettivamente del numero di delezioni (5).
Per ogni 5 sigarette al giorno fumate durante la gravidanza, è stato osservato un aumento del 22% di delezioni (5).
Per ogni 5 sigarette fumate al giorno durante l’allattamento, è stato registrato un aumento del numero di delezioni del 74% (5).
La prevenzione della ricaduta del fumo nel periodo postpartum è essenziale poiché, secondo recenti studi, una percentuale pari al 50% delle donne che hanno smesso durante la gravidanza riprendono a fumare nei 6 mesi successivi al parto (6).
I bambini la cui madre fuma spesso sperimentano più coliche e altri disturbi digestivi (diarrea, vomito, nausea e crampi addominali), nonché disturbi del sonno (riduzione del sonno, alterazioni del ritmo sonno veglia) (1). 
Dunque, coloro che fumano tabacco durante l'allattamento rappresentano una seria minaccia alla propria salute e alla salute dei loro bambini.
Il tuo piccolo è più prezioso di una fastidiosa dipendenza. Smetti di fumare!

1. Mennella JA, Yourshaw LM, Morgan LK: Breastfeeding and smoking: short-term effects on infant feeding and sleep. Pediatrics. 2007 Sep;120(3):497-502
2. Metayer C, Zhang L, Wiemels JL, Bartley K, Schiffman J, Ma X, Aldrich MC, Chang JS, Selvin S, Fu CH, Ducore J, Smith MT, Buffler PA: Tobacco smoke exposure and the risk of childhood acute lymphoblastic and myeloid leukemias by cytogenetic subtype. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2013 Sep;22(9):1600-11.
3. Milne E, Greenop KR, Scott RJ, Bailey HD, Attia J, Dalla-Pozza L, de Klerk NH, Armstrong BK: Parental prenatal smoking and risk of childhood acute lymphoblastic leukemia. Am J Epidemiol. 2012 Jan 1;175(1):43-53.
4. Orsi L, Rudant J, Ajrouche R, Leverger G, Baruchel A, Nelken B, Pasquet M, Michel G, Bertrand Y, Ducassou S, Gandemer V, Lutz P, Saumet L, Moreau P, Hemon D, Clavel J: Parental smoking, maternal alcohol, coffee and tea consumption during pregnancy, and childhood acute leukemia: the ESTELLE study. Cancer Causes Control. 2015 Jul;26(7):1003-17.
5. de Smith AJ, Kaur M, Gonseth S, Endicott A, Selvin S, Zhang L, Roy R, Shao X, Hansen HM, Kang AY, Walsh KM, Dahl GV, McKean-Cowdin R, Metayer C, Wiemels JL: Correlates of Prenatal and Early-Life Tobacco Smoke Exposure and Frequency of Common Gene Deletions in Childhood Acute Lymphoblastic Leukemia. Cancer Res. 2017 Apr 1;77(7):1674-1683.
6. Underner M, Pourrat O, Perriot J, Peiffer G, Jaafari N: [Smoking cessation and pregnancy]. Gynecol Obstet Fertil Senol. 2017 Oct;45(10):552-557.
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 6 luglio 2018

06.07.18 International Kissing Day 2018: "se baci un fumatore ...te ne accorgi!"

Sia che si tratti di un bacio amichevole o di un bacio appassionato, l'International Kissing Day (Giornata Internazionale del Bacio) dal 6 luglio 1990 celebra tutte le varietà di questa piacevole attività che ci dona serenità e pace. Una forma di comunicazione interculturale che ha lo stesso significato in ogni Paese del mondo. Tuttavia il nemico numero uno del bacio è l'alitosi, specie se da fumo; chi non fuma la avverte subito e un semplice bacio si può trasformare in un’esperienza davvero fastidiosa. La chimica olfattoria e gustativa costituisce uno degli elementi inconsci più importanti di compatibilità fra i partner. Anzi il bacio può rappresentare uno strumento che interviene nella scelta del partner; esso, infatti, veicolando informazioni gustative e olfattive ci fornisce inconsciamente degli importanti elementi di compatibilità biologica, nonché sullo stato generale di salute del partner. I fumatori tendono a perdere sensibilità olfattiva e gustativa e spesso non si rendono conto di emanare cattivo odore dal respiro, cosicché tendono a perdere potenziali partner. 
“Bacia un non fumatore, senti la differenza”: Nei primi anni '80 è stato proposto questo slogan dal Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, nell'ambito della prevista campagna contro il fumo, per evidenziare la “perdita di prestigio sociale” (1). Forse dopo oltre 30 anni di campagne antifumo questo messaggio rimane tra i più attuali e convincenti.

1. Dopson L: Resolution realized. Kiss a non smoker...enjoy the difference! Nurs Times. 1981 Jan 8;77(2):56.
Guglielmo Lauro
(medico)

martedì 5 giugno 2018

05.06.2018 Giornata Mondiale dell'Ambiente - World Environment Day (WED): l'impatto ambientale del tabacco

L'impatto ambientale del tabacco è molto rilevante: i danni sull'ambiente sono tanto disastrosi quanto quelli che si evidenziano sulla salute umana. Anzi il tabacco rappresenta una delle più grandi minacce alla salute della nostra biosfera ed incide su vari livelli: coltivazione, lavorazione/produzione, consumo, smaltimento.
Nella fase di coltivazione, le piante di tabacco necessitano di quantità molto elevate di sostanze nutritive, tanto che impoveriscono notevolmente il terreno. Infatti, dopo la raccolta del tabacco si evita di riutilizzare lo stesso terreno per i due anni successivi altrimenti si avrebbe una produzione di pessima qualità, ma non può essere neanche utilizzato per grano o cereali, al massimo sullo stesso terreno si possono coltivare tuberi. Quindi per ottenere facilmente grandi e sistematiche coltivazioni di tabacco di qualità si impiegano terreni preferibilmente vergini, magari anche abbattendo foreste pur di far posto a nuove colture di tabacco. Si calcola che ogni anno si abbattono circa 2 milioni e mezzo di ettari di foresta per coltivare tabacco. Tutto questo accelera il deterioramento del suolo, porta alla desertificazione, mette a rischio oltre 2 milioni di specie animali, riduce la sicurezza dei territori per l'aumentato rischio di alluvioni, frane e smottamenti e mette in crisi intere comunità locali. Peraltro, la coltivazione di piante di tabacco si pone in diretta concorrenza con la coltivazione di prodotti alimentari che invece potrebbero sfamare le popolazioni le quali invece sono coinvolte nella coltivazione, raccolta e lavorazione del tabacco. In altre parole, il tabacco impoverisce sia i terreni sia coloro che sono coinvolti nella lavorazione del tabacco; infatti, la tabacchicoltura richiede un certo impegno economico per l'acquisto di grosse quantità di concimi chimici (fosfati, sostanze azotate e potassio), antiparassitari e pesticidi. Quindi i terreni oltre ad essere impoveriti sono anche contaminati da numerose sostanze chimiche che poi vanno ad inquinare anche le risorse idriche locali. 
Per quanto riguarda i processi di lavorazione/produzione del tabacco da fumo vengono abbattuti ettari ed ettari di foreste in modo da avere legna da ardere per essiccare le foglie di tabacco; il conseguente utilizzo di alberi come combustibili e la deforestazione sono causa di aumento della CO2 nell'atmosfera e quindi dei cambiamenti climatici. Inoltre, all'aumento della CO2 contribuiscono anche i non rari incendi innescati da mozziconi di sigaretta.
Il consumo delle sigarette concorre all'inquinamento ambientale in maniera diretta, degradando la qualità dell'aria (attraverso i gas, le polveri sottili e le numerose sostanze tossiche che si sprigionano dalla combustione), ed in maniera indiretta, attraverso i mozziconi che sono un rifiuto tossico che entrando in contatto con l'acqua libera gran parte delle sostanze tossiche in esso concentrate. 
I mozziconi di sigaretta sono costituiti da acetato di cellulosa, materiale che tende a disperdersi in pezzi più piccoli, senza mai degradarsi completamente e partecipa al carico nocivo dei prodotti da fumo.
Guglielmo Lauro

giovedì 31 maggio 2018

31.05.2018 World No Tobacco Day 2018: "Tabacco e malattia cardiaca: scegli la salute, non il tabacco"

Nella Giornata Mondiale senza Tabacco 2018 si focalizza l'attenzione su "Tabacco e malattia cardiaca" e si sottolinea l'impatto sulla salute pubblica delle malattie cardiovascolari fumo-correlate che rappresentano le principali cause di morte a livello mondiale.

Un recente studio di metanalisi ha evidenziato che più si fuma maggiore è il rischio di fibrillazione atriale, l'aritmia cardiaca più comune, con un aumento di circa il 14% del rischio di fibrillazione atriale per ogni 10 sigarette fumate al giorno (1). Rispetto alle persone che non avevano mai fumato, i fumatori attuali avevano un aumento del 32% del rischio e gli ex fumatori del mediamente del 9%, il che fornisce un’ulteriore prova della relazione dose-risposta (1).


In effetti ciò si spiega con il fatto che il fumo di tabacco notoriamente incrementa i fattori di rischio per la fibrillazione atriale (diabete, malattia polmonare ostruttiva, malattia coronarica, insufficienza cardiaca, aumento della frequenza cardiaca a riposo, ipertensione arteriosa) (1). Peraltro, è stato rilevato che la nicotina ha effetti diretti sulla conduzione del canale ionico atriale del miocita, bloccando la corrente K + esterna, che può portare a un ritardo della ripolarizzazione ventricolare o al prolungamento del periodo refrattario effettivo (2). Inoltre, il fumo di sigaretta è stato anche associato ad un aumento della fibrosi atriale, che può portare ad aritmie atriali rallentando la conduzione dell'impulso elettrico nel tessuto cardiaco (3).
Infine, per quanto riguarda l'aumento del rischio di ipertensione nel fumatore, esso può essere in parte attribuito oltre che alla vasocostrizione indotta dalla nicotina anche ai bassi livelli di vitamina D indotti dall’esposizione al fumo di tabacco (4).


In Italia non accenna a diminuire il numero totale di fumatori che anzi è in leggero aumento rispetto allo scorso anno (passando dal 22,3% del 2017 al 23,3% del 2018). Il serbatoio di riserva del tabagismo appare costituito dai giovani. Ecco l'identikit del giovane fumatore: maschio, di istituto professionale e liceo artistico, con una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente e i cui genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e che non controllano le spese dei figli.
I dati dell'Osservatorio Fumo Alcol e Droga (OssFAD) consentono di evidenziare come il fumo rappresenti un trampolino di lancio per i consumi di droghe illegali e alcolici. Infatti, risulta che circa i 2/3 dei fumatori abituali ha fumato almeno una volta cannabis nell'ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori; peraltro, anche il consumo di altre droghe appare nettamente maggiore nei fumatori. E, inoltre, si riscontra nei fumatori abituali un marcato consumo di alcolici: il 12% dichiara tre o più episodi di binge drinking (ovvero di perdita di controllo ubriacandosi) nell'ultimo mese. Riguardo agli stili di vita dei fumatori abituali si rileva un notevole incremento di assunzione di energy drink (quasi triplicato) e minore impegno in attività sportive.
Sono dunque necessari interventi sinergici famiglia-scuola. Gli interventi sul ruolo protettivo della famiglia dovrebbero mirare a ridurre il numero di genitori fumatori, a migliorare la relazione e il dialogo genitore-figlio con genitori più presenti alle problematiche dei loro figli e a creare case libere dal fumo.
Nella scuola si dovrebbe rispettare maggiormente il divieto di fumo estendendolo anche alle pertinenze esterne, ottenere il rispetto della norma antifumo da parte degli insegnanti, attivare programmi di prevenzione scolastica, potenziare il livello di istruzione favorendo le cosiddette competenze per la vita (life skills) ed intervenire precocemente (già dalla scuola primaria).
Insomma, le economie legate alle forme di dipendenza come il tabacco si confermano fra le più stabili, sebbene esse siano contrastate dalle campagne antifumo, dai crescenti divieti e dall'aumento delle tasse; inoltre, la crescente diffusione di dispositivi elettronici per lo svapo della nicotina rappresenta un giro di affari aggiuntivo di un mercato che si evolve e non conosce crisi.

1. Aune D, Schlesinger S, Norat T, Riboli E: Tobacco smoking and the risk of atrial fibrillation: A systematic review and meta-analysis of prospective studies. Eur J Prev Cardiol. 2018 Jan 1:2047487318780435.
2. Wang H, Shi H, Zhang L: Nicotine is a potent blocker of the cardiac A-type K(+) channels. Effects on cloned Kv4.3 channels and native transient outward current. Circulation 2000; 102: 1165–1171. 
3. Goette A, Lendeckel U, Kuchenbecker A: Cigarette smoking induces atrial fibrosis in humans via nicotine. Heart 2007; 93: 1056–1063.
4.  Zuxiang Wu, Yingxing Wu, Jingan Rao, Huan Hu, Chenxi Wang, Ji Wu, Yumeng Shi, Yang Fu, Xiaoshu Cheng, Ping Li: Associations among vitamin D, tobacco smoke, and hypertension: A cross-sectional study of the NHANES 2001-2016. Hypertens Res. 2022 Dec;45(12):1986-1996.
Guglielmo Lauro
(medico)
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