mercoledì 1 agosto 2018

01-07.08.2018 - Settimana mondiale dell'allattamento al seno (World Breastfeeding Week WBW): Il tuo piccolo è più prezioso di una fastidiosa dipendenza. Smetti di fumare!

L'allattamento al seno fornisce al bambino nutrizione e immunità per combattere malattie e infezioni che potrebbe contrarre dall'ambiente esterno. Stando ad alcune recenti ricerche, così come è importante smettere di fumare in gravidanza, lo è ancora di più durante l'allattamento al seno; d'altra parte è noto che la nicotina trasferita nel latte materno è più del doppio di quella trasferita nel siero materno (1).
Entrambi i genitori dovrebbero limitare l'esposizione al fumo di tabacco, prima e dopo la nascita dei figli poiché, secondo diversi studi, la suddetta esposizione è associata ad un aumentato rischio di leucemia linfoide e mieloide infantile (2). Inoltre, è stato riscontrato che il forte fumo paterno durante il periodo del concepimento rappresenta un fattore di rischio per leucemia linfoide infantile (3, 4, 5).
Le alterazioni dei geni (delezioni genomiche leucemogene) non sono ereditate dai genitori, ma vengono acquisite dalle cellule immunitarie del bambino i cui genitori fumano sia durante la gravidanza che dopo la nascita (5). 
Per ogni 5 sigarette al giorno fumate dalla madre o dal padre prima del concepimento è stato associato un aumento del 7% e dell'8% rispettivamente del numero di delezioni (5).
Per ogni 5 sigarette al giorno fumate durante la gravidanza, è stato osservato un aumento del 22% di delezioni (5).
Per ogni 5 sigarette fumate al giorno durante l’allattamento, è stato registrato un aumento del numero di delezioni del 74% (5).
La prevenzione della ricaduta del fumo nel periodo postpartum è essenziale poiché, secondo recenti studi, una percentuale pari al 50% delle donne che hanno smesso durante la gravidanza riprendono a fumare nei 6 mesi successivi al parto (6).
I bambini la cui madre fuma spesso sperimentano più coliche e altri disturbi digestivi (diarrea, vomito, nausea e crampi addominali), nonché disturbi del sonno (riduzione del sonno, alterazioni del ritmo sonno veglia) (1). 
Dunque, coloro che fumano tabacco durante l'allattamento rappresentano una seria minaccia alla propria salute e alla salute dei loro bambini.
Il tuo piccolo è più prezioso di una fastidiosa dipendenza. Smetti di fumare!

1. Mennella JA, Yourshaw LM, Morgan LK: Breastfeeding and smoking: short-term effects on infant feeding and sleep. Pediatrics. 2007 Sep;120(3):497-502
2. Metayer C, Zhang L, Wiemels JL, Bartley K, Schiffman J, Ma X, Aldrich MC, Chang JS, Selvin S, Fu CH, Ducore J, Smith MT, Buffler PA: Tobacco smoke exposure and the risk of childhood acute lymphoblastic and myeloid leukemias by cytogenetic subtype. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2013 Sep;22(9):1600-11.
3. Milne E, Greenop KR, Scott RJ, Bailey HD, Attia J, Dalla-Pozza L, de Klerk NH, Armstrong BK: Parental prenatal smoking and risk of childhood acute lymphoblastic leukemia. Am J Epidemiol. 2012 Jan 1;175(1):43-53.
4. Orsi L, Rudant J, Ajrouche R, Leverger G, Baruchel A, Nelken B, Pasquet M, Michel G, Bertrand Y, Ducassou S, Gandemer V, Lutz P, Saumet L, Moreau P, Hemon D, Clavel J: Parental smoking, maternal alcohol, coffee and tea consumption during pregnancy, and childhood acute leukemia: the ESTELLE study. Cancer Causes Control. 2015 Jul;26(7):1003-17.
5. de Smith AJ, Kaur M, Gonseth S, Endicott A, Selvin S, Zhang L, Roy R, Shao X, Hansen HM, Kang AY, Walsh KM, Dahl GV, McKean-Cowdin R, Metayer C, Wiemels JL: Correlates of Prenatal and Early-Life Tobacco Smoke Exposure and Frequency of Common Gene Deletions in Childhood Acute Lymphoblastic Leukemia. Cancer Res. 2017 Apr 1;77(7):1674-1683.
6. Underner M, Pourrat O, Perriot J, Peiffer G, Jaafari N: [Smoking cessation and pregnancy]. Gynecol Obstet Fertil Senol. 2017 Oct;45(10):552-557.
Guglielmo Lauro
(medico)

venerdì 6 luglio 2018

06.07.18 International Kissing Day 2018: "se baci un fumatore ...te ne accorgi!"

Sia che si tratti di un bacio amichevole o di un bacio appassionato, l'International Kissing Day (Giornata Internazionale del Bacio) dal 6 luglio 1990 celebra tutte le varietà di questa piacevole attività che ci dona serenità e pace. Una forma di comunicazione interculturale che ha lo stesso significato in ogni Paese del mondo. Tuttavia il nemico numero uno del bacio è l'alitosi, specie se da fumo; chi non fuma la avverte subito e un semplice bacio si può trasformare in un’esperienza davvero fastidiosa. La chimica olfattoria e gustativa costituisce uno degli elementi inconsci più importanti di compatibilità fra i partner. Anzi il bacio può rappresentare uno strumento che interviene nella scelta del partner; esso, infatti, veicolando informazioni gustative e olfattive ci fornisce inconsciamente degli importanti elementi di compatibilità biologica, nonché sullo stato generale di salute del partner. I fumatori tendono a perdere sensibilità olfattiva e gustativa e spesso non si rendono conto di emanare cattivo odore dal respiro, cosicché tendono a perdere potenziali partner. 
“Bacia un non fumatore, senti la differenza”: Nei primi anni '80 è stato proposto questo slogan dal Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, nell'ambito della prevista campagna contro il fumo, per evidenziare la “perdita di prestigio sociale” (1). Forse dopo oltre 30 anni di campagne antifumo questo messaggio rimane tra i più attuali e convincenti.

1. Dopson L: Resolution realized. Kiss a non smoker...enjoy the difference! Nurs Times. 1981 Jan 8;77(2):56.
Guglielmo Lauro
(medico)

martedì 5 giugno 2018

05.06.2018 Giornata Mondiale dell'Ambiente - World Environment Day (WED): l'impatto ambientale del tabacco

L'impatto ambientale del tabacco è molto rilevante: i danni sull'ambiente sono tanto disastrosi quanto quelli che si evidenziano sulla salute umana. Anzi il tabacco rappresenta una delle più grandi minacce alla salute della nostra biosfera ed incide su vari livelli: coltivazione, lavorazione/produzione, consumo, smaltimento.
Nella fase di coltivazione, le piante di tabacco necessitano di quantità molto elevate di sostanze nutritive, tanto che impoveriscono notevolmente il terreno. Infatti, dopo la raccolta del tabacco si evita di riutilizzare lo stesso terreno per i due anni successivi altrimenti si avrebbe una produzione di pessima qualità, ma non può essere neanche utilizzato per grano o cereali, al massimo sullo stesso terreno si possono coltivare tuberi. Quindi per ottenere facilmente grandi e sistematiche coltivazioni di tabacco di qualità si impiegano terreni preferibilmente vergini, magari anche abbattendo foreste pur di far posto a nuove colture di tabacco. Si calcola che ogni anno si abbattono circa 2 milioni e mezzo di ettari di foresta per coltivare tabacco. Tutto questo accelera il deterioramento del suolo, porta alla desertificazione, mette a rischio oltre 2 milioni di specie animali, riduce la sicurezza dei territori per l'aumentato rischio di alluvioni, frane e smottamenti e mette in crisi intere comunità locali. Peraltro, la coltivazione di piante di tabacco si pone in diretta concorrenza con la coltivazione di prodotti alimentari che invece potrebbero sfamare le popolazioni le quali invece sono coinvolte nella coltivazione, raccolta e lavorazione del tabacco. In altre parole, il tabacco impoverisce sia i terreni sia coloro che sono coinvolti nella lavorazione del tabacco; infatti, la tabacchicoltura richiede un certo impegno economico per l'acquisto di grosse quantità di concimi chimici (fosfati, sostanze azotate e potassio), antiparassitari e pesticidi. Quindi i terreni oltre ad essere impoveriti sono anche contaminati da numerose sostanze chimiche che poi vanno ad inquinare anche le risorse idriche locali. 
Per quanto riguarda i processi di lavorazione/produzione del tabacco da fumo vengono abbattuti ettari ed ettari di foreste in modo da avere legna da ardere per essiccare le foglie di tabacco; il conseguente utilizzo di alberi come combustibili e la deforestazione sono causa di aumento della CO2 nell'atmosfera e quindi dei cambiamenti climatici. Inoltre, all'aumento della CO2 contribuiscono anche i non rari incendi innescati da mozziconi di sigaretta.
Il consumo delle sigarette concorre all'inquinamento ambientale in maniera diretta, degradando la qualità dell'aria (attraverso i gas, le polveri sottili e le numerose sostanze tossiche che si sprigionano dalla combustione), ed in maniera indiretta, attraverso i mozziconi che sono un rifiuto tossico che entrando in contatto con l'acqua libera gran parte delle sostanze tossiche in esso concentrate. 
I mozziconi di sigaretta sono costituiti da acetato di cellulosa, materiale che tende a disperdersi in pezzi più piccoli, senza mai degradarsi completamente e partecipa al carico nocivo dei prodotti da fumo.
Guglielmo Lauro

giovedì 31 maggio 2018

31.05.2018 World No Tobacco Day 2018: "Tabacco e malattia cardiaca: scegli la salute, non il tabacco"

Nella Giornata Mondiale senza Tabacco 2018 si focalizza l'attenzione su "Tabacco e malattia cardiaca" e si sottolinea l'impatto sulla salute pubblica delle malattie cardiovascolari fumo-correlate che rappresentano le principali cause di morte a livello mondiale.

Un recente studio di metanalisi ha evidenziato che più si fuma maggiore è il rischio di fibrillazione atriale, l'aritmia cardiaca più comune, con un aumento di circa il 14% del rischio di fibrillazione atriale per ogni 10 sigarette fumate al giorno (1). Rispetto alle persone che non avevano mai fumato, i fumatori attuali avevano un aumento del 32% del rischio e gli ex fumatori del mediamente del 9%, il che fornisce un’ulteriore prova della relazione dose-risposta (1).


In effetti ciò si spiega con il fatto che il fumo di tabacco notoriamente incrementa i fattori di rischio per la fibrillazione atriale (diabete, malattia polmonare ostruttiva, malattia coronarica, insufficienza cardiaca, aumento della frequenza cardiaca a riposo, ipertensione arteriosa) (1). Peraltro, è stato rilevato che la nicotina ha effetti diretti sulla conduzione del canale ionico atriale del miocita, bloccando la corrente K + esterna, che può portare a un ritardo della ripolarizzazione ventricolare o al prolungamento del periodo refrattario effettivo (2). Inoltre, il fumo di sigaretta è stato anche associato ad un aumento della fibrosi atriale, che può portare ad aritmie atriali rallentando la conduzione dell'impulso elettrico nel tessuto cardiaco (3).
Infine, per quanto riguarda l'aumento del rischio di ipertensione nel fumatore, esso può essere in parte attribuito oltre che alla vasocostrizione indotta dalla nicotina anche ai bassi livelli di vitamina D indotti dall’esposizione al fumo di tabacco (4).


In Italia non accenna a diminuire il numero totale di fumatori che anzi è in leggero aumento rispetto allo scorso anno (passando dal 22,3% del 2017 al 23,3% del 2018). Il serbatoio di riserva del tabagismo appare costituito dai giovani. Ecco l'identikit del giovane fumatore: maschio, di istituto professionale e liceo artistico, con una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente e i cui genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e che non controllano le spese dei figli.
I dati dell'Osservatorio Fumo Alcol e Droga (OssFAD) consentono di evidenziare come il fumo rappresenti un trampolino di lancio per i consumi di droghe illegali e alcolici. Infatti, risulta che circa i 2/3 dei fumatori abituali ha fumato almeno una volta cannabis nell'ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori; peraltro, anche il consumo di altre droghe appare nettamente maggiore nei fumatori. E, inoltre, si riscontra nei fumatori abituali un marcato consumo di alcolici: il 12% dichiara tre o più episodi di binge drinking (ovvero di perdita di controllo ubriacandosi) nell'ultimo mese. Riguardo agli stili di vita dei fumatori abituali si rileva un notevole incremento di assunzione di energy drink (quasi triplicato) e minore impegno in attività sportive.
Sono dunque necessari interventi sinergici famiglia-scuola. Gli interventi sul ruolo protettivo della famiglia dovrebbero mirare a ridurre il numero di genitori fumatori, a migliorare la relazione e il dialogo genitore-figlio con genitori più presenti alle problematiche dei loro figli e a creare case libere dal fumo.
Nella scuola si dovrebbe rispettare maggiormente il divieto di fumo estendendolo anche alle pertinenze esterne, ottenere il rispetto della norma antifumo da parte degli insegnanti, attivare programmi di prevenzione scolastica, potenziare il livello di istruzione favorendo le cosiddette competenze per la vita (life skills) ed intervenire precocemente (già dalla scuola primaria).
Insomma, le economie legate alle forme di dipendenza come il tabacco si confermano fra le più stabili, sebbene esse siano contrastate dalle campagne antifumo, dai crescenti divieti e dall'aumento delle tasse; inoltre, la crescente diffusione di dispositivi elettronici per lo svapo della nicotina rappresenta un giro di affari aggiuntivo di un mercato che si evolve e non conosce crisi.

1. Aune D, Schlesinger S, Norat T, Riboli E: Tobacco smoking and the risk of atrial fibrillation: A systematic review and meta-analysis of prospective studies. Eur J Prev Cardiol. 2018 Jan 1:2047487318780435.
2. Wang H, Shi H, Zhang L: Nicotine is a potent blocker of the cardiac A-type K(+) channels. Effects on cloned Kv4.3 channels and native transient outward current. Circulation 2000; 102: 1165–1171. 
3. Goette A, Lendeckel U, Kuchenbecker A: Cigarette smoking induces atrial fibrosis in humans via nicotine. Heart 2007; 93: 1056–1063.
4.  Zuxiang Wu, Yingxing Wu, Jingan Rao, Huan Hu, Chenxi Wang, Ji Wu, Yumeng Shi, Yang Fu, Xiaoshu Cheng, Ping Li: Associations among vitamin D, tobacco smoke, and hypertension: A cross-sectional study of the NHANES 2001-2016. Hypertens Res. 2022 Dec;45(12):1986-1996.
Guglielmo Lauro
(medico)
Vedi anche:

lunedì 2 aprile 2018

2 aprile 2018: giornata mondiale di sensibilizzazione sull'autismo (World Autism Awareness Day): studi sulla relazione fra autismo e fumo!

I pazienti con patologie di interesse psichiatrico sono più spesso fumatori, ma ciò non vale negli individui con disturbo dello spettro autistico (ASD) per i quali vi è una bassa prevalenza del fumo di tabacco (1). 
Tuttavia non va sottovalutato il ruolo del fumo di tabacco nell'autismo, patologia spesso definita emergente per le caratteristiche di crescente incidenza e per l'ingravescente impatto che esercita a livello familiare e sociale.
Le recenti statistiche sull’incidenza dell’autismo elaborate dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC, 2012) riportano che negli Stati Uniti d'America un bambino su 88 ha un disturbo dello spettro autistico con un incremento di 10 volte negli ultimi 40 anni. Studi accurati hanno mostrato come questo incremento possa essere solo in parte spiegato da un miglioramento nel processo diagnostico e da una maggiore consapevolezza. Infatti, iniziano ad essere chiamati in causa da recenti studi anche l'ambiente e gli stili di vita della famiglia d'origine (2).
Un studio dello scorso anno ha riscontrato un aumentato rischio di ASD in coloro che sono stati esposti nel periodo pre e post-natale all'esposizione di particolato sottile (PM2,5) (3). 
Il tema di quest'anno, Empowering Women and Girls with Autism, mette in evidenza l'importanza dell'emancipazione di donne e ragazze con autismo, contro ogni forma di discriminazione. Allo stesso modo sarebbe importante responsabilizzare tutte le donne e le ragazze sul tema dell'autismo. Infatti, sono state individuate delle influenze transgenerazionali dell'autismo che mostrano un particolare coinvolgimento delle ragazze e delle donne di oggi nonché delle nonne di domani; in altre parole, di coloro che, in qualità di madri, detengono la trasmissione del DNA mitocondriale.
Infatti, un recente studio ha evidenziato che se la nonna materna fuma aumenta del 53% il rischio che i suoi nipoti possano presentare un disturbo dello spettro autistico (4). Ciò risulta spiegabile attraverso la trasmissione del DNA mitocondriale che avviene di generazione in generazione attraverso la cellula uovo materna (5).
Le mutazioni del DNA mitocondriale indotte dal fumo sembrerebbero lievi nella prima generazione in cui si rileva solo un aumento dell’incidenza di sindrome di Asperger (6), una patologia che presenta molte similitudini con l'autismo ma senza ritardo mentale (condizione nota anche come High Functioning Autism). Nella successiva generazione, per il probabile accumulo di mutazioni nel DNA mitocondriale e/o per una sorta di "risposta adattiva" rispetto al fumo, il nipote appare più reattivo rispetto all'autismo.
Dunque, fermo restando l'importanza di mettere in luce le sfide affrontate da donne e ragazze con autismo, una delle cose migliori che tutte le donne in salute possano fare per i propri bambini (e per i loro eventuali futuri nipoti!) consiste nel proteggerli dall'esposizione al fumo soprattutto evitando il fumo in gravidanza.

1. Bejerot S, Nylander L: Low prevalence of smoking in patients with autism spectrum disorders. Psychiatry Res. 2003 Jul 15;119(1-2):177-82)
2. Qin YY, Jian B, Wu C, Jiang CZ, Kang Y, Zhou JX, Yang F, Liang Y: A comparison of blood metal levels in autism spectrum disorder and unaffected children in Shenzhen of China and factors involved in bioaccumulation of metals. Environ Sci Pollut Res Int. 2018 Apr 22.
3. Talbott EO, Arena VC, Rager JR, Clougherty JE, Michanowicz DR, Sharma RK, Stacy SL: Fine particulate matter and the risk of autism spectrum disorder. Environ Res. 2015 Jul;140:414-20.
4. Golding J, Ellis G, Gregory S, Birmingham K, Iles-Caven Y, Rai D, Pembrey M: Grand-maternal smoking in pregnancy and grandchild's autistic traits and diagnosed autism. Sci Rep. 2017 Apr 27;7:46179.
5. Pirini F, Guida E, Lawson F, Mancinelli A, Guerrero-Preston R: Nuclear and mitochondrial DNA alterations in newborns with prenatal exposure to cigarette smoke. Int J Environ Res Public Health. 2015 Jan 22;12(2):1135-55.
6. Kalkbrenner AE, Braun JM, Durkin MS, Maenner MJ, Cunniff C, Lee LC, Pettygrove S, Nicholas JS, Daniels JL: Maternal smoking during pregnancy and the prevalence of autism spectrum disorders, using data from the autism and developmental disabilities monitoring network. Environ Health Perspect. 2012 Jul;120(7):1042-8.
Lauro Guglielmo
(medico)